La grande invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Shanti

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Viaggio nella Terra interna

Non voglio dilungarmi in inutili parole, questa storia non ne ha bisogno. I nostri cuori non ne hanno bisogno. Ringrazio il fratello Massimiliano Steffen per la gentilezza dimostrata nel concedermi di condividere su queste pagine la sua esperienza. Buona lettura.

Tutto inizia con una semplice visita ad un cerchio nel grano, comparso nell’ estate del 2004 ad Acqui Terme, presso gli antichi archi Romani. Quel giorno, vi entrai con la semplice curiosità di chiunque vi si trovi per caso. Curiosai e scattai alcune foto, poi, dopo qualche minuto, me ne andai pensando che qualche perditempo avesse fatto un bel danno al povero contadino. Nulla mi passò per la testa, se non questo. La sera trascorse, e me ne andai a dormire.

Il mattino seguente, mi alzai e subito mi resi conto che era come se nella notte non avessi nemmeno dormito e rimaneva un nero assoluto, una sensazione stranissimo. Me ne andai a lavorare e subito dopo qualche minuto, cominciai ad avere dei dolori alla testa, mai provati prima oltre a nausea e continui addormentamenti. Verso metà giornata all’improvviso mi apparvero dei simboli strano di color blu negli occhi chiusi e mi accorsi che li vedevo lo stesso, erano nella mente. Cercai di capire, ma erano simboli mai visti prima e sentivo strani ronzii alle orecchie. Poi, dopo circa un quarto d’ora, tutto passò. Trascorsero i giorni, e mi accorsi che mi accadevano cose strane, curiose coincidenze, incredibili e sincronicità mai accadute prima, e compresi che c’era qualcosa che voleva farmi capire che stava cambiando la mia prospettiva e cominciai a pormi delle domande a cui non riuscivo a dare risposta.

Successivamente, circa quindici giorni dopo i fatti appena descritti, una sera, intorno alle 11:50 mi accingevo a spegnere la luce della cucina, quando mi sentii chiamare alla porta d’ingresso. Era mia madre che mi diceva «apri, sono la mamma». A quell’ora pensai subito male, e aprii la porta. Di fronte mi trovai un personaggio alto circa 1,90 mt, biondo cenere. Restai sbalordito e stordito al tempo stesso e chiesi a lui dove fosse mia madre! Lui mi sorrise, scosse la testa e mi disse «devi subito andare dove soffiano i sette venti, vedrai cadere a terra un tenue filo di luce, c’è un tunnel, ci dovete entrare! Ti stanno aspettando!» Io gli chiesi chi fosse e come è possibile che avesse utilizzato la voce di mia madre, ma egli con molta naturalezza mi rispose «perchè, c’è differenza?» Restai basito, poi dissi a lui «forse sarà meglio che andiamo insieme, no ?». Egli mi rispose che non poteva, così io gli dissi che avrei preso le chiavi e sarei arrivato subito. Prendo le chiavi, mi rigiro fuori ed egli era sparito.

Mi fermai un momento a riflettere e ricordai che effettivamente, non lontano vi era una cascina posta in collina che si chiamava sette venti . Considerato l’aspetto dell’uomo piuttosto inusuale, uno strano indumento bianco con decori ed un simbolo al centro della tunica, cominciai a pensare che ci fossero delle connessioni con quanto mi era successo nei giorni precedenti. Fui scosso da un moto di paura e fui sul punto di chiudermi in casa, ma dopo circa cinque minuti di riflessioni confusionarie, decisi di prendere la macchina e di incamminarmi. Il luogo distava due chilometri ed una volta giunto sul posto non mi sembrò di scorgere niente di particolare, così fermai l’automobile e scesi. Ad un tratto notai però un filo di luce azzurra, il filo di cui lo strano essere mi parlò. Da quel filo di luce sembrava diffondersi una nube ma non si notava altro. Mi avvicinai con la macchina il più possibile, e poi preseguii a piedi in direzione di quel filo di luce, addentrandomi in que campo. Mentre mi avvicinavo, due figure iniziavano a vedersi distintamente. Con grande stupore vidi che c’era una bambina di circa dieci anni ed un carabiniere in divisa. Li guardai e chiesi a lui cosa stesse succedendo. Lui mi rispose di avere lo stesso quesito e di non sapere come era arrivato fin li.

«Mi hanno detto che devo entrare lì, lo hanno detto anche a te ?» mi chiese il carabiniere ed io risposi affermativamente. Dinnanzi a noi vi era uno strano ingresso scarsamente illuminato. Mille pensieri sia aggrovigliavano nella mia mente, trascorse qualche istante e la bambina ci prese entrambi per mano e ci disse «allora signori andiamo o no ?» frastornati e sconcertati entrambi dal quel gesti ci convincemmo ed entrammo. Nello stesso istante mi ritrovai inspiegabilmente davanti lo stesso individuo che era comparso a casa mia e che aveva la voce di mia madre. Quest’ultimo mi accolse con fare gentile, mi prese entrambe le mani e disse «perdonaci, ma non è ancora finita, ora dovresti entrare in quel muro bianco», io osservai che era della stessa consistenza del latte ma era un muro d’energia. Dopo un istante di titubanza mi avvicina, poggiai la mia mano e nonostante tutto un senso di fiducia si impadronì di me. Non avevo nessuna paura, mi sembrava di avvertire in me un potente richiamo interiore. Assuefatto da quella piacevole sensazione di fiducia, mi immersi in quella luce e persi le cognizione del tempo. Dopo un lasso di tempo indefinibile sentii riaffiorare la parte cosciente di me e mi sentii chiamare per nome ed una mano afferrò la mia. Venni accompagnato fuori dal quella luce lattiginosa. La mia vista sembrava più vivida, con nuovi toni e colori ed iniziani ad osservare l’interno di quel posto non capendo ancora di che luogo si trattasse. Lui osservava compiaciuto il mio interesse ed io continuavo a non comprendere. Ad un tratto mi resi conto che ai miei occhi sembrava quasi trasparente. Vedevo un’altro uomo seduto su uno strano sedile ancorato al soffitto che sembrava un’estensione di esso. Lui gesticolava dinnanzi alle luci colorate che scaturivano da quel quadro e sembrava si fondessero insieme alle sue dita. Erano simboli che toccavano le sue dita. Poi la mia attenzione divenne più espansa e notai dei movimenti intorno a me, guardai sotto e vidi un passaggio sottostante. Era giorno, erano dei boschi verdeggianti che si muovevano sotto ai miei piedi, all’indietro. Compresi com sgomento che mi trovavo su un oggetto in movimento e che volava in avanti. Nel frattempo rimasi solo con il pilota, presi coraggio e gli chiesi «ma cos’è tutto questo?», egli mi rispose ancor prima che potessi terminare la frase che si trattava di un velivolo per i piccoli spostamenti. Come un ingenuo parlai di nuovo «ma è una specie di aereo?», «Si! A carbone!» mi fece eco il pilota in tono divertito e scherzoso. Ad un tratto iniziarono a vedersi delle costruzioni, ma era tutto talmente rapido che non riuscivo a mettere a fuoco. Alzai lo sguardo e vidi in lontanaza quelle che mi sembrarono essere sei piramidi Aztheche o Maya, tre a sinistra e tre a destra ed un molto più grande al centro. Si trattava di piramidi a gradoni ed erano completamente ricoperte di un rigoglioso e splendido tappeto d’erba verde. Sopra ognuna di esse, a sinistra e a destra, vi era una grossa sfera di luce celeste brillante.

Stavolta il pilota mi rispose senza nemmeno lasciarmi il tempo di formulare la domanda, «sono convogliatori di energia cosmica che viene agganciata e distribuita con sistemi completamente diversi dai vostri». «Sono simili alle piramidi Azteche, come mai?», non mi rispose lasciando che io comprendessi da me. Probabilmente qualcuno di quelle antiche civiltà vide quei luoghi e tentò di riprodurli. Dopo aver oltrepassato quel luogo, il velivolo rallentò. «Stiamo per atterrare vero?» chiesi io. Mi rispose affermativamente e così mentre terminava il dialogo, scese, fermandosi a pochi metri dal suolo. Sulla destra si aprì uno sportello e vidi arrivare incontro a me un giovane moro.

