Toth l’ Atlantideo e le sue Tavole – La legge dell’ Uno

Sono secoli che le famose Tavole Smeraldine di Toth l’ Atlantideo circolano tra Alchimisti ed esoteristi. Sebbene ad oggi non siamo in grado di affermare se esse siano autentiche o meno, risulta evidente che gli insegnamenti trasmessi sono di alta levatura morale e spirituale. Con questo articolo non è però mia intenzione postare l’ intero loro contenuto ma soffermarmi su alcune frasi che potrebbero essere lette in modo diverso se in possesso della giusta chiave. Quelle di cui ci occuperemo ora sono quelle pubblicate in forma ciclostilata nel 1930 dal Dr. Maurice Doreal. Il personaggio in questione, circondato da un alone di mistero, sembra essere Claude Doggins (Fonte: Esopedia) che fu capo della “Fratellanza del Tempio Bianco”. Stando a quanto riferiva, la sua conoscenza proveniva dai membri della “Gran Loggia dei Maestri” , Illuminati dediti in maniera più o meno silenziosa all’ evoluzione spirituale dell’ umanità. Il testo è composto da XV tavole e nella Tavola I il Toth Atlantideo inizia con il descrivere la potenza di Atlantide. Stando al racconto, la storia di Toth inizierebbe quando Atlantide era ancora formata da 10 isole. Appare evidente il fatti che Toth impari in giovane età la tecnica del viaggio astrale, la qual cosa gli permise di varcare i confini materiali del nostro mondo rendendolo consapevole della grandiosità dell’ infinito tutto. Il racconto continua. I Signori della Luce presero per dimora “ampi spazi sotto la crosta terrestre”, spazi lontani dai figli degli uomini…. Toth venne condotto nella misteriosa “sala degli Amenti” grazie al misterioso “Abitante del Tempio” anch’esso uno dei già citati figli della Luce. E’ nella Tavola III che possiamo leggere riguardo la sua ubicazione: “In profondità sotto la crosta della Terra” ed è lì che sembra arrivino le fiamme degli uomini, chiara allusione allo spirito disincarnato alla morte. Tutto ciò sembra confermare quanto Eugenio Siragusa asserì in una nota intervista e cioè che Paradiso, Purgatorio ed Inferno andrebbero ricercati nelle profondità del nostro Pianeta, identificando Virgilio come un Illuminato che ebbe tra i suoi compiti quello di condurre Dante lungo il suo viaggio che poi sfociò, in maniera allegorica, nella famosa Divina Commedia. La lettura delle tavole risulta molto interessante soprattutto quando leggiamo in merito ad Atlantide, ai suoi esuli ed alla costruzione della Grande Piramide. Fin quì all’ occhio di chi sà già risulta evidente il fatto che Toth l’ Atlantideo parli di viaggi astrali e dimensionali ma anche di una realtà ben precisa sotto i nostri piedi riconducibile ad Agarthi ed ai Figli della Luce – i Signori di Venere – di cui tante volte abbiamo già parlato. Ma è nella tavola V che l’ Atlantideo racconta un capitolo della nostra vera storia poco conosciuto da molti. Si parla della causa che distrusse Atlantide! Rileggiamo le poche righe con una diversa chiave di lettura:

“[…] Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai vertici cadde dalla Luce nell’ oscurità. Loro diventarono orgogliosi per la loro conoscenza, orgogliosi del loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed aprirono la porta che conduceva in basso. Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla in alto dal basso. […] Aprirono poi, con la loro conoscenza, i percorsi proibiti all’ uomo. Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’ Abitante (UNO DEI FIGLI DELLA LUCE) stava nel Suo Agwanti, mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide (VIAGGIO ASTRALE? BILOCAZIONE?) Egli vide gli Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima ritornò di nuovo nel Suo corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo. Rapidamente l’ Abitante discese in profondità sotto la crosta della Terra alle Sale di Amenti (UNA DELLE REGIONI PIU’ SACRE DI AGARTHA). Quindi chiese che i Sette Signori impugnassero i poteri: cambiò l’ equilibrio della Terra. Ed Atlantide si inabissò sotto le onde oscure […].

Dal bellissimo libro “Luci della Grande Loggia Bianca” a firma di Michel Ciquet si legge a pag. 32 la stessa identica storia seppur meno particolareggiata. Infatti leggiamo che furono i Signori di Shambhalla a volere la distruzione di Atlantide e la distruzione “materiale” della Loggia Nera che prese il potere dell’ ulitma isola Atlantidea – l’ isola di Poseidone. Apprendiamo però che non tutti perirono e non tutto fu perduto. Chi doveva salvarsi seppe dell’ imminente catastrofe e potè rifugiarsi nel sottosuolo grazie a misteriose città costruite apposta oppure migrare verso terre che avrebbero sofferto pochissimi danni come l’ Egitto. A pag. 109 dell’ opera “Viaggio a Shambhalla” gli autori Anne e Daniel Meurois-Givaudan durante una loro visita astrale a Shambhalla vengono condotti all’ interno di una di queste città sotterranee Atlantidee i cui abitanti, sacerdoti della Legge dell’ Uno, andarono a rifugiarsi proprio per non subire le conseguenze del diluvio che fece sprofondare Atlantide. Agli inizi del XX secolo un altra misteriosa città fu protagonista di avventure al limite dell’ incredibile vissute dal famosissimo Colonnello Fawcett. Di lui se ne persero le tracce nel Mato Grosso e benchè molte furono le spedizioni che vennero organizzate con l’ intento di trovarlo, nessuno lo vide mai più. Molte furono le dicerie sul suo conto, ma alla fin fine il mistero rimase. Inizialmente la misteriosa città di Fawcett, chiamata da Lui stesso “Z”, venne considerata nei suoi appunti come qualcosa di esistente e legata ad una qualche scomparsa civiltà ma già nel 1924 essa iniziò ad essere identificata con qualcosa che di razionale aveva ben poco. Infatti la città divenne sotterranea e legata ad Atlantide, sede di una delle “logge bianche” molto care alla Blavatsky il cui accesso era di tipo dimensionale e ben celato agli occhi dell’ uomo materiale. Cosa accadde a Fawcett tanto da fargli cambiare radicalmente opinione sulla misteriosa città? Non lo sapremo mai. Ciò non toglie che altri indizi ci giungono grazie all’ opera “I misteri del Tempio” di Leo e Viola Goldman. Nell’ opera viene raccontato un viaggio astrale proprio all’ interno di una misteriosa città sotterranea ubicata nel Mato Grosso chiamata Ibez. Sempre nel testo è riportata la nota secondo cui ci “vollero ben 4 cataclismi” per porre fine al caos e permettere che l’ evoluzione continuasse! Di quale mezzo i Signori di Shambhalla si servirono? Forse la risposta è leggibile nel volume “Atlantide” di Egidio Tullio e Anna Maria Mandelli. A pag. 46 si racconta di come colore che non sapevano si attivarono per costruire delle torri che avrebbero generato uno scudo energetico capace di fermare il potere distruttivo di un “asteroide” in rotta di collisione con il pianeta Terra! Vero o non vero lo lascio giudicare a Voi, chi è già sul sentiero della Luce e nel suo piccolo aiuta la “Possente Luce che attraversa il Cosmo” sa che è tutto vero. Attenti quindi a come consideriamo il nostro Pianeta. La nostra Terra è un essere vivente e come tale è legato ad una propria evoluzione spirituale – CON O SENZA DI NOI – e non ci saranno certo individui in grado di assoggettarla e sfruttarla per Loro più biechi bisogni. Vi invito tutti a prendere coscienza degli insegnamenti dell’ Uno, anch’ essi presenti nelle tavole appena esposte.:

