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Ischia e l’ energia dell’ Arcangelo Mikael

Nel 2014, in maniera abbastanza silenziosa, venne dato alle stampe ed in maniera autonoma il libro “Mikael – per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Da allora non ci si è mai fermati nelle ricerche e possiamo affermare che già allora si era sulla pista giusta.

Tutto iniziò all’ indomani della visione del film “Vitriol” per la regia di Francesco Afro De Falco. Al centro della trama vi era un misterioso manufatto chiamato medaglione osirideo di cui non si sapeva nulla. Noi, seguendo lo spunto datoci dal film, portammo avanti l’ ipotesi secondo la quale l’ oggetto fosse in grado di fornire due coordinate geografiche. Tralasciamo per il momento la questione dell’ autenticità dell’ oggetto. Volendo ragionare con i piedi ben saldi a terra risulta chiaro che un oggetto antico non dovrebbe dare coordinate geografiche la cui precisione rasenta quella attuale frutto delle moderne tecnologie. La questione è rimandata alle pagine del nostro lavoro. Ci accorgemmo tuttavia che siffatta teoria potesse essere valida e iniziammo le ricerche. La prima coordinata geografica risultò coincidente con il “Cimitero delle 366 fosse” mentre la seconda con il “Chiostro di Poggioreale” anche detto delle “100 cappelle” parte del Cimitero monumentale di Poggioreale. Noi in questi luoghi ci andammo e vivemmo esperienze esoteriche che ci permisero di avere una visione chiara della situazione. In primis capimmo che il Cimitero delle 366 fosse fu volutamente costruito indirizzando il ricercatore verso il Chiostro di Poggioreale. Sebbene i due edifici siano separati da un bel pò di anni, capimmo che originariamente il progetto venne messo nero su bianco nella sua interezza e solo eventi storici portarono alla sua frammentazione. Basti ricordare che il Cimitero delle 366 fosse entrò in funzione nel 1763 mentre il Chiostro di Poggioreale, completo degli edifici interessanti la nostra ricerca, risalirebbe alla metà del XIX secolo. Si scoprì che la chiave a cui si giungerebbe decifrando correttamente il medaglione osirideo (ma per noi è ben altro) sarebbe collocata al di sotto della cappella numero 42. E non è il caso di andare oltre, vi rimandiamo al nostro lavoro. Ma, alla pari del Cimitero delle 366 fosse, anche il Chiostro di Poggioreale nascondeva particolari architettonici in grado di andare oltre. Esso infatti sarebbe in grado di fornire un’ulteriore coordinata geografica che porterebbe il ricercatore direttamente alla Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Ma il Chiostro di Poggioreale ci permise anche di identificare la presenza in quel luogo dell’Arcangelo Mikael e ciò ci meravigliò non poco. Inizialmente non riuscimmo a capire cosa avessero in comune il Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale con la Chiesa di San Lorenzo Maggiore. Tuttavia un’analisi del tessuto urbano di Napoli fatta dall’ alto ci diede il giusto punto di vista. Notammo che una retta passante per il Cimitero delle Fontanelle potesse unire quest’ ultimo al Cimitero delle 366 fosse ed il Chiostro di Poggioreale già parte del Cimitero monumentale di Poggioreale; tra l’altro passando anche per alcuni cimiteri di secondaria importanza. Tutto su una sola retta! Essa proseguiva passando esattamente sopra la cappella numero 42 di cui prima. Un caso? Grazie allo stesso ragionamento ci accorgemmo che una singola retta poteva partire dalla cappella numero 42 e passando per la Chiesa di San Lorenzo Maggiore giungere addirittura fino alla collina di Nisida. Essa, nel suo correre lungo il tessuto urbano, passava esattamente o quasi su un gran numero di chiese di antica storia. Luoghi dove un tempo si pensa sorgessero antichi templi pagani. Tra esse citiamo San Gregorio Armeno, la Cappella Di Sangro, la Chiesa di San Domenico Maggiore e la Chiesa del Gesù Nuovo. Ma da dove partiva questa retta? Poteva mai essere la cappella numero 42 un altro punto ad essa appartenente? La risposta fu affermativa. La retta partiva dal Monte Gargano, esattamente dal Santuario di San Michele Arcangelo. Fu a quel punto che realizzammo la portata dell’intero rebus. Napoli venne costruita tenendo conto di questa misteriosa energia e ci fu nei secoli qualcuno che si tramandò il suo segreto; qualcuno in grado di servirsene per i propri scopi. Stiamo parlando di Ley Lines a tutti gli effetti nello specifico quelle di San Michele Arcangelo. Qualcuno nel corso dei secoli si tramandò un corpus di informazioni grazie alle quali costruire luoghi di culto in grado di convogliare energie in un punto particolare: la cappella numero 42. Ora sappiamo che quando tutto ciò avvenne, la linea energetica di San Michele Arcangelo si interruppe e non fluì più lungo i quartieri di Napoli. Ciò a nostro avviso si verificò poco dopo la metà del XIX secolo. E Napoli cadde in rovina……Tutto ciò è “Mikael– per Napoli sulle tracce di un Arcangelo tra esoterismo e mistero”. Ma le ricerche sono andate avanti. Rispettando a pieno la teoria alla base del concetto di “Ley Lines” anche a Napoli quella relativa all’ Arcangelo Mikael una volta arrivata a Nisida devia leggermente al fine di giungere a Procida toccando l’antico Santuario consacrato all’ Arcangelo Michele. A riprova di tutto questa ricerca ritroviamo nelle chiese toccate un tempo da questo particolare fiume energetico numerosi indizi che ci ricollegano al mito della Terra Cava (vedi chiesa del Gesù Nuovo) ed al culto di San Michele Arcangelo. Cosa ancora più sorprendente è scoprire che nella Chiesa di San Lorenzo Maggiore una misteriosa lapide sarebbe collegata al Monte Epomeo….Ma torniamo alle nostre ricerche. Nella chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli è possibile ammirare in fondo alla chiesa la statua che a nostro parere meglio incarna tutte le nostre ricerche fin qui brevemente esposte: un San Michele Arcangelo che schiaccia la Sirena Partenope! Una statua praticamente identica è presente nel santuario dell’Arcangelo a Procida. Coincidenza?