«Ora puoi scendere con me», mi voltai salutai il pilota e mi rivolsi verso l’uscita. Vi erano altre navi come quella, erano dischi che riflettevano la luce come se fossero fatti di metallo / cristallo dorato e ramato al contempo, uno strano e affascinante effetto cromatico. Scendendo quella scaletta di pochi gradini, sospesi inspiegabilmente, misi i piedi a terra con cautela, una pavimentazione che rifletteva cielo e nuvole di un bellissimo colore rosato. Alzai lo sguardo e quel ragazzo mi osservò compiaciuto dall’imbarazzo così lampante sul mio volto. Mi tese il braccio e dissi «sù vieni con me». Pochi passi e salimmo su un’altro veicolo galleggiante a circa 30 centimetri dal suolo. Sopra vi era già quel carabiniere ed un’altra ragazza che non avevo ancora incontrato. A quel punto notai che noi tutti non indossavamo più i nostri abiti originari, ma vsti lunghe e bianche.

Anche quel velivolo disponeva di un pilota e di un sistema di guida simile a quello del precedente mezzo di trasporto, ma estremamente più semplice. Il velivolo si mosse, imboccando un viale di vetro nero come il fumo. Cominciai ad osservare in giro e a sinistra vi erano degli alberi che ricordavano l’aspetto dei pini. Ad un tratto il viadotto si allargò, c’era una rocca alta una cinquantina di metri con una cascata, un bosco ed un laghetto d’acqua limpida con un piccolo rio che passava sotto la strada che percorrevamo. Mentre avanzavamo a lieve velocità, alla mia destra notai un uomo vestito con una tunica bianca adornata da orli blu e oro, con un ulteriore orlo alla base color verde smeraldo. Quest’ultimo alzò il braccio in segno di saluto. Intoro c’èra una specie di orto spontaneo, così casuale nella sua disposizione da non sembrare come i nostri orti ben squadrati e lineari ed al contempo era adorno di piante che non avevo mai visto prima.

Inoltre quell’ incantevole costruzione sembrava ottenuta da un’unico blocco di roccia, decori di fattezza divina e forme di un’armonia mai vista prima d’ora. Ve n’erano anche altre in lontanaza. Mentre osservavo quel ragazzo, percepivo un senso di antica conoscenza, come se in qualche il mio astante sapesse mi conoscesse da tempo e sapessi benissimo chi io fossi. Mentre ci spostavamo, lo persi di vista. C’erano strane sculture in pietra e cristallo luminescente, alte anche tre o quattro metri. Ad un tratto arrivammo ai piedi di una piccola collinetta di nuda roccia, non più alta di cinquecento metri. Il velivolo si fermò d il pilota si girò verso di noi e ci disse che potevamo scendere e noi così facemmo.

«Ora dovete aspettare qui un momento e arriveranno i miei compagni ad accogliervi», così il pilota si allontanò. Dopo qualche minuto di impaziente attesa mi arrampicai qualche metro per vedere se arrivava qualcuno ma nulla. Ad un certo punto sentii un tonfo provenire dall’alto di quel monte e apparvero dal nulla tre gradoni larghi un centinaio di metri, poi un’altro tonfo e apparvero quattro colonne alte una settantina di metri, poi ancora un’altro tonfo ed infine apparve dal nulla una cupola che sovrastò il tutto. Ogni cosa era meravigliosamente decorata, appartenente ad un’arte che i miei occhi non avevano mai assaggiato. Una lieve polvere svanì quasi subito e l’incanto prese il mio essere in ogni sua parte. Stupore e meraviglia si diffusero in ogni fibra del mio essere. Avevo creato un tempio in cinque secondi teletrasportando la roccia in eccesso e rendendone un’opera maestosa fatta apposta per accoglierci. La meraviglia non era ancora finita. Pochi istanti più tardi, da quelle colonne fuoriscirono alcune persone con una luce brillante fuoriscirgli dal ventre. Questi volando vennere incontro a noi. Io ero letteralmente pietrificato dallo stupore. Uno di loro venne verso di me e mi prese per mano. Sentii il mio essere divenire leggero come l’aria stessa, e questo mi portò con lui e così fu anche per gli altri. Arrivammo alla base di quel tempio e sentii recuperare il mio peso non appena toccammo terra. «Laggiù vi è la tua insegnante personale» mi disse dolcemente la guida, «Va da lei, è li solo per te». Mi osservai attorno e vidi che avevano creato un intero ambiente arredato di ogni meravigli solo per quell’evento. Andai da quella che mi fù indicata come mia insegnante la quale, in piedi, mi accolse mettendomi le sue mani sulle spalle e mi salutò in un modo che mi lasciò di sasso : «un saluto alla divinità che ti dimora, dalla mia, siediti ».

Davanti a me vi era un tavolo piccolo che aveva la superficie che sembrava muoversi, lei si sedette e lo toccò. Stavo per chiederle come si chiamasse ma le di disse «osserva qui». Apparve la carta geografica dell’Europa, ma in modo reale come se fosse vista dal satellite ma rovesciata al contrario. La Francia era a destra e la Jugoslavia a sinistra. Lei mi chiese «tu dove abiti» ed io indicai il piemonte e dissi «ma la carta è sottosopra, perchè?» e la risposta fù «vedi, voi vi vedete da sopra, noi vi vediamo da sotto, perchè siamo all’interno della madre terra» io risposti «ma ho visto le nubi ed un sole brillante» e lei «ma certo mio caro, vi è un mondo nell’interno sennò come faremmo a viverci?». Mi agitai e mi alzai, sembrava che la testa mi girasse tutt’attorno e non capivo più nulla. Un ragazzo giovanissimo mi venne vicino e accarezzandomi le braccia cercò di calmarmi. Mi sentivo mancare, tutto ciò per me era inconcepibile. Poi, quando mi sedetti calmato dalal radianza interiore di quel ragazzo, lei continuò, iniziando un discorso in tono tutt’altro che felice.

«Ora verrai accompagnato da un mio maestro temporale, egli ti mostrerà alcune vie che l’umana creatura dovrà scegliere». Mi accompagnarono all’interno di una scala, c’era un uomo che dimostrava non più di quarantacinque anni, era in piedi al centro della sale. Mi osservò e non disse un parola. Mi sentivo al cospetto di u n giudice che sapeva leggere la mia vita. Le mie mascelle sembravano serrate, i miei occhi sbarrati all’ignoto inconsapevole che ero. L’uomo alzò il palmo ed indicò una parete di fronte a noi. Ne scaturì una luce che proiettò immagini olografiche che sembravano finestre sul tempo reale. Ero attonito da tanta meraviglia che gli occhi mi si annebbiarono, ma di certo non potevo dare sfogo al pianto, così resistetti ma fu molto difficile. Erano sei i panorami dell terra che venivano proiettati sulla parete, poi si aprirono a scene in movimento in tutte e sei le sequenza vi erano le più terribili azioni dell’umanità, intraprese in tutti i tempi della storia del genere umano fino ad un passato che mi era sconosciuto, di decine di millenni di accadimenti che non compaiono in nessuna fonte storica. Fortunatamente non potrò mai tradurvi in parole ciò che vidi. Poi egli parlò, la sua voce eccheggiò nel grande salone e incutè in me ancora più rispetto in merito a ciò che pensavo di lui. «Questo è stato il vostro grande passato di grandi eroi, grandi condottieri tu credi?» io mi affrettai a rispondere «No, grandi carnefici senza pietà e amor mai conosciuto»

«Capisci perchè ti trovi qui?»

«Si capisco, non possiamo adornarci di parole per dire che la nostra è una civiltà evoluta. Non lo siamo, soltanto barbarie ho veduto.»

« Siete sempre le stesse persone che nelle ere si sono reincarnate e sempre gli stessi errori avete ripetuto, ma ora gli errori stanno divenendo più grandi perchè le forze che dominate sono al di fuori del vostro controllo»

All’improvviso, da tutte quelle finestre nel tempo, vi erano migliaia di esplosioni nucleari tutte insieme, una dopo l’altra. Era assurdo, mi sentivo esplodere in affinità con quelle immagini, poi smisero.

