Facciamo il punto della situazione

Alcuni lettori, piu’ di una volta mi hanno chiesto a mezzo mail di poter leggere in un solo articolo alcune informazioni che tempo addietro andai inserendo in precedenti articoli. Capisco che alcuni non sono pratici nell’ uso del computer e sebbene interessati l’ andare a ripescare i vecchi articoli potrebbe risultare difficoltoso. Non mi costa nulla accontentare tali richieste e di seguito posto in un solo articolo quanto richiesto:

Forse a molti di voi Douglas Dietrich non dice nulla, è un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica passa completamente indifferente almeno nel nostro continente. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti sensibili tra i quali molti erano top secret e di carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web www.douglasdietrich.com
Delle tante informazioni in possesso di  Douglas certamente quelle rilasciate durante l’ intervista alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile del 2012 ci lasciano senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione.
La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati. Al governo fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde! Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della Seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.
Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in queste righe. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua, così come si potrebbero trovare giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra.
Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!
La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi!
Alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni meteorologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ Unterland avrebbe delle “entrate” come quelle ubicate in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della Seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump e di cui accennai qualcosa nel capitolo dedicato all’ ammiraglio Byrd.
In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante.
Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve paragrafo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti abbiano imboccato strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..
Da quanto appena esposto si potrebbe rileggere con una diversa chiave di lettura il famoso diario dell’ ammiraglio Byrd. In esso, infatti, si può leggere che l’ ammiraglio venne salutato in tedesco, gli oggetti volanti discoidali erano contrassegnati da simboli simili alla svastica e la lingua con cui parlavano quelle genti era un inglese con accento tedesco. Possibile che Byrd si sia imbattuto in un gruppo di Tedeschi votati al “bene”? Questa appena esposta è un altra domanda a cui penso non avremo mai risposta. Per quanto riguarda l’ Unterland, rimasi alquanto perplesso nel leggere le caratteristiche di cui sarebbero dotate queste immense cavità sotterranee. Lo stesso Jules Verne nel suo “Viaggio al centro della Terra” parlò di enormi cavità sotterranee in cui i protagonisti del racconto si imbatterono durante la loro discesa verso il centro della Terra. In esse i protagonisti trovarono fauna, mari, flora e un sistema meteorologico indipendente dal mondo esterno. Ciò permise loro di ammirare nuvole e pioggia!
Tutta fantasia? Sembrerebbe di no. Quanti di noi hanno riso alla lettura di quel capitolo XXX? C’è chi non la pensa così e quanto detto poche righe prima sembra dare ragione a questi ultimi.
E proprio tra questi ultimi è da ricordare il ricercatore Michel Lamy che scrisse un saggio edito dalla Mediterranee nel quale afferma di avere sufficienti prove per considerare Verne un membro di una poco conosciuta società segreta. Seguendo il suo ragionamento, andrebbero riletti in maniera diversa le sue opere nelle quali sembrerebbe che Verne abbia nascosto centinai di indizi sui più svariati argomenti tra cui quello del misterioso caso di Rennes-le-Chateau. Se tutto ciò dovesse corrispondere a verità, cosa nasconderebbe l’ opera “Viaggio al centro della Terra”? Dal mio punto di vista il capitolo XXX potrebbe essere un chiaro esempio.
Chi mai crederebbe ad immense cavità sotterranee in cui è possibile trovare oceani, nubi e precipitazioni? Per non parlare del fantastico viaggio che alla fine porta i protagonisti fino a Stromboli….
Ad inizio ottobre di quest’ anno in rete, e più precisamente sul sito di http://terrarealtime.blogspot.it, è stata data una notizia che darebbe da pensare (e non poco).
In sintesi siamo in Cina e precisamente nella grotta “Er Wang Dong” nella provincia di Chongquing.
La grotta è stata esplorata per la prima volta da 15 speleologi americani e inglesi guidati da Robbie Stone dell’ università di Manchester. Cosa avrebbe di speciale questa grotta? Semplice!
E’ talmente grande da possedere un proprio meteo fatto da nuvole, pioggia e banchi di nebbia! Lì sotto tutto è immenso e gli speleologi ancora si chiedono se possano esistere anche altri luoghi del genere…
