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Ischia, studio energetico – Parte seconda

Nella foto in alto sono evidenziate la necropoli di San Montano, quella di Santa Restituta, il resort Mezzatorre e la Colombaia.

 

Il 24 luglio scorso accennammo qualcosa al riguardo dell’appendice ischitana di una diramazione della famosa linea energetica di San Michele Arcangelo che, dalla Terra Santa, giungerebbe in Nord Europa. Essa toccherebbe più santuari consacrati all’ Arcangelo, tra i quali quello in Puglia a Monte Sant’Angelo e quello in Nord Italia nota come la Sacra di San Michele. Con le nostre precedenti ricerche giungemmo alla conclusione che detta linea energetica, al Santuario omonimo al Gargano, dirami giungendo a Napoli per poi giungere a Nisida dove, in accordo con le teorie delle Ley Lines, devia per giungere a Procida. In quest’ isola tocca il poco noto Santuario di San Michele Arcangelo per proseguire alla volta di Ischia dove, giunta al nostro Castello Aragonese devia di quel poco che le permetterebbe di giungere sull’ isolotto di Sant’ Angelo nell’ omonimo borgo, a Sud dell’isola. La figura è chiara.

Ma che prove abbiamo di quanto ipotizziamo? In primis l’orientamento dell’asse maggiore del santuario procidano. Esso è di 242 gradi e punta esattamente in direzione del Castello d’ Ischia. Prolungando una retta in tale direzione la prima chiesa che incontriamo è quella dell’Immacolata al Castello Aragonese. Da essa prolunghiamo una retta in direzione della Torre di Sant’ Angelo dove la storia locale ci insegna esserci stato un convento con chiesa consacrato all’ Arcangelo. Una retta orientata in tal modo passa a pochi metri (passateci il termine) dall’ antica Chiesa di S. Anna ed ancor meno dall’ex cimitero comunale. Prosegue passando a pochi metri dal nuovo cimitero comunale ischitano ed a pochi metri dal cimitero di Piedimonte; centra in pieno la Chiesa di San Sebastiano a Barano per proseguire direttamente verso S. Angelo. Ricordiamo che la figura dell’Arcangelo Michele è associata ai cimiteri in quanto loro guardiano. L’Arcangelo Michele è da sempre considerato guida delle anime dei defunti ed è per questo che viene appellato “psicopompo”. Non deve stupirci il fatto che alcuni cimiteri si trovino a breve distanza dal fiume energetico Sacro. Anzi. Noi stiamo lavorando ipotizzando una retta ma l’esperienza ci dice che ciò non è possibile in natura. È logico ipotizzare invece un flusso energetico alla pari di un fiume, con le sue deviazioni grandi o piccole e così via. Per noi è l’energia stessa che guida le menti degli uomini e chiunque volle la costruzione di quei cimiteri può essere stato benissimo guidato da una volontà Superiore (sempre che non era cosciente della presenza dell’energia in questione). Ma andiamo avanti. Altra prova a nostro favore sono proprio quei Benedettini di cui abbiamo accennato precedentemente. Ebbene il Santuario di San Michele Arcangelo a Procida ha origini Benedettine. La sua origine risale all’ XI secolo, quando una comunità di Benedettini prese possesso di quel luogo. Altro luogo Benedettino lo ritroviamo a Sant’ Angelo d’ Ischia dove sull’ omonima torre venne costruito un convento dedicato all’ Arcangelo da una comunità di Benedettini. Non può esser un caso.

Al lettore interessato consigliamo la lettura de “Il villaggio di S. Angelo nell’isola d’Ischia” di Gino Barbieri ed “Ischia, archeologia e storia” di Pietro Monti. Sappiamo anche che una cappella dedicata all’ Arcangelo sulla torre di S. Angelo era presente almeno fino agli inizi dell’800. Ricapitoliamo:

 

 

FLUSSO ENERGETICO SACRO DI S. MICHELE ARCANGELO

 

–          Castello Aragonese

–          Chiesa di S. Anna ed annesso cimitero

–          Territori dell’antica Aenaria

–          Complesso case popolari “Cilento” in Ischia

–          Chiesa di San Rocco a Barano

–          Maronti

–          Torre di Sant’Angelo

CARATTERISTICHE:

–          Pochi metri dal Cimitero di Ischia

–          Transita per zona San Michele in Ischia

–          Pochi metri dal Cimitero di Piedimonte

–          Alle Fumarole il flusso è parallelo alla direttrice Fumarole-Cavascura ossia le sorgenti energetiche ischitane del Fuoco e della Terra (Ischia Occulta – 2017).