 

Una volta giunta a Procida, sicuramente il fiume energetico ebbe il suo “alveo” ad Ischia per poi procedere oltre. Sappiamo dalla tradizione che l’Arcangelo è considerato psicopompo, ragion per cui è spesso associato ai cimiteri divenendone guardiano e protettore. Sappiamo poi che questo fiume energetico, in linea con la teoria delle ley lines, sicuramente dovette fare i conti con colline e promontori dalle caratteristiche particolari rispetto al paesaggio circostante. Tirando le somme l’unica possibilità, per quanto ci riguarda, in accordo con tutto ciò è quella schematizzata in foto!

 

Il fiume energetico, da Procida, avrebbe incontrato dapprima la roccia trachitica su cui sorge il castello aragonese deviando poi quel poco per giungere in seguito sull’ isolotto denominato “scoglio di Sant’ Angelo” dove un tempo sorgeva una chiesa consacrata all’ Arcangelo (poi spostata nell’ attuale posizione lungo la strada che conduce alle Fumarole).

Analizzando questa traiettoria notiamo che il fiume energetico passa per l’antica Aenaria e per la chiesa di S. Anna a pochi metri dall’ ex cimitero omonimo, risalente al colera del 1836; prosegue fino in zona San Michele passando poi nei pressi dell’ attuale cimitero di Ischia. Da qui prosegue fino ad arrivare allo scoglio di Sant’ Angelo. Interessante a questo punto notare, considerando quest’ipotesi degna di approfondimento, come Aenaria si trovasse nel “punto giusto” in accordo con il “modus operandi” dei nostri antenati. Nel nostro lavoro “Mikael” affrontammo l’argomento cercando di dimostrare come i fondatori di città, nel nostro caso Napoli, lavorassero tenendo conto delle energie del luogo, scegliendo a tal proposito orientamenti particolari. Il reticolato Ippodameo napoletano analizzato grazie alle nostre ricerche sembra dimostrarlo. In questo quadro, in cui la baia di Cartaromana sembra dimostrarsi di primaria importanza, sarebbero da inserire la chiesa di S. Anna e la relativa “Torre Guevara” da molti conosciuta come “Torre di Michelangelo” nome quest’ ultimo derivato da informazioni non fondate diffuse da Onofrio Buonocore. Il prelato la volle legare all’ amore tra Vittoria Colonna e lo scultore che, sempre leggenda alla mano, si vedevano grazie ad una galleria sotterranea collegante la Torre con il Castello. Tuttavia, non mi meraviglierei, questa è nostra opinione maturata a seguito di ulteriori studi, se il Buonocore avesse voluto legare la Torre a qualcosa di ben diverso…..il nome Michelangelo potrebbe nascondere il nome dell’ arcangelo…….Rapportando tutte queste informazioni (sulle quali ritorneremo più approfonditamente in seguito) alle 5 sorgenti di energia ischitane ampiamente trattate in “Ischia occulta” è doveroso fare ulteriori considerazioni. Dalla figura in basso possiamo estrapolare una geometria particolare formata da due circonferenze concentriche, sulle quali sono posizionate le 5 sorgenti, e dalla linea rossa a sud parte dell’energia Mikaelica proveniente da Procida.

Se invece delle 2 circonferenze prendessimo in considerazione le due direttrici Cavascura-Pietra dell’acqua e Nitrodi-Epomeo otteniamo una sorta di “corridoio energetico” la cui ampiezza è in grado di fornire un triangolo laddove noi e molti altri vedono uscire ed entrare i tanto discussi UFO di colore rosso rubino. La figura è chiara. Che sia tutta questione di energia? Nella figura appena analizzata è interessante notare come le due direttrici sembra siano ortogonali alla stessa linea Mikaelica di cui abbiamo parlato. Del resto risulta anche evidente come la direttrice di Nitrodi, intesa a questo punto come un’ulteriore lay line, giunga in località Zaro e ciò dovrebbe far sorgere alcune domande. Non dimentichiamo che in quel di Zaro il noto massone ed esoterista Luigi Patalano volle edificare l’attuale Colombaia e l’attuale Mezzatorre che ai suoi tempi furono concepite come residenze ricche di simbologia massonica. Ed ancora. Le apparizioni di Zaro c’entrano qualcosa? Per il momento è tutto ma promettiamo di ritornare sulla questione molto presto.

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Le divine acque di Olmitello

Tratto dal seguito di “Epomeo, figlio di Agarthi” di prossima pubblicazione.

 

 

 

Al giorno d’ oggi, sia al turista che all’ isolano, è poco nota quella che un tempo era la famosa acqua di Olmitello. Non possiamo dare torto a queste persone. Anche noi, se non fosse stato per un problema di salute legato ai reni, probabilmente non avremmo avuto occasione di conoscerla. A differenza della sua famosa controparte, Nitrodi, Olmitello è raggiungibile dalla spiaggia dei Maronti, grazie ad una valle scavata naturalmente nel Tufo. La passeggiata è rilassante e suggestiva; la macchia mediterranea è la padrona incontrastata di questi luoghi. Lì, dove un tempo erano posati gli occhi di molti, sgorga un’anonima acqua, un tempo considerata addirittura frutto degli Dei.

Nel XVI secolo il medico calabrese Giulio Jasolino, di cui già parlammo precedentemente, scriveva nel suo De Rimedi che le acque di Olmitello erano in grado di guarire stomaco, occhi, febbre, artrite soprattutto i calcoli. Quest’ ulitma patologia sembra potesse essere guarita dalle acque grazie “all’ orrotondamento“ delle pietre renali in grado così di fuoriuscire per le vie urinarie. Questa caratteristica posseduta dalle acque di Olmitello sarebbero alla base dell’ etimologia del suo nome (dal greco pietra rotonda). E noi questo lo constatammo con i nostri occhi. Le acque funzionarono e facemmo conoscenza con esse ed il loro “strano“ sapore che lasciano in bocca.

Come dicevamo la fonte era ben nota in tempi antichi. Per Greci e Romani era considerata sacra così come tutte le altre acque della nostra isola. In tempi più recenti ritroviamo autorevoli studi affrontati in materia da illustri uomini di scienza isolani, ritroviamo il fisico Francesco De Siano, il dottor Chevalley De Rivaz, Venanzio Marone, tanto per citarne alcuni. La sorgente ricevette le attenzioni anche di Giorgio Carafa, vicerè di Palermo che, giunto ad Ischia per le cure termali, ci rimase fino alla morte avvenuta nel 1775. Il nobiluomo non solo rese agevole la strada per raggiungere la sorgente, oramai quasi del tutto persa, ma si dedicò anche al rispristino della Sorgente di Cava Scura.

