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Ischia e l’ energia dell’ Arcangelo Mikael

Nel 2014, in maniera abbastanza silenziosa, venne dato alle stampe ed in maniera autonoma il libro “Mikael – per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Da allora non ci si è mai fermati nelle ricerche e possiamo affermare che già allora si era sulla pista giusta.

Tutto iniziò all’ indomani della visione del film “Vitriol” per la regia di Francesco Afro De Falco. Al centro della trama vi era un misterioso manufatto chiamato medaglione osirideo di cui non si sapeva nulla. Noi, seguendo lo spunto datoci dal film, portammo avanti l’ ipotesi secondo la quale l’ oggetto fosse in grado di fornire due coordinate geografiche. Tralasciamo per il momento la questione dell’ autenticità dell’ oggetto. Volendo ragionare con i piedi ben saldi a terra risulta chiaro che un oggetto antico non dovrebbe dare coordinate geografiche la cui precisione rasenta quella attuale frutto delle moderne tecnologie. La questione è rimandata alle pagine del nostro lavoro. Ci accorgemmo tuttavia che siffatta teoria potesse essere valida e iniziammo le ricerche. La prima coordinata geografica risultò coincidente con il “Cimitero delle 366 fosse” mentre la seconda con il “Chiostro di Poggioreale” anche detto delle “100 cappelle” parte del Cimitero monumentale di Poggioreale. Noi in questi luoghi ci andammo e vivemmo esperienze esoteriche che ci permisero di avere una visione chiara della situazione. In primis capimmo che il Cimitero delle 366 fosse fu volutamente costruito indirizzando il ricercatore verso il Chiostro di Poggioreale. Sebbene i due edifici siano separati da un bel pò di anni, capimmo che originariamente il progetto venne messo nero su bianco nella sua interezza e solo eventi storici portarono alla sua frammentazione. Basti ricordare che il Cimitero delle 366 fosse entrò in funzione nel 1763 mentre il Chiostro di Poggioreale, completo degli edifici interessanti la nostra ricerca, risalirebbe alla metà del XIX secolo. Si scoprì che la chiave a cui si giungerebbe decifrando correttamente il medaglione osirideo (ma per noi è ben altro) sarebbe collocata al di sotto della cappella numero 42. E non è il caso di andare oltre, vi rimandiamo al nostro lavoro. Ma, alla pari del Cimitero delle 366 fosse, anche il Chiostro di Poggioreale nascondeva particolari architettonici in grado di andare oltre. Esso infatti sarebbe in grado di fornire un’ulteriore coordinata geografica che porterebbe il ricercatore direttamente alla Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Ma il Chiostro di Poggioreale ci permise anche di identificare la presenza in quel luogo dell’Arcangelo Mikael e ciò ci meravigliò non poco. Inizialmente non riuscimmo a capire cosa avessero in comune il Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale con la Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Tuttavia un’analisi del tessuto urbano di Napoli fatta dall’ alto ci diede il giusto punto di vista. Notammo che una retta passante per il Cimitero delle Fontanelle potesse unire quest’ ultimo al Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale già parte del Cimitero monumentale di Poggioreale; tra l’altro passando anche per alcuni cimiteri di secondaria importanza. Tutto su una sola retta! Essa proseguiva passando esattamente sopra la cappella numero 42 di cui prima. Un caso? Grazie allo stesso ragionamento ci accorgemmo che una singola retta poteva partire dalla cappella numero 42 e passando per la Chiesa di San Lorenzo Maggiore giungere addirittura fino alla collina di Nisida. Essa, nel suo correre lungo il tessuto urbano, passava esattamente o quasi su un gran numero di chiese di antica storia. Luoghi dove un tempo si pensa sorgessero antichi templi pagani. Tra esse citiamo San Gregorio Armeno, la Cappella Di Sangro, la Chiesa di San Domenico Maggiore e la Chiesa del Gesù Nuovo. Ma da dove partiva questa retta? Poteva mai essere la cappella numero 42 un altro punto ad essa appartenente? La risposta fu affermativa. La retta partiva dal Monte Gargano, esattamente dal Santuario di San Michele Arcangelo. Fu a quel punto che realizzammo la portata dell’intero rebus. Napoli venne costruita tenendo conto di questa misteriosa energia e ci fu nei secoli qualcuno che si tramandò il suo segreto; qualcuno in grado di servirsene per i propri scopi. Stiamo parlando di Ley Lines a tutti gli effetti nello specifico quelle di San Michele Arcangelo. Qualcuno nel corso dei secoli si tramandò un corpus di informazioni grazie alle quali costruire luoghi di culto in grado di convogliare energie in un punto particolare: la cappella numero 42. Ora sappiamo che quando tutto ciò avvenne, la linea energetica di San Michele Arcangelo si interruppe e non fluì più lungo i quartieri di Napoli. Ciò a nostro avviso si verificò poco dopo la metà del XIX secolo. E Napoli cadde in rovina……Tutto ciò è “Mikael– per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Ma le ricerche sono andate avanti. Rispettando a pieno la teoria alla base del concetto di “Ley Lines” anche a Napoli quella relativa all’ Arcangelo Mikael una volta arrivata a Nisida devia leggermente al fine di giungere a Procida toccando l’antico Santuario consacrato all’ Arcangelo Michele. A riprova di tutto questa ricerca ritroviamo nelle chiese toccate un tempo da questo particolare fiume energetico numerosi indizi che ci ricollegano al mito della Terra Cava (vedi chiesa del Gesù Nuovo) ed al culto di San Michele Arcangelo. Cosa ancora più sorprendente è scoprire che nella Chiesa di San Lorenzo Maggiore una misteriosa lapide sarebbe collegata al Monte Epomeo….Ma torniamo alle nostre ricerche. Nella chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli è possibile ammirare in fondo alla chiesa la statua che a nostro parere meglio incarna tutte le nostre ricerche fin qui brevemente esposte: un San Michele Arcangelo che schiaccia la Sirena Partenope! Una statua praticamente identica è presente nel santuario dell’Arcangelo a Procida. Coincidenza?