«La terra è viva come vive in voi, le ferite che le arrecate si riflettono su di voi. Essa dovrò autoguarirsi e lo farà ma questo è ancor poco di ciò che subisce dai vostri animi irruenti, le vostre emozioni negative ed il vostro fare orrendo, i vostri stessi pensieri, ciò che fate agli altri esseri viventi che la popolano ancor prima che voi esalaste il vostro primo respiro, tutto l’abominio che riuscite a mettere in atto verso di lei e tutte le sue creature figlie, stanno per girarsi verso il vostro futuro. Uno dei vostri popoli a noi caro lo chiama Karma. E’ per l’uomo e per l’animale e lo condividete con la terra che genera i vostri corpi con i quali godete della vita. Senza di essa la vita non può continuare. Se lei non tornerà al tempo dell’armonia, l’uomo rimarrà senza casa. Dove andrà? Non qui da noi e da nessun’altra parte. Chi vorrà nella sua casa colui che ha distrutto casa sua?. Le nostre sono millenarie costruzioni che portano nelle proprie mura ricordi armoniosi di u n vivere felice. Se porti un triste le sue mura diverranno tristi. Se porti un distruttore esse crolleranno! Curate la vostra casa, avete ancora tempo ma non a parole! I vostri potenti non ci pensano e mai ci penseranno, tutto ciò che fate permea le profondità del pianeta giungendo sino a noi e al cristallo centrale, fonte occhio del padre, che ancorato a quello della stella vita del nostro sistema, giunge fino alla casa del padre. A poco serviranno le nostre parole per ammorbidire un vedere che a lui nulla sfugge. Agite ora, ognuno di voi faccia la sua parte e non avrà di che temere, avrà costruito la propria arca nel cuore delle proprie azioni»

Poi gli ologrammi ripresero ma uno soltanto mostrava l’unica via, era un mondo d’amore il cui amore forgiava ogni azione e tutto fluiva in armonia. Il mondo interno gioiva con quello di superficie ed era visitato da innumerevoli ospiti giunti da ogni dove a mirar l’armonia nata da una scelta nuova, quella dell’amore per tutte le cose del mondo e per ogni più piccola sua creatura. Le altre linee temporali non riuscivo a guardarle, erano solo terrore e devastazione.

Egli si accorse del mio tremore e le immagini cessarono.

«Torneranno alla tua mente antichi ricordi, antiche gesta, esse ti mostreranno il perché della scelta. Verranno a te molti maestri e in te lasceranno semi che germoglieranno frutti che donerai a coloro che hanno sete. Al viandante offrirai ostello e l’ammalato di spirito forgerai nuova scintilla. Saremo al tuo fianco assieme alla tua antica famiglia stellare. Un nuovo futuro attende la creatura uomo, ma in atto deve seriamente essere messo in divenire.»

Poi mi abbracciò come un padre e piansi come un figlio. Questo mi scosse molto. Anche la mia insegnante mi salutò con una promessa, che sarebbe giunta a me con il suo spirito a vegliare su di me. «Si può» mi disse «anche tu imparerai». Mentre il ragazzo mi portava all’uscita, incrociai il carabiniere che finalmente aveva tutt’altro umore e mi disse una frase che mi servirà a riconoscerlo quando lo ritroverò. Quel ragazzo mi accompagnò all’uscito e vidi altri come loro che tenevano in braccio bimbi terrestri. Chiesi a lui cosa significasse e lui mi disse «sono semi stellari, figli della nuova luce che vengono portati lì per essere istruiti inconsciamente finchè sono molto piccoli, all’età di circa due anni. I ricordi poi riemergeranno nel tempo e con essi le loro giusto qualità portatrici del mondo nuovo. Chi vive intorno a questi bambini non si accorge di nulla, perchè tutto sorge in modo spontaneo.»

Quando fui all’uscita, vidi dall’alto quel loro meraviglioso mondo e tutto ciò che i miei occhi riuscivano a capire. I loro veicolo galleggiavano come foglie leggere nella massima calma. Mi voltai verso di lui e lo supplicai di non portarmi indietro, avrei fatto qualsiasi cosa fosse stata utile, ma di non portarmi indietro.

«Farai molto per noi da dove tu sarai e questo per noi è molto più di ciò che potresti fare qui con noi». Poi mi prese di nuovo per mano e mi portò giù, mentre i miei occhi lacrimavano da soli. Salimmo tutti su quelle strane vetture e ci riportarono da quei dischi volanti. Tra me e me mi chiedevo se mai sarei potuto ritornare li da loro dove si prova quella sensazione così di famiglia, priva di paura ed angoscia. Era una felicità che il mio essere non aveva mai sperimentato prima. Il pilota mi rispose che arriverà il tempo in cui noi potremo recarci da loro e loro da noi, come facciamo la domenica quando andiamo a divertirci oltre i nostri luoghi di soggiorno e loro faranno lo stesso da noi con il resto della comunità cosmica. La terra stessa sarà una nuova perla della corona del padre. Salimmo a bordo, non avevo mai più visto quella bambina, forse era una di loro e serviva solo a renderci più fiduciosi. «Indovina, devi di nuovo entrare in quel muro di luce bianca» e così feci, come un automa.

Poi ricordo solo la brezza dell’aria che avevo intorno e mi sentii scendere giù leggero e toccare il mio letto mentre sentivo il peso della materia riacquisire la solida realtà. Mi addormentai. Al mattino, quando mi svegliai, pensai di aver fatto un sogno incredibile, mi lavai la faccia mi guardai e pensai «che storia pazzesca ragazzo». Mi cambiai pensando che fosse finita li. Ma il nodo alla gola doveva ancora arrivare. Aprii la porta di casa con la chiave di scorta perchè non trovavo il mazzo solito, la mia auto non c’era. Pensai ad un furto e stavo per andare a chiamare i carabinieri, ma mi accorsi che le chiavi dell’auto non erano sull’appendi chiavi. Preso da un dubbio ancor più folle, ragionai su tutto e dopo una decina di minuti presi la bicicletta e mi incamminai verso quel luogo. Un quarto d’ora dopo arrivai e mentre mi accostavo vidi la mia auto in quel campo. Le gambe non so se per la fatica o per sgomento preserò a formicolare. Lasciai la bici e vidi che le chiavi erano nel quadro d’accensione ed il motore era spento con il mazzo di chiavi di casa nel cruscotto. Mi sedetti a terra e pensai almeno per un’ora su me stesso, poi alzandomi gridai al cielo se tutto ciò fosse stato vero o ero diventato completamente pazzo. Caricai la bicicletta in auto e tornai a casa.

Da allora ho vissuto centinaia di esperienze di ogni tipo e ancora oggi continuo a viverle.

 

 

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Hollow Earth

Di seguito l’ interessantissimo video segnalatomi dall’ amico Rosario. Buona visione.

 

 

 

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Alexander Key – The incredible tide (parentesi)

“Ad una persona sconosciuta, di una terra
da tempo persa – Perché sicuramente
quello che è scritto qui è successo prima.
Dipende solo da noi se questo sarà una
riflessione o una profezia.”

Alexander Key – The incredible tide – nota all’ introduzione. Il suo racconto ispirò Hayao Miyazaki per il suo Mirai Shonen Conan (conosciuto in Italia come Conan il ragazzo del futuro)……

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Billy Meier

Billy_meier

 

[…] Per coloro che vivevano nell’ Ashoka Ashram era una cosa ovvia vedere spesso l’ astronave di Asket sorvolare la zona. Altrettanto ovvio era per gli abitanti poter osservare che sovente passeggiavo con Asket. Tuttavia, nessuno di loro si sarebbe azzardato a disturbarci o anche solo a rivolgerci la parola. Si contraddistinguevano per le loro buone maniere e accettavano come una cosa naturale che ricevessi spesso visite da extraterrestri. A tale ovvietà contribuiva altresì il fatto che pure il monaco Swami Dharmawara intratteneva contatti con esseri che apparivano all’ improvviso dal nulla, per la precisione con due uomini dall’ abbigliamento singolare che sovente trascorrevano ore con lui nel suo tempio oppure passeggiavano all’ aperto e chiacchieravano prima di dissolversi e sparire di nuovo nel nulla senza lasciare traccia. A ogni modo quei due stranieri misteriosi non erano di origine extraterrestre come Asket, ma appartenevano agli esseri di Agartha; un popolo dalla carnagione bluastra che vive in un’ enorme terra cava al di sotto dell’ Himalaya. L’ antichissima leggenda di quel popolo racconta che le principali personalità dell’ elevata civiltà di Agarthi, i grandi saggi, erano figli di extraterrestri. Definiti figli degli spiriti di altri mondi, si sono insediati in un’ enorme terra cava al di sotto delle montagne dell’ Himalaya dopo la catastrofe del Gobi. Poi, all’ interno di quel territorio si divisero due gruppi, di cui l’ uno seguì la via a destra e l’ altro la via sulla sinistra. A metà strada si trovava Agarthi (o Agartha), una città sotterranea inaccessibile, un luogo di contemplazione. Agartha era il “tempio della non partecipazione” al mondo materiale […]

Billy Meier – La verità sulle Pleiadi – Pag. 118

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Apparizioni Mariane

Spesso, parlando con amici e lettori, mi è stato chiesto un parere personale al riguardo delle apparizioni Mariane in località Zaro in quel di Forio d’ Ischia.