Abbiamo parlato dell’ Unterland e delle enormi cavità sotterranee presenti nel sottosuolo, ora è il momento di parlare della misteriosa operazione Highjump e dei suoi retroscena e lo faremo partendo da un intervista che ha dell’ incredibile.
L’ intervista in questione venne rilasciata alla giornalista investigativa di fama mondiale Linda Moulton Hove nel 1998 da un ex tenente dell’ Esercito degli Stati Uniti che all’ epoca dei fatti, negli anni cinquanta, lavorò per la CIA.
L’ intervista venne fatta dalla Moulton ad un anziano  signore americano che lei ribattezzò “Stain” oramai in pensione in pessimo stato di salute (probabilmente fu questo il motivo che che lo spinse a rilasciare ore ed ore di informazioni regolarmente registrate dalla giornalista).
Diamo insieme una lettura alle informazioni che più ci interessano.
Stain asserì che il famoso schianto avvenuto a Roswell nel New Mexico fu effettivamente lo schianto di un UFO e il Governo Americano ne era ben  a conoscenza insabbiando l’ accaduto per una serie di ragioni riguardanti anche la “sicurezza nazionale”. Ebbene, secondo Stain, quel giorno a Roswell non si schiantò un UFO di ignota origine bensì un UFO di fabbricazione Tedesca pilotato da umanoidi caratterizzati dall’ avere 6 dita. Il Governo Americano arrivò a quella conclusione grazie ad una serie di particolari mai divulgati che i militari trovarono all’ interno dell’ abitacolo. Cosa ci facessero degli umanoidi extraterrestri in un UFO di costruzione Tedesca non si seppe mai o almeno Stain non lesse mai niente in merito. Dai rapporti in suo possesso apprese solo che già dall’ inizio della Seconda Guerra Mondiale quella razza aliena era in contatto con i Nazisti e li aiutavano a fabbricare dischi volanti. Il disco precipitò perchè si scoprì che gli apparati radar Americani in zona erano fonte di disturbo per quel modello di disco che in seguito venne perfezionato. Il Governo Americano tutto ciò lo venne a sapere in seguito ma non seppe mai perchè il Governo Nazista in possesso di simili armi e mezzi non conquistò il pianeta. Ricordiamo infatti che di questi dischi volanti nazisti non venne trovata alcuna traccia alla fine della guerra in Geramania. Si seppe in seguito che Hitler non volle correre rischi e decise di trasferirli nella base segreta Antartica prima che la guerra entrasse nel vivo. Stain precisò che furono gli alieni a non volere l’ uso di quelle macchine durante la Seconda Guerra Mondiale e furono sempre loro che vietarono ad Hitler di usarle per conquistare il mondo. Si seppe inoltre che gli alieni  che collaborarono con i Tedeschi alla realizzazione di quei dischi volanti vennero inizialmente contattati dalla misteriosa società segreta “Vril”. Ma la faccenda rimase avvolta nel mistero così come lo è al giorno d’ oggi. Ma ritorniamo a Stain.
Nel 1947 con l’ operazione denominata Highjump si cercò di affrontare i Nazisti presenti nelle base Antartica con i mezzi già descritti ma fu un vero e proprio massacro. Gli aerei Americani non erano minimamente in grado di contrastare dischi volanti di quel tipo per di più armati con armi laser e capaci di compiere incredibili manovre aeree al limite dell’ impossibile (quelli che poi vennero conosciuti con il nome di Flugelrad). In pratica non si riuscì nemmeno ad abbatterne uno! Quanto accadde dopo è facilmente immaginabile. Il Governo Americano si arrese e da quel gesto ne scaturì il Piano Marshall. In poche parole al Governo Americano fu imposta la ricostruzione dell’ Europa ma non si seppe mai perchè agli alieni e ai nazisti bastò solo quello. Avrebbero potuto fare qualsiasi cosa con le armi in loro possesso. Da allora il Governo Americano considerò quel gruppo di nazisti come un Governo a tutti gli effetti e ne tenne conto innumerevoli volte durante il corso del XX secolo a cominciare dalla Guerra Fredda. Arrivati a questo punto è possibile fare più luce sull’ intera vicenda leggendo le ricerche  di uno scrittore tutto italiano, tale Marco Zagni. Lo Zagni sul numero 99 della già citata rivista Nexus, pubblicò un interessantissimo resoconto nella quale fece chiarezza su una serie di circostanze mai chiarite dalla storia ufficiale. Ed è la stessa “storia ufficiale” che ammette di non sapere niente della fine che fecero una ventina di U-Boot delle classi più moderne e non è difficile ipotizzare che alcuni di essi vennero persino equipaggiati con generatori Coler in grado di produrre energia pulita a costo zero.
Zagni, dopo scrupolose ricerche, ripercorre la storia di quelli che furono gli U-Boot che poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale si diressero verso le basi segrete dell’ Argentina e dell’ Antartide evidenziando come gli Americani all’ epoca furono quasi certamente al corrente dell’ esistenza di basi segrete naziste nel Sud del pianeta e della movimentazione verso di esse di alcuni U-Boot.

