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Ischia, studio energetico – Parte prima

Il presente studio affonda le sue radici nel 2015, anno di pubblicazione del nostro secondo lavoro editoriale “Mikael”. In esso, grazie a personali esperienze esoteriche, gettammo le basi per uno studio energetico di Napoli che ci portò a tener conto di particolari fiumi energetici alla base del suo antico reticolato urbano ben visibile ancora oggi. Potremmo semplificare asserendo che l’antica Neapolis venne edificata tenendo conto di particolari “Lay Lines” ben note ai suoi costruttori, chiunque essi fossero. Noi, di questi fiumi energetici, ne individuammo alcuni abbozzandone anche l’orientamento rispetto al nord vero. Tra di essi ne individuammo uno che per caratteristiche definimmo “principale”. Grazie alle particolari esperienze esoteriche prima accennate, capimmo di trovarci innanzi ad un flusso di energia “sacra” la cui fonte era l’antico Santuario di San Michele Arcangelo in Puglia. Questo flusso sacro, proveniente dal Gargano, arrivava fino al Chiostro di Poggioreale nell’ omonimo cimitero napoletano, attraversava tutto il tessuto cittadino fino ad arrivare al Castello di Nisida. Da qui, rispettando in pieno le teorie delle “Ley Lines”, deviava il suo corso giungendo fino al Santuario di San Michele Arcangelo a Procida. Da questo sacro tempio il flusso di energia “Mikaelica” partiva per raggiungere la parte sud orientale dell’isola d’ Ischia. Anche questa volta il flusso energetico, raggiunto il castello d’Ischia, deviava il suo corso per raggiungere infine la “Torre di Sant’Angelo” nell’ omonimo paese. Dopo aver toccato quest’ ultimo luogo, non sappiamo quale potè essere la sua destinazione. Ciò che conta è aver trovato validi indizi grazie ai quali poter proseguire le nostre indagini e permettere al lettore di seguirci in maniera chiara.

Fu grazie allo studio dei luoghi sacri napoletani che potemmo giungere alla conclusione che il flusso sacro Mikaelico partiva dal Chiostro di Poggioreale con un orientamento di circa 233 gradi rispetto al nord vero. Il valore in gradi appena esposto non è esente da errori, ovviamente. Non possiamo certo considerare un fiume energetico al pari di una retta. Tuttavia siffatta rappresentazione ci permette di avere le idee chiare sul percorso da esso compiuto attraverso il tessuto cittadino. Numerose chiese con il proprio orientamento dell’asse maggiore (o minore) lo proverebbero. Tra esse un ruolo importante lo ricoprirebbe la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, a pochi passi dal vicolo di San Gregorio Armeno. Detta chiesa riceverebbe il sacro flusso esattamente dove è collocato al suo interno l’altare maggiore. Il fiume energetico, proseguendo, toccherebbe altre chiese lungo il suo percorso. Tuttavia uno studio approfondito sul campo si rende necessario al fine di individuare le piccole deviazioni evidenziate proprio dall’ orientamento di quest’ ultime rispetto al nord vero.

Chiese orientate, flussi sacri, divinità rispettate grazie a complessi riti di fondazione….Possibile? A tal proposito è importante per noi uno studio del Prof. Renato Palmieri reperibile sulla pagina web “web.rcm.napoli.it/clip/napoli1.htm”.

Secondo questo studio, esisterebbe un documento a firma di un ignoto “Dicearco di Cuma” nel quale viene raccontato l’atto di fondazione di Neapolis. Il complesso rituale è portato a termine dal nobile e saggio Ileotimo, figlio di Timanore, reputato come “esperto nella sapienza di Pitagora”. Il misterioso documento, ancora oggi al centro di animate discussioni da parte di storici ed appassionati, sembra essere sospeso in un limbo. Non è ben chiaro se sia autentico o meno. A noi è risultato interessante grazie ad un particolare, risultato poi di massima importanza per i nostri studi. Di seguito riportiamo una rappresentazione grafica dell’atto di fondazione.