Non essere orgoglioso, o uomo, della tua saggezza, parla con l’ ignorante cosi’ come il saggio. Se uno viene da te pieno di conoscenza, ascolta e tienine conto, perche’ la saggezza e’ in tutti. Non restare in silenzio quando qualcuno parla male della Verita’, come la luce del sole splende sopra di tutto. Perche’ colui che andrà al di sopra della Legge sara’ punito, perchè solamente attraverso la Legge viene la liberta’ degli uomini. Quindi non aver paura perchè la paura e’ una servitu’, una catena che lega gli uomini all’ oscurita’. Segui il tuo cuore durante la durata della tua vita. Fa piu’ di quanto ti e’ comandato. Quando tu hai guadagnato ricchezze, segui il tuo cuore, perche’ tutto questo e’ di nessun profitto se il cuore e’ stanco. Non ridurre il tempo di cio’ che segue il tuo cuore. E’ aborrito dell’ anima. Tu, oh, uomo, sei l’ aiutante di tuo fratello. Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.

Se sei puro di cuore, non aver paura. La Tavola XV potrebbe darti la chiave di accesso al regno di Shambhalla.

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Altrogiornale.org

La Terra è cava! Questa l’incredibile affermazione che è possibile leggere in una lettera datata 20 Aprile 1947 a firma di un certo Unger Karl allora a bordo dell’ U-boot 209 nazista comandato da Heinrich Brodda. La lettera in questione in possesso di Rodney Cluff è spesso apparsa in documentari poco diffusi come quelli trasmessi da UFO Tv. La lettera è seguita da una dettagliata documentazione inerente l’interno del nostro pianeta, cavo ovviamente, con foto e carte geografiche che darebbero la certezza sul fatto che i nazisti siano riusciti non solo a penetrare all’ interno del nostro pianeta ma anche a cartografarlo! La porta di accesso? Ovvio! Il polo Sud tra l’ altro cartografato senza ghiacci sempre secondo questa documentazione. Rieccoci dunque dinanzi al misterioso mito della Terra Cava, antico quanto l’ uomo e sempre più presente ai giorni nostri. Non è mia intenzione parlarvi per l’ennesima volta delle onde sismiche e delle loro anomalie, dell’ammiraglio Byrd e del suo (o suoi) viaggi all’ interno del nostro pianeta, delle controverse immagini satellitari ben note a tutti (serie ESSA-7 e successivi) o del racconto dello scrittore Emerson. Tralasciamo anche le innumerevoli storie legate alle migliaia di chilometri di gallerie che solcherebbero il nostro pianeta. Quello di cui vorrei parlare è una storia tutta italiana, alla quale non è stato dato un finale ma lascia intuire come tutto sia stato scritto così come molto andrebbe approfondito. Una storia alla cui base troviamo due episodi alquanto particolari: la scoperta della famosa mappa relativa alla terra cava disegnata dall’ artista Max Fyfield in un libro da parte mia (totalmente ignorante in materia all’ epoca dei fatti) e l’ avvistamento di un UFO nel lontano 1990 uscente dal Monte Epomeo in Ischia. Cos’avrebbero in comune queste due cose? All’ apparenza aniente se non fosse che……Ma andiamo con ordine. Fin dal tempo delle colonizzazioni greco-romane Ischia è stata considerata uno dei luoghi in cui Zeus recluse Tifeo (o Tifone), nel nostro caso al di sotto del Monte Epomeo. Nel 1588 il medico Giulio Jasolino nel suo “Dè rimedi naturali che sono nell’ isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” ricordò che (in Cilicia secondo alcuni e in Ischia secondo altri):

“nel monte esservi un profondissimo antro ombroso per spazio di due miglia, e cinquecento miglia dè boschi, e molto dilettevole per lo mormorìo dè ruscelli. Indi dopo così lunga discesa si scopre un’ altra spelonca, la quale nell’ incontro già oscura, ha un tempio consacrato a Giove, poi nell’ ultimo dell’ andito gli abitatori affermano esservi il letto di Tifone.”

Ebbene sulla mappa di Fyfield un particolare catturò la mia attenzione: era raffigurato il Monte Epomeo in virtù del fatto che esso sarebbe nientemeno che un entrata principale alle terre interne. Da esso partirebbe una galleria che porterebbe all’ interno del pianeta caratterizzata dall’ avere un enorme caverna a circa metà strada. Ebbene iniziai ad indagare su tutto ciò, cercando di capire se la descrizione data dallo Jasolino potesse essere in realtà tale galleria il cui ricordo si è perso nella notte dei tempi. Da allora fui testimone di decine e decine di avvistamenti UFO ed USO in terra ischitana la maggior parte dei quali uscenti o entranti dall’ Epomeo. Cosa bizzarra fu il fatto che quasi tutti gli UFO erano caratterizzati dall’ avere un colore rosso rubino i cui avvistamenti avvenivano quasi sempre di notte. Negli anni che seguirono quel 1990 fui testimone anche di un incontro ravvicinato del terzo tipo lungo le pendici del Monte Epomeo, luogo tra l’ altro ben noto agli isolani a causa dei misteriosi fenomeni che vi avvengono.