Negli anni ’50 del secolo scorso la sorgente venne affidata alla società CIVAM per estrazione di sali. La fabbrica durò poco tempo, il giusto per lasciare ancora in giro al giorno d’ oggi oggetti di antiquariato legati a quel commercio.

Noi ci recammo alla sorgente più volte, affascinati dal sentiero e dal silenzio che regna in quei luoghi. Sembra avvolto tutto da un alone di riverenza. E a nostro avviso così dovrebbe essere, se non altro per rispetto alle divinità lì presenti.

Recandoci sul posto rimanemmo colpiti da un curioso cartello, segno che in zona qualcuno che nutre rispetto per questa sorgente c’è ancora. Il cartello recita:

Non con la guerra a turno Enea conquistò la Principessa Lavinia, ma offrendole ampolle della preziosa acqua d’ Olmitello, che bellissima la rese. Dione Cassio

Le qualità di queste acque sono note sin dall’ antichità. Già nel 1588 il dottor Giulio Jasolino con i suoi studi elencava i benefici di quest’ acqua ricca di bicarbonato solfato alcalina avendo effetti benefici per lo stomaco, gli occhi, i calcoli, febbre, artrite. Tanto da attribuire le sue proprietà terapeutiche di Natura Divina. Peppe dell’ Oasi la Vigna“

E noi non perdemmo tempo e riuscimmo, così come fatto precedentemente, ad instautare un dialogo con la “Divinità“ coordinatrice della sorgente. Di seguito il nostro dialogo:

D: Fratelli, potete metterci in contatto con lo Spirito elementale che coordina e governa la sorgente dell’ acqua dell’ Olmitello?

R: E’ quì. Quando siete pronti trasmetterò le vostre domande.

D: Spirito, parlateci del lavoro svolto dalle vostre acque su noi umani.

R: Le vostre domande necessitano risposte ed io vi risponderò perchè sono il vostro amore da donare. Trasformatele in eterna energia.

Le mie acque sono vive e trasformano le vostre cellule in Luce ma solo quando userete coscienza nel berla. Solo voi non capite che Vita significa entrare in contatto con le acque. Le mie acque lavorano i centri sottili portandovi Luce. Voi lenirete tutte le vostre pene purchè la beviate in consapevolezza. Tutte le acque hanno delle energie ma solo quelle volute dai nostri Fratelli hanno particolare compito. Le mie acque alimentano le vostre energie trasformandole in quelle che il nostro Creatore chiama Amore e Virtù.

L’ acqua venne voluta per trasformarvi interiormente e creare le giuste energie umanamente indispensabili.

Sono nell’ Isola energia che trasforma i vostri pensieri trasportando quello che interessa trasformare. Voi entrerete in contatto con le mie acque dopo che avrete lenito le vostre interiora aspettando il cambiamento che le vostre cellule subiranno per mano mia. Ad ogni cento bicchieri, energie trasformeranno voi e le vostre interne energie.

D: Spirito, quali sono i benefici che donano a noi umani le tue acque?

R: Nel vostro grembo,verranno portate energie trasformatrici; in questo modo avrete le interne viscere vive e trasformate. Solo con le mie acque trasformerete umane volontà, attraverso energie manifeste, nelle voraci regioni digestive.

il trasportante lavoro è rivolto alle vie1 divoranti umane energie create con le vostre certezze, necessarie a portarvi nutrimento.

Solo grazie alle mie acque potete trasformare dentro voi stessi le energie trasformatrici necessarie per il vostro interno circolo.

Sono indicata ponendo le mie energie in contatto con l’ intestino e gli organi collegati con le trasformazioni2. Sono indicata ponendo le mie energie a contatto con le mani in quanto sono in grado di volgere in quel punto umano illuminare i centri energetici vivi quando è tutto bloccato. Ad ogni energetico sorso le mie energie trasformano voi in entità in grado di emettere energie curatrici grazie ai nuovi centri energetici umani fatti rinascere con le mie energie.

Solo con le mie acque potete entrare dove il corpo non deve. I sogni nei quali dimora il corpo trasformato in astro e nelle cupe regioni dei vostri incubi da voi possono essere visitati coscientemente grazie alle mie energie.

D: In che modo?

R: Sono in grado di trasportare il vostro corpo energetico in quelle regioni quando siete in questo mondo; bevete le mie acque ponendovi in certe emotive condizioni ed entrerete in contatto con energie in grado di guidarvi in quelle regioni oniriche.

Ponete nell’ acqua le vostre volontà prima di addormentarvi. Esprimete le vostre volontà e troverete le energie necessarie .

D: Spirito, perchè dovremmo beneficiare di un simile dono?

R: Le vostre parole sono Luce ma sappiate porre le giuste domande. Sono energie umane a spingervi tra i mondi onirici ma senza volontà non entrerete in contatto con le entità. Le mie acque sono in grado di liberare le vostre strali energie.

1 L’ apparato digestivo.

2 Processo digestivo.

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Associazione culturale “Luce e Verità”

 