 

 

In essa il tratto HU, stranamente, presenta lo stesso orientamento del nostro ipotetico flusso energetico. Strana coincidenza. Tuttavia non è l’unica. Lo stesso Corso Umberto notammo incastrarsi bene tra i vari flussi energetici da noi abbozzati. E ripeto. Abbozzati, perché solo uno studio più approfondito potrà darci ulteriori indizi al riguardo delle loro reali direzioni. Noi questo studio, per ciò che riguarda il tessuto urbano di Napoli, lo abbiamo momentaneamente messo a riposo. Tutt’ altra cosa invece lo studio inerente il tessuto urbano (e non) isolano. A tal proposito è stato fondamentale lo studio di una pietra miliare in questo “campo”, ossia “L’Architettura invisibile” del compianto Georges Prat, edito in Italia dalla DBS edizioni. Punto di partenza quel Santuario Micaelico procidano, spesso da molti ignorato ma a nostro parere vera perla nostrana.

Nell’ imponente lavoro di Prat, è interessante focalizzare l’attenzione su quelle che sono le caratteristiche di

Il Giordano: ossia una corrente d’acqua sotterranea che spesso rappresentava il passaggio dalla parte iniziale della chiesa poco energetica al primo dei “tre piani di coscienza”.

Essi rappresenterebbero le tre tappe evolutive dell’uomo: il rettangolo rappresentante la vita fisica, il quadrato rappresentante la vita spirituale ed il cerchio rappresentante la vita divina. Queste tre figure geometriche, in moltissime chiese, sono cardine principale intorno al quale l’architettura prende forma completandosi con la parte energetica già presente in loco. Conseguentemente non è raro trovare all’ interno di antiche chiese flussi di energia in grado di dare forma a queste aree “energetiche”.

Orientamento del Coro ad Est: Il cardine Est è la direzione del sorgere del Sole, rappresentante la nuova alba di un Mondo migliore, retto dalla giustizia e dall’ Amore. Il Regno dei Cieli in Terra alla fine dei tempi. La direzione da cui sorgerà il Regno di Dio.

Pianta aurea: Nelle chiese antiche la stessa pianta è costruita su rettangoli aurei. I diversi punti geometrici sono ben evidenziati da particolari architettonici.

L’Altare: Esso dovrebbe trovarsi nel punto di intersezione di diversi flussi energetici. Spesso in corrispondenza dell’incrocio delle 2 reti già a molti note ossia Curry e Hartmann (rete del Ferro e del Nichel). Se tutto è a regola d’arte il punto in cui è collocato l’altare è attraversato da correnti d’acqua sotterranee, una o più faglie geologiche e spesso anche da uno o più flussi energetici sacri di notevole intensità provenienti da luoghi particolari che possono essere altre chiese o santuari. Infine è spesso accertata la presenza di camini energetici ossia delle entità il cui compito è quello di regolare le energie del luogo (detta in maniera semplice).

Colonne: Esse dovrebbero trovarsi in corrispondenza dei punti di incrocio delle 2 reti. Per entrambe, solo quelli a polarità positiva o quasi sono liberi. I restanti vengono assorbiti dai pilastri.

Pavimento: Spesso al di sotto di esso è possibile notare la presenza di ciottoli di fiume. Essi sono impregnati dalla “memoria dell’acqua” e conseguentemente sono in grado di ricoprire lo stesso compito affidato ad una corrente d’acqua sotterranea. Si crea in questo modo un flusso di energia “artificiale” laddove ce ne sia bisogno in fase di costruzione.

Guardiano eterico: Entità a guardia dell’edificio religioso.