Come potevano essere collegati tutte queste esperienze con Tifeo e la misteriosa mappa di Fyfield? La risposta prese forma quando, nel 2004, in maniera del tutto fortuita appresi da un ancor più misterioso individuo che l’ Epomeo nasconderebbe per oltre 700 metri di profondità al suo interno un enorme base sviluppata su più livelli le cui antenne di copertura Nato visibili a tutti sarebbero la parte terminante. Faticai non poco per accettare una tale realtà ma mi venne detto che gli UFO che spesso si avvistavano fungevano proprio da mezzo di trasporto per chi si recava o lasciava la base! Com’ era possibile che potesse esistere una cosa del genere? Dovetti convincere prima me stesso e a tal fine lessi più volte le ricerche di Richard Sauder. Non solo tutto ciò era più che possibile ma mi resi conto che le risposte più dettagliate, sebbene provenienti da campi tutt’ altro che appartenenti alla scienza ortodossa, erano alla portata di tutti anche se più incredibili dei fatti esaminati. Feci così conoscenza dei già noti testi su Agarthi a firma di Ossendowski, Paglialunga, Guènon, Blawatsky, Roerich, Saint-Yves d’ Alveydre e Meurois-Givaudan a cui affiancai le canalizzazioni Lemuriane e la testimonianza di Billie Faye Woodward, gli studi di Sitchin e le esperienze di Maurizio Cavallo. Riuscì a mettere insieme diversi tasselli creandomi un quadro della situazione abbastanza chiaro ma il mio cervello razionalista aveva bisogno di prove ben più consistenti e iniziai ad averle proprio nell’ istante in cui feci la mia prima esperienza di viaggio astrale anche se da allora non ebbi più modo di continuare. Ciò mi convinse che la scienza, almeno quella ufficiale, è lontana anni luce da certi fenomeni. Successivamente, qualora l’ esistenza della base nell’ Epomeo dovesse essere reale, decisi di adattare all’ isola l’ esperimento mentale che lo scrittore T. Goodman raccontò nel suo libro “Base Terra”. Riuscì così a stabilire un contatto con entità extraterrestri seppur di breve durata.

Si era nel 2004. Negli anni a seguire iniziai ad effettuare ulteriori ricerche sull’ intero quadro, concentrandomi soprattutto su una piccola parte dell’ immensa bibliorgafia isolana alla ricerca di indizi riconducibili al mito della Terra Cava. Con mia somma gioia saltarono fuori testi come “Ischia l’isola dimenticata” di Kupfer Koberwitz o “La pietra cantante” di Bergsoe dove è possibile fare la conoscenza della misteriosa Grotta di Mavone o leggere di strani personaggi tra i quali la misteriosa rabdomande che asseriva, nel XIX secolo, di non voler andare per nessun motivo e per nessuna cifra al mondo al largo della spiaggia di Citara a causa dell’ esistenza di una misteriosa città sommersa…..E’ forse una coincidenza il fatto che proprio quella zona è stata al centro di numerosi avvistamenti USO? Probabilmente no. Gli avvistamenti proseguirono incessanti. Eccoci giunti al 2008. Enta in scena una sensitiva di fama internazionale. Per motivi sconosciuti giunse ad Ischia proprio per prendere contatto con chi abiterebbe l’ interno dell’ Epomeo. Ci recammo alle sue pendici, pochi amici fidati e dopo qualche minuto di raccoglimento il contatto arrivò. Apprendemmo che dal monte partirebbero gallerie sotterranee solcate da oggetti volanti, poi l’ammonimento…..vogliamo essere lasciati in pace. Da allora la situazione si “normalizza”. Gli avvistamenti UFO continuano lungo il versante sud occidentale dell’ isola dove sembra sia stata spostata l’ entrata alla misteriosa base. Nel 2010 la svolta. Un distinto signore si fece avanti raccontandomi di come venne prelevato da un enorme disco volante alle pendici del monte Epomeo e trasportato nell’ interno del pianeta. Esseri come noi, organizzati in armoniose città sotto un cielo roseo. Venne lasciato con una promessa.

Sarebbe stato prelevato qualora lo avesse richiesto al fine di abitare in mezzo a Loro. Lo stesso anno un episodio mi spinse a dare alle stampe il libro. Si era nel 2010 in Luglio. Dalla parete rocciosa posta proprio sul versante sud occidentale dell’ isola una flottiglia di oggetti colore rosso rubino prende il volo passando successivamente sul tetto di casa mia, direzione Vesuvio. Ne contai 9 ma la cosa incredibile fu che gli UFO volavano al di sotto delle nuvole…e quella sera pioveva, non potevano essere lanterne cinesi. La macchina fotografica digitale non ne volle sapere di funzionare, l’ amarezza fu tanta ma seppi che in quel periodo la stessa flottiglia venne filmata prima a Napoli e poi a Licola. Per quanto mi riguarda non ci sono dubbi, la stessa flottiglia sorvolò Napoli ripetutamente per quasi due anni! I napoletani dovevano sapere e ciò mi spinse alla pubblicazione. L’ allarmismo crea solo panico e terrore, soprtattutto se alimentato dai soliti personaggi. Preferisco pensare che il “Segno di Shambhala” così come riferì Roerich protegga Napoli e i suoi abitanti ed abbia progetti ancora ignoti per l’ intera area. L’organizzazione di Agartha è votata alla Luce ed è questo il messaggio che bisogna diffondere, non vi è nulla di sbagliato in ciò. Ed è forse per questo motivo che il famoso fisico Majorana secondo alcune ricerche mai smentite scomparve prima di arrivare a Napoli dalla nave “Il postale” grazie all’ aiuto di un disco volante riconducibile ad Agarthi dove tutt’ ora vivrebbe. Il famoso contattista Eugenio Siragusa rese noto anche una coordinata geografica dove secondo Lui Majorana venne prelevato. Io elaborai la mia coordinata in maniera diversa avvalendomi di un particolare ragionamento.

Tracciai una retta che univa il Monte Epomeo all’ Etna rappresentante un ipotetica galleria sotterranea e successivamente tracciai la rotta de “Il postale”. L’intersezione mi diede una coordinata i cui numeri primi erano coincidenti ai numeri che lo Sciascia, nella biografia del famoso fisico, ipotizzò essere due numeri lasciati intenzionalmente dal Majorana in due lettere da Lui scritte per uno scopo mai chiarito. Poteva esistere quindi una tale galleria? Probabilmente si visto che lo stesso Siragusa affermò di essere arrivato a Napoli a mezzo di una galleria sotterranea in soli 4 minuti! La domande è dove arrivo? E come? Ma l’area napoletana offre molto di più. Secondo quanto asserì il vescovo Corrado di Querfurt cancelliere di Arrigo VI nel 1196 in una serie di epistole, tra due monti riuscì a penetrare in una misteriosa città sotterranea e venne costretto alla fuga perchè essa era protetta da immagini fatte di aria armate di spada e frecce! Un ologramma? Il Querfurt asserì che questa città era ubicata in Ischia anche se, sempre in Ischia, collocò le famose anime penitenti leggenda questa per tradizione associata ai Campi Flegrei. Possibile che ci fu uno sbaglio? Se così fosse allora il monte in questione sarebbe il già famoso Monte Barbaro (Mons Barbarus) in Pozzuoli dove già Vigilio Mago si recò in compagnia del suo discepolo Philomeno. All’ interno di questa città, sotto la testa del centauro Chironte,