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Siamo felici di informare tutti i nostri lettori che finalmente nasce “Luce e Verità”, un’associazione culturale il cui scopo primario sarà la promozione di un turismo esoterico incentrato sulla consapevolezza di vivere su di un’isola “sacra” ovvero Ischia. Le basi su cui poggerà tutto ciò saranno consolidate da un amore incondizionato verso questa nostra terra, che non smette di infondere in noi che vi abitiamo Amore incondizionato e trasmettere ad anime degne quell’ influsso che la rende unica al mondo. Ebbene Luce e Verità vuole essere un faro, in primis per l’isolano ed a seguire per il turista che, in cerca del proprio posto nell’ Universo, arriva ad Ischia smarrito nel non trovare alcunché a cui appoggiarsi; smarrito e disorientato alla ricerca delle Energie che lo chiamarono sul nostro suolo. Verranno diffuse le nostre origini e le nostre tradizioni ed incoraggiati gli studi e le ricerche dei nostri associati; Essi saranno l’anima dell’Associazione e formeremo insieme un’unica entità senziente a favore della Luce e della sua diffusione. Fino ad oggi molto si è studiato e molto altro deve ancora essere fatto e saremo ben felici di farlo insieme ai nostri associati. Ischia è un’entità energetica sacra ricca di luoghi energetici che aspettano di essere conosciuti. Ma ciò avverrà solo a favore di coloro che vorranno aprire il proprio cuore e la propria mente. L’ Associazione sarà laica ed apolitica e sarà aperta a tutti coloro che vorranno lavorare a favore della Luce e dell’Amore. Per il momento è nata ufficialmente ma grazie all’ aiuto di tutti crescerà fino ai limiti che il “destino” vorrà imporgli. Sicuramente necessiteremo di cooperazioni in ogni campo ma sappiate fin da subito, o voi squali della moneta, che l’Associazione non collaborerà con coloro che non rispetteranno in primis l’isola ed il suo territorio, la sua fauna e la sua natura ed in generale la sua bellezza naturalistica. Attività commerciali veramente amanti dell’isola ci sono e prenderemo in considerazione con chi cooperare. Fino ad ora Ischia, a causa di una pessima gestione, è stata sorda ai richiami di coloro che vennero (e continuano a farlo) in cerca delle sue Energie. Sempre costretti ad arrangiarsi. Ebbene ora l’Associazione rivestirà il ruolo di ospite e siamo fieri di farlo proponendo al turista qualcosa di unico come la Terra che visiterà. Non è nostra intenzione far divenire l’isola un luogo di guarigione ma, al contrario, far conoscere l’altra faccia di essa lasciandole l’ultima decisione! Da sempre è l’isola stessa che ha chiamato chi voleva accogliere e così sarà. L’Associazione promuoverà convegni, manifestazioni, pubblicazioni, studi, eventi olistici e quant’ altro rientrerà nelle proprie competenze. Per questo gli associati ricopriranno un ruolo di primaria importanza. Siamo a conoscenza che ad Ischia risiedono persone fantastiche ma costretti nell’ anonimato generale. E’ ora di far rinascere la nostra isola e lo faremo utilizzando le sue energie. Diremo basta ad un turismo scellerato ed ignorante altamente distruttivo.

Per qualsiasi informazione, in attesa di uno spazio web dedicato all’ Associazione, è possibile contattarci utilizzando la pagina facebook www.facebook.com/EpomeoFiglioDiAgarthi ed il presente blog www.epomeoagarthi.it

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Chiarimenti

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Vogliate scusarci per “queste poche righe” ma è bene fare chiarezza su alcuni punti. Tutto nasce da un episodio accaduto poco tempo fa quando una coppia di lettori di Treviso, con in mano la copia di “Epomeo figlio di Agarthi”, si è recata sulla cima dell’ Epomeo (parliamo di qualche giorno fa). Giustamente ha trovato riposo e refrigerio al ristorante “La Grotta” lassù in cima. Alla domanda fatta dai nostri alla proprietaria del ristorante,si sentono rispondere che lassù non c’è nessuna “porta”. I tanti anni vissuti in quei luoghi senza aver visto o sentito nulla sarebbero già una prova più che sufficiente. Fin qui nulla di strano. E’ opinione personale e la si può accettare. Seppur indirettamente, la conversazione mi è stata riferita da un mio parente presente in quel momento che mi ha fornito ulteriori particolari su cui però bisogna fare chiarezza. In primis, e siamo nel 2010, il manoscritto del libro venne ahimè proposto allo stampatore GRAUS che alla modica cifra di 4000 euro decise di stampare il libro. Dopo aver pagato faticosamente questa cifra esorbitante mi vennero consegnate 350 copie faticosamente (ed a mie spese) distribuite in tutta Italia in quanto erano in molti a scriverci in merito alla non facile reperibilità del libro. In ogni caso le copie sono andate esaurite solo tre mesi fa circa. Il “Signor” Graus non ha mai voluto versare un solo centesimo di euro per le copie da lui vendute facendo orecchie da mercante verso qualsiasi richiesta fattagli in merito. Da email ricevuta da una nostra lettrice, si viene a conoscenza che già l’ inverno scorso tutte le copie del libro in suo possesso risultavano esaurite. Per tale motivo vorrei rispondere alla Signora che se c’è una persona che disonestamente si è arricchita grazie alle nostre esperienze ed al nostro lavoro quello è proprio lo stampatore GRAUS e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Fortunatamente non saranno questi individui che fermeranno il nostro lavoro. Chi ci conosce sà che siamo sempre stati a disposizione di chiunque si fosse trovato nelle condizioni di doverci fare ulteriori domande sul contenuto del libro, arrivando addirittura ad organizzare delle vere e proprie scampagnate in montagna e tutto senza nulla a chiedere. Nessun ringraziamento è stato ricevuto dalle amministrazioni locali incluse le varie pro loco per l’ enorme pubblicità fatta a favore delle bellezze della nostra isola. Ma questa è cosa caratterizzante di chi vive di turismo ad Ischia nella stragrande maggioranza dei casi. Chissà quanti turisti vengono ad Ischia per cercare la loro strada interiore. Posso rispondere senza sbagliare dicendo che sono migliaia in un anno e certamente vengono e verranno senza tirare in ballo il mio libro. Forse alla Signora del ristorante potrei suggerire di guardarsi meglio intorno e vedere dove realmente vive. Magari pensando come mai tutta questa gente da varie parti del mondo si prendono la briga di intraprendere un viaggio così lungo per arrivare fin lassù, proprio dove lei da anni vive e lavora. Non aspettatevi di trovare una porta intesa come quella di casa vostra con tanto di maniglia. Non aspettatevi che il sottoscritto vi accompagni fino in cima dicendovi: “Entra”! Chi è destinato ad avere certe esperienze le avrà e sarà il destino ad intrecciare la trama che lo porterà ad averle. Ai due turisti di Treviso avrei ANCHE  suggerito di fermarsi dagli amici di “Epomeo in sella” o fermarsi anche al “Ristorante Olimpo” oppure all’ “Agriturismo Santa Maria al Monte” dove avrebbero trovato persone che “parlavano la loro lingua di Luce” ma non importa. Verranno e ne siamo certi. La ricompensa più grande che abbiamo ricevuto in questi anni non è stata quella economica, assolutamente, ma le persone che in un modo o nell’ altro ci hanno fatto partecipi della loro esperienza positiva all’ Epomeo, in perfetta armonia con quanto riportato nel libro. Noi abbiamo solo avuto il coraggio per così dire di rendere note certe cose che in molti ad Ischia già sanno. E colgo occasione per rispondere a taluni quando affermano che ad Ischia non ci sono persone in cammino verso la Luce, dove è difficile vivere per coloro che si risvegliano, per coloro che vogliono vivere la propria realtà quotidiana in maniera diversa. Ebbene niente di più falso. Ad Ischia abbiamo conosciuto persone fantastiche con la quale ogni giorno lavoriamo per la Luce e con la Luce. Libro o non libro.  Ritornando alla conversazione non penso poi che quando Roberto Giacobbo con la sua troupe di Voyager salì all’ Epomeo fu accolto con le stesse “parole”. Alla Signora del Ristorante vorrei dire che ci ha avuto già ospiti l’ anno scorso presso la sua struttura, dove siamo stati accolti con gentilezza e professionalità e dove ci siamo trovati veramente bene. In quell’ occasione non ci siamo certo messi in luce per chi eravamo. Signora, si guardi intorno e si accorgerà di dove realmente vive. Agli amministratori locali diciamo che possono continuare a dormire perché chi è destinato a venire ad Ischia lo farà in perfetto anonimato e carenza di informazioni come avviene a tutt’ oggi. Continuate a vantarvi di avere spiagge tutt’ altro che pulite, paesi in mano al caos e tonnellate di cemento al posto degli alberi e del verde in generale. L’ ultima cosa che vogliamo e che Ischia diventi una “piccola Lourdes” come disse una nostra amica. La montagna non lo permetterebbe ma almeno abbiate la decenza di non sputare nel piatto in cui mangiate o almeno informatevi quel poco per non fare tristi figure con chi viene interessato a certe cose. Infine vorrei precisare che non è mai stata nostra intenzione guadagnare un euro da tutta questa storia. Come disse qualcuno “la verità non ha un prezzo, deve essere solo diffusa”.