Passare all’ identificare questi diversi flussi energetici non è cosa da poco, anzi. In primis rimane il problema della “tranquillità di indagine” cosa assente o quasi quando parliamo di chiese. Quanto appena esposto è solo una piccolissima parte del lavoro celato dietro la costruzione di una chiesa “alla vecchia maniera”. Detto ciò appare chiaro che un’indagine di questo tipo portata avanti nel tessuto urbano napoletano risulterebbe impresa titanica. Ma non ad Ischia. Negli ultimi mesi ci si è dedicati alla mappatura delle principali chiese isolane, con particolare attenzione posta sull’ inclinazione che i loro assi maggiori hanno rispetto al Nord vero. A conti fatti, alcune di loro hanno sollevato molti interrogativi. A questo primo lavoro si è affiancata l’esperienza maturata durante la stesura del nostro “Mikael”. Grazie alla superficie modesta della nostra isola, in rapporto a grandi metropoli quale può essere Napoli, il lavoro di mappatura delle principali linee energetiche isolane risulta più semplificata non escludendo con ciò le già note “Ley lines funerarie”. Per quest’ ultime la Necropoli di San Montano” ci è stata di grosso aiuto. Ma vediamo nel dettaglio alcune chiese di particolare importanza.

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER 008°

 

Chiesa Madonna di Montevergine – Succhivo

Chiesa di San Gennaro – Panza

Chiesa di San Giorgio – Testaccio

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER 045°

 

Chiesa di San Michele Arcangelo – Forio

Cappella privata famiglia Piro – Lacco Ameno

Chiesa Santa Maria Addolorata

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO NORD-SUD

 

Chiesa Madonna di Loreto – Forio

Chiesa di San Vito – Forio

Chiesa San Francesco di Paola – Forio

Chiesa dell’Assunta – Lacco Ameno

Chiesa di San Pietro – Ischia

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER EST-OVEST

 

Chiesa del soccorso – Forio

Chiesa di S. Anna – Ischia

Da una prima analisi risulta strano avere due chiese orientate, a pochi chilometri di distanza, per 8 gradi che non lascia pensare ad un caso. Esse non sono neanche allineate ragion per cui deve esserci tra loro un elemento in comune. Si potrebbe pensare ad un flusso energetico comune ma ciò non giustificherebbe lo stesso orientamento voluto per la chiesa al Testaccio. Che il numero 8 possa avere un significato particolare? Magari legato ad un Santo i cui festeggiamenti cadono l’ottavo giorno di chissà quale mese?

Altra anomalia risulta quella dell’orientamento per 45 gradi. Sappiamo da studi analoghi al nostro, ma portati avanti in altre città, che questo orientamento non è raro ma neanche comune. Quindi il voler orientare un edificio religioso per 45 gradi lascia intendere altro. Probabilmente si è voluto legare l’edifico alle energie della Rete di Curry che grosso modo è orientata per 45 gradi rispetto alla Rete di Hartmann, quest’ ultima orientata Nord-Sud. La stessa cattedrale di Chartres è orientata per 45 gradi ed in questo caso l’orientamento è voluto per sfruttare a pieno gli incroci energetici della zona. È un’ipotesi. Del resto tra la posa della prima pietra della chiesa di San Michele Arcangelo e quella della cappella Piro intercorre un lasso di tempo molto ampio. Ricordiamo infatti che quest’ ultima chiesa risale alla metà del XIX secolo circa e non è allineata con le restanti due dalle quali risulta ben distante. Stesso discorso lo si potrebbe fare per le due chiese foriane ossia la Chiesa della Madonna di Loreto e quella di San Vito che non risultano allineate tra loro ma il loro orientamento lascia ipotizzare una costruzione lungo la Rete di Hartmann. La loro fondazione è incerta ma sembra che i costruttori utilizzarono conoscenze comuni. Sempre rimanendo nel campo delle teorie, almeno fino a quando non sarà possibile una misurazione in loco, anche la Chiesa di San Pietro può aver subito destino analogo all’ atto della sua fondazione, certamente più recente rispetto alle precedenti. Soffermandoci poi sul sagrato della chiesa ischitana è chiaro che i suoi costruttori la vollero orientare lungo l’asse Nord-Sud di proposito!

