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Strane luci

L’amico Rosario Ferrandino ci ha inoltrato un video risalente al 5 novembre scorso, da lui fatto, che mostra strane luci poco distanti da Monte Vezzi. Quella sera, lo ricorderete, era maltempo. Precisa Rosario che: “Ho visto queste luci strane sulla montagna che si vede da Barano (diciamo quella vicino Monte Vezzi); il video è stato girato in circostanza di mal tempo (vento e molta pioggia) che non mi fanno pensare a delle persone con torce anche perché se si vede il posto di giorno non ci sono abitazioni e ne strade carrabili in quel posto.” Pubblichiamo volentieri con la speranza di avere ulteriori testimonianze anche in forma anonima.

 

 

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Visite Pleiadiane

Venni a conoscenza dell’ esistenza dei “Pleiadiani” per caso, in una fase della mia vita dove certi argomenti iniziavano timidamente ad affacciarsi. Fu grazie ad un simpatico signore panzese che a quei tempi mi incuriosiva con le sue esperienze; astronavi Pleiadiane che in qualsiasi periodo dell’ anno andavano a trovarlo ed i cui occupanti lo intrattenevano con piacevoli, ed a volte accesi, scambi di opinioni sui temi più disparati. Per anni questo simpatico signore asserì di avere quelle esperienze, difendendosi a spada tratta contro increduli paesani sempre pronti a deriderlo. Tutto ebbe inizio con il famosissimo libro di Billy Meier – Messaggio dalle Pleiadi – che negli anni a seguire lessi e rilessi con attenzione. L’ oramai famosa astronauta Pleiadiana Semjase era la figura al centro delle esperienze del nostro amico panzese.

A distanza di anni ecco riaffacciarsi nelle nostre esistenze la presenza dei Pleiadiani. Non è nostra convinzione pensare di essere soli in un universo infinito, le cui leggi ancora sfuggono al nostro essere, questo è noto a chi ci conosce. Noi non siamo “nati” ufologi. Il fenomeno UFO dovrebbe servire solo a far fare un passo in avanti alle proprie coscienze; dovrebbe servire ad aprirci gli occhi e farci capire che esiste “altro”.

Patrizia Cinotti è una di quelle persone che a prima vista sembrerebbe una tra tante ma non è così. Noi la conoscemmo il mese scorso quando un simpatico ed eterogeneo gruppo di amici vollero collaborare con la nostra Associazione Culturale al fine di conoscere aspetti energetici della nostra amata isola.

Con Patrizia parlammo delle sue esperienze, dell’incontro con i Fratelli Pleiadiani che gli cambiarono la vita fin dal lontano 2009. Ascoltammo con interesse ciò che aveva da condividere. Una persona umile e gentile come poche. Spesso chi ha esperienze di questo genere tende purtroppo ad incamminarsi dove non dovrebbe, grazie al fatto di sentirsi un privilegiato, qualcuno superiore alle masse. Patrizia no. Il suo è stato un percorso di umiltà e di sforzi nel capire cosa le stesse accadendo. Forse per questo ci sentimmo subito a nostro agio, in sintonia con le sue “vibrazioni”.

“Il ritorno del Sole Centrale” è il libro in cui Patrizia si racconta, ricco di testimonianze fotografiche, di messaggi di Luce e di speranza. E’ il libro di una persona speciale che ha fatto tesoro di queste sue esperienze a favore di chi la circonda.

 

Loro, i Fratelli Pleiadiani, ovunque Patrizia vada, le fanno sapere dove scattare. Ed i suoi scatti all’ occhio attento nascondono oggetti volanti in lontananza, dalle forme più strane. Sono discoidali, a volte geometrici. Altre volte sono sigariformi. I suoi scatti sono la prova che un legame esiste ed i Fratelli Pleiadiani non sono avari quando si tratta di fornire prove sulla loro esperienza. Il libro di Patrizia è colmo di foto testimonianze provenienti da ogni dove. E fu così anche per Ischia. Noi avemmo la fortuna di vedere le foto scattate da Patrizia ad Ischia. Ovviamente anche noi inizialmente facemmo le classiche domande: “Sei sicura? Non è che si tratta di droni, gabbiani, palloncini o altro?” Patrizia ci rassicurò dicendoci che laddove le venisse indicato di scattare lei scattava. Non è facile parlare di un legame così profondo tra Lei ed i Fratelli Pleiadiani; in pochi capirebbero. Ma le foto esistono e sono qui riportate. Sono foto di crescita interiore ed autoconsapevolezza e ringraziamo Patrizia Cinotti per avercele donate come solo una persona speciale ed umile come Lei può fare.

 

 

INGRANDIMENTI:

 

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Attività UFO spiaggia della Chiaia – Fenomeno ancora attuale

 

L’ amico Salvatore ci ha mandato un nuovo video riguardante un oggetto volante non identificato ripreso lunedì scorso verso le ore 19:00 nei pressi della spiaggia della Chiaia in quel di Forio d’ Ischia. La forma, il movimento e la zona di avvistamento lo inseriscono in un contesto a noi già noto e portato alla nostra attenzione proprio da Salvatore mesi addietro. Anche in questo video l’ oggetto è “nebuloso”, sembrerebbe non avere tratti solidi e nel mezzo presenta un misterioso foto evidente nei primi fotogrammi del video. Un medesimo oggetto di colore verde pochi giorni dopo è stato visto muoversi in direzione Panza sempre proveniente dal comune foriano. Purtroppo l’ elevata altezza non  ha permesso una ripresa video ottimale. Tuttavia l’ UFO in questione, di cui alleghiamo il video, non è un caso isolato. Come sempre chiediamo a chiunque sia stato testimone del medesimo avvistamento o di altri analoghi di farci pervenire anche in forma anonima le proprie esperienze al fine di  capire meglio il fenomeno che a tutt’ oggi interessa il lungomare foriano.

Ringraziamo nuovamente l’ amico Salvatore per il video in questione.

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ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE

Il 24 agosto, verso le 21:30, in località Spiaggia dei Maronti, è stata vista una luce bianca in cielo in movimento proveniente da Capri. Dopo un improvviso arresto ad altissima velocità si è diretta verso il paesino di Sant’ Angelo facendo perdere le sue tracce.