 

È bene a questo punto portare all’ attenzione del lettore un particolare “storico” dimenticato da molti ed ignorato dalla restante parte. Nel 1978 sembra che durante la costruzione del Cilento siano state trovate alcune sepolture di origine romana. Alcuni residenti della zona ci dissero che la questione finì anche sulle pagine dei quotidiani dell’epoca. Noi inizialmente prendemmo la notizia come infondata ma da una successiva analisi energetica ischitana sembrò che quel luogo fosse un punto di incontro energetico di notevole importanza e le foto riportate di seguito ne sono un chiaro esempio.

Altri flussi energetici minori sembra siano i seguenti:

1° Flusso: Albergo Mezzatorre-Colombaia-Chiesa di San Gaetano-Chiesa di Sant’Antonio Abate-Cimitero di Forio

In merito a questo flusso energetico è importante ricordare alcuni avvenimenti storici che lo caratterizzano. Noi, per comodità, abbiamo tracciato questo flusso energetico partendo dal Resort di lusso “Mezzatorre”, passando poi per la Colombaia fino ad arrivare al cimitero di Forio. Sappiamo che anticamente, il Mezzatorre, prese vita intorno al 1400 come torre di avvistamento e così rimase per i successivi secoli fino a quando, siamo nel 1870 circa, una nobildonna, tale Ottilia Heyrott, ne fece un castello di lusso. Detto castello divenne proprietà di Luigi Patalano nel 1896. Il Patalano, giornalista, politico ed avvocato foriano, sembra abbia lasciato tracce del suo operato anche in ambienti massonici e per questo ricordato da alcuni come uno dei massimi esponenti della massoneria napoletana dell’a e forse anche di più (Ivano Fiorentino – Il riflesso di un arcobaleno sulla Colombaia, Graus Editore, 2012). A questa dimora, il Patalano riuscì ad affiancare anche la nota Colombaia, famosa per esser divenuta in tempi moderni dimora del regista Luchino Visconti, anch’ esso noto esoterista. Secondo recenti studi, le due dimore del Patalano vennero realizzate con fini esoterici; vere e proprie dimore alchemiche. Possibile che il Patalano scelse questi due luoghi a caso? A questo punto sembrerebbe di no. A nostro avviso, questa linea energetica o Ley line, sembrerebbe sfiorare di poco la Chiesa di San Gaetano a Forio ma l’esperienza ci insegna che probabilmente (bisognerebbe effettuare misurazioni in loco) questo fiume energetico devierebbe in un qualche punto per giungere a detta chiesa in prossimità del suo altare e proseguire poi oltre fino al cimitero di Forio d’Ischia.

 

2° Flusso: Chiesa del Soccorso-Chiesa di Santa Maria di Loreto-Chiesa di San Michele Arcangelo (Monterone)

3° Flusso: Chiesa di Sant’Antonio Abate-Chiesa Santa Maria di Loreto-Cappella Piro(Lacco Ameno)

4° Flusso: Chiesa di San Gaetano-Chiesa del Purgatorio (ex San Michele Arcangelo)-Chiesa di Santa Restituta (Lacco Ameno). L’area dove oggi sorge la chiesa di Santa Restituta a Lacco Ameno non deve meravigliarci. E’ la sua stessa storia a farci ipotizzare che il sito è collegato a particolari energie. Dal 1951, grazie all’ opera instancabile del “prete-archeologo” Don Pietro Monti, vennero alla luce un antico cimitero cristiano ed in seguito numerose tombe fenicie, puniche e greco-romane oltre a numerose fornaci riconducibili alla produzione di ceramiche per le quali la zona è stata famosa in età antica. Dalle fonti storiche apprendiamo che il sito nel 1036 venne affidato alla cura dei Benedettini; Il Conte Marino Melluso d’Ischia (governatore al Castello Aragonese all’epoca) fece costruire sulle rovine dell’antica basilica paleocristiana un “horatorium ha nobo fundamine had onore ipsius cristi virginis et martiris restitute” affidandone la cura ai monaci benedettini (Tremila e trecento anni di civiltà mediterranea rivivono negli scavi di S. Restituta di Lacco Ameno – Pietro Monti).