Virgilio trovò un misterioso libro che lo rese sapiente in tutte le cose e grazie al quale operò i molteplici miracoli che le leggende napoletane ci hanno tramandato. Successivamente sul misterioso libro scrissero Gervasio da Tilbury nel suo “Otia Imperialia” libro III, 112 – Le ossa di Giuseppe e la pecora e Giovanni da Salisbury nel suo “Polycraticu”. In entrambi si legge di come il libro venne cercato e trovato insieme alle ossa di Virgilio. Siamo nel XIII secolo. Dopo una serie di vicissitudini sembra che del libro se ne persero le tracce in ambiente ecclesiastico. Se tutto ciò fosse vero, allora Virgilio si avvalse di discepoli fidati per farsi seppellire, stando alla leggenda, all’ interno di un monte e ciò sembra far ipotizzare l’esistenza di una qualche società segreta a cui Egli stesso appartenne. Ciò spiegherebbe anche come mai strani personaggi conoscevano l’esistenza del sepolco e di conseguenza l’ esistenza del misterioso libro tra l’ altro seppellito insieme a Virgilio. Possibile che Virgilio stesso già conosceva l’ esistenza di una città sotterranea in territorio napoletano? Se così fosse, assurdo per assurdo, è logico ipotizzare che queste antiche conoscenze si siano tramandate fino ai giorni nostri. Taluni ipotizzano a mezzo del Principe Raimondo di Sangro e del suo Ordine Osirideo Egizio, arrivando ad identificare la misteriosa “Arcadia” proprio con la misteriosa città di Virgilio. Non dimentichiamoci che lo stesso Eugenio Siragusa definiva Virgilio una sorta di “mutante” con compiti molto particolari uno dei quali quello di acompagnare Dante nel suo viaggio il cui resoconto, in maniera allegorica, è la ben nota Divina Commedia. Se a ciò aggiungessimo il fatto che il Principe Raimondo di Sangro secondo la tradizione fu uno dei pochissimi a cui venne dato il privilegio di poter accedere ai “Libri maledetti” Vaticani ecco che il quadro della situazione diviene ancora più misterioso…….E’ mia opinione che al di sotto dell’ intera area napoletana siano ubicate più centri sotterranei collegati a mezzo gallerie che a loro volta collegherebbero il tutto alla rete sotterranea di Agartha.

Ma come è possibile tutto ciò? A questa domanda può rispondere quasi sicuramente un signore di nome Douglas Dietrich. E’ un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica non ricorda nulla. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti sensibili tra i quali documenti top secret a carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web 

Delle tante informazioni rilasciate da Douglas certamente quelle a seguito dell’ intervista rilasciata alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile di quest’ anno ci lascia senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione. Ripercorriamo insieme le informazioni da me estrapolate dalla seconda parte dell’ intervista (l’ intervista è composta da tre parti di cui solo le prime due sono state date alle stampe). La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati cosa questa che avvenne senza interpellare il governo, a cui fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde!

Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.

Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in quest’ articolo. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua così come vi erano giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra. Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!
La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi! alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni metereologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ unterland avrebbe delle “entrate” come quelle in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump. In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante. Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve articolo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti avranno intrapreso strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..

Ecco allora come l’ esistenza di un Unterland napoletano assume contorni più reali. Un enorme spazio sotterraneo in cui si sono sviluppate strutture sotteranee a cui pochi eletti hanno avuto accesso nel corso dei secoli. Nulla di riconducibile ai Nazisti a mio parere, anche perchè non tutti gli Unterland sono stati da loro colonizzati, molti appartengono alla rete di Agartha. Se tutto ciò fosse pari al vero allora possiamo spiegare l’ enorme antro presente sulla mappa di Fyfield e la descrizione che fece Giulio Iasolino nel suo De Rimedi. Ovviamente potete prendete tutto ciò come un articolato racconto di fantasia….oppure no, a voi la scelta ma prima di prendere qualsiasi decisione vi invito alla lettura di quanto apparve sulle pagine de “Il Giornale” di martedì 6 luglio 2010 in cui si parlerebbe di una strana storia tutta italiana dove il protagonista sarebbe nientemeno che Ettore Majorana e una sua misteriosa macchina ai positroni in grado di produrre energia a costo zero. Realtà o finzione? Oserei dire realtà visto le innumerevoli prove a favore del caso. Ciò non toglie che una macchina del genere, che ad oggi non siamo in grado di costruire, sia stata studiata e testata in un qualche laboratorio con apparecchiature di cui non immaginiamo nenache la forma e il funzionamento. Possibile che i nostri fratelli dell’ interno siano in realtà più presenti che mai? Una cosa è certa. L’ intera vicenda ha fatto riaprire il caso Majorana. Ad oggi, Gennaio 2013, gli avvistamenti continuano sia interra ischitana che interra napoletana. E vi invito, così come venne detto a Roerich, di considerare questi UFO come il segno tangibile dell’ esistenza di Shamballa e del suo Signore, Luce per noi tutti.

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Città sotterranee

Tra i tanti personaggi illustri dei secoli scorsi, quello che da sempre mi ha affascinato è John Dee. Non è mia intenzione in queste poche righe approfondire o ricordare quanto si può apprendere in modo più dettagliato da altre fonti più autorevoli, bensì analizzare alcune Sue idee alquanto particolari. Infatti secondo il nostro scienziato (e ricordo che siamo nel XVI secolo) la Terra non sarebbe perfettamente rotonda bensì composta da alcune sfere tangenti fra di loro lungo dimensioni diverse. Immaginiamo il nostro Pianeta come una bolla di sapone sulla cui superficie, in maniera più o meno estesa, altre bolle di sapone intersecherebbero la sua superficie sia esternamente che internamente ovviamente considerando reale la possibilità di un universo multidimensionale! Ebbene, Dee ne fu talmente convinto tanto da supplicare ripetutamente la Regina Elisabetta ad intraprendere azioni di conquista nei confronti della Groenlandia da Lui considerata una terra estesa in maniera continua lungo altre dimensioni. Ciò avrebbe dato alla Regina un territorio con una superficie spropositata. Altra affermazione “curiosa” di Dee fu la sua convinzione del fatto che costruire macchine totalmente automatiche che faranno tutto il lavoro dell’ uomo è possibile e ben presto realizzabile. Cosa incredibile fu che, secondo lo stesso Dee, tali macchine nel 1585 furono già realizzate! Cosa aveva visto Dee? Ma soprattutto dove? Andando ancora più indietro nel tempo incontriamo il filosofo inglese Ruggero Bacone. Siamo nel XIII secolo. Nella sua “Epistolae de secretis operibus” si può leggere:

” Vi saranno imbarcazioni senza uomini che remano. Le grandi navi utilizzate per la navigazione fluviale e marina avranno bisogno di un solo capitano, e queste imbarcazioni saranno comunque più veloci di tutte le navi azionate da molti uomini. Ci saranno veicoli in grado di muoversi con immensa forza di propulsione senza animali da tiro. […] Ci saranno strumenti per volare, azionati da un uomo, che faranno ruotare qualcosa grazie a meccanismi intelligenti; questi meccanismi frusteranno l’ aria e con lai artificiali imiteranno il volo degli uccelli. Saranno estremamente utili anche strumenti in grado di sollevare e abbassare pesi enormi. Queste macchine sono state costruite nell’ antichità e di sicuro anche nella nostra era, forse per la sola eccezione delle macchine volanti che non ho visto e che, a quanto pare, nessun altro ha mai visto.

Il racconto è ancora lungo ma le domande sono tante. Dove Bacone apprese informazioni relative a queste macchine presenti un un remoto passato? Dove vide alcune di queste macchine nella sua epoca? Tenendo conto anche delle affermazioni di Dee sembra logico ipotizzare che da qualche parte siano state accessibili a pochissimi misteriosi luoghi ricchi di sapere e tecnologia. Ritonando poi sulle leggende Virgiliane, alla mente ritornano le misteriose invenzioni dello stesso Virgilio costruite a beneficio di Napoli e dei napoletani come la mosca d’ oro o il sagittario. Non credo assolutamente che si possano immaginare determinate idee o concetti. Ricordando il Siragusa, è possibile che la nostra storia sia stata segnata da misteriosi individui come Virgilio che il noto contattista, ricordiamolo, affermò essere un illuminato? Ricordo a tal proposito che la caratteristica principale legata ad un individuo chiamato “Illuminato” sarebbe la piena libertà di vita o di morte. Il non essere più legato alla nascita e alla morte in funzione di una ruota Karmica. E con “Illuminato” non intendo certo uno dei tanti individui che si definiscono tali nascosti dietro al fantomatico Nuovo Ordine Mondiale di cui spesso ascoltiamo notizie. Ritornando a noi e a presunti centri sotterranei, legati o non alla rete di Agartha, è interessante ricordare anche quanto si può apprendere dalle informazioni lasciate dall’ Entita Magister.

Secondo infatti Magister, nel solo Lazio esisterebbero innumerevoli centri sotterranei, i Kulmas, un tempo abitati e creati da entità extraterrestri scesi sul nostro Pianeta centinaia di migliaia di anni fa, quando il nostro paese era ben diverso. Molti di questi Kulmas, termine questo usato in maniera generale, esisterebbero tutt’ oggi e nasconderebbero tecnologie e documenti dei loro antichi occupanti.

Fantasia o realtà? Per ora non ci è dato saperlo.

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Sotto una piramide orientata alle stelle?

Erano mesi che volevo scrivere questa breve nota, fin da quando ho iniziato a leggere i libri Hancock e Bauval. Quale migliore occasione quindi per rispondere ai tanti che mi hanno fatto la seguente domanda :”Com’è possibile che i reali Borboni abbiano potuto costruire i tre edifici allineandoli alla cintura di orione se quest’ idea è stata elaborata solo in tempi moderni e dai ricercatori Hancock-Bouval?” Ebbene non c’è niente di più falso! E’ vero che le tre piramidi di Giza furono costruite secondo l’ allineamento alla cintura di Orione in tempi remoti (e NON dagli Egizi…) ma tale cosa non è stata scoperta dai due ricercatori. A prova di ciò basta leggere Jhon Milton e la sua poesia “Su Shakespeare” scritta nel 1630 per rendersi conto che già all’ epoca la cosa era ben risaputa:

 

Occorre forse al mio Shakespeare per le nobili sue ossa il sudore di generazioni in pietre accumulate?

O che giacciono sepolte le sue spoglie venerate sotto una piramide orientata alle stelle?

Caro figlio della memoria, grande erede della fama occorre forse al tuo nome una così debole testimonianza?

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Riflessioni

A pochi giorni dalla pupplicazione del mio recente articolo di cui sotto inerente il medaglione del film Vitriol, eccomi di nuovo con l’ intento di fare più luce su quanto scritto.

La soluzione che proposi del medaglione basa le sue fondamenta come avrete capito su due coordinate geografiche estrapolate dalla rotazione della stella. E’ da precisare però che dette coordinate rappresentano luoghi terrestri legati al nostro attuale ed internazionale ellissoide geodetico WGS84 in uso dalla metà degli anni 80 e frutto di rilevazioni satellitari GPS (per farla breve e semplice). Come mi fece notare un caro amico, non è possibile che tali coordinate siano legate alle tre strutture Borboniche quali l’ Albergo dei poveri, il Cimitero delle 366 fosse e il Chiostro di Poggioreale in quanto all’ epoca della loro costruzione (XVIII e XIX secolo) non vi potevano essere le conoscenze geodetiche attuali. Tra le altre cose all’ epoca probabilmente era usato il famoso ellissoide di Pierre Louis Moreau de Maupertuis (1698 – 1759) ben lontano dall’ attuale WGS84 e l’ orologiaio John Harrison (si era nel 1750) aveva da poco inventato il suo famosissimo cronometro grazie al quale si è potuto risolvere il problema del calcolo della longitudine). Come dicevamo, entrambi gli ellissoidi infatti sono caratterizzati da raggio equatoriale, raggio polare ed ellitticità iversa diversa. Con ciò non voglio dire che la soluzione da me proposta inizia a vacillare nella mia testa, anzi! Sono fermamente convinto che i tre edifici siano stati costruiti secondo l’ allineamento alla cintura di Orione, rimane però da rispondere ad un neo-nato interrogativo: “Quanto è vecchio il medaglione?”. Volendo rimanere con i piedi per terra, e considerando che alla fin fine le sue origini sono tutt’ altro che note, non lo considererei più vecchio di una trentina di anni in virtù proprio delle caratteristiche del WGS84. Se così non fosse allora dovrei “preoccuparmi” in quanto nel XVIII secolo vi era qualcuno in grado di determinare latitudine e longitudine di un luogo terrestre  con un approssimazione pari a come potremmo fare noi adesso! Ciò comporterebbe l’ esistenza di conoscenze tecnologiche segrete che ne permisero la  lalocalizzazione geodetica da noi conosciuta. Sebbene sia un interessante teoria (vedi a tal proposito le carte geografiche di Buache del XVIII secolo o di Oronteus Fineo del XVI secolo tanto per citarne un paio dove si riscontrano dettagli geografici impossibili per l’ epoca e per questo oggetto entrambe di numerose critiche) preferirei tenerla in secondo piano. Analizzando la storia dei tre edifici ci accorgiamo di come essi siano legati ai Borboni. Il real albergo dei poveri e il cimitero delle 366 fosse vennero voluti da Re Carlo III ai fini di un rinnovamento edilizio napoletano e per tale ragione chiamò a se l’ architetto Ferdinando Fuga. Non dimentichiamoci però degli stretti legami di amicizia tra il Re Carlo III e il Principe Raimondo di Sangro….. Diversa sorte invece toccò al Chiostro di Poggioreale. Iniziato su progetto di Francesco Maresca nel 1812, venne completato solo nel 1837 proprio grazie alla volontà di Re Ferdinando II. E’ possibile che i reali Borboni si siano tramandati un segreto progetto architettonico? Se ciò fosse vero, mi limiterei a credere che in un qualche modo a noi ignoto essi abbiano allineato i tre edifici alla cintura di orione o quanto meno dando ad esso questa forma. Le coordinate sono arrivate in seguito, in tempi moderni, magari al fine di creare un complesso rompicapo avente uno scopo ancora poco chiaro.