Un discorso diverso, invece, è necessario farlo quando si parla delle due chiese orientate lungo l’asse Est-Ovest. A prima vista può sembrare che sia stata rispettata una delle regole più importanti per la messa in posa di un edificio di culto, ma non è così. Entrambe le due chiese hanno l’altare rivolto verso Ovest. In pratica clero e fedeli pregano in quest’ ultima direzione. Direzione opposta.

Studi sull’ orientamento degli edifici religiosi sorti durante lo scorrere dei secoli risultano numerosi e tutti degni di nota. Tuttavia non è nostra opinione ritenere un edificio religioso orientato soltanto tenendo conto del punto del sorgere del sole in determinati giorni dell’anno o di particolari festività religiose. È indubbia una componente energetica convergente laddove è collocato l’altare.

Sappiamo che l’edificio religioso così come lo conosciamo si è andato diffondendo dal IV secolo d.c. grazie all’ editto di Milano che rese il culto cristiano libero di essere professato alla luce del sole. Si abbandonò il culto “casalingo” e si andò sviluppando il culto “basilicale”. Fu allora che prese andò affermandosi l’edificio religioso orientato lungo l’asse EST-OVEST. Era consigliato pregare verso oriente (EST) per i motivi già ricordati. Ogni religione possedeva una direzione sacra verso cui rivolgere le preghiere. Per la cristianità di allora essa era l’EST, simbolo di Resurrezione. Tale concezione venne rafforzata nel IV e V secolo dalle  Costituzioni Apostoliche e lo stesso S. Agostino consigliava di pregare rivolgendosi all’ astro nascente (il Signore). Questa regola però, ritornando all’ orientamento del tempio, non era rispettata da tutti, anzi. Ad Ischia per quanto si è cercato non siamo stati in grado di trovare chiese correttamente orientate. È pur vero che Ischia ha subito innumerevoli calamità di ogni genere negli ultimi secoli e molti edifici religiosi non hanno lasciato tracce del loro originario impianto. La chiesa del Soccorso, ad esempio, è orientata lungo l’asse EST-OVEST ma in maniera opposta. I fedeli pregano rivolti verso ovest. Rimane però il fatto che il presbitero celebrante inizialmente era rivolto verso il popolo, poi venne imposta la celebrazione in senso opposto per poi ritornare alla celebrazione verso il popolo in tempi moderni. Tutto ciò ci porta ad un’ipotesi: è mai possibile che l’importante era la direzione in cui il presbitero celebrava il rito e non l’orientamento dell’edificio religioso? Se così fosse si spiegherebbero tutte quelle chiese orientate per Ovest! Del resto la stessa Basilica di San Pietro a Roma è orientata per Ovest! L’ orientamento per Est sopravvisse per secoli ma il crescente sviluppo demografico portò all’ abbandono di questo criterio a favore di esigenze topografiche. Una cosa è certa. La percentuale di chiese costruite rispettando la quasi totalità di ciò che fino ad ora abbiano evidenziato sono di tipo romanico ossia risalenti all’ XI secolo. Ed è questo il periodo storico che terremo in considerazione durante le nostre ricerche.

Per quanto riguarda gli strumenti di orientamento, gli studi confermano un calo di precisione dal XVI secolo in poi da quando si abbandonarono i sistemi gnomonici le cui basi poggiavano sugli studi di Vitruvio per calcoli basati su un nuovo strumento di orientamento, bussola magnetica, legata come sappiamo ai meridiani magnetici in relazione ad un angolo correttivo al fine di ottenere il meridiano vero.