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UFO Ischia – Aggiornamenti

Con la (quasi) conclusione di questo periodo estivo ischitano, è doveroso fare un aggiornamento per quanto riguarda gli avvistamenti UFO che hanno caratterizzato i cieli isolani. Voglio ringraziare tutti coloro che in questi mesi mi hanno contattato a seguito di avvistamenti UFO, permettendomi di concludere questo resoconto sfociato in una mia personale teoria.

Durante il mese di giugno il Sig. A.C. Di Forio d’ Ischia, nel rientrare a casa con il motorino verso le 3 di notte, si ferma in prossimita del “Fortino” attratto da alcune sfere luminose in movimento sul pelo dell’ acqua. Essendo il “Fortino” parte integrante del lungomare foriano mi è chiaro che l’ avvistamento UFO rientra nella categoria esposta tra le pagine del mio libro. Secondo il nostro testimone, gli UFO erano ben quattro e tutti di colore rosso rubino. Direzione di provenienza mare aperto (settore occidentale dell’ isola) verso la costa. Dopo qualche minuto ed alcune manovre a zig zag sul pelo dell’ acqua, gli oggetti scompaiono alla vista. Occultamento? Immersione? Non ci è dato saperlo. Leggermente diversi sono gli avvistamenti di Luglio sempre interessanti il comune foriano. Anche in questo caso la direzione di provenienza è il mare aperto verso la costa ossia la spiaggia della Chiaia. Ben diversa l’ altitudine degli oggetti volanti. Vengono avvistati in cielo ad una considervole altezza. Scompariranno in prossimità di Santa Maria al Monte. I testimoni hanno espresso il desiderio di rimanere anonimi. Degni di nota anche gli avvistamenti UFO interessanti la zona sud occidentale dell’ isola. In prossimità della scannella vengono sistematicamente avvistati UFO uscenti dallo specchio d’ acqua antistante il costone roccioso per dirigere verso l’ Epomeo. Le segnalazioni ci giungono da turisti in vacanza presso la struttura turistica “Villa Lina” in località Campotese di Panza. L’ avvisttamento più eclatante che ha lasciato il segno però è stato quello di Succhivo d’ Ischia ai primi di Agosto. Un oggetto volante color rosso rubino muove a bassa quota dalla località “Scannella”, sovrasta il piccolo centro abitato e scompare alla vista dietro la montagna di Serrara! Testimoni dell’ avvistamento decine di turisti presenti nelle pensioni del paese. Cosa incredibile è stata la lunga scia rossa lasciata dall’ oggetto volante. Sempre quest’ estate sono venuto a conoscenza che due “sciamani” di fama internazionale da qualche anno a questa parte hanno eletto Ischia a propria dimora estiva; il primo sembra preferire la zona di Panza, dove riceve e pratica terapie ai propri “allievi” mentre il secondo sembra sia ospite di amici ischitani intenti a mantenerne l’ anonimato (a buon ragione). Entrambi, sebbene non sia riuscito a conoscerli di persona, hanno riferito ai propri amici ischitani che l’ isola è sede di un “portale” dimensionale. Verso dove non ci è ancora dato sapere. Ischia è risaputo, sembra essere divenuta terra di misteri. Ancora oggi ricevo segnalazioni provenienti da amici e simpatizzanti, spesso riguardanti anche casi misteriosi avvenuti negli anni passati. La cosa mi può far solo piacere e ringrazio quanti continuano a darmi fiducia. Dopo quattro anni, ed un accurato studio compiuto analizzando i luoghi di avvistamenti isolani, posso concludere senza sbagliarmi che il versante dell’ isola con il più alto numero di segnalazioni è senza ombra di dubbio quello occidentale. Un ampia zona tra la località “Scannella” fino al bosco di “Zaro” passando ovviamente per l’ Epomeo. Queste tre località, se posizionate su di una cartina geografica darebbero vita ad un “triangolo”. Ma non è tutto. Personalmente questo triangolo è da intendere posto in verticale e leggermente inclinato verso il Monte Epomeo e la cui base è da considerarsi sott’ acqua. Un triangolo appena descritto potrebbe a buon ragione essere considerato come un “accesso” ad un qualcosa che ancora ci sfugge. Tutto cò potrebbe spiegare anche la natura delle apparizioni Mariane di Zaro che, scusate ma è la mia personale opinione, di Mariano hanno ben poco. Esse possono benissimo essere immagini indotte da qualcuno o qualcosa grazie alle quali “rigenerare” le energie del luogo, ossia Zaro. In tempi classici poteva benissimo apparire Zeus o chissà chi altro. Oggi è diverso. Nulla di male accade, sia ben chiaro. Ma esotericamente parlando è cosa accertata il benefico influsso generato dalla preghiera, per non parlare dell’ Eggregora creata dai fedeli durante le apparizioni.