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La X e’ il punto dove “scavare” oppure….dove arrivare???

Da quando ebbi modo di assistere alla proiezione del film Vitriol l’ idea del medaglione e dei suoi segreti non è più andata via dalla testa. Oggi a distanza di un mese circa scrivo queste righe per dare nuovi spunti di riflessione in merito. Spero che le mie idee siano da aiuto a qualcuno. Andiamo con ordine.

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Senza ritornare sul come e dove è stato trovato (rimando al mio precedente articolo), il medaglione si presenta con una stella dal disegno alquanto particolare (secondo i reincarnati di Atlantide e senza scomodare i Realiani il simbolo in questione rappresenta i poteri ESP latenti in ognuno di noi e sviluppabili grazie alla pratica) in grado di ruotare grazie ad un piccolo perno centrale. Al di sotto della stella vi è un quadrato composto da una griglia numerica. La somma dei numeri di ciascuna riga o di ciascuna colonna dà sempre il numero 111. La stella è dotata di due buchi che lasciano intravedere una coppia di numeri nel momento in cui essa viene girata. Le punte della stella a loro volta danno una serie di numeri tra quelli che si trovano lungo la circonferenza del medaglione.

Analizzando la rotazione della stella sui suoi 360 gradi ci accorgiamo che sono possibili solo 4 coppie di numeri: 1-11 , 36-26 , 31-8 , 29-6. Solo due coppie sono utilizzabili in quanto le altre due in ogni caso portano ai medesimi risultati di cui sotto. La prima coppia di numeri è ottenuta dall’ indizio relativo alla vita di Adamo e alla sua collocazione nella bibbia che a rotazione avvenuta dà i numeri 40 – 52 -01 e 14 – 16 – 39. Tali numeri identificano la coordinata geografica del Cimitero delle 366 fosse. Ci rechiamo sul posto ed analizziamo l’ architettura dell’ edificio. Ci accorgiamo che i numeri 29 e 6 sono i numeri che ci interessano. Infatti corrispondono ai giorni di febbraio di un mese bisestile e al numero di fosse collocate nel perimetro coperto dell’ edificio. Tali numeri sul medaglione ci danno una seconda serie di numeri! Essi sono 40 – 52 – 14 e 14 – 17 – 31. Stesso gioco di prima e ci accorgiamo che i numeri corrispondono alle coordinate geografiche del Chiostro di Poggioreale monumentale edificio all’ interno dell’ omonimo cimitero. Carta geografica alla mano e ci si accorge che le due coordinate possono essere unite con una retta (ovvio) . Ma prolungando la retta verso Sud Ovest ci accorgiamo che essa passa esattamente sull’ Albergo Dei Poveri mastodontico edificio elaborato anch’ esso su progetto dell’ architetto Fuga. La geometria ci insegna che per tre punti passa una sola retta! Un caso? Non direi.

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Le stranezze non finiscono certo qui’, infatti non è il cortile allineato con il cimitero delle 366 fosse e il chiostro ad interessarci bensì quello centrale. Difatto ingrandendo la veduta aerea è evidentissima un enorme X….A questo punto la domanda nasce spontanea: “La X rappresenta il punto dove scavare o dove arrivare? A mio avviso l’ ipogeo del Chiostro di Poggioreale potrebbe nasconde l’ accesso ad una galleria sotterranea ben evidenziata in superficie ma all’ epoca dei fatti, in assenza di qualsiasi strumento elettronico, accorgersene e arrivare a queste considerazioni dal nulla era un impresa ardua. Prendete la mia conclusione come pura fantascienza, oppure no. A voi la scelta ma come mi fece notare il caro amico Marco non sarebbe la prima volta che “qualcuno” ci lascia un segno evidente della sua esistenza….

Le Parc Royal de Bruxelles

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V.I.T.R.I.O.L

Quando mia moglie mi disse che quella sera l’avrei accompagnata a vedere il film Vitriol, rimasi alquanto perplesso. Il titolo lasciava intravedere una trama certamente a carattere esoterico, ma la cosa che più mi intrigò fu il fatto che il film non sarebbe stata la solita “americanata”, anzi! Non avendone mai sentito parlare prima, mi informai all’ istante. Guardai con attenzione il trailer, la presenza di un attore isolano fu un motivo in più per andare a vederlo e l’argomento terra cava inserito all’ interno del film bastò per rendermi ansioso al punto giusto. Da anni seguo con attenzione questo argomento e quanti di voi mi conoscono sanno quanto tempo dedico alle mie ricerche. Quella sera ad essere sincero mi sarei aspettato in sala pochi curiosi ma dovetti ricredermi, la gente venne e rimase anche molto interessata agli argomenti affrontati nel film.