5° Flusso: Convento San Francesco (Forio)-Chiesa di Sant’Antonio Abate-Chiesa di San Carlo

6° Flusso: Chiesa Santa Maria di Loreto-Chiesa di San Gaetano

7° Flusso: Colombaia-Necropoli di San Montano-Chiesa di Santa Restituta-Quartiere Cilento-Chiesa di Sant’Antonio (Ischia)

8° Flusso: Resort Mezzatorre-Necropoli di San Montano-Cimitero di Piedimonte

9° Flusso: Chiesa di Santa Restituta-Cappella Piro-Cimitero di Piedimonte

10° Flusso: Ex Chiesa di San Pietro (Riva destra porto)-Quartier Cilento-Cimitero di Ischia-Grotta del Mago (Necropoli tempio del Sole come da “Ischia Occulta)

 

 

  

A questi primi “ipotetici” flussi energetici se ne potrebbero aggiungere altri nel momento in cui diamo voce ad alcune testimonianze raccolte negli anni passati secondo le quali nella vallata sottostante la zona agricola di Ruffano vennero trovate in diverse circostanze sepolture greche. Una necropoli a tutti gli effetti persa nel tempo. Probabilmente parte integrante di quella misteriosa città i cui ritrovamenti sono saltati fuori negli ultimi decenni e di cui si sentono storie da paesani in vena di raccontarle. Noi queste storie le abbiamo ascoltate in diverse occasioni, anche in età adolescenziale. Parliamo di un centro abitato che dalle sorgenti dell’acqua Calvasia (o poco giù), tra Panza e Succhivo, arrivava fino a mare. I templi erano situati verso zona Madonnella a Sant’ Angelo e zone limitrofe, la necropoli si sarebbe trovata nella valle di Ruffano scendendo fin quasi verso il ponte di Cava Grado. Il resto era tutto occupato da abitazioni. La zona dei Maronti, infine, era sede di centri termali così come la zona di Cava Grado. Ad una veloce ed azzardata analisi quanto appena esposto potrebbe non essere tutto frutto della fantasia. Tralasciando le storie ascoltate, è logico ipotizzare che una flotta di navi provenienti dal Sud Italia debba trovarsi sulla propria rotta la parte meridionale dell’ isola d’Ischia che all’ epoca era molto differente da come la conosciamo oggi. Un clima mite e soleggiato, spiagge, un ottimo approdo, acque sorgive e zone pianeggianti. Non si capisce perché avrebbero dovuto circumnavigare mezza isola per stanziarsi presso Monte Vico. Cosa che sicuramente fecero successivamente, forse spinti dalla necessità di procurarsi materie prime.

 

CONTINUA

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Ischia, studio energetico – Parte prima

Il presente studio affonda le sue radici nel 2015, anno di pubblicazione del nostro secondo lavoro editoriale “Mikael”. In esso, grazie a personali esperienze esoteriche, gettammo le basi per uno studio energetico di Napoli che ci portò a tener conto di particolari fiumi energetici alla base del suo antico reticolato urbano ben visibile ancora oggi. Potremmo semplificare asserendo che l’antica Neapolis venne edificata tenendo conto di particolari “Lay Lines” ben note ai suoi costruttori, chiunque essi fossero. Noi, di questi fiumi energetici, ne individuammo alcuni abbozzandone anche l’orientamento rispetto al nord vero. Tra di essi ne individuammo uno che per caratteristiche definimmo “principale”. Grazie alle particolari esperienze esoteriche prima accennate, capimmo di trovarci innanzi ad un flusso di energia “sacra” la cui fonte era l’antico Santuario di San Michele Arcangelo in Puglia. Questo flusso sacro, proveniente dal Gargano, arrivava fino al Chiostro di Poggioreale nell’ omonimo cimitero napoletano, attraversava tutto il tessuto cittadino fino ad arrivare al Castello di Nisida. Da qui, rispettando in pieno le teorie delle “Ley Lines”, deviava il suo corso giungendo fino al Santuario di San Michele Arcangelo a Procida. Da questo sacro tempio il flusso di energia “Mikaelica” partiva per raggiungere la parte sud orientale dell’isola d’ Ischia. Anche questa volta il flusso energetico, raggiunto il castello d’Ischia, deviava il suo corso per raggiungere infine la “Torre di Sant’Angelo” nell’ omonimo paese. Dopo aver toccato quest’ ultimo luogo, non sappiamo quale potè essere la sua destinazione. Ciò che conta è aver trovato validi indizi grazie ai quali poter proseguire le nostre indagini e permettere al lettore di seguirci in maniera chiara.

Fu grazie allo studio dei luoghi sacri napoletani che potemmo giungere alla conclusione che il flusso sacro Mikaelico partiva dal Chiostro di Poggioreale con un orientamento di circa 233 gradi rispetto al nord vero. Il valore in gradi appena esposto non è esente da errori, ovviamente. Non possiamo certo considerare un fiume energetico al pari di una retta. Tuttavia siffatta rappresentazione ci permette di avere le idee chiare sul percorso da esso compiuto attraverso il tessuto cittadino. Numerose chiese con il proprio orientamento dell’asse maggiore (o minore) lo proverebbero. Tra esse un ruolo importante lo ricoprirebbe la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, a pochi passi dal vicolo di San Gregorio Armeno. Detta chiesa riceverebbe il sacro flusso esattamente dove è collocato al suo interno l’altare maggiore. Il fiume energetico, proseguendo, toccherebbe altre chiese lungo il suo percorso. Tuttavia uno studio approfondito sul campo si rende necessario al fine di individuare le piccole deviazioni evidenziate proprio dall’ orientamento di quest’ ultime rispetto al nord vero.