 

Una volta giunta a Procida, sicuramente il fiume energetico ebbe il suo “alveo” ad Ischia per poi procedere oltre. Sappiamo dalla tradizione che l’Arcangelo è considerato psicopompo, ragion per cui è spesso associato ai cimiteri divenendone guardiano e protettore. Sappiamo poi che questo fiume energetico, in linea con la teoria delle ley lines, sicuramente dovette fare i conti con colline e promontori dalle caratteristiche particolari rispetto al paesaggio circostante. Tirando le somme l’unica possibilità, per quanto ci riguarda, in accordo con tutto ciò è quella schematizzata in foto!

 

Il fiume energetico, da Procida, avrebbe incontrato dapprima la roccia trachitica su cui sorge il castello aragonese deviando poi quel poco per giungere in seguito sull’ isolotto denominato “scoglio di Sant’ Angelo” dove un tempo sorgeva una chiesa consacrata all’ Arcangelo (poi spostata nell’ attuale posizione lungo la strada che conduce alle Fumarole).

Analizzando questa traiettoria notiamo che il fiume energetico passa per l’antica Aenaria e per la chiesa di S. Anna a pochi metri dall’ ex cimitero omonimo, risalente al colera del 1836; prosegue fino in zona San Michele passando poi nei pressi dell’ attuale cimitero di Ischia. Da qui prosegue fino ad arrivare allo scoglio di Sant’ Angelo. Interessante a questo punto notare, considerando quest’ipotesi degna di approfondimento, come Aenaria si trovasse nel “punto giusto” in accordo con il “modus operandi” dei nostri antenati. Nel nostro lavoro “Mikael” affrontammo l’argomento cercando di dimostrare come i fondatori di città, nel nostro caso Napoli, lavorassero tenendo conto delle energie del luogo, scegliendo a tal proposito orientamenti particolari. Il reticolato Ippodameo napoletano analizzato grazie alle nostre ricerche sembra dimostrarlo. In questo quadro, in cui la baia di Cartaromana sembra dimostrarsi di primaria importanza, sarebbero da inserire la chiesa di S. Anna e la relativa “Torre Guevara” da molti conosciuta come “Torre di Michelangelo” nome quest’ ultimo derivato da informazioni non fondate diffuse da Onofrio Buonocore. Il prelato la volle legare all’ amore tra Vittoria Colonna e lo scultore che, sempre leggenda alla mano, si vedevano grazie ad una galleria sotterranea collegante la Torre con il Castello. Tuttavia, non mi meraviglierei, questa è nostra opinione maturata a seguito di ulteriori studi, se il Buonocore avesse voluto legare la Torre a qualcosa di ben diverso…..il nome Michelangelo potrebbe nascondere il nome dell’ arcangelo…….Rapportando tutte queste informazioni (sulle quali ritorneremo più approfonditamente in seguito) alle 5 sorgenti di energia ischitane ampiamente trattate in “Ischia occulta” è doveroso fare ulteriori considerazioni. Dalla figura in basso possiamo estrapolare una geometria particolare formata da due circonferenze concentriche, sulle quali sono posizionate le 5 sorgenti, e dalla linea rossa a sud parte dell’energia Mikaelica proveniente da Procida.

Se invece delle 2 circonferenze prendessimo in considerazione le due direttrici Cavascura-Pietra dell’acqua e Nitrodi-Epomeo otteniamo una sorta di “corridoio energetico” la cui ampiezza è in grado di fornire un triangolo laddove noi e molti altri vedono uscire ed entrare i tanto discussi UFO di colore rosso rubino. La figura è chiara. Che sia tutta questione di energia? Nella figura appena analizzata è interessante notare come le due direttrici sembra siano ortogonali alla stessa linea Mikaelica di cui abbiamo parlato. Del resto risulta anche evidente come la direttrice di Nitrodi, intesa a questo punto come un’ulteriore lay line, giunga in località Zaro e ciò dovrebbe far sorgere alcune domande. Non dimentichiamo che in quel di Zaro il noto massone ed esoterista Luigi Patalano volle edificare l’attuale Colombaia e l’attuale Mezzatorre che ai suoi tempi furono concepite come residenze ricche di simbologia massonica. Ed ancora. Le apparizioni di Zaro c’entrano qualcosa? Per il momento è tutto ma promettiamo di ritornare sulla questione molto presto.