Prima di addentrarci più approfonditamente nelle fasi preliminari del nostro studio energetico ischitano, è giusto ricordare una cosa importante, ed è lo stesso Prat a ricordarcelo. I Benedettini, a cavallo tra il IX ed il X secolo, erano considerati l’ordine monastico detentore della sapienza necessaria alla costruzione dei luoghi di culto armoniosamente inseriti nel contesto energetico del luogo di costruzione. Tale sapienza incontrò quella dei 9 Cavalieri del Tempio quando, al ritorno dalla Terra Santa, fecero confluire il tutto nella costruzione delle Cattedrali, spesso sorte in luoghi disabitati o poco abitati s emesse in relazione alla loro grandezza. Autore di ciò fu quel San Bernardo di Chiaravalle che nel 1118 inviò i 9 Cavalieri a Gerusalemme. Ritornarono dopo 10 anni ma non si seppe mai cosa laggiù fecero realmente.  Conosciamo invece il frutto di quel viaggio. Enormi luoghi di culto sapientemente costruiti dal nulla con tecniche costruttive senza pari e senza precedenti perfettamente armonizzate con le energie dei luoghi in cui sorsero. Noi, per le nostre ricerche, partiremo proprio dalla presenza dei Benedettini ad Ischia che sappiamo ci furono ed operarono costruendo luoghi di culto quasi del tutto scomparsi.

Nella foto in alto: Primo tratto della linea energetica sacra di San Michele. Essa giungerebbe a Procida toccando il Santuario di San Michele Arcangelo proseguendo poi per Ischia toccando dapprima il Castello Aragonese e proseguendo poi per la Torre di Sant’ Angelo. Sia il Santuario a Procida sia quello un tempo presente sulla torre di Sant’ Angelo hanno origini Benedettine. In pratica i due luoghi si “guardano” forti delle stesse origini. A riprova di ciò l’ asse maggiore del Santuario di Procida è inclinato di 242 gradi. Guarda esattamente il Castello Aragonese!

 

 

 

 

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Ischia e l’ energia dell’ Arcangelo Mikael

Nel 2014, in maniera abbastanza silenziosa, venne dato alle stampe ed in maniera autonoma il libro “Mikael – per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Da allora non ci si è mai fermati nelle ricerche e possiamo affermare che già allora si era sulla pista giusta.