Chiese orientate, flussi sacri, divinità rispettate grazie a complessi riti di fondazione….Possibile? A tal proposito è importante per noi uno studio del Prof. Renato Palmieri reperibile sulla pagina web “web.rcm.napoli.it/clip/napoli1.htm”.

Secondo questo studio, esisterebbe un documento a firma di un ignoto “Dicearco di Cuma” nel quale viene raccontato l’atto di fondazione di Neapolis. Il complesso rituale è portato a termine dal nobile e saggio Ileotimo, figlio di Timanore, reputato come “esperto nella sapienza di Pitagora”. Il misterioso documento, ancora oggi al centro di animate discussioni da parte di storici ed appassionati, sembra essere sospeso in un limbo. Non è ben chiaro se sia autentico o meno. A noi è risultato interessante grazie ad un particolare, risultato poi di massima importanza per i nostri studi. Di seguito riportiamo una rappresentazione grafica dell’atto di fondazione.

 

 

In essa il tratto HU, stranamente, presenta lo stesso orientamento del nostro ipotetico flusso energetico. Strana coincidenza. Tuttavia non è l’unica. Lo stesso Corso Umberto notammo incastrarsi bene tra i vari flussi energetici da noi abbozzati. E ripeto. Abbozzati, perché solo uno studio più approfondito potrà darci ulteriori indizi al riguardo delle loro reali direzioni. Noi questo studio, per ciò che riguarda il tessuto urbano di Napoli, lo abbiamo momentaneamente messo a riposo. Tutt’ altra cosa invece lo studio inerente il tessuto urbano (e non) isolano. A tal proposito è stato fondamentale lo studio di una pietra miliare in questo “campo”, ossia “L’Architettura invisibile” del compianto Georges Prat, edito in Italia dalla DBS edizioni. Punto di partenza quel Santuario Micaelico procidano, spesso da molti ignorato ma a nostro parere vera perla nostrana.

Nell’ imponente lavoro di Prat, è interessante focalizzare l’attenzione su quelle che sono le caratteristiche di

Il Giordano: ossia una corrente d’acqua sotterranea che spesso rappresentava il passaggio dalla parte iniziale della chiesa poco energetica al primo dei “tre piani di coscienza”.

Essi rappresenterebbero le tre tappe evolutive dell’uomo: il rettangolo rappresentante la vita fisica, il quadrato rappresentante la vita spirituale ed il cerchio rappresentante la vita divina. Queste tre figure geometriche, in moltissime chiese, sono cardine principale intorno al quale l’architettura prende forma completandosi con la parte energetica già presente in loco. Conseguentemente non è raro trovare all’ interno di antiche chiese flussi di energia in grado di dare forma a queste aree “energetiche”.

Orientamento del Coro ad Est: Il cardine Est è la direzione del sorgere del Sole, rappresentante la nuova alba di un Mondo migliore, retto dalla giustizia e dall’ Amore. Il Regno dei Cieli in Terra alla fine dei tempi. La direzione da cui sorgerà il Regno di Dio.

Pianta aurea: Nelle chiese antiche la stessa pianta è costruita su rettangoli aurei. I diversi punti geometrici sono ben evidenziati da particolari architettonici.

L’Altare: Esso dovrebbe trovarsi nel punto di intersezione di diversi flussi energetici. Spesso in corrispondenza dell’incrocio delle 2 reti già a molti note ossia Curry e Hartmann (rete del Ferro e del Nichel). Se tutto è a regola d’arte il punto in cui è collocato l’altare è attraversato da correnti d’acqua sotterranee, una o più faglie geologiche e spesso anche da uno o più flussi energetici sacri di notevole intensità provenienti da luoghi particolari che possono essere altre chiese o santuari. Infine è spesso accertata la presenza di camini energetici ossia delle entità il cui compito è quello di regolare le energie del luogo (detta in maniera semplice).

Colonne: Esse dovrebbero trovarsi in corrispondenza dei punti di incrocio delle 2 reti. Per entrambe, solo quelli a polarità positiva o quasi sono liberi. I restanti vengono assorbiti dai pilastri.