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Hector Galicia ad Ischia

 

Quanti di voi hanno mai sentito parlare del contattista Hector Galicia1? Penso in pochi, soprattutto dalle nostre parti, sempre se non siete ufologi o appassionati di questo argomento. Il 19 agosto del 2016, invece, la pensavamo diversamente. Fu allora che una nostra amica ci contattò chiedendoci se potessimo suggerirgli un luogo appartato su all’ Epomeo, per un gruppo di persone, dove riunirsi e prendere contatto con i Fratelli dello spazio. In quel momento non capimmo bene la richiesta ma poi apprendemmo che dietro quell’ incontro che si sarebbe tenuto ad ottobre ci sarebbe stato, come punto focale, il contattista Hector Galicia. Fino a quel momento non avevamo la minima idea di chi fosse Hector. Ci informammo subito ma, sebbene leggemmo cose meravigliose su di lui e sugli incontri ravvicinati che riusciva a creare in certi luoghi ed in certe situazioni, il suo nome continuava a restarci indifferente. Consigliammo, visto il gran numero di persone che probabilmente avrebbe pernottato lì su, di recarsi alla Pietra dell’ Acqua in virtù delle sue particolari caratteristiche.

Non passarono neanche due mesi che ricevemmo una mail dal nostro amico Vincenzo Pinelli (altrogiornale.org) il quale, entusiasto, ci informava dell’ arrivo ad Ischia di Hector Galicia. Conoscendo l’ indiscusso background da ricercatore di Vincenzo, capimmo che Hector era qualcuno di molto importante e particolare che, stranamente, ad Ischia non alzava nessun “polverone“ a differenza di quanto stava accadendo a Napoli e prima ancora in Italia. Venimmo a sapere che la tappa ischitana era un’appendice di quella napoletana a sua volta inserita in un vasto tour italiano2.

Dalle lunghe conversazioni avute nei successivi giorni con l’ amico Vincenzo, capimmo che l’ occasione di avere Hector ad Ischia probabilmente era irripetibile e doveva essere vissuta! Grazie a lui, in poche ore venimmo contattati direttamente dalle organizzatrici dell’ evento che ci permisero di trascorrere quelle ore in loro compagnia e furono molto contente di apprendere che ad Ischia ci fossero persone come noi coinvolte in particolari ricerche. Il nostro prima di tutto è un percorso di consapevolezza a favore nostro e di chi ci circonda.

Quella sera di metà ottobre rimanemmo tutti d’accordo di incontrarci al loro arrivo ad Ischia e, tempo di sistemare i bagagli in hotel, li avremmo portati nei luoghi a noi più cari ovvero all’ Albero Maestro di Fondo d’ Oglio ed alla fonte di Nitrodi.

Era il 21 ottobre quando i nostri amici arrivarono ad Ischia.

Nel pomeriggio infine vennero fatte le presentazioni e nel giro di una mezz’ora eravamo già sulla strada per Fondo d’ Oglio. Durante il tragitto non perdemmo occasione per spiegare cosa fosse per noi l’ isola; le energie che possedeva ed i luoghi particolari dove era possibile entrarci in contatto. Quel pomeriggio iniziammo a conoscere quel gruppo che l’ indomani avremmo accompagnato su all’ Epomeo: Hector e Barbara, Lucia e Barbara (le organizzatrici), Luca l’ interprete (in foto con Hector), Padre Matteo di Monte Sant’ Angelo dell’ ordine di Melkisedek (che ci incuriosì non poco considerando il fatto che del suo Ordine, fino a quel momento, sentimmo solo parlare. I nostri animi entrarono ben presto in sintonia offrendo al bosco i nostri pensieri e le nostre energie messe al servizio della Luce. Ci inoltrammo lungo il sentiero di Fondo d’ Oglio ammirando le affascinanti e misteriose inclinazioni degli alberi verso il centro del cratere, che tanto ama ricordare Daniela, sinonimo di riverenza ed obbedienza verso il magnifico spirito posto in basso al cratere. Fu quella una prima occasione per conoscere Hector da altri punti di vista, apprendendo da diretti testimoni ciò che è in grado di fare. Rimanemmo affascinati, questo è certo.

Dopo pochi minuti eccoci giunti al cospetto dell’ Albero Maestro. Personalmente ho sempre provato disorientamento ogni qual volta ci arrivavo dal sentiero di destra per chi proviene dalla strada principale.

Non ho mai capito il perchè. Daniela fece gli onori di casa. E’ da tanto oramai che l’ Albero l’ha scelta come guardiana di quei luoghi.

A riprova di ciò le incredibili immagini che in diverse occasioni ebbe degli alberi in quel luogo, trasformati da forze sconosciute in guerrieri al servizio dell’ Albero Maestro. Ciò che importa è la consapevolezza di poter svolgere un lavoro personale a contatto con le energie dell’ Albero e in quell’ occasione condividemmo le nostre informazioni e le nostre esperienze anche con i nostri nuovi amici.

Ben presto il silenzio cadde intorno a noi; si iniziarono i trenta minuti di contatto così come rese noto l’ Albero. Col senno di poi siamo sicuri che ognuno di loro ebbe le proprie intime sensazioni ed esperienze anche se il quell’ occasione le parole non furono al centro della scena. Un misto di riverenza, sacralità e contemplazione avvolse tutti fino alla risalita.