 

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Il blog

A distanza di ben quattro anni dalla pubblicazione del lavoro “Epomeo figlio di Agarthi” e della deludente esperienza avuta con lo “stampatore” Graus, mi preme scrivere queste quattro righe per fare un punto della situazione. Prima di tutto voglio scusarmi con i lettori per la difficile reperibilità del libro; capisco che molti non hanno familiarità con le compravendite on-line e le librerie rimangono l’ unica alternativa. Mea culpa se a suo tempo non mi dedicai più approfonditamente alla ricerca di una casa editrice “seria”, che potesse credere nelle mie idee e nel mio libro, magari appoggiandomi laddove necessitavo. La distribuzione è stata scarsa e questo è un dato di fatto. Del resto è difficile trovare una casa editrice coraggiosa al punto tale da sfidare una “società” quale la nostra e rendere pubbliche certe informazioni. In questi anni i lettori hanno risposto, salvo alcuni casi, in maniera indifferente o quasi all’ argomento Terra Cava da me proposto; ben diversa è stata la reazione oltralpe. Ritornando a noi, creai questo blog per avere un punto di incontro, discutere e conoscere nuovi punti di vista o apprendere nuove informazioni. Ciò fu la risposta ad una casa editriche che relegò il mio lavoro alla posizione di “fanalino di coda” dell’ intero catalogo, quasi come se la vergogna e l’ ilarità generale potessero toccarla irrimediabilmente!. Dopo due presentazioni quasi deludenti, organizzate “molto sciattamente” (In entrambe la presenza della casa editrice è stata NULLA, abbandonato alle mie sole forze ed all’ aiuto di amci, vorrei farVi vedere le due locandine stampate per quelle occasioni dalla “casa” editrice….carta riciclata e stampa formato “bozza” con evidentissime e continue linee orizzontali dovute alla bassa qualità di stampa; alla fine  decisi di stamparmele personalmente)  decisi di non voler far più parte di un sistema corrotto e marcio, dove l’ apparenza risultò essere l’ unica cosa fondamentale. Decisi di chiudermi nel mio blog, raccontando le mie esperienze e le mie idee senza nessun tipo di vincolo o preconcetto. Da allora molte cose sono cambiate, ed in meglio. Non mi sono certo arricchito con il libro, anzi (dopo quattro anni non ho ancora visto un euro,)! Ad essere sincero ancora nutro dei forti dubbi sull’ effettivo numero di copie vendute (poche decine). Il mio ex caro editore mi fece solo pervenire un anonimo documento (a seguito di minacce legali) dove secondo lui erano riportate le copie vendute: senza dettagli ed in gran contraddizione con quanto apprendevo grazie alle segnalazioni dei lettori più vicini. Ciò non toglie che il libro “andava scritto” e i risultati sono arrivati (e continuano ad arrivare). La ricchezza di cui parlo ovviamente è una ricchezza “spirituale”; grazie ad esso la mia famiglia ha potuto incontrare persone straordinarie, dedite senza ombra di dubbio alla ricerca spirituale dalle quali continuo ad apprendere ancora oggi. Grazie al libro abbiamo avuto la possibilità di girare l’ Italia, venendo in contatto con realtà di cui prima ignoravamo completamente l’ esistenza. In special modo, grazie al libro, si è potuti crescere, ed arrivare al punto in cui si è oggi.

Se ne avrò la possibilità mi dedicherò alla stampa di una nuova edizione del mio lavoro, riveduta e migliorata. Se così non sarà mi rassegnerò all’ idea di far parte, ma sempre in maniera distaccata, di una società in cui conta solo far soldi, dove non sei un “addetto ai lavori” se il tuo lavoro non è presentato da trasmissioni quali “Mistero” o “Voyager” (idea tanto cara al mio ex editore).

Ringrazio quindi tutti coloro che continuano a seguirmi grazie al blog, ma anche grazie alla pagina facebook amorosamente gestita da mia moglie Daniela. In special modo ringrazio coloro che hanno voluto stringere un amicizia più concreta conoscendomi di persona.

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Unterland

Forse a molti di voi Douglas Dietrich non dice nulla, è un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica non ricorda nulla. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti  sensibili tra i quali documenti top secret a carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web www.douglasdietrich.com

Delle tante informazioni rilasciate da Douglas certamente quelle a seguito dell’ intervista rilasciata alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile di quest’ anno ci lascia senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione. Ripercorriamo insieme le informazioni da me estrapolate dalla seconda parte dell’ intervista (l’ intervista è composta da tre parti di cui solo le prime due sono state date alle stampe).

La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati cosa questa che avvenne senza interpellare il governo, a cui fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde! Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.

Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in quest’ articolo. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua così come vi erano giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra. Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!

La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi! alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni metereologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ unterland avrebbe delle “entrate” come quelle in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump. In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante. Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve articolo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti avranno intrapreso strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..

 

 

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I video

Colgo occasione per ringraziare coloro che ieri sera mi hanno “sopportato” alla presentazione del mio libro. La presentazione prevedeva anche la proiezione di materiale fotografico e probabilmente anche di materiale video. Ed è proprio di questi video che vorrei parlarVi oggi. Nel Luglio 2010 ebbi la fortuna di assistere al passaggio di una piccola flottiglia di UFO. Si era in Succhivo d’ Ischia e la cosa più incredibile fu il fatto che questi oggetti uscirono letteralmente dal costone di roccia della Scannella in Panza d’ Ischia, località quest’ ultima dove vi sarebbe una misteriosa entrata/uscita occulta di questi UFO. Gli stessi oggetti volanti, sempre in gruppo, vennero avvistati e filmati a Napoli e Licola in un periodo molto vicino a quello in cui ebbi il mio avvistamento. Ho provato svariate volte a contattare gli autori dei due video, ma senza alcuna risposta. Ho deciso di postarli ugualmente così da dare una risposta in primis agli autori del video seppur indirettamente e successivamente dare un “qualcosa” da vedere a Voi tutti.

Nel video di cui sopra, è evidente come un elicottero sconosciuto sia interessato a questi oggetti volanti. Nel secondo video, il cui collegamento è postato in basso, gli oggetti volanti si mantengono al di sotto delle nuvole e di conseguenza sono soggetti alla pioggia cadente ragion per cui non possono essere lanterne cinesi.