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Jules Verne – Viaggio al centro della Terra (Cava)?

L’ undici Novembre del 2012 scrissi un articolo riguardante il misterioso “Unterland” di cui abbiamo notizie grazie al ben più misterioso Douglas Dietrich. Questo misterioso personaggio afferma senza alcun dubbio l’ esistenza di immense cavità sotterranee aventi una caratteristica alquanto incredibile: quella di possedere un vero e proprio microclima con nuvole, precipitazioni ed immense quantità di acqua tanto da creare veri e propri oceani. La notizia, seppur incredibile, trova un primo riscontro grazie all’ articolo pubblicato dal geofisico Alan Thompson su “Nature” del 23 Luglio 1992. In quell’ articolo il geofisico affermava che sotto il mantello superiore della Terra vi fossero enormi giacimenti di acqua. Tutta fantasia? Sembrerebbe di no. Quanti di noi hanno riso alla lettura del capitolo XXX de “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne? Nel capitolo in questione, i protagonisti del racconto, si imbattono in un enorme oceano, in nubi e precipitazioni presenti in un immensa cavità sotterranea che incontrano durante il loro viaggio sotterraneo. La cosa potrebbe essere frutto di fantasia ma c’è chi non la pensa così e quanto detto poche righe prima sembra dare ragione a questi ultimi. E proprio tra questi ultimi è da ricordare il ricercatore Michel Lamy che scrisse un saggio edito dalla Mediterranee nel quale afferma di avere sufficienti prove per considerare Verne un membro di una poco conosciuta società segreta. Seguendo il suo ragionamento, andrebbero riletti in maniera diversa le sue opere nelle quali sembrerebbe che Verne abbia nascosto centinai di indizi sui più svariati argomenti tra cui quello del misterioso caso di Rennes-le-Chateau. Se tutto ciò dovesse corrispondere a verità, cosa nasconderebbe l’ opera “Viaggio al centro della Terra”? Dal mio punto di vista il capitolo XXX potrebbe essere un chiaro esempio. Chi mai crederebbe ad immense cavità sotterranee in cui è possibile trovare oceani, nubi e precipitazioni? Per non parlare del fantastico viaggio che alla fine porta i protagonisti fino a Stromboli….Ad inizio ottobre di quest’ anno in rete, e più precisamente sul sito di www.http://terrarealtime.blogspot.it , è stata data una notizia che avrebbe fatto ridere i “ben pensanti” soprattutto se ad anticiparla sarebbero state le poche righe che ho appena scritto. Purtroppo non è potuto accadere in quanto la notizia è vera e darebbe da pensare (e non poco).

In sintesi siamo in Cina e precisamente nella grotta “Er Wang Dong” nella provincia di Chongquing.