VITRIOL acronimo di Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem verrebbe tradotto con: “Visita l’ interno della terra per trovare la pietra nascosta”. Titolo questo sicuramente ben scelto vista la trama. Il film, per la regia di Francesco Afro De Falco, propone al pubblico una vera tesi di laurea incentrata su di un misterioso manufatto appartenente al misterioso Ordine Osirideo Egizio. Per rendere il tutto più interessante è da ricordare che il film in questione è un mokumentary in cui scene del film si alternano a reali riprese amatoriali relative alla ricerca in questione. La consulenza storico-esoterica è stata affidata a Luigi Braco già apprezzato grazie al suo sito www.iniziazioneantica.it e per quanti volessero approfondire gli argomenti trattati nel film rimando al sito in questione. Concludendo, benchè molti hanno etichettato il film come un prodotto di scarsa qualità e non è la mia opinione, invito alla sua visione. E’ un film che merita,sia perchè è stato girato grazie all’ impegno di un cast tutto under 30 sia per i contenuti proposti certamente non facili da gestire.

Passiamo subito alle mie considerazione sull’ intera vicenda. L’ Ordine Osirideo Egizio è stato e forse continua ad essere uno dei più misteriosi oridini segreti che la nostra storia conosca. Ad esso sono appartenuti personaggi alquanto particolari tutti in un modo o in un altro legati alla Terra Cava e ai segreti custoditi in essa. Da citare in primis il Conte di Sant-Germain che fu gran maestro iniziatore sia del Conte di San Severo che di Cagliostro. E terrei a precisare che il Conte di San Severo fu gran maestro dell’ Ordine Osirideo Egizio. Per chi volesse approfondire l’ argomento consiglio la lettura delle pagine di www.iniziazioneantica.it.

Sul Conte di Saint-Germain ritornerò in seguito con un articolo più dettagliato relativo alla fratellanza dei dodici e agli insegnamenti rilasciati nel corso dei secoli. Ritornando all’ O.O.E. il manufatto di cui si parla nel film è reale ed effettivamente composto da due parti che, se correttamente orientate, darebbero i numeri 40-52-01-14-16-39. Ovviamente il condizionale è d’ obbligo ma sono certo che essi rappresentino esattamente le coordinate geografiche del cimitero delle 366 fosse risalente al XVIII secolo così come interpretato nel film. Probabilmente all’ epoca in cui il manufatto veniva usato, bisognava provare effettivamente di poter “ricevere” ciò che era tenuto nascosto. Oggi bastano pochi secondi al PC per capire come questi numeri diano con precisione assoluta la posizione del cimitero. Si parlerebbe però (stando ad alcuni) di un manufatto composto da ben 4 parti (e non da 2) e ciò allungherebbe ulteriormente le ricerche in quanto se il cimitero fosse stato la meta di arrivo in cui cercare, ora con altri due indizi da scoprire la cosa diventerebbe molto più complicata. Ciò non toglie che il cimitero nasconderebbe qualcosa.

Costruito da Ferdinando Fuga, il cimitero è composto da 366 fosse caratterizzate da un lastrone di piperno numerato, una per ogni giorno dell’ anno (bisestile ovviamente). Nello spiazzo all’aperto ce ne sarebbero 19×19 . La fossa centrale del quadrato esterno lascia spazio al lampione. Lungo il perimetro coperto del cimitero prendono posto le rimanenti fosse. Dal mio punto di vista sarebbero tre i particolari “strani”. La fossa numero 366 relativa all’ anno bisestile è stata costruita della stessa grandezza delle altre e quindi in grado di contenere lo stesso numero di corpi (circa 120) cosa che in realtà non avveniva perchè i corpi da seppellire in quel giorno finivano quasi sempre nella fossa del giorno prima o in quella successiva; lo spazio centrale del lampione non convince e a finire rimarrebbero le fosse al coperto lungo il perimetro del quadrato. Cercherò di indagare in merito. Ritornando alle mie ricerche relative alla terra cava, è sempre stata  mia convinzione che nel sottosuolo di Napoli ci sarebbe un accesso ad una zona dell’ UNTERLAND di cui parlai in un precedente articolo e con ciò mi riferisco ad uno spazio sotterraneo appartenente però alla rete di Agarthi. La città sotto il Monte Barbaro potrebbe esistere al suo interno e potrebbe essere in comunicazione con il Monte Epomeo. Non dimentichiamoci che stando alla mappa disegnata da Max Fyfiled della terra cava, l’ enorme spazio che si troverebbe proprio sotto il Monte Epomeo sarebbe abbastanza grande per coprire l’intera area Napoletana. Ovviamente si parla di un qualcosa posto a decine e decine di chilometri al di sotto della superficie terrestre. Tutto ciò può essere solo frutto di fantasia? Secondo le mie ricerche no. Già in passato analizzai la questione del libro magico di Virgilio e solo accettando l’esistenza di una società segreta che si è tramandata “determinate” informazioni possiamo accettare il fatto che nel XII secolo qualcuno sapeva l’ esatta ubicazione della tomba di virgilio e relativo libro all’ interno di un monte (vedi il racconto di Giovanni da Salisbury). Qualcuno si prese la briga di seppellirlo nelle viscere di una montagna e stando ai racconti successivi il libro è molto più reale di quanto si pensi. Se tutto ciò fosse vero anche la misteriosa città posta nelle viscere del Monte Barbaro di cui prima potrebbe esistere e non dimentichiamoci che Corrado di Querfurt sembra ci arrivò,ma la trovò difesa “da immagini fatte d’aria armate di arco e spade”….Terrei a ricordare che il Conte di San Severo fu l’unico da noi conosciuto ad aver avuto libero accesso a tutti i libri “maledetti” conservati dal Vaticano tra i quali si suppone ci sia quello di Virgilio.

Non mi sorprenderei se venissi a sapere che una società segreta si sia tramandata per secoli conoscenze segrete destinate a poche persone, magari accettandole dopo che esse intrapresero una personale purificazione interiore. Uomini come Virgilio o il misterioso Ludowicus di cui parlò Giovanni da Salisbury potrebbero essere appartenuti alla stessa società segreta, come altri personaggi noti e meno noti della nostra storia come il Conte di San Severo o il Misterioso Cagliostro. Molti raccontano di entrate a mondi sotterranei, sia fisiche che dimensionali ma per tutte vale sempre lo stesso ammonimento: nessun uomo non puro di spirito può avvicinarsi al regno di Agarthi, l’inaccessibile.

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Unterland

Forse a molti di voi Douglas Dietrich non dice nulla, è un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica non ricorda nulla. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti  sensibili tra i quali documenti top secret a carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web www.douglasdietrich.com

Delle tante informazioni rilasciate da Douglas certamente quelle a seguito dell’ intervista rilasciata alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile di quest’ anno ci lascia senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione. Ripercorriamo insieme le informazioni da me estrapolate dalla seconda parte dell’ intervista (l’ intervista è composta da tre parti di cui solo le prime due sono state date alle stampe).