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Ettore Majorana e la free energy

Nuovi particolari sul caso Majorana sarebbero venuti alla luce grazie ad un intricata e misteriosa storia raccontata grazie alle pagine de “Il Giornale” di martedì 6 luglio 2010 il cui articolo è facilmente reperibile in internet. L’ intera vicenda ebbe molta pubblicità grazie ad una servizio all’ interno di puntata della nota trasmissione “Mistero” andata in onda quest’ anno su una delle emittenti Mediaset. La storia, già di per se misteriosa e incredibile, mi ha dato modo di fare alcune personali riflessioni inerenti la famosa scomparsa di Majorana le cui indagini sembra siano state riprese proprio a seguito dell’ intera vicenda. Ma andiamo con ordine. Alla base di tutto ci sarebbe una misteriosa macchina in grado di dissolvere la materia rilasciando un immane quantità di calore. Questa macchina, negli anni ’70, venne sottoposta all’ attenzione del governo Andreotti il quale incaricò il Prof. Ezio Clementel allora presidente del CEN (Comitato per l’ energia nucleare) di effettuare i dovuti test. (per i dettagli rimando all’ articolo in questione).  Ulteriori particolari della vicenda sono leggibili in un libro “Il caso Majorana” a firma di Erasmo Recami. Nel testo si racconta di come il Dott. Rolando Pelizza (legato da un vincolo di parentela all’ autore del libro) abbia ricevuto in un arco temporale ampio oltre 10 anni lezioni di Fisica da un monaco, che tutti chiamavano il professore, all’ interno di un convento nel meridione d’ Italia. La Fisica di cui parliamo è qualcosa che ad oggi non ci appartiene ancora, in quanto anni dopo ha portato alla realizzazione della famosa macchina. In poche parole essa era (è) in grado di creare positroni dal vuoto assoluto e di annichilire la materia! Unica condizione imposta dal monaco fu quella di usare la macchina per soli scopi pacifici. Il monastero al centro della vicenda sarebbe proprio quello della Certosa di Serra San Bruno in Calabria. E molti sostennero tale tesi a cominciare dallo Sciascia e proseguendo con il giornalista Sharo Gambino. E molte sarebbero anche le dicerie che vorrebbero proprio all’ interno del monastero un monaco capace di risolvere calcoli complicatissimi; del resto anche durante la sua visita ufficiale alla certosa, Giovanni Paolo II ricordò che quella certosa accolse proprio Majorana, notizia subito smentita dai frati!

A quel convento bussò anche la madre di Majorana, Dorina Corso, ma il priore non volle farla entrare dicendole poi: “Ma Signore, se suo figlio è felice così, perchè lo cerca?”

La misteriosa macchina ora sarebbe al vaglio di un gruppo di ricercatori dell’ Università di Pavia guidati dal Prof. Sergio Ratti. Ma torniamo alle nostre ipotesi. Da tutta questa notizia la cosa certa è che chiunque abbia rilasciato le conoscenze per poter creare la macchina avesse un sapere a cui oggi non siamo ancora giunti. In poche parole la macchina non dovrebbe esistere, se poi pensassimo al fatto che la vicenda partì negli anni ’50…..Ma come è stato possibile portare avanti studi così complessi sui positroni e applicare il tutto ad un congegno? E in quali laboratori? Con quali apparecchiature? E’ evidente che i conti non tornano (Majorana o non Majorana).

Unico Italiano che ci fornì informazioni dettagliate “alquanto particolari” sulla vicenda Majorana fu Eugenio Siragusa che affermò senza ombra di dubbio che il Majorana avesse deciso di collaborare con l’ organizzazione di Agartha al fine di creare un radioso futuro al genere umano. Lo stesso Majorana venne visto più volte in compagnia di altri scienziati in prossimità di dischi volanti. Ovviamente tutto ciò non è dimostrabile ma è interessante tenerle a mente. Majorana sicuramente era la persona adatta a collaborare con Agarthi, aveva le doti giuste. Aveva visto le potenziali minacce che il nucleare avrebbe sviluppato e ciò andò sicuramente contro i suoi principi. Anche in questo caso Majorana sembrerebbe non essere legato a qualcuno in particolare e se fece perdere le tracce evidentemente capì che i suoi ideali sarebbero stati anche al di sopra degli stessi legami familiari. Penso infatti che Majorana abbia effettivamente frequentato il convento usandolo soprattutto come “avamposto” di superficie. E chi lo ospitò sempre a mio parere era al corrente di tutto ciò. In poche parole il Majorana donò intenzionalmente le sue conoscenze al mondo e scelse il luogo e i tempi giusti.

La vicenda è tutt’ altro che conclusa, ma non si pensi di trovare il Majorana nascosto da qualche parte. Se tanto mi dà tanto in ballo ci sono tecnologie e progetti aldilà della nostra umana comprensione. Chi vivrà vedrà.

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Acque a luce bianca

Sul numero 99 di “Nexus new times” relativo al periodo Agosto-Settembre 2012 è stato pubblicato un interessantissimo articolo a firma di Dan Eden, pseudonimo giornalistico del ricercatore/scrittore/redattore Gary Vey intitolato “Il DNA emette luce?” che a fine lettura mi diede molto da riflettere aprendomi nuovi campi di conoscenza in cui inoltrarmi. Senza scendere nei particolari, rimandando il lettore interessato all’ articolo di cui sopra, elencherò solo le informazioni più significative. Verso la metà del secolo scorso il Dott. Pjotr Garjajev dichiarò di esser riuscito ad intercettare una comunicazione proveniente da una molecola di DNA sotto forma di fotoni ultravioletti; negli anni ’70 il Dott. Fritz-Albert Popp ed il suo collaboratore Bernard Ruth iniziarono una serie di esperimenti nei quali, grazie all’ aiuto di un apparecchio simile a un rivelatore di raggi X che utilizzava un fotomoltiplicatore per calcolare la luce,evidenziarono un emissione costante di fotoni o onde di luce! in poche parole un alone di luce circondava la pianta o il vegetale in un ambiente completamente buio in cui solo il fotomoltiplicatore era in grado di penetrare. La teoria del Dott. Popp venne ben presto estesa all’ uomo. Secondo Lui quando mangiamo dei vegetali, evidentemente assumiamo dei fotoni e li immagazziniamo.

Si è scoperto (riprendendo dall’articolo di cui sopra) che i fotoni innescano i processi nel corpo così come un direttore d’ orchestra introduce ciascuno strumento nella sonorità collettiva. A diverse frequenze, svolgono funzioni diverse.