La grotta è stata esplorata per la prima volta da 15 speleologi americani e inglesi guidati da Robbie Stone dell’ università di Manchester. Cosa avrebbe di speciale questa grotta? Semplice! E’ talmente grande da possedere un proprio meteo fatto da nuvole, pioggia e banchi di nebbia! Lì sotto tutto è immenso e gli speleologi ancora si chiedono se possano esistere anche altri luoghi del genere…Ricordo ancora quando un anno fa presentai il mio libro a pochi appassionati del settore in Ischia. L’argomento di cui stavo loro parlando lo accompagnai da una piccola parentesi riguardante proprio ciò di cui ho appena scritto. Ricordo ancora le loro risatine. Pioggia nel sottosuolo, assurdo! Non saprei dire quanti di loro continuano a segurimi su queste pagine del blog (molto pochi penso). Se solo ci rendessimo conto di quante cose ci circondano senche però riuscirle a vedere…Aspettiamo tutti a bocca aperta che qualche illustre sceienziato faccia un passo avanti, per fornirci prove da vedere e da toccare.

 

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ROSIA MONTANA

8 Settembre 2013 – Romania, 2.500 in piazza a Bucarest contro miniera oro a Rosia Montana

 

Quello di cui vorrei parlare oggi grazie a queste righe è ciò che da qualche mese sta accadendo in Romania, principalmente a Bucarest dove migliaia di persone a più riprese sono scese in piazza. Il motivo, così come evidenziato nel titolo, è la possibile apertura del cantiere a Rosia Montana (questo il nome della città dove vorrebbero realizzare la miniera) che permetterebbe ad una società canadese – Gabriel Resources – di estrarre una quantità stimata di 300 tonnellate d’ oro e 1600 tonnellate di argento. Sebbene ci siano molti a favore di tale progetto grazie al quale si creerebbero posti di lavoro in zona per circa due decenni, sono migliaia coloro che si oppongono con evidente forza. Il motivo? Per avviare il progetto bisognerà radere al suolo ben quattro montagne senza contare l’ uso di cianuro nel processo di estrazione. Le accuse verso i parlamentari non si sprecano anche perchè sono in molti a credere che la Romania ci guadagnerebbe ben poco. All’ indomani della protesta dal Parlamento il primo ministro della Romania ha predetto che non darà il via libera al progetto, attirando sul Governo le ire della compagnia canadese che minaccia ricorsi legali. Massima solidarietà ai dimostranti. Ora qualcuno potrebbe domandarsi cosa mai può collegare un articolo del genere al restante contenuto del presente blog. Sono in molti a non essere consapevoli che, sebbene invisibili, intorno a noi ci siano entità ed esseri di luce di incredibile bellezza preposti ai più svariati compiti. Per non farla lunga ciò di cui voglio parlare sono i cosi detti “Deva”. Con tale termine, in sanscrito, vengono indicate Divinità o meglio esseri di luce. Nel nostro caso è bene sapere che ogni montagna (piccola o grande che sia) ha il suo Deva. Ogni essere vivente che abita la montagna sa che Egli protegge e mantiene vivi delicati equilibri. Pochi esseri umani hanno la capacità di entrare in contatto con Essi. In Italia secondo molti esoteristi, Il Deva che presiede il Monte Bianco è considerato il più importante (se mai tale aggettivo possa avere un qualche significato in questi casi). Anche il Vesuvio ha il suo Deva, da ringraziare fra le altre cose visto che è impegnato a frenare la prossima eruzione di cui tanto si parla. Pochi lo sanno ma è così e chi di dovere ne è ben a conoscenza. Ma ritorniamo a noi e alla nostra miniera. Abbattere ben 4 montagne e follia pura se analizziamo l’atto in se dal punto di vista spirituale. E’ triste riconoscersi così impotenti in casi del genere. Tuttavia si possono canalizzare le giuste energie nonchè i giusti pensieri verso un obbiettivo preciso. La nostra mente è uno strumento potentissimo e ben presto tutti capiranno che l’ uomo è creatore. Il nostro pensiero crea. Detto questo sono orgoglioso di poter accogliere il pensiero di Ada, una persona incredibile che ho avuto modo di conoscere. Molte sono le sue doti e le sue qualità. Ciò non toglie che Ada può benissimo essere considerata insegnante di Luce. Il suo grido a favore della Rosia Montana è chiaro e non ha bisogno di interpretazioni, in cerca di un cuore da risvegliare a favore dello scempio appena descritto:

 

L’ ORO E’ GIA’ DIAMANTE

Dedicato alla Rosia Montana e alla Madre Terra

Sapete che è sconosciuto il nostro cuore!