Sebbene avessi molte informazioni in merito, è solo ora che colgo l’ occasione di parlarne. Il motivo è semplice. Ai miei occhi è arrivato un interessante articolo da un libro da poco letto. Tutto ciò non è un caso, non lo è mai quando si tratta di libri. E’ mia opinione il fatto che siano proprio i libri a “trovare” il lettore, quasi fossero vivi. Il libro di cui parlo è “Le confessioni di un Illuminato” Vol. 3 a firma di Leo Zagami ed edito da Uno Editori (2012). Sinceramente parlando, anche se considero i tre volumi molto interessanti, mi sono sentito coinvolto solo leggendo alcuni capitoli. Non me ne voglia l’ autore ma non sono argomenti che amo approfondire. Come dicevo, all’ interno del citato volume è possibile trovare una foto molto particolare, collegata all’ argomento UFO ed apparizioni Mariane. Pochi click di mouse ed è possibile riprodurre la foto a mezzo google earth. Di seguito posto la mia elaborazione sulle stesse informazioni date dall’ autore.

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Ebbene si, è proprio una piramide! Costruita proprio partendo dalle principali località legate ad apparizioni Mariane quali Fatima, Lourdes e Medjugorie. La mia piramide non è stata completata ma è evidente che dietro tutto ciò debba esserci forzatamente un intelligenza sconosciuta. Anche se in foto la città di Parigi è da considerarsi l’ apice della piramide non è però a mio parere da tenere in conto in quanto se così fosse ci risulterebbe una figura piana mentre, spostando il vertice in altitudine verso lo spazio, si otterrebbe una figura tridimensionale, un solido la cui base racchiuderebbe un bel pò di luoghi mistici….Molti ufologi di fama nazionale ed internazionale sono concordi nell’ affermare che tali apparizioni siano il frutto di tecnologie aliene, usate per scopi ancora poco chiari. Ovviamente ciò non è la mia opinione..

Siccome non mi considero una persona avente dei preconcetti, ho analizzato il problema tenendo conto di alcuni “fattori” ancora poco conosciuti.

In primis non si possono dimenticare gli innumerevoli miracoli avvenuti nei luoghi appena citati. Cosa ancora più curiosa è il fatto che in questi miracoli “speciali” acque svolsero un ruolo fondamentale. In poche parole, le apparizioni Mariane non hanno fatto altro che generare preghiere continue grazie al costante afflusso dei fedeli che a tutt’ oggi si rigenera e tutto ciò grazie anche ai numerosi miracoli avvenuti a mezzo di queste speciali acque (vedi Lourdes). A che pro esseri alieni escogiterebbero tutto ciò? Cosa certa è che la preghiera se sincera genera solo effetti positivi e benevoli. Per quanto riguarda queste particolari acque rimando il lettore agli articoli relativi agli studi svolti sulle cosidette “acque a luce bianca”, in questo blog è presente in merito un vecchio articolo. Non riuscì a farmi un idea in proposito fino a quando non mi capitò di leggere “L’ altro volto di Gesù” Vol. I a firma di Daniel Meurois -Givaudan edito dalla Amrita edizioni. A pag. 317 viene data una spiegazione del tutto diversa alla crocifissione del Maestro Gesù. Di fatto, tutti coloro che furono e che sono in grado di leggere negli annali dell’ Akasha sono concordi nell’ affermare che il Maestro Gesù non muorì sulla croce, bensì in tarda età. La crocifissione fu un atto necessario al fine di purificare il corpo vitale della Terra e ciò avvenne grazie alla discesa del Kristos nel corpo del Maestro. In poche parole quanto di negativo creato dall’ uomo nelle ere passate creò come una cappa di veleni che andava soffocando non solo il genere umano ma anche il nostro pianeta e più in generale l’ Universo tutto e tale concetto confermerebbe quanto molti contattisti asseriscono e ciò che siamo un tutt’ uno con il Creato. Ma se fu necessario far scendere lo spirito di Kristos al fine di purificare quanto ere di violenza ed orrori hanno generato, è mai possibile che lo stesso meccanismo può essere usato al fine di purificare e/o contrastare particolari influenze negative in più ristrette zone del nostro pianeta? In passato, anche se si hanno poche informazioni in merito, i Signori di Shamballah dovettero mettere fine agli orrori che un gruppo di Atlantidei stavano portando avanti. Non sappiamo di cosa si macchiarono ma dovette essere qualcosa di serio visto che ci volle la distruzione di Atlantide e la modifica degli equilibri planetari affinchè l’ evoluzione potesse proseguire nel rispetto delle leggi cosmiche. Ragionando su queste informazioni alquanto fuori dagli schemi, mi venne in mente Zaro in quel di Forio d’ Ischia con le sue apparizioni Mariane. Effettuando un pò di domande in giro soprattutto ai ben informati, sull’ Isola d’ Ischia ci furono (spero non ancora oggi) tre luoghi in cui venivano officiate messe nere. La prima zona era quella della Falanga alle pendici dell’ Epopmeo, l’ altra era la zona di S. Pietro in Ischia e la terza era la zona di Zaro, anche se ho ricevuto informazioni in merito anche alla zona dei Maronti. La situazione 25 – 30 anni fa non era certo delle migliori e sono in molti che mi hanno confermato il fatto che il Vaticano era ben al corrente di tutto tanto da spingere il Papa a venire sull’ Isola e se ciò fosse vero allora la questione è tutt’ altro che conclusa. Ritornando a Zaro, un bel giorno iniziarono le apparizioni e da allora niente più messe nere (opinione diffusa). Tale coincidenza rende scettici ancora molti abitanti dell’ isola. La storia di Zaro è molto nota al giorno d’ oggi. La nota trasmissione di italia uno “Mistero” se ne occupò in più di un occasione. Ad oggi non si conoscono ancora miracoli legati a Zaro mente per quanto riguarda le acque la cosa è ben diversa. L’ isola è ricca di sorgenti e non mi meraviglierei se una di esse fosse caratterizzata dalle qualità tipiche delle acque a luce bianca. Riguardando la foto elaborata al computer sembra che Ischia capiti giusto per poco all’ interno della piramide. In ogni caso lo schema è ben lontano dalla sua comprensione. E’ mai possibile che qualcuno usi queste apparizioni per purificare intere aree? E’ mai possibile che queste particolari acque possano curare anche lo spirito oltre che il corpo? Se ciò fosse vero, chi andrebbe ringraziato? Anche io andai a Zaro in un giorno di Marzo, c’ era molta gente incuriosita nettamente fuori luogo rispetto ai molti fedeli che pregavano ai piedi delle immagini religiose. Alcuni asserirono di aver avvertito odore di rose. Anche in questo caso non sapremo mai la verità, certamente da allora Zaro è diventato un posto migliore e mi piace pensare che qualcuno continui a purificare o a contrastare energie negative in zona con l’ iuto di preghiere sincere. Mi piace pensare che dietro tutto ciò ci siano le genti di Agartha, che da millenni vegliano su di noi e sulla nostra evoluzione spirituale. Questo è ciò che penso. I cuori che vorranno ringraziare avranno la loro occasione.