Chiediamo a chiunque avesse notizie di farcele pervenire anche in forma anonima al fine di capire meglio la situazione.

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Aggiornamento UFO: Forio 6 settembre 2017

 

 

Riceviamo e pubblichiamo dall’ amico Giovanni sempre con la speranza di poter ricevere ulteriori testimonianze in merito anche in forma anonima:

 

“ti scrivo questa mail per raccontarti lo strano evento che mi è capitato di osservare in data 06/09/2017, verso le ore 22.10/15 a Forio, presso la Spadara: guardando in direzione della montagna, era una serata limpida con la luna piena, ho notato una strana luce di colore verde smeraldo sorvolare la parete appena sottostante la vetta dell’ Epomeo. La luce si muoveva lentamente, si fermava per qualche secondo rimanendo sospesa, non facendo pensare ad un aereo, e dopo riprendeva il suo moto, muovendosi sia in maniera verticale che orizzontale, sempre molto lentamente. Dopo di che ha iniziato a dirigersi in direzione nord est ed improvvisamente si è come trasformata, ha cambiato colore, passando in un lampo dal colore verde ad uno rosso “rubino”. Pochi attimi dopo è uscita dalla mia visuale. Stupito ho fermato un passante che ha potuto constatare quanto accadeva. Il tutto sarà durato un paio di minuti, la visibilità era ottima, posso supporre che l’ evento sia stato notato anche da altre persone, spero che la mia testimonianza possa risultarti utile per le tue ricerche.

La mia “impressione” è stata che  la “luce” stesse monitorando qualcosa tra i boschi (una galleria?), ho pensato che l’ evento potesse essere collegato  al sisma. Inoltre volevo precisare che la variazione di colore  è sembrata coincidere col la variazione di velocità, verde lenta, rossa veloce. Ho cercato di essere il più dettagliato possibile.”

 

Grazie di cuore per la collaborazione.

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Prima analisi di un terremoto

Foto in alto: Cerchi concentrici fotografati nel 2013 al largo della Pelara evidenziati grazie ad un gioco di contrasti.

Foto in alto: Scatto con luce originale senza filtri

 

Sono passate già 2 settimane dal sisma che ha colpito Casamicciola alta la sera del 21 agosto 2017. Erano le 20:57. Da allora le polemiche al riguardo si sono sprecate. Dati falsati, dati erronei, superficialità, incompetenza ed accuse di ogni genere continuano ad alimentarle. Ed in questo grande “pentolone” fanno la loro meschina figura anche le TV nazionali che non hanno perso occasione per fare sciacallaggio mediatico. Sembra tanto che qualcuno all’ indomani del sisma si sia svegliato ed abbia detto: “associamo il sisma ed i suoi danni e tutto ciò che gli riguarda all’ abusivismo, lo scoop sarà assicurato”. E’ così è stato. Ma Ischia si è dimostrata compatta. Ha saputo alzare la testa e ciò è fuori dubbio. Penso se ne siano accorti anche i sassi. Ma torniamo a noi. Noi dell’Associazione culturale Luce e Verità, è risaputo, ragioniamo su altre cose e lo facciamo senza preconcetti. A qualcuno non sarà sfuggito il fatto che il sisma verificatosi il 21 agosto scorso si è consumato esattamente in periodo di eclisse solare ossia quando il nostro satellite, la Luna, in fase di Luna Nuova, si trovò tra il nostro pianeta ed il Sole. L’ eclisse solare quel giorno era totale. Sebbene il fenomeno non ha interessato le nostre regioni, sembra strano che il sisma di Casamicciola si sia verificato proprio durante quel particolare fenomeno celeste. Il picco ci fu alle 20:26 ora italiana. Coincidenza? Cerchiamo di capirlo.

Già dopo pochissimi giorni e dopo le dovute “rettifiche”, il sisma di Casamicciola del 21 agosto si è dimostrato la copia esatta del terremoto verificatosi il 28 luglio 1883, ma anche di quello del 1881 e del 1828 e come altri precedentemente.  Si, avete capito bene. La storia locale ci insegna che Casamicciola alta è sempre stata interessata da fenomeni endogeni e ciò è ampiamente studiato. Si può dire che conosciamo abbastanza bene le dinamiche alla base di questi tristi eventi Casamicciolesi. Il sisma del 1883 fu quello più studiato e quello che destò più scalpore tra la società dell’epoca. Casamicciola era una rinomata località turistica e l’alto numero di vittime che si ebbero quel giorno impresse nelle menti e nei cuori di quelle persone la tragedia in maniera indelebile. Ad Ischia, all’ indomani di quello spaventoso sisma, famosi uomini di scienza come Giulio Grablovitz si misero all’ opera e cercarono di capire cosa potesse esserci alla base di questi fenomeni o per meglio dire “cosa li inneschi”. La storia ci insegna che la sismologia era praticamente nata da poco. Grablovitz fu un eclettico scienziato ed in materia divenne un’autentica personalità di rilievo internazionale. I suoi strumenti erano da lui progettati e costruiti e per decenni non si trovò niente di più preciso. La sua vasca sismica ne è un esempio chiaro. Ma sappiamo che Grablovitz fu anche esoterista di prim’ ordine e come tale molte sue “scoperte” le occultò a beneficio di coloro che avrebbero saputo trovarle e leggerle grazie alla giusta chiave di lettura (tra l’altro fu un enigmista di fama nazionale. La qual cosa a nostro parere ci permise di ipotizzare che fu lui ad ideare alcuni indovinelli proprio all’ interno della chiesa di Maria Maddalena a Casamicciola come ad esempio la frase nascosta negli altari laterali). A tal proposito la nostra associazione già nell’aprile scorso rese pubbliche le sue ricerche in merito. Punto focale era ed è la Chiesa di Maria Maddalena a Casamicciola, simbolo di rinascita e di vittoria all’ ‘indomani del devastante sisma del 1883. Era l’8 luglio del 1894 quando si celebrò la sacra funzione di posa della prima pietra. Ma perché proprio quella data? Tralasciando la ricca simbologia esoterica presente all’ interno della chiesa, è nostro interesse concentrarci sull’ orientamento dell’asse maggiore dell’edificio rispetto al Nord Vero. Esso risulta essere 64 gradi. Strano orientamento per una chiesa costruita da zero. Ci si aspetterebbe un edificio rivolto ad Est o per Nord come per molte chiese isolane (e su questo ritorneremo in seguito)., ma anche per ovest come in alcuni rari casi. Nel caso di Maria Maddalena scoprimmo che quell’ orientamento di 64 venne voluto perché il giorno della posa della prima pietra il pianeta Venere sorgeva sull’ orizzonte. In poche parole un osservatore con le spalle alla chiesa avrebbe visto nascere davanti a sé il pianeta Venere sull’ orizzonte. Per non farla lunga chi costruì la chiesa della Maddalena diceva ai posteri che il pianeta Venere fu la causa che scatenò il sisma del 1883!  A questo punto, in alcuni di voi dovrebbe ritornare alla mente un nome: Raffaele Bendandi. Questo controverso studioso italiano asserì fino alla sua morte che i terremoti erano prevedibili in quanto causati da allineamenti planetari. Ricordiamolo, Bendandi nasceva nel 1893. La sua teoria non venne mai accettata ma sappiamo da documenti ritrovati dal pronipote del Grablovitz, l’amico Paolo Capuano, che il suo avo si interessò agli studi di Bendandi. Amava definire quelle teorie “Bendanderie”. I due quindi si conoscevano, almeno dal punto di vista professionale. Tuttavia è lecito ipotizzare che il Grablovitz ed altre menti dell’epoca come Padre Galli (fondatore della Specola Vaticana) e Camille Flammarion avevano in grande considerazione questa teoria. A questo punto, fatte le dovute premesse, ritorniamo ai giorni nostri.