La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati cosa questa che avvenne senza interpellare il governo, a cui fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde! Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.

Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in quest’ articolo. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua così come vi erano giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra. Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!

La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi! alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni metereologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ unterland avrebbe delle “entrate” come quelle in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump. In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante. Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve articolo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti avranno intrapreso strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..

 

 

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I video

Colgo occasione per ringraziare coloro che ieri sera mi hanno “sopportato” alla presentazione del mio libro. La presentazione prevedeva anche la proiezione di materiale fotografico e probabilmente anche di materiale video. Ed è proprio di questi video che vorrei parlarVi oggi. Nel Luglio 2010 ebbi la fortuna di assistere al passaggio di una piccola flottiglia di UFO. Si era in Succhivo d’ Ischia e la cosa più incredibile fu il fatto che questi oggetti uscirono letteralmente dal costone di roccia della Scannella in Panza d’ Ischia, località quest’ ultima dove vi sarebbe una misteriosa entrata/uscita occulta di questi UFO. Gli stessi oggetti volanti, sempre in gruppo, vennero avvistati e filmati a Napoli e Licola in un periodo molto vicino a quello in cui ebbi il mio avvistamento. Ho provato svariate volte a contattare gli autori dei due video, ma senza alcuna risposta. Ho deciso di postarli ugualmente così da dare una risposta in primis agli autori del video seppur indirettamente e successivamente dare un “qualcosa” da vedere a Voi tutti.

Nel video di cui sopra, è evidente come un elicottero sconosciuto sia interessato a questi oggetti volanti. Nel secondo video, il cui collegamento è postato in basso, gli oggetti volanti si mantengono al di sotto delle nuvole e di conseguenza sono soggetti alla pioggia cadente ragion per cui non possono essere lanterne cinesi.

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Ettore Majorana e la free energy

Nuovi particolari sul caso Majorana sarebbero venuti alla luce grazie ad un intricata e misteriosa storia raccontata grazie alle pagine de “Il Giornale” di martedì 6 luglio 2010 il cui articolo è facilmente reperibile in internet. L’ intera vicenda ebbe molta pubblicità grazie ad una servizio all’ interno di puntata della nota trasmissione “Mistero” andata in onda quest’ anno su una delle emittenti Mediaset. La storia, già di per se misteriosa e incredibile, mi ha dato modo di fare alcune personali riflessioni inerenti la famosa scomparsa di Majorana le cui indagini sembra siano state riprese proprio a seguito dell’ intera vicenda. Ma andiamo con ordine. Alla base di tutto ci sarebbe una misteriosa macchina in grado di dissolvere la materia rilasciando un immane quantità di calore. Questa macchina, negli anni ’70, venne sottoposta all’ attenzione del governo Andreotti il quale incaricò il Prof. Ezio Clementel allora presidente del CEN (Comitato per l’ energia nucleare) di effettuare i dovuti test. (per i dettagli rimando all’ articolo in questione).  Ulteriori particolari della vicenda sono leggibili in un libro “Il caso Majorana” a firma di Erasmo Recami. Nel testo si racconta di come il Dott. Rolando Pelizza (legato da un vincolo di parentela all’ autore del libro) abbia ricevuto in un arco temporale ampio oltre 10 anni lezioni di Fisica da un monaco, che tutti chiamavano il professore, all’ interno di un convento nel meridione d’ Italia. La Fisica di cui parliamo è qualcosa che ad oggi non ci appartiene ancora, in quanto anni dopo ha portato alla realizzazione della famosa macchina. In poche parole essa era (è) in grado di creare positroni dal vuoto assoluto e di annichilire la materia! Unica condizione imposta dal monaco fu quella di usare la macchina per soli scopi pacifici. Il monastero al centro della vicenda sarebbe proprio quello della Certosa di Serra San Bruno in Calabria. E molti sostennero tale tesi a cominciare dallo Sciascia e proseguendo con il giornalista Sharo Gambino. E molte sarebbero anche le dicerie che vorrebbero proprio all’ interno del monastero un monaco capace di risolvere calcoli complicatissimi; del resto anche durante la sua visita ufficiale alla certosa, Giovanni Paolo II ricordò che quella certosa accolse proprio Majorana, notizia subito smentita dai frati!

A quel convento bussò anche la madre di Majorana, Dorina Corso, ma il priore non volle farla entrare dicendole poi: “Ma Signore, se suo figlio è felice così, perchè lo cerca?”

La misteriosa macchina ora sarebbe al vaglio di un gruppo di ricercatori dell’ Università di Pavia guidati dal Prof. Sergio Ratti. Ma torniamo alle nostre ipotesi. Da tutta questa notizia la cosa certa è che chiunque abbia rilasciato le conoscenze per poter creare la macchina avesse un sapere a cui oggi non siamo ancora giunti. In poche parole la macchina non dovrebbe esistere, se poi pensassimo al fatto che la vicenda partì negli anni ’50…..Ma come è stato possibile portare avanti studi così complessi sui positroni e applicare il tutto ad un congegno? E in quali laboratori? Con quali apparecchiature? E’ evidente che i conti non tornano (Majorana o non Majorana).

Unico Italiano che ci fornì informazioni dettagliate “alquanto particolari” sulla vicenda Majorana fu Eugenio Siragusa che affermò senza ombra di dubbio che il Majorana avesse deciso di collaborare con l’ organizzazione di Agartha al fine di creare un radioso futuro al genere umano. Lo stesso Majorana venne visto più volte in compagnia di altri scienziati in prossimità di dischi volanti. Ovviamente tutto ciò non è dimostrabile ma è interessante tenerle a mente. Majorana sicuramente era la persona adatta a collaborare con Agarthi, aveva le doti giuste. Aveva visto le potenziali minacce che il nucleare avrebbe sviluppato e ciò andò sicuramente contro i suoi principi. Anche in questo caso Majorana sembrerebbe non essere legato a qualcuno in particolare e se fece perdere le tracce evidentemente capì che i suoi ideali sarebbero stati anche al di sopra degli stessi legami familiari. Penso infatti che Majorana abbia effettivamente frequentato il convento usandolo soprattutto come “avamposto” di superficie. E chi lo ospitò sempre a mio parere era al corrente di tutto ciò. In poche parole il Majorana donò intenzionalmente le sue conoscenze al mondo e scelse il luogo e i tempi giusti.

La vicenda è tutt’ altro che conclusa, ma non si pensi di trovare il Majorana nascosto da qualche parte. Se tanto mi dà tanto in ballo ci sono tecnologie e progetti aldilà della nostra umana comprensione. Chi vivrà vedrà.

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