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Riflessioni – parte seconda

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a riflettere su un concetto “espresso” dal Maestro Gesù sull’ argomento – Il Padre di tutti Noi che mi portò successivamente a meditare sull’ Eterno Uno e indivisibile e di conseguenza sul concetto di tempo. Come molti lettori del presente blog sanno, Gesù è parte integrante della Gerarchia spirituale di Shamballah e spesso, grazie ai libri di Daniel Meurois-Givaudan, mi ritrovo a riflettere su particolari insegnamenti che solo grazie alla memoria Akashica è stato possibile riportare alla luce. In questo caso, mi soffermai su un paragone che il Maestro Gesù fece nel momento in cui gli venne chiesto che aspetto avesse il “Padre Suo”. Non penso di creare problemi di chissà quale natura se di seguito posterò le poche righe in questione. Per dovere di cronaca però è mia intenzione citare il testo e la pagina in questione. Il testo è il bellissimo libro “Il Testamento delle Tre Marie” dell’ autore sopra citato edito dalla Amrita Edizioni che ne cura la versione italiana. A pag. 78 è possibile leggere:

 

“Il Padre mio è simile all’ acqua, a tutta l’ acqua che circola su questa Terra. Essa sgorga dal suolo in una quantità di fonti, che poi diventano ruscelli, e fiumi che si uniscano al mare. Quest’ acqua gira e rigira senza sosta; crea le nubi portatrici di pioggia, e i fiumi sotterranei; offre la vita, e poi se la riprende per offrirla di nuovo, incessantemente… L’ acqua è ghiaccio, è neve, è vapore e altro ancora, giacchè assume centomila volti in tutto ciò che è. Ma di che cosa è dunque fatta, quest’ acqua tanto fuggevole e volubile? Essa è l’ oceano delle promesse nate dall’ unione di un infinito numero di goccioline di vita…e vi dico che ciascuna di quelle goccioline corrisponde ad uno di voi. Così senza saperlo siete partecipi della realtà del Padre, così senza saperlo, voi siete un poco del Padre, che si offre ad ogni istante. Allora, proprio com’ è impossibile dire quando e dove abbia inizio una goccia d’ acqua, così come è impossibile impedirle di unirsi alle altre, e di far parte del corpo unico degli oceani, allo stesso modo non potete pensarvi come un’ entità isolata dai vostri simili, o esterna al Padre mio. Alcuni di voi sono vapori, altri ghiaccio,e neve, acqua sporca, oppure acqua di fonte ma che lo ammettiate o meno, tutti siete acqua e in questo fate parte della Realtà dell’ Eterno.”

Applicai l’ intero concetto a tutte le frequenze dimensionali del nostro Pianeta anch’ esse brulicanti di vita, allargai il discorso anche ai regni inferiori all’ uomo e anche alle infinite dimensioni intersecanti la nostra ognuna con le loro frequenze vibrazionali e le loro entità. Applicai il concetto alle nostre passate esistenze e a quelle future, nonchè alle infinite sfere planetarie dell’ universo tutto. Basta per avere l’idea dell’ Eterno? Evidentemente no e sicuramente non siamo all’ altezza neanche per arrivare a toccarne i più lontani contorni. Tutto ciò mi ha portato a meditare sul concetto di tempo e su come esso sia discordante con il concetto di Uno Eterno ed indivisibile; di fatto un “entità” di così vaste ed infinite vedute non può essere soggetto allo scorrere incessante del tempo. Per questo motivo mi convinsi che il concetto di tempo che attualmente ha la nostra società è sbagliato e per dimostrarlo bastano alcune semplici considerazioni. Per continuare però mi appoggio alla Legge dell’ Uno perchè, ammettendo i miei limiti, non vedo il motivo per non prendere in prestito parole scritta da qualcun altro e sicuramente migliori di gran lunga alle mie. Riprendendo la Tavola X delle già citate Tavole Smeraldine, è possibile leggere ciò che un essere di Luce rivela a Toth l’ Atlantideo:

 

“Chiesi del mistero del tempo e dello spazio. Gli posi la domanda che mi si presentava sempre, dicendo: Oh Maestro, cos’ è il tempo? Allora Egli mi parlò, il Maestro:

Sappi, oh Thoth, al principio c’era il Vuoto ed il Nulla: un senza tempo, senza spazio, nulla. E dentro il nulla venne un pensiero, deciso, tutto pervadente, che riempì il Vuoto. Là non esisteva materia, solo forza, un movimento, un vortice o vibrazione del deciso pensiero che riempì il Vuoto. Interrogai il Maestro, dicendo: Questo pensiero era eterno? E l’Abitante mi rispose: Al principio ci fu pensiero eterno, e perché il pensiero fosse eterno, doveva esistere il tempo. Così nel pensiero tutto pervadente crebbe la Legge del Tempo. Sì, il tempo che esiste in tutto lo spazio propagandosi con un armonioso ritmico movimento, è eternamente in uno stato di solidificazione. Il tempo non cambia, ma tutte le cose cambiano nel tempo. Perché il tempo è la forza che tiene separati gli eventi, ognuno al proprio posto. Il tempo non è in movimento, eppure ti muovi attraverso il tempo come la tua coscienza si muove da un evento all’ altro. Sì, da quando esisti, tutto nel tutto, sei Una esistenza eterna. Sappi che anche se nel tempo sarai separato, resterai sempre Uno esistente per sempre.”

Sembrerebbe che ci sia un ipotetico punto da cui vengono emanate onde vibranti in circolo che nel loro movimento si espandono sempre più dando all’ Universo la caratteristica della costante espansione. Ovviamente tutto ciò è un idea espressa con termini “umani”. E’ l’ evoluzione spirituale che porta al non – tempo. E non potrebbe essere altrimenti. Tale concetto è stato espresso anche nelle stesse Tavole Smeraldine e ciò le rende senza alcun ombra di dubbio un valido componimento. Ma le informazioni date a Toth sembrano dire anche che il tempo, sebbene da intendere come un concetto illusorio, sarebbe circolare anzichè lineare avente come unica funzione quella di dare un ordine al Creato fino a quando l’ essere realizzato ricongiunto all’ Uno non vi sarà più legato. Ma se i nostri sensi dovrebbero iniziare a considerare il Tempo come circolare, come spiegare allora le nostre passate incarnazioni? Stando a questo concetto si muore e si rinasce seguendo la legge della causa – effetto fino alla propria realizzazione. In realtà, proprio perchè ognuno di noi è parte dell’ Uno ed Esso è indivisibile nel tempo e nello spazio, le nostre esistenze verrebbero vissute tutte contemporaneamente e solo le leggi relative al libero arbitrio fanno si che certi particolari non affiorino prima di aver raggiunto determinate “tappe” della nostra evoluzione. E’ mai possibile quindi dimostrare l’ esistenza di un illusorio tempo circolare? La risposta potrebbe giungerci da alcune sedute di regressione svolte con lo scopo di instaurare un contatto proprio con esistenze future e non passate su pazienti del tutto normali.

Alcune di esse, di grande interesse, sono leggibili nel volume “Reincarnazione” a firma di Joe Fisher. Il capitolo IX può rispondere a molte domande proprio sulle vite future. I ricercatori Helen Wambach o Bruce Goldberg riuscirono a spingere le regressioni effettuate sui loro pazienti avanti di centinaia di anni dimostrando non solo che è possibile l’ esistenza di un tempo circolare ma anche che il nostro Io divino è legato a tutte le esistenze “presenti e future” contemporaneamente. Ciò dovrebbe essere interpretato come la perenne esistenza del Divino in Noi quì ed ora senza eccezione alcuna. Il Divino è in noi e noi siamo parte di Esso così come spiegatoci dal Maestro Gesù con l’ esempio prima riportato. Non preoccupiamoci del fatto che una regressione non può metterci direttamente in contatto con il nostro Io Divino evitandoci le “fatiche” e gli ostacoli che la nostra vita quotidiana ci pone dinanzi. La nostra evoluzione spirituale è legata proprio a questi ostacoli, la chiave di tutto è nel vedere la vita da un altro punto di vista. La morte, gli ostacoli, la vita che ci circonda….fa tutto parte di un grande progetto Cosmico in cui il nostro Padre non ci ha inseriti certo per soffrire, bensì per amare incondizionatamente così come il sole illumina con i suoi raggi tutto ciò che è sulla nostra terra senza distinzione alcuna.

 

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I presunti Ummiti italici e la Terra Cava

Questo breve articolo è dedicato al caso dei presunti Ummiti Italici che imperversarono lungo la nostra penisola intorno alla metà degli anni ’70. Non è mia intenzione riprendere l’ intera storia né tanto meno approfondire ulteriormente la questione. Per chi fosse interessato all’ argomento sono disponibili in rete centinaia di siti sull’ argomento. Quello su cui vorrei brevemente soffermarmi è uno strano disegno lasciatoci proprio da uno di questi “esseri” tramite i contattisti dell’ epoca che, ricordiamolo, erano studenti universitari e professori in pensione. Gente normale dunque. Sebbene siano in molti a pensare che questi Ummiti Italici non ebbero nessun legame con i famosi Ummiti ben conosciuti, rimane comunque il loro misterioso disegno.

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Secondo le informazioni del caso, il disegno si riferiva all’ ubicazione di una presunta base posta a ben 33 Km di profondità al di sotto della città di Veio. Analizzano la figura risultano evidenti i seguenti particolari:

1) La presenza di due fiumi sotterranei al di sopra della base;                                             2) La base sarebbe formata da ben 86 livelli;                                                                           3) La presenza di un “qualcosa” con all’ interno un piccolo sole posto al di sotto di tutto quanto appena esposto……

Possibile che i misteriosi esseri ci abbiano lasciato un indicazione ben precisa al riguardo della reale conformazione interna del nostro pianeta? Sembrerebbe di si! Applicando la Teoria della Terra Cava al disegno tutto sembrerebbe quadrare soprattutto se considerassimo quella specie di canale verso il basso come una delle entrate al mondo interno di cui spesso se n’è avuta testimonianza. Anche in questo caso non sapremo mai (credo) la verità.