Sul Corriere di Ravenna e Imola del novembre 2016 un articolo titola “Terremoti, Bendandi aveva ragione. Gli ultimi studi confermano le sue teorie” a firma di Francesco Donati. Alla base dell’articolo vi è uno studio pubblicato su “Nature Geoscienze” da un team di ricercatori giapponesi dell’Università di Tokio, coordinati dal sismologo Satoshi Ide. Lo studio mette in risalto la possibilità di avere una marea terrestre di ampiezza compresa tra i 30 ed i 40 centimetri, causata dalle forze gravitazionali luni/solari. Un tale fenomeno, sarebbe in grado di provocare un terremoto; ovviamente in particolari luoghi della crosta terrestre “sotto stress”. Con questo non asseriamo che i terremoti sono prevedibili. Intendiamoci. Ma è bene capirci qualcosa di più. Ma perché focalizzarsi sul pianeta Venere? In nostro aiuto ci viene un’interessante articolo diviso in due parti dal titolo “Venere, allineamenti e transiti. Passat0 e presente di un incrocio planetario fra i più pericolosi per la geologia terrestre?” (www.daltonsminima.altervista.org).

In questo articolo si analizza la possibilità che alcuni terremoti possano essere “scatenati” dal transito di Venere tra il nostro pianeta ed il Sole. La scienza ci insegna che un “transito” viene osservato ogni qualvolta un pianeta, in questo caso Venere, si interpone fra il nostro pianeta e il Sole. Nel caso di Venere parliamo di un evento astronomico molto raro ma comunque calcolabile. Il responsabile “attivo” in questi transiti sarebbe la lunghissima coda di ioni di Venere ed il suo campo magnetico. Detta coda si estende per 45 milioni di chilometri nello spazio arrivando tranquillamente ad interagire con il nostro pianeta in fase di passaggio. In pratica il pianeta Venere sembrerebbe assomigliare più ad una cometa che ad altro. Sempre seguendo tale ragionamento si propone un ulteriore teoria secondo la quale Venere, durante un transito, creerebbe un effetto Snap ed un successivo effetto Bump tra la propria magnetosfera e quella terrestre. I due effetti farebbero sentire la loro azione sul nostro pianeta in una finestra temporale di 6 mesi. Possibile che all’ epoca il Grablovitz ed i suoi colleghi sapessero già tutto ciò? A noi verrebbe da dire che se così non fosse elaborarono comunque una qualche teoria che li indirizzò verso lo studio di questo pianeta. Tant’è che oggi abbiamo una chiesa a dircelo.  Diamo fiducia a queste teorie e continuiamo con i nostri ragionamenti. Il transito di Venere è un evento raro ma calcolabile. Sappiamo che stando a queste teorie i suoi effetti si farebbero sentire durante un periodo di circa 6 mesi. Ebbene il 6 dicembre 1882 ecco che se ne verificò uno. Pochi mesi dopo il Krakatoa eruttò ed un mese prima un violento sisma colpì Casamicciola. Vogliamo soffermarci sul fatto che invece di 6 mesi parliamo di 7? Oppure dobbiamo pensare che ci possa essere un terzo fattore che “scarica” sul nostro pianeta determinate energie che a loro volta solleticano gli equilibri di natura endogena? Era il 28 luglio 1883. Casamicciola venne rasa al suolo. Altri esempi? Un altro transito di Venere ci fu il 9 dicembre 1874. Pochi mesi dopo un violento sisma colpisce nuovamente Casamicciola. Era il 13 luglio 1875. Potrebbe esserci un terzo esempio ma qui le coincidenze si fanno più diafane. Il 6 giugno 1761 si ebbe un transito di Venere. Nuovamente sul finire di luglio dell’anno successivo ecco un altro terremoto colpire Casamicciola! Questa volta con qualche mese di ritardo. Le ipotesi potrebbero essere tante. Ripeto. Qualcuno più preparato di noi in materia potrebbe leggere in queste date qualcosa che a noi sfugge. Qualcuno vorrebbe attribuire al transito di Venere anche il sisma dell’Emilia del 2012. Il 6 giugno 2012 ci fu l’ennesimo transito di Venere. Ma Venere o non Venere sono in molti a studiare teorie simili. Gruppi di studi focalizzano l’attenzione anche su altri tipi di allineamenti come quello Giove-Luna-Terra, Saturno-Venere-Terra o Mercurio-Sole-Terra. Ma ritorniamo ad Ischia. Ciò che dobbiamo tenere a mente è il fatto che quel 21 agosto, dall’ altro lato del pianeta, era in corso un’eclisse totale di Sole di Luna nera. Ossia un allineamento planetario. Una manciata di minuti dopo ed ecco scatenarsi il sisma Casamicciolese. Coincidenza? Può darsi. Tuttavia, a seguito di quanto appena esposto, qualche dubbio deve pur sorgere in noi.  Tra i transiti di Venere e l’eclisse del 21 agosto l’unico protagonista sempre presente è il Sole. Noi non siamo in grado di andare oltre. Ma possiamo spendere qualche ulteriore parola sull’ aspetto esoterico di questo fenomeno.