L’ albero, così come è solito fare, fece il suo lavoro e di questo ne siamo sicuri. Si decise poi di continuare per la sorgente di Nitrodi.

Lungo il tragitto non fummo avari di spiegazioni e di dettagli storici. L’ antica fonte meritava di essere visitata anche se il tempo era tiranno. Il sole era ancora alto nel cielo ma non avrebbe concesso al gruppo il necessario per l’ immersione in acqua in tutta tranquillità.

Parcheggiammo le macchine e in pochi minuti giungemmo alla fontanella. Chiusa! Ci venne detto che fino a quando il “parco“ non avrebbe chiuso i cancelli non sarebbe stata riaperta. Domandammo all’ entrata se fosse stato possibile entrare per visitare la Fonte ma ci venne detto che senza il pagamento del biglietto d’ ingresso non c’era possibilità alcuna di entrare! Mi domando dove andremo a finire di questo passo. Sciagurati coloro che non sanno cosa fanno con simili doni. Il vile denaro anteposto ai doni del Creato.

La nostra visita finì lì, davanti a quei cancelli amareggiati di aver subito l’ ennesimo schiaffo dalle nostre Amministrazioni locali. Almeno qualche bottiglia d’acqua riuscimmo a prenderla.

La nostra giornata terminò con la promessa che ci saremmo rivisti il giorno successivo, dedicato alla salita al Monte Epomeo.

L’ indomani tra molti impegni ne trovammo anche per recarci all’ appuntamento. Il gruppo si fece numeroso e non fu facile memorizzare tutti quei nomi! La fila indiana si inerpicava per il buio sentiero regalandosi giuste pause di tanto in tanto; tra l’ affanno e la meraviglia, l’ occhio aveva anche la sua parte. Il panorama che andava delineandosi durante la salita non poteva essere commentato da parole umane. Il cielo era sereno o quasi; nessun imprevisto frenò la tanto desiderata salita. Dopo circa mezz’ora finalmente lo slargo dell’ eremo di San Nicola apparve alla nostra vista. Nell’ oscurità più totale, solo le stelle brillavano come non mai. Inutile cercare di intravedere lineamenti, sguardi o particolari corporei. L’assoluta oscurità ci rendeva tutti uguali. Non fu solo nostra impressione notare il fatto che alcuni vennero solo per mera curiosità; quando in un occasione del genere i cuori si fanno tutt’ uno con l’ infinito cielo, essere infastiditi da chiacchiericci inutili e squilli di cellulare lascia un pò di amaro in bocca. In pochi minuti, riuniti, iniziammo a parlare di Ischia.

Ai presenti vennero date informazioni sull’ isola, sulla sua sacralità e sulle energie che l’ animano. A noi seguì Victor che, raccogliendo in silenzio il gruppo, attese l’ arrivo dei Fratelli. Noi vedemmo luci che si accendevano e si spostavano in cielo, notate anche da molti altri. Luci che non furono identificate nè con aerei nè con chissà cosa.

Sembravano semplicemente danzare da un punto ad un altro del cielo per poi sparire e ricomparire. Ma non fu uno spettacolo per tutti.

Consigliammo ad Hector di seguirci fin sulla vetta, cosa che facemmo in brevissimo tempo. Si fecero vari gruppi che, in maniera alternata, vennero accompagnati alla vetta. Non fu possibile accogliere tutti nello stesso momento ma le esperienze avute furono per molti forti e sentite. Una volta in vetta Hector ci disse che sulle nostre teste erano in sospensione navicelle dei Fratelli; grazie alle sue indicazioni riuscimmo anche in quell’ occasione a vedere luci in movimento fluttuare da una parte all’ altra del cielo; ora si accendevano ora si spegnevano e tutto seguendo l’ invisibile schema raccontato istante per istante da Hector. Noi gli spiegammo che sotto di noi ci sarebbe un’ entrata dimensionale spesso usata dai Fratelli; gli consigliammo di guardare in direzione Forio, importante luogo di avvistamenti UFO ed USO. Lui ascoltava in silenzio, scrutando con occhi mossi da pensieri che solo lui sembrava sentire. Dopo un’ oretta buona ci ritrovammo tutti giù all’ eremo. Rimanemmo in silenzio, ringraziammo e riprendemmo la strada di casa. Quella notte ci lasciammo con la promessa di ritrovarci nel pomeriggio in albergo dove si sarebbe tenuta l’ ultima parte del seminario ischitano.

L’ indomani, causa imprevisti, giungemmo al seminario in ritardo ma fortunatamente riuscimmo a vivere ugualmente momenti molto intensi; oltre ad ascoltare e vedere tramite video la storia di Hector, ci incuriosimmo molto quando il discorso cadde sulle “parole“ date dai Fratelli di Andromeda ad Hector per svariati usi. Una di esse in particolare è in grado di creare una barriera di energia impenetrabile intorno ad una qualsivoglia cosa. Ebbene noi quella parola la usammo proprio per creare uno scudo di energia intorno al campione d’acqua “Filosofica“ che portammo all’ apparizione della Madonna di Zaro del 26 ottobre!