“Ogni secondo, in ogni cellula avvengono circa 100.000 reazioni chimiche. La reazione chimica può avvenire soltanto se la molecola che reagisce viene eccitata da un fotone….Una volta che il fotone ha eccitato una reazione, ritorna nel campo ed è disponibile per altre reazioni.”

Rimaneva comunque da capire da dove arrivava la luce. Gli studi di Popp dimostrarono che una delle fonti principali di luce ed emissioni di biofotoni era il DNA, considerato come un diapason da cui il corpo prende il “LA”. Popp si convinse che processi quali il rimarginarsi di una ferita e l’interruzione di produzione di cellule sane si interrompesse grazie proprio grazie ad un sistema di comunicazione basato sull’ emissione di deboli emissioni di luce (tra l’altro a bassa intensità visto il microscopico mondo in cui tutto ciò avverrebbe). Ben presto Popp orientò i suoi studi sulle persone malate scoprendo come queste ultime presentavano perdite di luce in quanto non vi era più un ordine, la luce non seguiva più i naturali ritmi biologici (studiati approfonditamente su soggetti sani). In poche parole “l’ orchestra” non suonava più in maniera armonica e ben presto Popp si accorse di come le malattie interessanti l’uomo derivassero da troppa o poca emissione di luce.

Da questi ed altri studi si è potuto arrivare a terapie con biofotoni dove la luce viene applicata a particolari aree della pelle a scopo curativo. I fotoni (luce) emessi assorbiti dalla pelle raggiungerebbero il cervello che coordinerà la bioenergia umana.

La cosa più incredibile resta il fatto che il Dott. Popp ipotizzò che possa esistere uno scambio di fotoni anche verso l’esterno in modo da mettere in comunicazione anche diversi esseri viventi appartenenti ad una determinata razza. Poteva mai l’uomo assimilare fotoni da fonti esterne al fine di correggere la propria luce qualora ce ne fosse stato bisogno? Il Dott. Popp riteneva concreta tale ipotesi in quanto precedentemente scoprì che  le sostanze cancerogene introdotte nel corpo avessero la capacità di alterare le emissioni di biofotoni al suo interno. Era dunque possibile il processo inverso? A questa domanda sembra rispondere affermativamente  la Dott.ssa Enza Ciccolo. Secondo la nostra compatriota, le cosiddette acque a “luce bianca” conterrebbero tutte le frequenze, tutte le informazioni dello spettro luminoso. In poche parole, il nostro corpo assimilando questo tipo di acque avrebbe a disposizione tutte le “informazioni” necessarie affinchè possa recuperare se necessario la sua armonia bioenergetica. Come possa essere possibile tutto ciò rimane ancora tutto da scoprire, sebbene la Dott.ssa nel suo libro “L’energia delle acque a luce bianca” approfondisca nei dettagli il tutto.

Ho avuto modo di leggere il volume in questione ed onestamente, anche avendo a cuore l’ argomento, ho trovato la lettura troppo complicata. Per chi non fosse a conoscenza dell’ intera questione, amo ricordare che una delle più famose acque a luce bianca è quella di LOURDES, legata a tante guarigioni miracolose. Lo studio effettuato su questo tipo di acque con un approccio come quello della Dott.ssa Ciccolo è sinonimo di grande apertura mentale e perchè no spirituale. Si è visto che un acqua “normale” dopo essere trasportata in un luogo di preghiera presentava in seguito le caratteristiche tipiche di un acqua a luce bianca, fatto questo che ci ricorda come molto c’è da scoprire. E’ mia opinione asserire che un ambiente ricolmo di preghiera ed amore influisca misteriosamente sull ‘uomo e sul suo spirito, e non è sbagliato ipotizzare che possa influire anche sulle acque. Ma se tutto ciò potesse essere vero, le domande si moltiplicherebbero.

Nel caso di LOURDES,all’ epoca dei fatti, la miracolosa fonte scaturì dalla terra per opera della Madonna, che indicò a Bernardette il punto in cui scavare. Ne segue per ragionamento (in quanto l’ acqua da allora non è cambiata) che l’ acqua scaturì dalla terra già dotata delle sue particolari caratteristiche. Come ciò potè verificarsi? Possibile che una qualche “entità” abbia voluto regalare al genere umano un acqua le cui caratteristiche avrebbero un giorno fatto capire che L’UOMO è UN ESSERE DI LUCE? Ritornando all’ argomento Agarthi non mi risulta che al di sotto di Lourdes possa esserci un qualche centro spirituale legato a Shambhalla. Se poi volessimo tenere in considerazione il centro spirituale di Yapool di cui abbiamo notizie grazie a Carlo Barbera, dovremmo arrenderci al fatto che esso si trovi sotto la Biscaglia con un estensione massimo fino alle province Basche. In pratica risulterebbe troppo lontano. Molti sono quindi gli interrogativi senza risposta. Il più grande mistero rimane sempre il fatto che molti sono guariti grazie a quest’ acqua ma è anche vero che molti attendo ed hanno atteso invano. Come si spiega tutto ciò? Nessuno fino ad ora è riuscito a darci una risposta plausibile. Oggi giorno però sappiamo, grazie a studiosi come il  Dott. Masaru Emoto, che l’ acqua nella sua generalità risente dei nostri stati d’animo, dei nostri umori e dei nostri pensieri. Infatti è stato accertato che essa cristallizza in maniera diversa a seconda dei fattori appena citati. Amore e pensieri positivi riescono a creare cristalli armoniosi e coerenti a differenza di pensieri negativi e stati d’animo non dissimili.

Spesso ho pensato al perchè certe acque riuscivano a guarire solo qualcuno e non tutti. Penso che la spiegazione in un qualche modo è possibile leggerla nel testo “I primi insegnamenti del Cristo” di Daniel Meurois-Givaudan edizioni Amrita opera in cui gli insegnamenti del Cristo sono ritornati all’ umanità grazie all’ Akasha. Cito testualmente da pag. 102:

“Jeshua insegnava che la guarigione non doveva avvenire prima che la funzione educativa della malattia avesse portato a compimento, pienamente, la sua opera sui vari corpi. […] Capimmo che non fosse il caso di interrompere un meccanismo fino a quando esso non si fosse esaurito da solo.

La malattia come metodo di insegnamento. Durante i nostri cammini terreni il corpo ne avrebbe bisogno. Sia come sia non dimentichiamoci l’ unica cosa certa e reale di tutto ciò appena scritto: L’ uomo E’ un essere di luce.

 

 

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