Nei giorni precedenti il sisma di Casamicciola circolavano in rete un numero spropositato di articoli contro la controversa meditazione mondiale da tenersi durante l’eclisse totale del 21 agosto scorso. Sembrerebbe che questa meditazione mondiale sia stata fortemente voluta dal misterioso “Cobra” che molti operatori olistici nazionali e non etichettano come falso profeta nonché pedina in mano all’ Oscurità. Il nome Cobra a quanto pare non è piaciuto ai più. Ma a dispetto della massa ecco che milioni di persone hanno comunque meditato durante quell’ evento. Addirittura c’è chi ha sostenuto che questa meditazione abbia generato energie nutritive a favore di chissà quale entità tanto da vederne gli effetti negativi proprio a Casamicciola. Noi sinceramente non ci aggrappiamo a queste tesi. Un tale fenomeno astronomico non è raro e siamo ancora tutti qui. Che se ne voglia. Il nostro pianeta è ben organizzato dal punto di vista Spirituale e non sarà certo una meditazione globale durante un’eclisse a portarlo alla rovina dandolo in pasto a chissà chi.

Ma torniamo a noi. L’ evento del 21 agosto è stato molto sentito per esempio in India dove in quel giorno cadeva la “Shravana shivaratri” tra l’altro proprio nel giorno dedicato a Shiva, lunedì, durante il periodo a Lui dedicato. In parole povere durante questa notte, tutto verrebbe amplificato a dismisura. Ma non è il nostro campo e andiamo oltre. Abbiamo visto una divisione netta all’ interno del Mondo Spirituale; una parte si è schierata contro la meditazione ed un’altra parte a favore. Pochi si sono comportati diversamente. Preferiamo pensare che in ognuno di noi ci siano tutti i mezzi necessari per compiere i passi giusti lungo il sentiero della Luce. Tuttavia qualcuno, come dicevamo, non ha perso occasione di associare il sisma di Casamicciola a chissà quale entità malvagia richiamata durante l’eclisse, allungando anche il “brodo” (secondo noi) con affermazioni come al solito non veritiere e scopiazzate da internet (e questa sembra essere la moda del momento). Per molti altri però, il novilunio di quel 21 agosto nel segno del Lone è stato l’inizio del rinnovamento; un entrare in un nuovo periodo dove ad ognuno di noi è permesso focalizzarsi su ciò che è veramente importante, lasciando indietro il superfluo. In tutti i sensi.

In ultimo non possiamo tacere su alcune testimonianze a dir poco particolari. Molti amici di Forio ci hanno confermato di aver sentito negli istanti del terremoto forti “onde d’aria” muoversi in direzione Faro di Punta Imperatore. Oltre alla scossa relativa al fenomeno endogeno ovviamente. Ma come ben sappiamo, danni alla pari di Casamicciola alta non ce ne sono stati. Cosa ha quindi provocato questo forte spostamento d’aria? A ciò si aggiungono anche molte testimonianze al riguardo di un improvviso e forte vento alzatosi pochissimi minuti prima del verificarsi del terremoto. Ed al riguardo abbiamo testimonianze dirette da parte dei nostri associati. Parliamo del contestatissimo “vento sismico” ignorato dai più ma verificatosi anche poco prima del terremoto di Amatrice. Quindi abbiamo una massa d’aria in movimento che, se la matematica non è un’opinione, sembra si sia diretta in direzione Punta Imperatore.  A tutto ciò è affiancato come sempre il misterioso “rombo” da tutti ascoltato ma presto dimenticato. In fine abbiamo testimonianze di alcuni che giurano di aver visto strani colori nel cielo, dalle parti di Lacco Ameno. Come ben potete capire noi di Associazione Luce e Verità ascoltiamo TUTTI. Non abbiamo freni di tipo accademico. Ebbene signori, quale dovrebbe essere la conclusione? Noi pensiamo che anche il terremoto del 21 agosto 2017 sia stato innescato da un allineamento planetario. Presenti anche vento e luci sismiche (già Padre Galli catalogava questi fenomeni sul finire dell’800). Abbiamo una massa d’aria in movimento ed un rombo. Il fenomeno nel suo insieme è stato identico a quello del 1883 e degli anni precedenti. Giulio Verne nel suo “Padrone del Mondo”, da noi analizzato esotericamente tempo addietro, associò un oggetto volante al terremoto di Casamicciola. Ma noi stiamo ipotizzando che esso si sia verificato a seguito di allineamento planetario. Unica soluzione è che ci sia stato un verificarsi di più fenomeni contemporaneamente. Del resto, secondo alcune “leggende metropolitane”, particolari allineamenti in particolari condizioni possono generare il “necessario” per aprire varchi dimensionali e permettere l’entrata nella nostra dimensione ad altri esseri. Fantascienza? Può darsi ma tirate voli le somme. Noi le abbiamo già tirate ma dovete chiedervi come mai un sisma con queste caratteristiche non abbia fatto un’ecatombe….anzi. Ha reso un’ isola più forte e compatta. Un’ isola unita.

 

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Ischia e l’ energia dell’ Arcangelo Mikael

Nel 2014, in maniera abbastanza silenziosa, venne dato alle stampe ed in maniera autonoma il libro “Mikael – per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Da allora non ci si è mai fermati nelle ricerche e possiamo affermare che già allora si era sulla pista giusta.