Tutto iniziò all’ indomani della visione del film “Vitriol” per la regia di Francesco Afro De Falco. Al centro della trama vi era un misterioso manufatto chiamato medaglione osirideo di cui non si sapeva nulla. Noi, seguendo lo spunto datoci dal film, portammo avanti l’ ipotesi secondo la quale l’ oggetto fosse in grado di fornire due coordinate geografiche. Tralasciamo per il momento la questione dell’ autenticità dell’ oggetto. Volendo ragionare con i piedi ben saldi a terra risulta chiaro che un oggetto antico non dovrebbe dare coordinate geografiche la cui precisione rasenta quella attuale frutto delle moderne tecnologie. La questione è rimandata alle pagine del nostro lavoro. Ci accorgemmo tuttavia che siffatta teoria potesse essere valida e iniziammo le ricerche. La prima coordinata geografica risultò coincidente con il “Cimitero delle 366 fosse” mentre la seconda con il “Chiostro di Poggioreale” anche detto delle “100 cappelle” parte del Cimitero monumentale di Poggioreale. Noi in questi luoghi ci andammo e vivemmo esperienze esoteriche che ci permisero di avere una visione chiara della situazione. In primis capimmo che il Cimitero delle 366 fosse fu volutamente costruito indirizzando il ricercatore verso il Chiostro di Poggioreale. Sebbene i due edifici siano separati da un bel pò di anni, capimmo che originariamente il progetto venne messo nero su bianco nella sua interezza e solo eventi storici portarono alla sua frammentazione. Basti ricordare che il Cimitero delle 366 fosse entrò in funzione nel 1763 mentre il Chiostro di Poggioreale, completo degli edifici interessanti la nostra ricerca, risalirebbe alla metà del XIX secolo. Si scoprì che la chiave a cui si giungerebbe decifrando correttamente il medaglione osirideo (ma per noi è ben altro) sarebbe collocata al di sotto della cappella numero 42. E non è il caso di andare oltre, vi rimandiamo al nostro lavoro. Ma, alla pari del Cimitero delle 366 fosse, anche il Chiostro di Poggioreale nascondeva particolari architettonici in grado di andare oltre. Esso infatti sarebbe in grado di fornire un’ulteriore coordinata geografica che porterebbe il ricercatore direttamente alla Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Ma il Chiostro di Poggioreale ci permise anche di identificare la presenza in quel luogo dell’Arcangelo Mikael e ciò ci meravigliò non poco. Inizialmente non riuscimmo a capire cosa avessero in comune il Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale con la Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Tuttavia un’analisi del tessuto urbano di Napoli fatta dall’ alto ci diede il giusto punto di vista. Notammo che una retta passante per il Cimitero delle Fontanelle potesse unire quest’ ultimo al Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale già parte del Cimitero monumentale di Poggioreale; tra l’altro passando anche per alcuni cimiteri di secondaria importanza. Tutto su una sola retta! Essa proseguiva passando esattamente sopra la cappella numero 42 di cui prima. Un caso? Grazie allo stesso ragionamento ci accorgemmo che una singola retta poteva partire dalla cappella numero 42 e passando per la Chiesa di San Lorenzo Maggiore giungere addirittura fino alla collina di Nisida. Essa, nel suo correre lungo il tessuto urbano, passava esattamente o quasi su un gran numero di chiese di antica storia. Luoghi dove un tempo si pensa sorgessero antichi templi pagani. Tra esse citiamo San Gregorio Armeno, la Cappella Di Sangro, la Chiesa di San Domenico Maggiore e la Chiesa del Gesù Nuovo. Ma da dove partiva questa retta? Poteva mai essere la cappella numero 42 un altro punto ad essa appartenente? La risposta fu affermativa. La retta partiva dal Monte Gargano, esattamente dal Santuario di San Michele Arcangelo. Fu a quel punto che realizzammo la portata dell’intero rebus. Napoli venne costruita tenendo conto di questa misteriosa energia e ci fu nei secoli qualcuno che si tramandò il suo segreto; qualcuno in grado di servirsene per i propri scopi. Stiamo parlando di Ley Lines a tutti gli effetti nello specifico quelle di San Michele Arcangelo. Qualcuno nel corso dei secoli si tramandò un corpus di informazioni grazie alle quali costruire luoghi di culto in grado di convogliare energie in un punto particolare: la cappella numero 42. Ora sappiamo che quando tutto ciò avvenne, la linea energetica di San Michele Arcangelo si interruppe e non fluì più lungo i quartieri di Napoli. Ciò a nostro avviso si verificò poco dopo la metà del XIX secolo. E Napoli cadde in rovina……Tutto ciò è “Mikael– per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Ma le ricerche sono andate avanti. Rispettando a pieno la teoria alla base del concetto di “Ley Lines” anche a Napoli quella relativa all’ Arcangelo Mikael una volta arrivata a Nisida devia leggermente al fine di giungere a Procida toccando l’antico Santuario consacrato all’ Arcangelo Michele. A riprova di tutto questa ricerca ritroviamo nelle chiese toccate un tempo da questo particolare fiume energetico numerosi indizi che ci ricollegano al mito della Terra Cava (vedi chiesa del Gesù Nuovo) ed al culto di San Michele Arcangelo. Cosa ancora più sorprendente è scoprire che nella Chiesa di San Lorenzo Maggiore una misteriosa lapide sarebbe collegata al Monte Epomeo….Ma torniamo alle nostre ricerche. Nella chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli è possibile ammirare in fondo alla chiesa la statua che a nostro parere meglio incarna tutte le nostre ricerche fin qui brevemente esposte: un San Michele Arcangelo che schiaccia la Sirena Partenope! Una statua praticamente identica è presente nel santuario dell’Arcangelo a Procida. Coincidenza?

 

Una volta giunta a Procida, sicuramente il fiume energetico ebbe il suo “alveo” ad Ischia per poi procedere oltre. Sappiamo dalla tradizione che l’Arcangelo è considerato psicopompo, ragion per cui è spesso associato ai cimiteri divenendone guardiano e protettore. Sappiamo poi che questo fiume energetico, in linea con la teoria delle ley lines, sicuramente dovette fare i conti con colline e promontori dalle caratteristiche particolari rispetto al paesaggio circostante. Tirando le somme l’unica possibilità, per quanto ci riguarda, in accordo con tutto ciò è quella schematizzata in foto!