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Toth l’ Atlantideo e le sue Tavole – La legge dell’ Uno

Sono secoli che le famose Tavole Smeraldine di Toth l’ Atlantideo circolano tra Alchimisti ed esoteristi. Sebbene ad oggi non siamo in grado di affermare se esse siano autentiche o meno, risulta evidente che gli insegnamenti trasmessi sono di alta levatura morale e spirituale. Con questo articolo non è però mia intenzione postare l’ intero loro contenuto ma soffermarmi su alcune frasi che potrebbero essere lette in modo diverso se in possesso della giusta chiave. Quelle di cui ci occuperemo ora sono quelle pubblicate in forma ciclostilata nel 1930 dal Dr. Maurice Doreal. Il personaggio in questione, circondato da un alone di mistero, sembra essere Claude Doggins (Fonte: Esopedia) che fu capo della “Fratellanza del Tempio Bianco”. Stando a quanto riferiva, la sua conoscenza proveniva dai membri della “Gran Loggia dei Maestri” , Illuminati dediti in maniera più o meno silenziosa all’ evoluzione spirituale dell’ umanità. Il testo è composto da XV tavole e nella Tavola I il Toth Atlantideo inizia con il descrivere la potenza di Atlantide. Stando al racconto, la storia di Toth inizierebbe quando Atlantide era ancora formata da 10 isole. Appare evidente il fatti che Toth impari in giovane età la tecnica del viaggio astrale, la qual cosa gli permise di varcare i confini materiali del nostro mondo rendendolo consapevole della grandiosità dell’ infinito tutto. Il racconto continua. I Signori della Luce presero per dimora “ampi spazi sotto la crosta terrestre”, spazi lontani dai figli degli uomini…. Toth venne condotto nella misteriosa “sala degli Amenti” grazie al misterioso “Abitante del Tempio” anch’esso uno dei già citati figli della Luce. E’ nella Tavola III che possiamo leggere riguardo la sua ubicazione: “In profondità sotto la crosta della Terra” ed è lì che sembra arrivino le fiamme degli uomini, chiara allusione allo spirito disincarnato alla morte. Tutto ciò sembra confermare quanto Eugenio Siragusa asserì in una nota intervista e cioè che Paradiso, Purgatorio ed Inferno andrebbero ricercati nelle profondità del nostro Pianeta, identificando Virgilio come un Illuminato che ebbe tra i suoi compiti quello di condurre Dante lungo il suo viaggio che poi sfociò, in maniera allegorica, nella famosa Divina Commedia. La lettura delle tavole risulta molto interessante soprattutto quando leggiamo in merito ad Atlantide, ai suoi esuli ed alla costruzione della Grande Piramide. Fin quì all’ occhio di chi sà già risulta evidente il fatto che Toth l’ Atlantideo parli di viaggi astrali e dimensionali ma anche di una realtà ben precisa sotto i nostri piedi riconducibile ad Agarthi ed ai Figli della Luce – i Signori di Venere – di cui tante volte abbiamo già parlato. Ma è nella tavola V che l’ Atlantideo racconta un capitolo della nostra vera storia poco conosciuto da molti. Si parla della causa che distrusse Atlantide! Rileggiamo le poche righe con una diversa chiave di lettura:

“[…] Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai vertici cadde dalla Luce nell’ oscurità. Loro diventarono orgogliosi per la loro conoscenza, orgogliosi del loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed aprirono la porta che conduceva in basso. Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla in alto dal basso. […] Aprirono poi, con la loro conoscenza, i percorsi proibiti all’ uomo. Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’ Abitante (UNO DEI FIGLI DELLA LUCE) stava nel Suo Agwanti, mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide (VIAGGIO ASTRALE? BILOCAZIONE?) Egli vide gli Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima ritornò di nuovo nel Suo corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo. Rapidamente l’ Abitante discese in profondità sotto la crosta della Terra alle Sale di Amenti (UNA DELLE REGIONI PIU’ SACRE DI AGARTHA). Quindi chiese che i Sette Signori impugnassero i poteri: cambiò l’ equilibrio della Terra. Ed Atlantide si inabissò sotto le onde oscure […].

Dal bellissimo libro “Luci della Grande Loggia Bianca” a firma di Michel Ciquet si legge a pag. 32 la stessa identica storia seppur meno particolareggiata. Infatti leggiamo che furono i Signori di Shambhalla a volere la distruzione di Atlantide e la distruzione “materiale” della Loggia Nera che prese il potere dell’ ulitma isola Atlantidea – l’ isola di Poseidone. Apprendiamo però che non tutti perirono e non tutto fu perduto. Chi doveva salvarsi seppe dell’ imminente catastrofe e potè rifugiarsi nel sottosuolo grazie a misteriose città costruite apposta oppure migrare verso terre che avrebbero sofferto pochissimi danni come l’ Egitto. A pag. 109 dell’ opera “Viaggio a Shambhalla” gli autori Anne e Daniel Meurois-Givaudan durante una loro visita astrale a Shambhalla vengono condotti all’ interno di una di queste città sotterranee Atlantidee i cui abitanti, sacerdoti della Legge dell’ Uno, andarono a rifugiarsi proprio per non subire le conseguenze del diluvio che fece sprofondare Atlantide. Agli inizi del XX secolo un altra misteriosa città fu protagonista di avventure al limite dell’ incredibile vissute dal famosissimo Colonnello Fawcett. Di lui se ne persero le tracce nel Mato Grosso e benchè molte furono le spedizioni che vennero organizzate con l’ intento di trovarlo, nessuno lo vide mai più. Molte furono le dicerie sul suo conto, ma alla fin fine il mistero rimase. Inizialmente la misteriosa città di Fawcett, chiamata da Lui stesso “Z”, venne considerata nei suoi appunti come qualcosa di esistente e legata ad una qualche scomparsa civiltà ma già nel 1924 essa iniziò ad essere identificata con qualcosa che di razionale aveva ben poco. Infatti la città divenne sotterranea e legata ad Atlantide, sede di una delle “logge bianche” molto care alla Blavatsky il cui accesso era di tipo dimensionale e ben celato agli occhi dell’ uomo materiale. Cosa accadde a Fawcett tanto da fargli cambiare radicalmente opinione sulla misteriosa città? Non lo sapremo mai. Ciò non toglie che altri indizi ci giungono grazie all’ opera “I misteri del Tempio” di Leo e Viola Goldman. Nell’ opera viene raccontato un viaggio astrale proprio all’ interno di una misteriosa città sotterranea ubicata nel Mato Grosso chiamata Ibez. Sempre nel testo è riportata la nota secondo cui ci “vollero ben 4 cataclismi” per porre fine al caos e permettere che l’ evoluzione continuasse! Di quale mezzo i Signori di Shambhalla si servirono? Forse la risposta è leggibile nel volume “Atlantide” di Egidio Tullio e Anna Maria Mandelli. A pag. 46 si racconta di come colore che non sapevano si attivarono per costruire delle torri che avrebbero generato uno scudo energetico capace di fermare il potere distruttivo di un “asteroide” in rotta di collisione con il pianeta Terra! Vero o non vero lo lascio giudicare a Voi, chi è già sul sentiero della Luce e nel suo piccolo aiuta la “Possente Luce che attraversa il Cosmo” sa che è tutto vero. Attenti quindi a come consideriamo il nostro Pianeta. La nostra Terra è un essere vivente e come tale è legato ad una propria evoluzione spirituale – CON O SENZA DI NOI – e non ci saranno certo individui in grado di assoggettarla e sfruttarla per Loro più biechi bisogni. Vi invito tutti a prendere coscienza degli insegnamenti dell’ Uno, anch’ essi presenti nelle tavole appena esposte.:

Non essere orgoglioso, o uomo, della tua saggezza, parla con l’ ignorante cosi’ come il saggio. Se uno viene da te pieno di conoscenza, ascolta e tienine conto, perche’ la saggezza e’ in tutti. Non restare in silenzio quando qualcuno parla male della Verita’, come la luce del sole splende sopra di tutto. Perche’ colui che andrà al di sopra della Legge sara’ punito, perchè solamente attraverso la Legge viene la liberta’ degli uomini. Quindi non aver paura perchè la paura e’ una servitu’, una catena che lega gli uomini all’ oscurita’. Segui il tuo cuore durante la durata della tua vita. Fa piu’ di quanto ti e’ comandato. Quando tu hai guadagnato ricchezze, segui il tuo cuore, perche’ tutto questo e’ di nessun profitto se il cuore e’ stanco. Non ridurre il tempo di cio’ che segue il tuo cuore. E’ aborrito dell’ anima. Tu, oh, uomo, sei l’ aiutante di tuo fratello. Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.