Tutto iniziò all’ indomani della visione del film “Vitriol” per la regia di Francesco Afro De Falco. Al centro della trama vi era un misterioso manufatto chiamato medaglione osirideo di cui non si sapeva nulla. Noi, seguendo lo spunto datoci dal film, portammo avanti l’ ipotesi secondo la quale l’ oggetto fosse in grado di fornire due coordinate geografiche. Tralasciamo per il momento la questione dell’ autenticità dell’ oggetto. Volendo ragionare con i piedi ben saldi a terra risulta chiaro che un oggetto antico non dovrebbe dare coordinate geografiche la cui precisione rasenta quella attuale frutto delle moderne tecnologie. La questione è rimandata alle pagine del nostro lavoro. Ci accorgemmo tuttavia che siffatta teoria potesse essere valida e iniziammo le ricerche. La prima coordinata geografica risultò coincidente con il “Cimitero delle 366 fosse” mentre la seconda con il “Chiostro di Poggioreale” anche detto delle “100 cappelle” parte del Cimitero monumentale di Poggioreale. Noi in questi luoghi ci andammo e vivemmo esperienze esoteriche che ci permisero di avere una visione chiara della situazione. In primis capimmo che il Cimitero delle 366 fosse fu volutamente costruito indirizzando il ricercatore verso il Chiostro di Poggioreale. Sebbene i due edifici siano separati da un bel pò di anni, capimmo che originariamente il progetto venne messo nero su bianco nella sua interezza e solo eventi storici portarono alla sua frammentazione. Basti ricordare che il Cimitero delle 366 fosse entrò in funzione nel 1763 mentre il Chiostro di Poggioreale, completo degli edifici interessanti la nostra ricerca, risalirebbe alla metà del XIX secolo. Si scoprì che la chiave a cui si giungerebbe decifrando correttamente il medaglione osirideo (ma per noi è ben altro) sarebbe collocata al di sotto della cappella numero 42. E non è il caso di andare oltre, vi rimandiamo al nostro lavoro. Ma, alla pari del Cimitero delle 366 fosse, anche il Chiostro di Poggioreale nascondeva particolari architettonici in grado di andare oltre. Esso infatti sarebbe in grado di fornire un’ulteriore coordinata geografica che porterebbe il ricercatore direttamente alla Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Ma il Chiostro di Poggioreale ci permise anche di identificare la presenza in quel luogo dell’Arcangelo Mikael e ciò ci meravigliò non poco. Inizialmente non riuscimmo a capire cosa avessero in comune il Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale con la Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Tuttavia un’analisi del tessuto urbano di Napoli fatta dall’ alto ci diede il giusto punto di vista. Notammo che una retta passante per il Cimitero delle Fontanelle potesse unire quest’ ultimo al Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale già parte del Cimitero monumentale di Poggioreale; tra l’altro passando anche per alcuni cimiteri di secondaria importanza. Tutto su una sola retta! Essa proseguiva passando esattamente sopra la cappella numero 42 di cui prima. Un caso? Grazie allo stesso ragionamento ci accorgemmo che una singola retta poteva partire dalla cappella numero 42 e passando per la Chiesa di San Lorenzo Maggiore giungere addirittura fino alla collina di Nisida. Essa, nel suo correre lungo il tessuto urbano, passava esattamente o quasi su un gran numero di chiese di antica storia. Luoghi dove un tempo si pensa sorgessero antichi templi pagani. Tra esse citiamo San Gregorio Armeno, la Cappella Di Sangro, la Chiesa di San Domenico Maggiore e la Chiesa del Gesù Nuovo. Ma da dove partiva questa retta? Poteva mai essere la cappella numero 42 un altro punto ad essa appartenente? La risposta fu affermativa. La retta partiva dal Monte Gargano, esattamente dal Santuario di San Michele Arcangelo. Fu a quel punto che realizzammo la portata dell’intero rebus. Napoli venne costruita tenendo conto di questa misteriosa energia e ci fu nei secoli qualcuno che si tramandò il suo segreto; qualcuno in grado di servirsene per i propri scopi. Stiamo parlando di Ley Lines a tutti gli effetti nello specifico quelle di San Michele Arcangelo. Qualcuno nel corso dei secoli si tramandò un corpus di informazioni grazie alle quali costruire luoghi di culto in grado di convogliare energie in un punto particolare: la cappella numero 42. Ora sappiamo che quando tutto ciò avvenne, la linea energetica di San Michele Arcangelo si interruppe e non fluì più lungo i quartieri di Napoli. Ciò a nostro avviso si verificò poco dopo la metà del XIX secolo. E Napoli cadde in rovina……Tutto ciò è “Mikael– per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Ma le ricerche sono andate avanti. Rispettando a pieno la teoria alla base del concetto di “Ley Lines” anche a Napoli quella relativa all’ Arcangelo Mikael una volta arrivata a Nisida devia leggermente al fine di giungere a Procida toccando l’antico Santuario consacrato all’ Arcangelo Michele. A riprova di tutto questa ricerca ritroviamo nelle chiese toccate un tempo da questo particolare fiume energetico numerosi indizi che ci ricollegano al mito della Terra Cava (vedi chiesa del Gesù Nuovo) ed al culto di San Michele Arcangelo. Cosa ancora più sorprendente è scoprire che nella Chiesa di San Lorenzo Maggiore una misteriosa lapide sarebbe collegata al Monte Epomeo….Ma torniamo alle nostre ricerche. Nella chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli è possibile ammirare in fondo alla chiesa la statua che a nostro parere meglio incarna tutte le nostre ricerche fin qui brevemente esposte: un San Michele Arcangelo che schiaccia la Sirena Partenope! Una statua praticamente identica è presente nel santuario dell’Arcangelo a Procida. Coincidenza?

 

Una volta giunta a Procida, sicuramente il fiume energetico ebbe il suo “alveo” ad Ischia per poi procedere oltre. Sappiamo dalla tradizione che l’Arcangelo è considerato psicopompo, ragion per cui è spesso associato ai cimiteri divenendone guardiano e protettore. Sappiamo poi che questo fiume energetico, in linea con la teoria delle ley lines, sicuramente dovette fare i conti con colline e promontori dalle caratteristiche particolari rispetto al paesaggio circostante. Tirando le somme l’unica possibilità, per quanto ci riguarda, in accordo con tutto ciò è quella schematizzata in foto!