 

Il fiume energetico, da Procida, avrebbe incontrato dapprima la roccia trachitica su cui sorge il castello aragonese deviando poi quel poco per giungere in seguito sull’ isolotto denominato “scoglio di Sant’ Angelo” dove un tempo sorgeva una chiesa consacrata all’ Arcangelo (poi spostata nell’ attuale posizione lungo la strada che conduce alle Fumarole).

Analizzando questa traiettoria notiamo che il fiume energetico passa per l’antica Aenaria e per la chiesa di S. Anna a pochi metri dall’ ex cimitero omonimo, risalente al colera del 1836; prosegue fino in zona San Michele passando poi nei pressi dell’ attuale cimitero di Ischia. Da qui prosegue fino ad arrivare allo scoglio di Sant’ Angelo. Interessante a questo punto notare, considerando quest’ipotesi degna di approfondimento, come Aenaria si trovasse nel “punto giusto” in accordo con il “modus operandi” dei nostri antenati. Nel nostro lavoro “Mikael” affrontammo l’argomento cercando di dimostrare come i fondatori di città, nel nostro caso Napoli, lavorassero tenendo conto delle energie del luogo, scegliendo a tal proposito orientamenti particolari. Il reticolato Ippodameo napoletano analizzato grazie alle nostre ricerche sembra dimostrarlo. In questo quadro, in cui la baia di Cartaromana sembra dimostrarsi di primaria importanza, sarebbero da inserire la chiesa di S. Anna e la relativa “Torre Guevara” da molti conosciuta come “Torre di Michelangelo” nome quest’ ultimo derivato da informazioni non fondate diffuse da Onofrio Buonocore. Il prelato la volle legare all’ amore tra Vittoria Colonna e lo scultore che, sempre leggenda alla mano, si vedevano grazie ad una galleria sotterranea collegante la Torre con il Castello. Tuttavia, non mi meraviglierei, questa è nostra opinione maturata a seguito di ulteriori studi, se il Buonocore avesse voluto legare la Torre a qualcosa di ben diverso…..il nome Michelangelo potrebbe nascondere il nome dell’ arcangelo…….Rapportando tutte queste informazioni (sulle quali ritorneremo più approfonditamente in seguito) alle 5 sorgenti di energia ischitane ampiamente trattate in “Ischia occulta” è doveroso fare ulteriori considerazioni. Dalla figura in basso possiamo estrapolare una geometria particolare formata da due circonferenze concentriche, sulle quali sono posizionate le 5 sorgenti, e dalla linea rossa a sud parte dell’energia Mikaelica proveniente da Procida.

Se invece delle 2 circonferenze prendessimo in considerazione le due direttrici Cavascura-Pietra dell’acqua e Nitrodi-Epomeo otteniamo una sorta di “corridoio energetico” la cui ampiezza è in grado di fornire un triangolo laddove noi e molti altri vedono uscire ed entrare i tanto discussi UFO di colore rosso rubino. La figura è chiara. Che sia tutta questione di energia? Nella figura appena analizzata è interessante notare come le due direttrici sembra siano ortogonali alla stessa linea Mikaelica di cui abbiamo parlato. Del resto risulta anche evidente come la direttrice di Nitrodi, intesa a questo punto come un’ulteriore lay line, giunga in località Zaro e ciò dovrebbe far sorgere alcune domande. Non dimentichiamo che in quel di Zaro il noto massone ed esoterista Luigi Patalano volle edificare l’attuale Colombaia e l’attuale Mezzatorre che ai suoi tempi furono concepite come residenze ricche di simbologia massonica. Ed ancora. Le apparizioni di Zaro c’entrano qualcosa? Per il momento è tutto ma promettiamo di ritornare sulla questione molto presto.

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Nuove ristampe

A seguito delle richieste di amici e lettori informiamo la terza ristampa di “Epomeo figlio di Agarthi” e la seconda ristampa di Mikael.

 

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