Se sei puro di cuore, non aver paura. La Tavola XV potrebbe darti la chiave di accesso al regno di Shambhalla.

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Altrogiornale.org

La Terra è cava! Questa l’incredibile affermazione che è possibile leggere in una lettera datata 20 Aprile 1947 a firma di un certo Unger Karl allora a bordo dell’ U-boot 209 nazista comandato da Heinrich Brodda. La lettera in questione in possesso di Rodney Cluff è spesso apparsa in documentari poco diffusi come quelli trasmessi da UFO Tv. La lettera è seguita da una dettagliata documentazione inerente l’interno del nostro pianeta, cavo ovviamente, con foto e carte geografiche che darebbero la certezza sul fatto che i nazisti siano riusciti non solo a penetrare all’ interno del nostro pianeta ma anche a cartografarlo! La porta di accesso? Ovvio! Il polo Sud tra l’ altro cartografato senza ghiacci sempre secondo questa documentazione. Rieccoci dunque dinanzi al misterioso mito della Terra Cava, antico quanto l’ uomo e sempre più presente ai giorni nostri. Non è mia intenzione parlarvi per l’ennesima volta delle onde sismiche e delle loro anomalie, dell’ammiraglio Byrd e del suo (o suoi) viaggi all’ interno del nostro pianeta, delle controverse immagini satellitari ben note a tutti (serie ESSA-7 e successivi) o del racconto dello scrittore Emerson. Tralasciamo anche le innumerevoli storie legate alle migliaia di chilometri di gallerie che solcherebbero il nostro pianeta. Quello di cui vorrei parlare è una storia tutta italiana, alla quale non è stato dato un finale ma lascia intuire come tutto sia stato scritto così come molto andrebbe approfondito. Una storia alla cui base troviamo due episodi alquanto particolari: la scoperta della famosa mappa relativa alla terra cava disegnata dall’ artista Max Fyfield in un libro da parte mia (totalmente ignorante in materia all’ epoca dei fatti) e l’ avvistamento di un UFO nel lontano 1990 uscente dal Monte Epomeo in Ischia. Cos’avrebbero in comune queste due cose? All’ apparenza aniente se non fosse che……Ma andiamo con ordine. Fin dal tempo delle colonizzazioni greco-romane Ischia è stata considerata uno dei luoghi in cui Zeus recluse Tifeo (o Tifone), nel nostro caso al di sotto del Monte Epomeo. Nel 1588 il medico Giulio Jasolino nel suo “Dè rimedi naturali che sono nell’ isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” ricordò che (in Cilicia secondo alcuni e in Ischia secondo altri):

“nel monte esservi un profondissimo antro ombroso per spazio di due miglia, e cinquecento miglia dè boschi, e molto dilettevole per lo mormorìo dè ruscelli. Indi dopo così lunga discesa si scopre un’ altra spelonca, la quale nell’ incontro già oscura, ha un tempio consacrato a Giove, poi nell’ ultimo dell’ andito gli abitatori affermano esservi il letto di Tifone.”

Ebbene sulla mappa di Fyfield un particolare catturò la mia attenzione: era raffigurato il Monte Epomeo in virtù del fatto che esso sarebbe nientemeno che un entrata principale alle terre interne. Da esso partirebbe una galleria che porterebbe all’ interno del pianeta caratterizzata dall’ avere un enorme caverna a circa metà strada. Ebbene iniziai ad indagare su tutto ciò, cercando di capire se la descrizione data dallo Jasolino potesse essere in realtà tale galleria il cui ricordo si è perso nella notte dei tempi. Da allora fui testimone di decine e decine di avvistamenti UFO ed USO in terra ischitana la maggior parte dei quali uscenti o entranti dall’ Epomeo. Cosa bizzarra fu il fatto che quasi tutti gli UFO erano caratterizzati dall’ avere un colore rosso rubino i cui avvistamenti avvenivano quasi sempre di notte. Negli anni che seguirono quel 1990 fui testimone anche di un incontro ravvicinato del terzo tipo lungo le pendici del Monte Epomeo, luogo tra l’ altro ben noto agli isolani a causa dei misteriosi fenomeni che vi avvengono.

Come potevano essere collegati tutte queste esperienze con Tifeo e la misteriosa mappa di Fyfield? La risposta prese forma quando, nel 2004, in maniera del tutto fortuita appresi da un ancor più misterioso individuo che l’ Epomeo nasconderebbe per oltre 700 metri di profondità al suo interno un enorme base sviluppata su più livelli le cui antenne di copertura Nato visibili a tutti sarebbero la parte terminante. Faticai non poco per accettare una tale realtà ma mi venne detto che gli UFO che spesso si avvistavano fungevano proprio da mezzo di trasporto per chi si recava o lasciava la base! Com’ era possibile che potesse esistere una cosa del genere? Dovetti convincere prima me stesso e a tal fine lessi più volte le ricerche di Richard Sauder. Non solo tutto ciò era più che possibile ma mi resi conto che le risposte più dettagliate, sebbene provenienti da campi tutt’ altro che appartenenti alla scienza ortodossa, erano alla portata di tutti anche se più incredibili dei fatti esaminati. Feci così conoscenza dei già noti testi su Agarthi a firma di Ossendowski, Paglialunga, Guènon, Blawatsky, Roerich, Saint-Yves d’ Alveydre e Meurois-Givaudan a cui affiancai le canalizzazioni Lemuriane e la testimonianza di Billie Faye Woodward, gli studi di Sitchin e le esperienze di Maurizio Cavallo. Riuscì a mettere insieme diversi tasselli creandomi un quadro della situazione abbastanza chiaro ma il mio cervello razionalista aveva bisogno di prove ben più consistenti e iniziai ad averle proprio nell’ istante in cui feci la mia prima esperienza di viaggio astrale anche se da allora non ebbi più modo di continuare. Ciò mi convinse che la scienza, almeno quella ufficiale, è lontana anni luce da certi fenomeni. Successivamente, qualora l’ esistenza della base nell’ Epomeo dovesse essere reale, decisi di adattare all’ isola l’ esperimento mentale che lo scrittore T. Goodman raccontò nel suo libro “Base Terra”. Riuscì così a stabilire un contatto con entità extraterrestri seppur di breve durata.

Si era nel 2004. Negli anni a seguire iniziai ad effettuare ulteriori ricerche sull’ intero quadro, concentrandomi soprattutto su una piccola parte dell’ immensa bibliorgafia isolana alla ricerca di indizi riconducibili al mito della Terra Cava. Con mia somma gioia saltarono fuori testi come “Ischia l’isola dimenticata” di Kupfer Koberwitz o “La pietra cantante” di Bergsoe dove è possibile fare la conoscenza della misteriosa Grotta di Mavone o leggere di strani personaggi tra i quali la misteriosa rabdomande che asseriva, nel XIX secolo, di non voler andare per nessun motivo e per nessuna cifra al mondo al largo della spiaggia di Citara a causa dell’ esistenza di una misteriosa città sommersa…..E’ forse una coincidenza il fatto che proprio quella zona è stata al centro di numerosi avvistamenti USO? Probabilmente no. Gli avvistamenti proseguirono incessanti. Eccoci giunti al 2008. Enta in scena una sensitiva di fama internazionale. Per motivi sconosciuti giunse ad Ischia proprio per prendere contatto con chi abiterebbe l’ interno dell’ Epomeo. Ci recammo alle sue pendici, pochi amici fidati e dopo qualche minuto di raccoglimento il contatto arrivò. Apprendemmo che dal monte partirebbero gallerie sotterranee solcate da oggetti volanti, poi l’ammonimento…..vogliamo essere lasciati in pace. Da allora la situazione si “normalizza”. Gli avvistamenti UFO continuano lungo il versante sud occidentale dell’ isola dove sembra sia stata spostata l’ entrata alla misteriosa base. Nel 2010 la svolta. Un distinto signore si fece avanti raccontandomi di come venne prelevato da un enorme disco volante alle pendici del monte Epomeo e trasportato nell’ interno del pianeta. Esseri come noi, organizzati in armoniose città sotto un cielo roseo. Venne lasciato con una promessa.