Pavimento: Spesso al di sotto di esso è possibile notare la presenza di ciottoli di fiume. Essi sono impregnati dalla “memoria dell’acqua” e conseguentemente sono in grado di ricoprire lo stesso compito affidato ad una corrente d’acqua sotterranea. Si crea in questo modo un flusso di energia “artificiale” laddove ce ne sia bisogno in fase di costruzione.

Guardiano eterico: Entità a guardia dell’edificio religioso.

Passare all’ identificare questi diversi flussi energetici non è cosa da poco, anzi. In primis rimane il problema della “tranquillità di indagine” cosa assente o quasi quando parliamo di chiese. Quanto appena esposto è solo una piccolissima parte del lavoro celato dietro la costruzione di una chiesa “alla vecchia maniera”. Detto ciò appare chiaro che un’indagine di questo tipo portata avanti nel tessuto urbano napoletano risulterebbe impresa titanica. Ma non ad Ischia. Negli ultimi mesi ci si è dedicati alla mappatura delle principali chiese isolane, con particolare attenzione posta sull’ inclinazione che i loro assi maggiori hanno rispetto al Nord vero. A conti fatti, alcune di loro hanno sollevato molti interrogativi. A questo primo lavoro si è affiancata l’esperienza maturata durante la stesura del nostro “Mikael”. Grazie alla superficie modesta della nostra isola, in rapporto a grandi metropoli quale può essere Napoli, il lavoro di mappatura delle principali linee energetiche isolane risulta più semplificata non escludendo con ciò le già note “Ley lines funerarie”. Per quest’ ultime la Necropoli di San Montano” ci è stata di grosso aiuto. Ma vediamo nel dettaglio alcune chiese di particolare importanza.

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER 008°

 

Chiesa Madonna di Montevergine – Succhivo

Chiesa di San Gennaro – Panza

Chiesa di San Giorgio – Testaccio

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER 045°

 

Chiesa di San Michele Arcangelo – Forio

Cappella privata famiglia Piro – Lacco Ameno

Chiesa Santa Maria Addolorata

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO NORD-SUD

 

Chiesa Madonna di Loreto – Forio

Chiesa di San Vito – Forio

Chiesa San Francesco di Paola – Forio

Chiesa dell’Assunta – Lacco Ameno

Chiesa di San Pietro – Ischia

 

ASSE MAGGIORE ORIENTATO PER EST-OVEST

 

Chiesa del soccorso – Forio

Chiesa di S. Anna – Ischia

Da una prima analisi risulta strano avere due chiese orientate, a pochi chilometri di distanza, per 8 gradi che non lascia pensare ad un caso. Esse non sono neanche allineate ragion per cui deve esserci tra loro un elemento in comune. Si potrebbe pensare ad un flusso energetico comune ma ciò non giustificherebbe lo stesso orientamento voluto per la chiesa al Testaccio. Che il numero 8 possa avere un significato particolare? Magari legato ad un Santo i cui festeggiamenti cadono l’ottavo giorno di chissà quale mese?

Altra anomalia risulta quella dell’orientamento per 45 gradi. Sappiamo da studi analoghi al nostro, ma portati avanti in altre città, che questo orientamento non è raro ma neanche comune. Quindi il voler orientare un edificio religioso per 45 gradi lascia intendere altro. Probabilmente si è voluto legare l’edifico alle energie della Rete di Curry che grosso modo è orientata per 45 gradi rispetto alla Rete di Hartmann, quest’ ultima orientata Nord-Sud. La stessa cattedrale di Chartres è orientata per 45 gradi ed in questo caso l’orientamento è voluto per sfruttare a pieno gli incroci energetici della zona. È un’ipotesi. Del resto tra la posa della prima pietra della chiesa di San Michele Arcangelo e quella della cappella Piro intercorre un lasso di tempo molto ampio. Ricordiamo infatti che quest’ ultima chiesa risale alla metà del XIX secolo circa e non è allineata con le restanti due dalle quali risulta ben distante. Stesso discorso lo si potrebbe fare per le due chiese foriane ossia la Chiesa della Madonna di Loreto e quella di San Vito che non risultano allineate tra loro ma il loro orientamento lascia ipotizzare una costruzione lungo la Rete di Hartmann. La loro fondazione è incerta ma sembra che i costruttori utilizzarono conoscenze comuni. Sempre rimanendo nel campo delle teorie, almeno fino a quando non sarà possibile una misurazione in loco, anche la Chiesa di San Pietro può aver subito destino analogo all’ atto della sua fondazione, certamente più recente rispetto alle precedenti. Soffermandoci poi sul sagrato della chiesa ischitana è chiaro che i suoi costruttori la vollero orientare lungo l’asse Nord-Sud di proposito!