 

Il fiume energetico, da Procida, avrebbe incontrato dapprima la roccia trachitica su cui sorge il castello aragonese deviando poi quel poco per giungere in seguito sull’ isolotto denominato “scoglio di Sant’ Angelo” dove un tempo sorgeva una chiesa consacrata all’ Arcangelo (poi spostata nell’ attuale posizione lungo la strada che conduce alle Fumarole).

Analizzando questa traiettoria notiamo che il fiume energetico passa per l’antica Aenaria e per la chiesa di S. Anna a pochi metri dall’ ex cimitero omonimo, risalente al colera del 1836; prosegue fino in zona San Michele passando poi nei pressi dell’ attuale cimitero di Ischia. Da qui prosegue fino ad arrivare allo scoglio di Sant’ Angelo. Interessante a questo punto notare, considerando quest’ipotesi degna di approfondimento, come Aenaria si trovasse nel “punto giusto” in accordo con il “modus operandi” dei nostri antenati. Nel nostro lavoro “Mikael” affrontammo l’argomento cercando di dimostrare come i fondatori di città, nel nostro caso Napoli, lavorassero tenendo conto delle energie del luogo, scegliendo a tal proposito orientamenti particolari. Il reticolato Ippodameo napoletano analizzato grazie alle nostre ricerche sembra dimostrarlo. In questo quadro, in cui la baia di Cartaromana sembra dimostrarsi di primaria importanza, sarebbero da inserire la chiesa di S. Anna e la relativa “Torre Guevara” da molti conosciuta come “Torre di Michelangelo” nome quest’ ultimo derivato da informazioni non fondate diffuse da Onofrio Buonocore. Il prelato la volle legare all’ amore tra Vittoria Colonna e lo scultore che, sempre leggenda alla mano, si vedevano grazie ad una galleria sotterranea collegante la Torre con il Castello. Tuttavia, non mi meraviglierei, questa è nostra opinione maturata a seguito di ulteriori studi, se il Buonocore avesse voluto legare la Torre a qualcosa di ben diverso…..il nome Michelangelo potrebbe nascondere il nome dell’ arcangelo…….Rapportando tutte queste informazioni (sulle quali ritorneremo più approfonditamente in seguito) alle 5 sorgenti di energia ischitane ampiamente trattate in “Ischia occulta” è doveroso fare ulteriori considerazioni. Dalla figura in basso possiamo estrapolare una geometria particolare formata da due circonferenze concentriche, sulle quali sono posizionate le 5 sorgenti, e dalla linea rossa a sud parte dell’energia Mikaelica proveniente da Procida.

Se invece delle 2 circonferenze prendessimo in considerazione le due direttrici Cavascura-Pietra dell’acqua e Nitrodi-Epomeo otteniamo una sorta di “corridoio energetico” la cui ampiezza è in grado di fornire un triangolo laddove noi e molti altri vedono uscire ed entrare i tanto discussi UFO di colore rosso rubino. La figura è chiara. Che sia tutta questione di energia? Nella figura appena analizzata è interessante notare come le due direttrici sembra siano ortogonali alla stessa linea Mikaelica di cui abbiamo parlato. Del resto risulta anche evidente come la direttrice di Nitrodi, intesa a questo punto come un’ulteriore lay line, giunga in località Zaro e ciò dovrebbe far sorgere alcune domande. Non dimentichiamo che in quel di Zaro il noto massone ed esoterista Luigi Patalano volle edificare l’attuale Colombaia e l’attuale Mezzatorre che ai suoi tempi furono concepite come residenze ricche di simbologia massonica. Ed ancora. Le apparizioni di Zaro c’entrano qualcosa? Per il momento è tutto ma promettiamo di ritornare sulla questione molto presto.

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Cavascura – Il corpo di Tifeo

Dalla nostra ultima permanenza ai Maronti poco è trascorso; forse tre o quattro giorni. Questa volta si decide di provare le “energie della Terra, il corpo di Tifeo”. Nuovo mezzo di locomozione. Con uno scooter questa volta impieghiamo meno di mezz’ ora ad arrivare dall’ altro lato dell’ isola. E’ un’ esperienza che lascia sempre il segno. Bellissima. Parcheggiamo come è giusto fare per non ritrovarsi sorprese negli appostiti spazi. Pochi passi a piedi e giungiamo nuovamente al parcheggio di Cava Mare dove una macchinina elettrica ci porterà in breve tempo alle Fumarole. Questa volta però non ci fermeremo. Andremo oltre. La meta sono le antiche terme di Cavascura. La strada consigliata è quella via mare. Circa un quarto d’ ora. In alternativa si potrebbe percorrere la strada vecchia fatta però di numerosi dislivelli. Deo più faticosa. Tuttavia si potrebbe arrivare fino alle terme anche con carrello elettrico ma questa volta la tariffa è di 20 euro a persona. La scelta è vostra. Ma ricordate che esistono anche i taxi boat che dal porticciolo di Sant’ Angelo vi porteranno per pochi euro ovunque vogliate lungo la spiaggia dei Maronti, Cavascura compresa. In meno di venti minuti eccoci giunti all’ ingresso dell’ antica cava delle terme. Il paesaggio cambia. Tutto diventa più ombroso. Le energie sono diverse ora. La passeggiata è affascinante; la strada in pratica è il letto che le acque pluviali trasformano al loro passaggio. Pochi minuti di marcia ed eccoci giunti all’ ingresso delle terme. Come il cartello indicherà, anche solo con 1 euro si potrà accedere ad esse per visitarle. Non è il nostro caso. Noi vogliamo viverla come farebbe qualunque membro della nostra associazione. Incontriamo Irene che ci accoglie e ci guida nel percorso. Questa volta però ci concentreremo sui fanghi. Prima tappa doccia calda minerale, un rivolo che scende direttamente dalla sorgente non senza prima aver subito un trattamento naturale di raffreddamento. Alla sorgente l’ acqua è di 101 gradi! A seguire una doccia minerale più rinfrescante e poi diretti in sauna. Stupenda. Inizialmente gli occhi fanno fatica a rimanere aperti, il respiro è pesante. Ma bastano pochi minuti per acclimatarsi e godere di questo incredibile antro. Non è previsto un tempo minimo ma rimanerci è un’ esperienza da provare. All’ uscita ci rinfreschiamo nuovamente e poi diretti al sole. Per i fanghi è importante asciugarsi per bene cosa necessaria successivamente ai fanghi stessi. Ragion per cui il sole è importante ed è per questo che si consiglia di andare a Cavascura quando ancora è presente il loco. Noi siamo arrivati verso le 15:00. Dopo una mezz’ oretta ecco il nostro “spennellatore” che in pochi minuti ciascuno ci ricopre di fango ricavato dalle acque minerali, già famose in epoca classica. Che sensazione! E’ il momento di rilassarci ed aspettare che i fanghi facciano il loro dovere, soprattutto esfoliante. Necessitano di asciugarsi addosso. E noi non ci tiriamo indietro. Al termine del trattamento altre docce rinfrescanti serviranno di aiuto per liberarci del fango presente addosso. Il nostro lavoro è concluso. Una rinfrescante spremuta di agrumi con granita conclude questo magico itinerario energetico! Salutiamo Irene per l’ ospitalità e ci promettiamo di ritornare in settembre con più calma. Al resto penserà il carrellino elettrico che ci condurrà fino alla macchina.