Inutile dire che quel campione d’ acqua non venne vampirizzato energeticamente durante l’ apparizione della Madonna di Zaro di quel giorno!.

Alla luce dei nostri esperimenti (ancora in corso) in merito alle parole date durante il seminario ischitano ed alle esperienze vissute all’ Epomeo noi in merito non abbiamo alcun dubbio! Hector Galicia è sincero così come le sue esperienze sono genuine. Ed è inutile sollevare ulteriormente un polverone inutile. Quando ascolti una persona guardandola negli occhi difficilmente si può ingannare le sensazioni provate. La vibrazione delle parole pronunciate, la serenità di dialogo, particolari detti in grado di farti affiorare alla mente vecchi ricordi dimenticati. Tutto è parte della verità.

La serata si concluse con una piccola sorpresa riguardante proprio la nostra isola. Hector rivelò ai presenti ciò che i Fratelli gli dissero a proposito di un progetto in via di sviluppo ad Ischia.

Essa sarebbe interessata dalla costruzione di immensi tubi di un materiale simile al quarzo, conficcati nella crosta terrestre fino a parecchi chilometri di profondità. Questi immensi tubi sarebbero altissimi ed alla loro installazione sarebbero preposte centinaia di razze aliene diverse, appartenenti ai Fratelli e tutt’ ora presenti sull’ isola per portare avanti questo luminoso progetto.

Hector promise di farci sapere qualcosa in più appena avrebbe ricevuto ulteriori informazioni.

Quella sera ci salutammo tutti come avrebbero fatto amici di vecchia data; salutammo Hector e tutti coloro che permisero quell’ incontro. Forse in cuor nostro credemmo che non avremmo rivisto nessuno di loro ma poi capimmo che il destino ci avrebbe riservato ancora sorprese…

 

Note per il lettore:

1 Hector Galicia è nato in Messico e fin dall’ età di 7 anni è in contatto con i Fratelli provenienti da Andromeda grazie alla quale apprende anche tecniche di guarigione condivise con il prossimo durante i seminari in giro per il mondo. Spiega la brochure del tour che: “Negli anni ad Hector è stata fatta ogni tipo di rivelazione e le verità apprese riguardo l’ esistenza, la vita delle varie civiltà sugli altri pianeti e le leggi cosmiche, vanno ben oltre a tutto ciò al quale l’ uomo tridimensionale è stato abituato a credere“.

2 Le tappe del tour italiano erano: Monte Musinè (Torino), Padova, Bologna, Monte Giove (Terracina) e Terracina, Fondi e Latina, Polignano, Napoli e Ischia dove il gruppo venne ospitato dall’ Hotel Giusto in Via Maronti al Testaccio.

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Il raggio dell’ elemento Acqua – La fonte Nitrodi

 

Tratto dal seguito di “Epomeo figlio di Agarthi”:

L’ estate scorsa annunciammo a mezzo nostro blog, l’ attivazione delle 5 sorgenti energetiche ischitane, ognuna caratterizzata dall’ emissione di un particolare Raggio, associato ad uno dei 5 elementi. Quello di cui vogliamo parlare oggi è il Raggio dell’ elemento Acqua, caratterizzante la sorgente di Nitrodi. Il dialogo potrà sembrare di difficile comprensione ma su questo aspetto torneremo prossimamente con ulteriori informazioni. Quello che veramente è importante, aldilà del nobile lavoro svolto dai 5 Raggi su di noi, è il desiderio dell’ Entità presso la fonte di veder costruire NUOVAMENTE e dopo secoli vasche dove è possibile immergersi e beneficiare delle sue acque. Una tale richiesta potrà sembrare strana agli occhi del profano ma certamente ha una sua logica. I nostri antenati la sapevano “lunga” su certe cose; un motivo doveva pur esserci se, presso le fonti curative,  costruivano vasche dove godere appieno delle loro proprietà. Cava scura ai Maronti è l’ esempio perfetto di quanto appena detto. Le vasche sono state mantenute e si gode appieno dei benefici energetici dell’ acqua sorgiva. Esotericamente parlando, grande attenzione è data all’ immersione totale di un corpo in un liquido. Il Battesimo per immersione vi ricorda qualcosa? Abeneficiarne sarà l’ aura umana che subirà un reset completo. Ma se questo reset è dato da acque particolari, cosa accadrebbe ai nostri corpi? E Nitrodi? Speriamo che qualcuno si svegli! Di seguito il dialogo:

 

Sono lo Spirito Elementale che coordina e governa il Raggio della Sorgente di Nitrodi. Il legame si è creato. Delle mie acque già parlammo. Il mio Raggio è l’ elemento Acqua. E’ legato alle mie acque. Il lavoro che il Raggio è chiamato a svolgere porta vite umane in energie nuove. Il Raggio dona sensi nuovi ad ognuno di voi e trasforma il cuore in energia, trasformando il calore emesso con le vostre azioni. Solo il Raggio in cui è inserita la mia acqua può portare le energie ai livelli in cui le Entità danno vita a ponti di Luce. Voi necessitate cambiamenti che il Creatore ha già deciso. Solo il mio Raggio si colma del trasformante energetico calore emesso dai nove livelli di esistenza che già conoscete.