Sarebbe stato prelevato qualora lo avesse richiesto al fine di abitare in mezzo a Loro. Lo stesso anno un episodio mi spinse a dare alle stampe il libro. Si era nel 2010 in Luglio. Dalla parete rocciosa posta proprio sul versante sud occidentale dell’ isola una flottiglia di oggetti colore rosso rubino prende il volo passando successivamente sul tetto di casa mia, direzione Vesuvio. Ne contai 9 ma la cosa incredibile fu che gli UFO volavano al di sotto delle nuvole…e quella sera pioveva, non potevano essere lanterne cinesi. La macchina fotografica digitale non ne volle sapere di funzionare, l’ amarezza fu tanta ma seppi che in quel periodo la stessa flottiglia venne filmata prima a Napoli e poi a Licola. Per quanto mi riguarda non ci sono dubbi, la stessa flottiglia sorvolò Napoli ripetutamente per quasi due anni! I napoletani dovevano sapere e ciò mi spinse alla pubblicazione. L’ allarmismo crea solo panico e terrore, soprtattutto se alimentato dai soliti personaggi. Preferisco pensare che il “Segno di Shambhala” così come riferì Roerich protegga Napoli e i suoi abitanti ed abbia progetti ancora ignoti per l’ intera area. L’organizzazione di Agartha è votata alla Luce ed è questo il messaggio che bisogna diffondere, non vi è nulla di sbagliato in ciò. Ed è forse per questo motivo che il famoso fisico Majorana secondo alcune ricerche mai smentite scomparve prima di arrivare a Napoli dalla nave “Il postale” grazie all’ aiuto di un disco volante riconducibile ad Agarthi dove tutt’ ora vivrebbe. Il famoso contattista Eugenio Siragusa rese noto anche una coordinata geografica dove secondo Lui Majorana venne prelevato. Io elaborai la mia coordinata in maniera diversa avvalendomi di un particolare ragionamento.

Tracciai una retta che univa il Monte Epomeo all’ Etna rappresentante un ipotetica galleria sotterranea e successivamente tracciai la rotta de “Il postale”. L’intersezione mi diede una coordinata i cui numeri primi erano coincidenti ai numeri che lo Sciascia, nella biografia del famoso fisico, ipotizzò essere due numeri lasciati intenzionalmente dal Majorana in due lettere da Lui scritte per uno scopo mai chiarito. Poteva esistere quindi una tale galleria? Probabilmente si visto che lo stesso Siragusa affermò di essere arrivato a Napoli a mezzo di una galleria sotterranea in soli 4 minuti! La domande è dove arrivo? E come? Ma l’area napoletana offre molto di più. Secondo quanto asserì il vescovo Corrado di Querfurt cancelliere di Arrigo VI nel 1196 in una serie di epistole, tra due monti riuscì a penetrare in una misteriosa città sotterranea e venne costretto alla fuga perchè essa era protetta da immagini fatte di aria armate di spada e frecce! Un ologramma? Il Querfurt asserì che questa città era ubicata in Ischia anche se, sempre in Ischia, collocò le famose anime penitenti leggenda questa per tradizione associata ai Campi Flegrei. Possibile che ci fu uno sbaglio? Se così fosse allora il monte in questione sarebbe il già famoso Monte Barbaro (Mons Barbarus) in Pozzuoli dove già Vigilio Mago si recò in compagnia del suo discepolo Philomeno. All’ interno di questa città, sotto la testa del centauro Chironte,

Virgilio trovò un misterioso libro che lo rese sapiente in tutte le cose e grazie al quale operò i molteplici miracoli che le leggende napoletane ci hanno tramandato. Successivamente sul misterioso libro scrissero Gervasio da Tilbury nel suo “Otia Imperialia” libro III, 112 – Le ossa di Giuseppe e la pecora e Giovanni da Salisbury nel suo “Polycraticu”. In entrambi si legge di come il libro venne cercato e trovato insieme alle ossa di Virgilio. Siamo nel XIII secolo. Dopo una serie di vicissitudini sembra che del libro se ne persero le tracce in ambiente ecclesiastico. Se tutto ciò fosse vero, allora Virgilio si avvalse di discepoli fidati per farsi seppellire, stando alla leggenda, all’ interno di un monte e ciò sembra far ipotizzare l’esistenza di una qualche società segreta a cui Egli stesso appartenne. Ciò spiegherebbe anche come mai strani personaggi conoscevano l’esistenza del sepolco e di conseguenza l’ esistenza del misterioso libro tra l’ altro seppellito insieme a Virgilio. Possibile che Virgilio stesso già conosceva l’ esistenza di una città sotterranea in territorio napoletano? Se così fosse, assurdo per assurdo, è logico ipotizzare che queste antiche conoscenze si siano tramandate fino ai giorni nostri. Taluni ipotizzano a mezzo del Principe Raimondo di Sangro e del suo Ordine Osirideo Egizio, arrivando ad identificare la misteriosa “Arcadia” proprio con la misteriosa città di Virgilio. Non dimentichiamoci che lo stesso Eugenio Siragusa definiva Virgilio una sorta di “mutante” con compiti molto particolari uno dei quali quello di acompagnare Dante nel suo viaggio il cui resoconto, in maniera allegorica, è la ben nota Divina Commedia. Se a ciò aggiungessimo il fatto che il Principe Raimondo di Sangro secondo la tradizione fu uno dei pochissimi a cui venne dato il privilegio di poter accedere ai “Libri maledetti” Vaticani ecco che il quadro della situazione diviene ancora più misterioso…….E’ mia opinione che al di sotto dell’ intera area napoletana siano ubicate più centri sotterranei collegati a mezzo gallerie che a loro volta collegherebbero il tutto alla rete sotterranea di Agartha.

Ma come è possibile tutto ciò? A questa domanda può rispondere quasi sicuramente un signore di nome Douglas Dietrich. E’ un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica non ricorda nulla. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti sensibili tra i quali documenti top secret a carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web 

Delle tante informazioni rilasciate da Douglas certamente quelle a seguito dell’ intervista rilasciata alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile di quest’ anno ci lascia senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione. Ripercorriamo insieme le informazioni da me estrapolate dalla seconda parte dell’ intervista (l’ intervista è composta da tre parti di cui solo le prime due sono state date alle stampe). La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati cosa questa che avvenne senza interpellare il governo, a cui fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde!

Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.

Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in quest’ articolo. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua così come vi erano giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra. Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!
La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi! alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni metereologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ unterland avrebbe delle “entrate” come quelle in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump. In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante. Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve articolo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti avranno intrapreso strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..

Ecco allora come l’ esistenza di un Unterland napoletano assume contorni più reali. Un enorme spazio sotterraneo in cui si sono sviluppate strutture sotteranee a cui pochi eletti hanno avuto accesso nel corso dei secoli. Nulla di riconducibile ai Nazisti a mio parere, anche perchè non tutti gli Unterland sono stati da loro colonizzati, molti appartengono alla rete di Agartha. Se tutto ciò fosse pari al vero allora possiamo spiegare l’ enorme antro presente sulla mappa di Fyfield e la descrizione che fece Giulio Iasolino nel suo De Rimedi. Ovviamente potete prendete tutto ciò come un articolato racconto di fantasia….oppure no, a voi la scelta ma prima di prendere qualsiasi decisione vi invito alla lettura di quanto apparve sulle pagine de “Il Giornale” di martedì 6 luglio 2010 in cui si parlerebbe di una strana storia tutta italiana dove il protagonista sarebbe nientemeno che Ettore Majorana e una sua misteriosa macchina ai positroni in grado di produrre energia a costo zero. Realtà o finzione? Oserei dire realtà visto le innumerevoli prove a favore del caso. Ciò non toglie che una macchina del genere, che ad oggi non siamo in grado di costruire, sia stata studiata e testata in un qualche laboratorio con apparecchiature di cui non immaginiamo nenache la forma e il funzionamento. Possibile che i nostri fratelli dell’ interno siano in realtà più presenti che mai? Una cosa è certa. L’ intera vicenda ha fatto riaprire il caso Majorana. Ad oggi, Gennaio 2013, gli avvistamenti continuano sia interra ischitana che interra napoletana. E vi invito, così come venne detto a Roerich, di considerare questi UFO come il segno tangibile dell’ esistenza di Shamballa e del suo Signore, Luce per noi tutti.

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