 

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Un Tempio orientato alle stelle?

Con i nostri precedenti post, ipotizzammo che la causa scatenante il terribile sisma di Casamicciola del 1883 fosse di natura “planetaria”. A tal fine individuammo un filo conduttore che, seppur molto labile, sembrò unire le nascenti teorie di Bendandi con precedenti studi a cui parteciparono uomini quali Flammarion e Grablovitz per giungere ai giorni nostri, dove moderni scienziati sembrano dare loro nuova linfa vitale. Fantasia? Fantascienza? Scopriamolo insieme.

Ci chiedemmo quale potesse mai essere l’ orientamento della Chiesa della Maddalena a Casamicciola. Grazie a pochi click, google earth ci diede una risposta: 64 gradi. Non banalizziamo questo dato. Dietro ci sono complicati calcoli di astronomia. Al fine di mantenere l’ allineamento della chiesa stabile negli anni, ci si basò sulla posizione della stella polare. Un allineamento ottenuto utilizzando una normale bussola, avrebbe fornito un valore inutilizzabile in quanto, variabile nel corso degli anni. Sappiamo che la bussola utilizza il magnetismo terrestre ossia i meridiani magnetici. Essi sono diretta conseguenza dei Poli Magnetici, risentendo degli spostamenti di questi ultimi nel corso degli anni. Per chi non lo sapesse, i Poli Magnetici si spostano. Ciò provoca conseguentemente una variazione nei meridiani magnetici e dell’ angolo tra loro ed i meridiani geografici.

La stella polare, di contro, si presta perfettamente all’ individuazione del Nord vero. Essa dista dal Pono Nord celesta di pochissimo. Ricordiamo che il Polo Nord celeste non è altro che la proiezione del Polo Nord sulla sfera celeste. Trovata la stella polare si è trovato il Nord. Ritornando a noi abbiamo una chiesa orientata per 64 gradi. Su questo numero abbiamo già proposto alcune teorie che a nostro avviso sono molto valide.

Tuttavia un altro importante passo possiamo ancora farlo. 8 luglio 1894. Il periodico “Don Marzio” titola: Prima pietra del nuovo Tempio Parrocchiale. L’ aticolo descrive la posa della prima pietra della Chiesa della Maddalena a Casamicciola alla presenza del popolo, delle autorità e del Vescovo Monsignor Giuseppe Candido. I calcoli a questo punto divengono complicati ma un buon programma astronomico porta a termine l’ ingrato compito.

Nel software inseriamo le coordinate geografiche della Chiesa della Maddalena; spostiamo le lancette dell’ orologio alle ore 00:01 dell’ 8 luglio 1894. Orientiamoci guardando in direzione 64 gradi verso l’ orizzonte che, simbolicamente, abbiamo agganciato ad un’ osservatore posto a circa cinquanta metri sul livello del mare. Attendiamo. Ora degli eventi impostata sull’ UTC ovvero tempo universale. Attendiamo.

Alle ore 01:20 UTC circa accade qualcosa. Il pianeta VENERE sorge all’ orizzonte! Coincidenza? Non lo crediamo. E non importa se nella realtà ci possa essere una qualche ostruzione avanti. Ciò che conta è l’ atto.  Chiunque abbia messo mani alla costruzione del Tempio ha calcolato anche il momento in cui la prima pietra andava posata. Sapete perchè? Perchè vincolarono il tempio a colui che, a nostro parere, fu il responsabile del terremoto di Casamicciola del 1883. Il pianeta Venere. A questo punto il nostro essoterico lavoro è concluso. Possiamo solo lontanamente immaginare cosa provarono i nostri antenati a causa di quella sciagura. Il Tempio ce lo dimostra. A perenne memoria il Tempio venne vincolato alle stelle.

Noi non abbiamo dubbi. Ci fu la mano di Giulio Grablovitz dietro tutto ciò ma, anche di altri. Tutte coincidenze? Fantasie? Lasciamo aperte le porte del dubbio. Non siamo infallibili.

Occorre forse al mio Shakespeare per le nobili sue ossa il sudore di generazioni in pietre accumulate?

O che giacciono sepolte le sue spoglie venerate sotto una piramide orientata alle stelle?

Caro figlio della memoria, grande erede della fama occorre forse al tuo nome una così debole testimonianza?

John Milton – 1630

 

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A proposito di coincidenze…..Il Tempio (Parte seconda)

Dall’ analisi fatta poco tempo addietro sulla questione “altari laterali” della chiesa della Maddalena a Casamicciola rimaneva un dato di fatto: il numero 64. Questo numero venne volutamente impresso su di una piccola croce in ferro grazie a delle rivettature. La croce, e queste sono informazioni ottenute grazie a persone molto anziane, sembra venne aggiunta successivamente alla statua a cui tutt’ oggi appartiene.