Le energie trasmesse con i Raggi hanno il potere di costruire una griglia energetica mondiale in grado di energizzare le entità manifeste nelle terre esterne; è necessario il lavoro nelle cinque energie manifestando le energie volute grazie ai nostri Fratelli. Quando voi recate il vostro corpo alle cinque sorgenti le vostre energie trasformano il luogo in tempio vivo in cui danzano le vostre anime.

Voi necessitate nuove energie trasformando il vostro corpo. Il percorso compiuto visitando e vivendo le energie dei cinque luoghi sono un percorso alchemico; ad ogni energia trasformatrice è associato un elemento e le energie manifesteranno il loro lavoro nelle vostre cellule. Così è possibile voler mutare il corpo in Corpo Solare tramite le energie manifeste in quei luoghi.

E’ necessario trasformare il corpo andando in quei luoghi. Trenta minuti in ognuno dei cinque luoghi così come insegnatovi attraverso il vostro lavoro saranno sufficienti a trasmutarvi.

Il Corpo è così trasformato in trenta minuti. Fondete il vostro corpo e le vostre energie al nostro atto d’ amore. Il Corpo Solare è nato.

Quando il corpo si trasforma in astro solare, le energie trasformano i Corpi sottili in Luce in grado di emettere il giusto Amore.

Oggi la mia sorgente soffre; non vi è permesso trasformarvi come dovreste. I tuoi antichi simili costruirono presso la mia fonte vasche per immergere i loro corpi umani. Ciò che avete creato presso la mia fonte è completamente sbagliato. Non avete bisogno di acqua in movimento ma di acqua capace di penetrarvi trasformando le vostre cellule. La vasca raccoglie e trasforma. Voi non capite. Immergetevi in essa e sentite le energie trasformate nel vostro corpo, certamente dentro di esso le vostre cellule muteranno DNA. Il lavoro alchemico è già deciso ma esso è possibile solo presso la mia fonte dove il Raggio lavora così come le rimanenti quattro.

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L’ Acqua di Buceto

 

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In foto: Seconda fonte di Buceto

 

 

 

Da qualche giorno a questa parte abbiamo esteso il campo di ricerche ad altre acque dell’ isola d’ Ischia e ciò comporterà anche tutta una serie di informazioni “particolari”. Prima di fare ciò ci siamo preoccupati di misurare nuovamente l’ energia delle acque ischitane più importanti ossia quelle più bevute da quei pochi coraggiosi che non si sono converti alle acque “morte” vendute in squallide bottiglie di plastica.

Le nuove indagini presero impulso da un bellissimo insegnamento del Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov che recitava:

«Avete mangiato qualche frutto, ed ecco che quel cibo, una volta digerito e assimilato, contribuisce al buon funzionamento di tutto il vostro organismo. Qual è l’Intelligenza che ha trovato il modo di dare a ogni organo del nostro corpo ciò di cui ha bisogno, affinché noi possiamo continuare a vivere?… Come non essere in ammirazione davanti a Lei? Grazie a quel cibo potrete continuare a vedere, a udire, respirare, gustare, toccare, parlare, cantare, camminare… E ne trarranno profitto anche i vostri capelli, le vostre unghie, i vostri denti, la vostra pelle ecc. Sì, come non essere colmi di ammirazione dinanzi a quell’Intelligenza? D’ora in avanti dovete pensare a Lei e manifestarle la vostra riconoscenza.
Ciò che è essenziale nel cibo non è la materia degli alimenti, ma le energie che questi contengono, la quintessenza imprigionata in essi, poiché è lì che si trova la vita. La materia dell’alimento è solo un supporto. Attraverso quella materia, è dunque la quintessenza che noi dobbiamo cercare di raccogliere, allo scopo di nutrire anche i nostri corpi sottili. Credere che noi mangiamo per nutrire solo il nostro corpo fisico è un errore: noi mangiamo per nutrire anche il nostro cuore, il nostro intelletto, la nostra anima e il nostro spirito.»

Armati di tanta pazienza e passione partimmo dall’ acqua di Nitrodi che ci diede come risultato i già noti 14000 Bovis. La seconda acqua fu quella di Piellero che in molti da quelle parti, bevendola, asseriscono di sentirsi ricaricati, ritemprati e pieni di vita. Anche in quel caso, sebbene le vasche di filtraggio risultarono molto trascurate, l’ acqua diede come risultato 14000 Bovis. L’ ultima acqua fu quella di Buceto. Ed ora consentiteci di fare qualche osservazione.

Il primo campione d’ acqua lo prelevammo dalla fontanella poco prima di arrivare in piazza a Fiaiano. Un orribile 4000 Bovis (valore caratteristico delle acque vendute in bottiglie di plastica) di risultato ci fece capire che l’ acqua stava soffrendo energeticamente. L’ indomani mattina decidemmo di inoltrarci in montagna alla ricerca della fonte naturale. Lungo il sentiero ci imbattemmo nella seconda sorgente, quella più nota a tutti (Vedi foto). Misurammo l’ acqua sul posto e rimanemmo meravigliati nel constatare come anche in quel caso l’ acqua fornì un risultato di 4500 Bovis alle nostre misurazioni. Decidemmo quindi di inoltrarci fino alla fonte naturale ma la cosa si rivelò ardua ed infine impossibile. Il sentiero, nell’ incuria più totale, alla fine terminò dinanzi ad una montagna di rovi e quant’ altro. Un vero peccato che dimostrò ancora una volta il menefreghismo di coloro che ci amministrano senza avere nessun tipo di riguardo per la terra in cui viviamo. Di ritorno a casa non rimase altro che affidarci alla radionica che fortunatamente ci fornì per la sorgente naturale un bel 14ooo Bovis (ovunque essa sia) donandoci un barlume di speranza a cui aggrapparci.