Un discorso diverso, invece, è necessario farlo quando si parla delle due chiese orientate lungo l’asse Est-Ovest. A prima vista può sembrare che sia stata rispettata una delle regole più importanti per la messa in posa di un edificio di culto, ma non è così. Entrambe le due chiese hanno l’altare rivolto verso Ovest. In pratica clero e fedeli pregano in quest’ ultima direzione. Direzione opposta.

Studi sull’ orientamento degli edifici religiosi sorti durante lo scorrere dei secoli risultano numerosi e tutti degni di nota. Tuttavia non è nostra opinione ritenere un edificio religioso orientato soltanto tenendo conto del punto del sorgere del sole in determinati giorni dell’anno o di particolari festività religiose. È indubbia una componente energetica convergente laddove è collocato l’altare.

Sappiamo che l’edificio religioso così come lo conosciamo si è andato diffondendo dal IV secolo d.c. grazie all’ editto di Milano che rese il culto cristiano libero di essere professato alla luce del sole. Si abbandonò il culto “casalingo” e si andò sviluppando il culto “basilicale”. Fu allora che prese andò affermandosi l’edificio religioso orientato lungo l’asse EST-OVEST. Era consigliato pregare verso oriente (EST) per i motivi già ricordati. Ogni religione possedeva una direzione sacra verso cui rivolgere le preghiere. Per la cristianità di allora essa era l’EST, simbolo di Resurrezione. Tale concezione venne rafforzata nel IV e V secolo dalle  Costituzioni Apostoliche e lo stesso S. Agostino consigliava di pregare rivolgendosi all’ astro nascente (il Signore). Questa regola però, ritornando all’ orientamento del tempio, non era rispettata da tutti, anzi. Ad Ischia per quanto si è cercato non siamo stati in grado di trovare chiese correttamente orientate. È pur vero che Ischia ha subito innumerevoli calamità di ogni genere negli ultimi secoli e molti edifici religiosi non hanno lasciato tracce del loro originario impianto. La chiesa del Soccorso, ad esempio, è orientata lungo l’asse EST-OVEST ma in maniera opposta. I fedeli pregano rivolti verso ovest. Rimane però il fatto che il presbitero celebrante inizialmente era rivolto verso il popolo, poi venne imposta la celebrazione in senso opposto per poi ritornare alla celebrazione verso il popolo in tempi moderni. Tutto ciò ci porta ad un’ipotesi: è mai possibile che l’importante era la direzione in cui il presbitero celebrava il rito e non l’orientamento dell’edificio religioso? Se così fosse si spiegherebbero tutte quelle chiese orientate per Ovest! Del resto la stessa Basilica di San Pietro a Roma è orientata per Ovest! L’ orientamento per Est sopravvisse per secoli ma il crescente sviluppo demografico portò all’ abbandono di questo criterio a favore di esigenze topografiche. Una cosa è certa. La percentuale di chiese costruite rispettando la quasi totalità di ciò che fino ad ora abbiano evidenziato sono di tipo romanico ossia risalenti all’ XI secolo. Ed è questo il periodo storico che terremo in considerazione durante le nostre ricerche.

Per quanto riguarda gli strumenti di orientamento, gli studi confermano un calo di precisione dal XVI secolo in poi da quando si abbandonarono i sistemi gnomonici le cui basi poggiavano sugli studi di Vitruvio per calcoli basati su un nuovo strumento di orientamento, bussola magnetica, legata come sappiamo ai meridiani magnetici in relazione ad un angolo correttivo al fine di ottenere il meridiano vero.

Prima di addentrarci più approfonditamente nelle fasi preliminari del nostro studio energetico ischitano, è giusto ricordare una cosa importante, ed è lo stesso Prat a ricordarcelo. I Benedettini, a cavallo tra il IX ed il X secolo, erano considerati l’ordine monastico detentore della sapienza necessaria alla costruzione dei luoghi di culto armoniosamente inseriti nel contesto energetico del luogo di costruzione. Tale sapienza incontrò quella dei 9 Cavalieri del Tempio quando, al ritorno dalla Terra Santa, fecero confluire il tutto nella costruzione delle Cattedrali, spesso sorte in luoghi disabitati o poco abitati s emesse in relazione alla loro grandezza. Autore di ciò fu quel San Bernardo di Chiaravalle che nel 1118 inviò i 9 Cavalieri a Gerusalemme. Ritornarono dopo 10 anni ma non si seppe mai cosa laggiù fecero realmente.  Conosciamo invece il frutto di quel viaggio. Enormi luoghi di culto sapientemente costruiti dal nulla con tecniche costruttive senza pari e senza precedenti perfettamente armonizzate con le energie dei luoghi in cui sorsero. Noi, per le nostre ricerche, partiremo proprio dalla presenza dei Benedettini ad Ischia che sappiamo ci furono ed operarono costruendo luoghi di culto quasi del tutto scomparsi.