Detta statua, lignea, rappresentante un San Giovan Giuseppe della Croce circondato da piccoli angeli, era ubicata nella Chiesa del SS. Crocifisso in località Cretaio. In questa chiesa sembra ci rimase fino a quando venne spostata nella Chiesa della Maddalena in Casamicciola dalla quale venne spostata al Museo Diocesano di Ischia Ponte. Se le testimonianze raccolte, purtroppo non verificabili a mezzo documenti, corrispondessero al vero, qualcuno si prese la briga di costruire una piccola croce, incidervi 64 punzonature sopra e fissarla alla statua. Noi quella statua l’ abbiamo vista e rivista. Effettivamente, vedi foto, si nota una forma semicircolare ai margini della croce e noi  ipotizziamo che essa servì a fissare la croce alla statua senza però intaccare le punzonature. Successivamente, mano ignota, fissò nuovamente la croce alla statua a mezzo vite. Ovviamente non ragionando sul perché in precedenza venne fatto diversamente….

Ma allora come mai è così importante questo numero?

Un primo passo lo possiamo compiere ragionando matematicamente sul numero stesso. Il 64 è, come detto in precedenza, un cubo perfetto e ciò grazie al fatto che esso può essere ottenuto moltiplicando per tre volte lo stesso numero. In questo caso il numero 4. Parlando però di cubo è logico immaginare un cubo avente per lato 4. Ma perché legare questo numero alla chiesa? Forse sarebbe meglio a questo punto domandarsi perché la chiesa venne legata al concetto di cubo perfetto e non necessariamente al numero 64.

A nostro parere, chi associò il 64 alla chiesa lo fece per portare il ricercatore verso il concetto stesso di cubo perfetto. Infatti, così ragionando, un passo importante lo facciamo quando si ricerca nella Bibbia il concetto stesso di cubo perfetto. Ovviamente il lettore non troverà esplicitamente le parole “cubo perfetto” ma qualcosa di simile certamente si. Bibbia alla mano apriamo al “Primo libro dei Re”, capitolo 6: La costruzione del Tempio. A questo punto è chiaro che si volle associare “simbolicamente” la costruzione del Tempio di Gerusalemme alla costruzione della nuova chiesa di Casamicciola. Essendoci fermati al capitolo 6 ci solletica l’ idea che probabilmente il nostro anonimo enigmista vuole portarci ad un numero 4 così da ottenere nuovamente il numero 64. Ma se il numero 6 è rappresentato dal capitolo, il numero 4 per forza di cose deve rappresentare un versetto. E qui entra in gioco l’ abilità del nostro ignoto. Scorredo dal primo versetto, per ottenere il numero 4 abbiamo a disposizione una serie di tentativi: abbiamo il versetto 4, il 13, il 22 ed il 31. Tutti versetti che a ben leggerli nulla ci dicono, eccetto uno: il numero 13.

Esso recita: “Io abiterò in mezzo agli Israeliti; non abbandonerò il mio popolo Israele”. Detta frase si sposa benissimo con la situazione in cui erano immersi gli animi post terremoto di Casamicciola. Una nuova chiesa, simbolo di rinascita morale e spirituale mirava a diffondere esattamente questo messaggio. Nostro Signore stabilmente nel nuovo tempio a protezione del popolo da troppo tempo provato.

Ma il numero 64 non si esaurisce certo così, anzi. Individuato libro, capitolo e versetto il lettore noterà che esso si sposa molto bene anche con il concetto di cubo perfetto. Di fatto nel capitolo 6 del Libro dei Re si fa riferimento al “Sancta Sanctorum”, il Santo dei Santi, l’ area più sacra del Tempio in cui era custodita l’ Arca dell’ Alleanza. Dal capitolo in questione, apprendiamo che esso fu costruito 20 cubiti x 20 cubiti x 20 cubiti.

Parliamo quindi di un cubo. Al fine di capirci qualcosa in più chiediamo aiuto al testo intitolato “La tenda del deserto” di Francesco Piro dove, a pagina 35 e seguenti, apprendiamo che 20 cubiti sono pari a 9 metri, prendendo come riferimento il “cubito comune” (sebbene le varianti del cubito rimangono tante). Ma se 9 è da considerare il numero usato per i lati del Sancta Sanctorum allora siamo in presenza di un cubo perfetto! Il 9 è uno di quei numeri grazie al quale è possibile costruire un cubo perfetto. E qui ritorniamo al concetto di “volume e spazio”. Il messaggio a questo punto è chiaro. La chiesa è costruita con geometrie sacre, senza le quali al suo interno la Divinità non può risiedere. Ecco quindi svelato il significato della frase rivelata grazie agli altari laterali: San Giovan Giuseppe il Tempio mi porgerà. Un Tempio le cui sacre misure sono degne di accogliere Nostro Signore. Ma è davvero tutto?

Qualche giorno addietro, mi soffermai sulla chiesa della Maddalena vista dall’ alto grazie al solito google earth.  Mi domandai quale potesse mai essere l’ orientamento del suo asse longitudinale rispetto al Nord Vero.

Per rispondere alla domanda mi concentrai sul viale di accesso innanzi alle scale. Scelsi due punti, lessi le coordinate e mi calcolai l’ orientamento”, essendo i due punti sullo stesso asse maggiore della chiesa.

Curioso come il valore ottenuto sia di circa 64 gradi…Mi verrebbe da pensare che l’ orientamento sia stato pre calcolato grazie alla stella polare. Una misurazione ottenuta con la bussola non avrebbe dato un buon risultato. Essa necessita dei meridiani magnetici e conseguentemente del Nord magnetico, ma sappiamo che il Polo Magnetico cambia di posizione di anno in anno, ragion per cui l’ orientamento non avrebbe mantenuto negli anni il suo valore. Che ci sia anche questa volta lo zampino di Giulio Grablovitz, esperto fin dall’ adolescenza di astronomia e calcoli astronomici?

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