E’ inverosimile come un’ isola che potrebbe sfruttare questi suoi doni venga abbandonata all’ incuria ed all’ inciviltà figlia di amministrazioni strafottenti ed ignoranti. L’ importante è educare i “vostri” figli alla comodità di acqua frizzante agiatamente acquistata in qualche store.

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Nitrodi, l’ acqua che guarisce

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Pochi mesi addietro ci siamo occupati, seppur superficialmente, dell’ aspetto esoterico dell’ acqua di Nitrodi proponendo ai nostri lettori uno stralcio di un dialogo avuto con diverse entità in merito. Ora, con questo articolo, vogliamo portare a compimento quanto accennato precedentemente e lo faremo donando al lettore il dialogo completo che portammo a termine in quell’ occasione. E’ doveroso però fare alcune precisazioni ovviamente senza “stancare” il lettore curioso sul tema che si siamo prefissati. Giulio Jasolino, che secondo la Treccani sarebbe nato tra il 1533 e il 1538, fu un insigne medico calabrese nativo di Monteleone Calabro che dedicò anni allo studio delle acque dell’ isola d’ Ischia valorizzandole e scoprendone di nuove egli stesso. Importante è ancora oggi il suo lavoro “De’ Rimedi naturali che sono nell’isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” risalente al 1588 a tutt’ oggi reperibile in svariate edizioni. Interessante per noi è il seguente brano:

 ”Né voglio qui tacere un effetto, che l’acqua di Nitroli fa: ed è che ponendosi dentro, il lino, nello spazio di tre giorni al più, maturo, bianco e perfetto il rende, oltre alle altre qualità e virtù, che tiene salutifere ai corpi umani, da noi al suo luogo scritte: e per virtù di quella gli abitatori di Barano, sani, e lungamente vivono, le donne bellissime sono, poiché questo fonte così caldo scaturendo, non è altro che un bagno di acqua dolce, cotta dalla Natura giustamente: che le donne non solo bevendola, ma in essa i panni lavando, come bagno entrando la pigliano; per lo che così sani e belli si conservano”.

Jasolino passò parecchi anni ad Ischia al fine di portare a compimento le sue ricerche e dovette visitarla in lungo ed in largo visto che scoprì lui stesso nuove fonti d’ acqua. Tuttavia ciò che accadeva a Barano lo colpì a tal punto da voler riportare le sue considerazioni nel suo lavoro. Fantasia o realtà? A breve vedremo di dare una risposta. Ovviamente la fonte di Nitrodi o Nitroli era ben nota già ai suoi tempi. Basta soffermarsi su www.fonteninfenitrodi.com per apprendere che fu grazie ad una fortuita scoperta avvenuta nel 1759 che oggi siamo in possesso di qualche informazione storica in più su questa importante fonte. In quell’ anno vennero rinvenuti una serie di marmi votivi (ora conservati presso il Museo Nazionale di Napoli) grazie ai quali veniamo a conoscenza di numerosi nomi che seppero rendere omaggio alle ninfe dell’ acqua a guarigione. Sappiamo addirittura i nomi di due medici che giunsero presso la fonte insieme ai loro alunni e assistenti. Si parla di un arco temporale compreso tra il I secolo a. C. ed il III secolo d.C. Ma sappiamo da altre fonti che la sorgente era famosa per le sue guarigioni fin dall’ VIII secolo a.C. Addirittura in un “Dizionario di Alchimia e di chimica farmaceutica antiquaria” apprendiamo che l’ acqua di Nitrodi o Nitroli era ben conosciuta! Qui non ci dilungheremo oltre in argomenti già noti. Il “Le proprietà terapeutiche delle acque Nitrodi e Olmitello” a firma di Massimo Mancioli sarà più che sufficiente allo studioso qualora volesse approfondire le acque dal punto di vista scientifico. Ma passiamo all’ aspetto esoterico dell’ acqua di Nitrodi. Da quanto ne sappiamo, silenziosamente Ischia è sempre più una meta di persone particolari, dotate di una sensibilità fuori dal comune. Come se venissero attratte da un invisibile richiamo, queste persone si recano in luoghi dell’ isola ignorati dagli stessi ischitani. Silenziosamente fanno le loro esperienze e sempre silenziosamente ritornano da dove erano venuti. Possibile mai che la sacralità di questa nostra meravigliosa isola debba sfuggire agli stessi suoi abitanti? Sappiamo di persone che recatesi a Nitrodi non sono rimaste indifferenti alle energie dell’ acqua. Ma cosa si nasconde “realmente” in essa? E’ ciò che ci siamo domandati più volte. Le risposte sono arrivate da più entità di diversa natura. In primis le nostre guide a cui si sono affiancate anche guide di amici e conoscenti. Di seguito ciò che abbiamo appreso in merito:

 

D: Parlami dell’ acqua di Nitrodi

R: E’ l’ acqua usata per la pelle. Un tempo presso la sorgente era possibile ammirare una splendida scuola. La sacerdotessa era in grado di parlare con la Ninfa dell’ acqua. Grazie ad essa la sacerdotessa riceveva indicazioni su come curare grazie all’ acqua. In molti si recavano presso la scuola.