Nella foto in alto: Primo tratto della linea energetica sacra di San Michele. Essa giungerebbe a Procida toccando il Santuario di San Michele Arcangelo proseguendo poi per Ischia toccando dapprima il Castello Aragonese e proseguendo poi per la Torre di Sant’ Angelo. Sia il Santuario a Procida sia quello un tempo presente sulla torre di Sant’ Angelo hanno origini Benedettine. In pratica i due luoghi si “guardano” forti delle stesse origini. A riprova di ciò l’ asse maggiore del Santuario di Procida è inclinato di 242 gradi. Guarda esattamente il Castello Aragonese!

 

 

 

 

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La vera Ischia, ciò che siamo

Difficile scrivere queste righe visto che non ho vissuto personalmente il triste evento sismico che ha colpito la nostra amata Ischia. Lo hanno fatto i miei cari e ciò mi ha procurato grande angoscia.Il dover essere lontano ed essere consapevole di non poter fare niente non lo auguro a nessuno.

In primis vorrei ricordare a tutti i nostri soci ischitani che siamo tutti con voi, non siete soli. Così come non lo sono tutti gli ischitani che hanno vissuto quei drammatici istanti che, purtroppo, hanno lasciato ferite profonde sotto gli occhi di tutti. Le mie parole vanno immediatamente a Ciro, un ometto che ha dato un esempio a tutti noi, ischitani e non. E’ come lui che dovremmo essere, tutti. Indistintamente. Gli aggettivi si sprecherebbero. Tutti hanno ammirato l’ altruismo di quest’ anima.

Ciro, Ischia deve essere come te. E scusatemi se mi permetto una riflessione. Il sisma è stato reale, così come le vittime e i danni. Ma una cosa ha lasciato in noi: l’unità. Ischia si è ritrovata unita, compatta e solidale. Tutti in aiuto di tutti. Tutti contro chi non vibrava allo stesso modo. Ognuno ha fatto la sua parte, senza esitare. La gioia è stata massima quando anche l’ ultima vita è stata salvata. Inutile fare ulteriori commenti. Forse è cinico dirlo ma l’ Isola aveva bisogno di una scossa. In tutti i sensi e forse in molti pensano queste parole. Ne sono sicuro. Purtroppo la macchina mediatica è stata infangata da molti che hanno approfittato della situazione. Non è giusto fare di tutta un’ erba un fascio, ovvio. Ma è andata esattamente così. E mi congratulo con il primo cittadino ischitano che ha replicato come si deve a “La vita in diretta”. Quello non era giornalismo. Non era la realtà. Troppo comodo parlare di abusivismo. L’ abuso non si può compiere senza l’ assenso delle istituzioni. A tutti i livelli. Volete dare la colpa all’ abusivismo? Allora siete tutti colpevoli. Ma alla fine Ischia ha imparato una grande lezione di vita. E l’ Italia intera se ne compiace e così è stato anche all’ indomani del sisma del 1883. L’ Italia divenne compatta a favore di un’ isola distrutta. E così è stato anche per tutti i sismi che la nostra penisola ha sofferto. In ultimo Amatrice. Ma lo stato è assente e quando c’è spara sentenze inutili. Gli eroi sono altri. Ed il giornalismo serio ha saputo rendergli onore. Ma oramai la frittata è fatta. Grazie a questi “individui” la nostra isola soffre la perdita di centinaia di turisti impauriti. Nessuno vuole giudicare nessuno. La paura è una brutta bestia. Ma apprendere la diffusione di notizie falsate ed inutili ci fa male. Ai turisti dico che Ischia non è quello che vogliono far loro credere questi scellerati! Per noi dell’ Associazione Luce e Verità Ischia non è solo un paradiso in terra. E’ una creatura viva a tutti gli effetti. Amatela ed ella vi amerà! Cosa pensereste se vi dicessi che Ischia è fonte di energie miracolose che aspettano solo di essere “ricordate”? Ci sono luoghi conosciuti da migliaia di anni ma ogni giorno che passa ne perdiamo sempre più il ricordo. Romani, Greci e chissà chi prima di loro vennero su quest’ isola per curarsi. Abbiamo sempre pensato alle sorgenti d’acqua che caratterizzano l’ isola come a dei doni in cui passare allegramente ed in spensieratezza i nostri momenti di relax. Pochi si pongono le giuste domande. Come mai abbiamo tutti questi doni? Possibile che qualcuno un giorno si sia “svegliato” ed ha voluto regalarci tutto ciò?