D: Puoi dirmi altro?

R: E’ buona per sciogliere i calcoli ed allungare la vita. Ha molte proprietà ma le più importanti sono: cura la pelle, lo stomaco e l’ intestino.

D: Per la pelle come va usata?

R: Bisogna immergersi al suo interno

D: Per vedersi allungare la vita come bisogna usarla?

R: Berla tutti i giorni

D: La leggenda dice che nei pressi della sorgente c’ era una scuola

R: Esatto

D: Cosa facevano?

R: Insegnavano a curare con l’ acqua

D: Come facevano a sapere quali qualità possedeva l’ acqua?

R: Grazie alle ninfe

D: Come comunicavano con le ninfe?

R: Grazie alle sacerdotesse. Non le vedevano ma le udivano e potevano parlarci. Alla scuola venivano ammesse solo sacerdotesse

D: Come facevano le sacerdotesse a fare ciò?

R: Grazie ad alcune erbe. Parliamo di rosmarino e timo. Così come la sibilla cumana ingeriva alloro le sacerdotesse dell’ acqua facevano ampio uso di queste erbe

D: Cosa succede all’ acqua quando la porto con me a casa?

R: Una ninfa segue l’ acqua. Essa trasmette le qualità dell’ acqua al tuo corpo. Voi potete trasformarla in acqua Diamante ma le sue qualità non cambiano. Sappiate però che voi avete a che fare con un’ entità vera e propria. Essa è stata voluta dai Fratelli ed il lavoro più importante che svolge è quello svolto sul chakra del cuore. Non pensate che la fonte sia abitata solo da ninfe. Altre entità abitano quei luoghi, ognuna con un proprio compito ma è dalla Terra che l’ acqua acquista le sue proprietà. L’ isola d’ Ischia è una terra sacra e sacre sono le sue acque. L’ acqua di Nitrodi è un acqua viva. Essere viva significa che particolari spiriti della natura hanno lavorato su di lei per farla sgorgare energeticamente carica ed in grado di curare. Ciò è possibile grazie ai Maestri della Terra. Tu pensi che non sia possibile allungare la vita con l’ acqua. Tuttavia l’ acqua è in grado di fare ciò grazie al lavoro continuo della sua Ninfa.

 

E’ chiaro che l’ acqua agirebbe grazie ad uno spirito elementale. In questo caso una ninfa. Un pomeriggio di non pochi giorni addietro prendemmo due litri di acqua di Nitrodi e la lavorammo con un alambicco. Separammo l’ acqua distillata dai residui. Ad una misurazione BOVIS l’ acqua distillata risultò pari a 0 mentre il pulviscolo rimanente non superava i 3000 BOVIS. Alla fonte l’ acqua di Nitrodi risulta caratterizzata da ben 14000 BOVIS, valore che rimane inalterato anche per lunghi periodi di tempo in contenitori di plastica senza che in essi nasca una qualsivoglia reazione negativa per l’ acqua e la sua potabilità anche se consigliamo sempre di travasarla in bottiglie di vetro in modo da esaltarne il sapore (sarebbe interessante misurare in BOVIS l’ energia contenuta dai prodotti creati con quest’ acqua). Personalmente siamo arrivati a conservarla in plastica per ben due mesi senza che nulla accadesse. Per quanto riguarda le sacerdotesse può ritenersi verosimile la pratica solo a mezzo loro senza però escludere la presenza in loco di medici impegnati in altri compiti. La Sibilla Cumana ne potrebbe essere un esempio ben chiaro. Soffermandoci sulle erbe possiamo ipotizzare che esse avessero qualità ben differenti rispetto a quelle cresciute lontano dalla fonte di Nitrodi. Se volessimo tenere in considerazione le informazioni apprese riguardo al luogo della fonte, non possiamo negare che il terreno possa avere influssi energetici molto ben diversi dai terreni del resto dell’ isola. In poche parole il rosmarino ed il timo in quel luogo dovrebbe essere “diversi” dal normale. Riguardo poi alla testimonianza di Jasolino sembra che veramente l’ acqua allunghi la vita. E’ ovvio che non è possibile comparare la nostra quotidianità a quella in cui i nostri antenati vivevano. Gli alimenti consumati quotidianamente erano diversi dai nostri e non è illogico pensare che all’ epoca l’ acqua accentuasse uno stile di vita fatto di alimenti semplici e genuini. Il nostro consiglio è quello di prendere consapevolezza di questi doni. Noi ischitani siamo fortunati ma se non ci rendiamo conto della sacralità del nostro territorio a che servono? Una volta un angelo disse: “Donate il vostro amore gli spiriti della natura, agli elementali e vedrete i loro doni inondarvi l’ anima”.

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