Ovvio che c’è un disegno dietro tutto questo. Cosa pensereste se vi dicessi che ogni fonte d’ acqua famosa o non ad Ischia ha un suo lato esoterico? Se un giorno ogni fonte d’acqua vi dicesse quali sono i lavori che può svolgere sul nostro Spirito indipendentemente da ciò che può fare sul piano materiale voi cosa pensereste? E’ lo studio che la nostra Associazione ha iniziato a svolgere. Quando vi immergerete in una qualsiasi acqua, in qualsiasi luogo dell’ isola, sia esso un parco termale o una vasca naturale, pensate a quanto vi ho detto. Ischia vuole essere amata e non aspetta che ciò avvenga anche se a voi può sembrare il contrario. Lei già vi ama, noi compresi, regalandoci i suoi doni. Ci sono acque miracolose. Acque in grado di renderci migliori e di fare lavori spirituali che difficilmente possono essere immaginati. Ma avremo modo di parlarne. Non lasciate che le vostre paure prendano il sopravvento.

Siate come il piccolo Ciro. E’ il miglior augurio che possiamo farvi.

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Associazione culturale “Luce e Verità”

 

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Siamo felici di informare tutti i nostri lettori che finalmente nasce “Luce e Verità”, un’associazione culturale il cui scopo primario sarà la promozione di un turismo esoterico incentrato sulla consapevolezza di vivere su di un’isola “sacra” ovvero Ischia. Le basi su cui poggerà tutto ciò saranno consolidate da un amore incondizionato verso questa nostra terra, che non smette di infondere in noi che vi abitiamo Amore incondizionato e trasmettere ad anime degne quell’ influsso che la rende unica al mondo. Ebbene Luce e Verità vuole essere un faro, in primis per l’isolano ed a seguire per il turista che, in cerca del proprio posto nell’ Universo, arriva ad Ischia smarrito nel non trovare alcunché a cui appoggiarsi; smarrito e disorientato alla ricerca delle Energie che lo chiamarono sul nostro suolo. Verranno diffuse le nostre origini e le nostre tradizioni ed incoraggiati gli studi e le ricerche dei nostri associati; Essi saranno l’anima dell’Associazione e formeremo insieme un’unica entità senziente a favore della Luce e della sua diffusione. Fino ad oggi molto si è studiato e molto altro deve ancora essere fatto e saremo ben felici di farlo insieme ai nostri associati. Ischia è un’entità energetica sacra ricca di luoghi energetici che aspettano di essere conosciuti. Ma ciò avverrà solo a favore di coloro che vorranno aprire il proprio cuore e la propria mente. L’ Associazione sarà laica ed apolitica e sarà aperta a tutti coloro che vorranno lavorare a favore della Luce e dell’Amore. Per il momento è nata ufficialmente ma grazie all’ aiuto di tutti crescerà fino ai limiti che il “destino” vorrà imporgli. Sicuramente necessiteremo di cooperazioni in ogni campo ma sappiate fin da subito, o voi squali della moneta, che l’Associazione non collaborerà con coloro che non rispetteranno in primis l’isola ed il suo territorio, la sua fauna e la sua natura ed in generale la sua bellezza naturalistica. Attività commerciali veramente amanti dell’isola ci sono e prenderemo in considerazione con chi cooperare. Fino ad ora Ischia, a causa di una pessima gestione, è stata sorda ai richiami di coloro che vennero (e continuano a farlo) in cerca delle sue Energie. Sempre costretti ad arrangiarsi. Ebbene ora l’Associazione rivestirà il ruolo di ospite e siamo fieri di farlo proponendo al turista qualcosa di unico come la Terra che visiterà. Non è nostra intenzione far divenire l’isola un luogo di guarigione ma, al contrario, far conoscere l’altra faccia di essa lasciandole l’ultima decisione! Da sempre è l’isola stessa che ha chiamato chi voleva accogliere e così sarà. L’Associazione promuoverà convegni, manifestazioni, pubblicazioni, studi, eventi olistici e quant’ altro rientrerà nelle proprie competenze. Per questo gli associati ricopriranno un ruolo di primaria importanza. Siamo a conoscenza che ad Ischia risiedono persone fantastiche ma costretti nell’ anonimato generale. E’ ora di far rinascere la nostra isola e lo faremo utilizzando le sue energie. Diremo basta ad un turismo scellerato ed ignorante altamente distruttivo.

Per qualsiasi informazione, in attesa di uno spazio web dedicato all’ Associazione, è possibile contattarci utilizzando la pagina facebook www.facebook.com/EpomeoFiglioDiAgarthi ed il presente blog www.epomeoagarthi.it

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