Sono senza casa le cantilene dei viandanti,

senza chioma gli alberi penitenti.

Il suolo arde con cuore d’ oro, e tu spegni la luce!

Invoco te o santo cuore

di poter riconoscere nel suolo

la terrena spinta vitale;

a procedere in solare stazione

entro al portale d’ oro,

semplicemente concedendo al cuore un ruolo,

quello di rendere grazie alla vita.

Onore al fuoco, alla trasformazione,

al diritto di essere stato scelto

come vitale magnifica incarnazione.

Diritto mi do di vivere con altezza solare,

chi toglie la sentenza darà spazio al vivere,

al brillare della luce solare che,

incandescente, brilla evidente.

Chi nega l’ evidente luminescenza

si spegne per dovuta legge di Dio.

Ecco, lo dico.

Brilla anche tu!

Ada

Colei che prega

Ero all’ oscuro dell’ intera vicenda, venni chiamato da Ada al fine di mettere nero su bianco queste parole. Non passarono che pochissime ore quando Ada mi richiamò per dettarmi altri pensieri, altre parole. In pratica un altro aiuto. Di seguito i suoi pensieri:

 

Ecco il cambio di potere,

L’oro vecchio perde la sua essenza di merce divina,

diventa materia vile.

L’oro terrestre, invece, compete le sfere celesti

ovvero caratterizza nel piano dell’ informazione sottile

tutta la Terra che da sopra contaminata viene.

L’oro riguarda il plesso solare

e la guida del popolo ora sente grave

la perdita del cuore nelle quattro montagne sacre,

piene di Sole e di cristalli.

Avviene un cataclisma quando esse da merce vengono trattate,

l’ oro assomiglia al cuore

e questo già dice tutto.

L’ amore per la gente diventa l’ ultimo dei pensieri.

Il popolo sta cedendo il cuore al grande carnefice.

Il suolo terrestre farà strazio di se

piuttosto che perdere il battito

che informa il rosso popolo infuocato

attivamente solare.

Invocare il Santo Padre

che connette Luce di sè

all’ umano destino

riconoscendo a Lui il fondamentale disegno

del cammino sul terreno passaggio

e non ai propri debiti Karmici.

Andiamo oltre le manifestazioni divinatoria-mente

poichè l’ uomo cambia la madre ogni volta che rinasce,

invece la Madre-Terra è sempre la medesima.

Sulla madre si respirano destini, incarnazioni,

storie dalle mille facce;

invece la Madre è colei che ama incondizionatamente,

è la fonte di ogni generazione,

fonte di ogni impulsiva-mente concepito motto,

fonte primordiale di ispirazione e fantastiche creature.

Madre invoca il fuoco, il cambiamento,

il cambio dell’ uva nel mosto,

la preparazione del Divino Pane e poi,

viene sacrificata anche dall’ uomo.

Madre Terra, regina del Tempio,

del respirato suono del fiato,

delle tombe dei giganti…..

Ada,

Grembo di Luce

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Lo spirito, essenza dell’ infinito e la questione del “Tempo”

Ad Aprile di quest’ anno mi ritrovai a mettere giù alcune righe inerenti il concetto di Tempo, ipotizzando che i nostri spiriti siano non solo multidimensionali ma “frammentati” in infinite esistenze lungo infinite linee temporali, ognuna della quali ipoteticamente considerate non “rette” cioè con un ipotetico inizio ed un a ipotetica fine ma tendenti alla circolarità come se il nostro spirito (o meglio la nostra anima) fosse proiettato in infinite esistenze contemporaneamente indipendentemente dai concetti di passato, presente e futuro. Ma è proprio così? Oppure possiamo fare altre ipotesi? A mio avviso, sebbene il nostro stato di “comuni mortali” ci limita e non poco, varrebbe la pena di fare alcune considerazioni e magari dimostrare come in realtà il concetto di tempo è limitato a particolari densità di esistenza come la nostra ed è privo di senso invece nel caso in cui portiamo l’ intero concetto in sfere più elevate. In definitiva il concetto di tempo esisterebbe e sarebbe una legge importantissima per l’ universo tutto ma perderebbe di significato se applicata a sfere di esistenza più elevate, come per esempio le dimore dei nostri spiriti che, come vedremo più avanti, possono essere infinite come le sfere planetarie. Nell’ articolo di Aprile iniziai ad affrontare il problema del tempo grazie ad alcuni versi molto significativi, parte integrante delle famose Tavole Smeraldine. In questo articolo invece partirò proprio dal “Coro dei Rishi”, estrapolato dal misterioso ed incompleto “Il sogno di Ravana”, insieme di articoli di autore anonimo apparsi sul “The Dublin University Magazine” tra il 1853 e il 1854:

 

CORO DEI RISHI

Ravana, Ravana, tu erri, fai attenzione! Ascolta questa sublime verità:

Per lo spirito non esiste tempo,

né passato né futuro – né spazio né luogo,

né prima né dopo – né qui né là.

Nella sua essenza, nel suo stato primordiale,

di unità, purezza, potenza e grazia,

lo spirito riflette in se stesso ogni destino mortale,

mantenendo la sua identità e unità,

osservando tutto ciò che è accaduto, e potrà mai accadere:

la sua evoluzione nello spazio e nel tempo.

Eventi e rapporti, persone e cose,

pensieri, parole e azioni,

che sono stati o che saranno, nella loro corsa finita,

tutti nell’unità sono visti e posseduti,

come se esistessero contemporaneamente, senza dove o quando.

Tale è l’estensione universale della sconfinata conoscenza dello spirito.

Tale è l’eterna vita dello spirito, senza alternanza, priva di cambiamenti,

di dualità, passioni e conflitti.

Condizione del liberato, doppiamente beatifica –

La più alta attività, nel più imperturbabile riposo.

Triplice essere, pensiero, e beatitudine fusi in un’unica gioia!

Nell’eterno Ora di quell’alta sfera,

che sempre era, è, e sarà,

nell’onnicomprensivo e infinito Qui,

che opera senza confini, il cui centro è in ogni dove.

All’interno di quello che ricapitola Tutto,

dove il personale si fonde nell’impersonale,

che chiamiamo indifferentemente Esso e Io,

tutte le scene e gli eventi, tutte le epoche e i luoghi,

tutte le persone, i gesti, le parole, le voci e i volti

che incontriamo nella nostra breve vita,

sono conosciuti dai sensi e dalla vista dello spirito.

Ecco perché sovente l’uomo, assistendo a qualche nuova scena,

dove in vita i suoi passi non l’avevano mai condotto prima,

ascoltando qualche voce, incontrando qualche viso particolare,

sente vagamente che gli sono familiari;

gli sembra di rivivere momenti già vissuti o sognati,

e si domanda dove e come può essere successo.

Essi sono visti dallo spirito rapito e sublime,

non come ricordo del passato, ma fuori dal tempo

quando ritraendosi in se stesso,

dal mondo della passione, dei sensi, del denaro,

e concentrato in quel misterioso, profondo e illuminato sonno –

la trance del corpo, la visione dello spirito,

il modo di essere primordiale, l’essere estatico –

esso contempla la sua stessa infinita natura

rispecchiata nei destini temporali,

che attende di esternarsi quale anima;

poiché allora la somma universale

dei suoi destini passati o futuri,

si dispiega davanti a lui come una pergamena aperta.

È dunque questa, oh Ravana dalle dieci teste, la tua situazione:

Non molto tempo fa in una vita precedente,

così come pensavi, tu eri davvero il suo compagno sulla terra,

ma in futuri tempi lontani,

sulla tua fronte e sul tuo pollice

è scritto che tale tu rimarrai.

Prima dell’inizio del tempo – oltre la sua fine – e per tutta la sua durata,

tu la ricorderai eternamente,

poiché ella è la sposa ancestrale del tuo spirito,

il complemento della tua unità.

Uniti o separati, nell’amore o nell’indifferenza,

fra lei e te esiste un legame eterno,

che per quanto tu cerchi di spezzarlo

mai e poi mai riuscirai a farlo.

Un legame da cui non c’è liberazione,

poiché il modello spirituale mai

potrà separarsi dal suo opposto.

Lei è parte del tuo essere

per tutta l’eternità.

E’ evidente il fatto che per lo spirito non esiste il tempo, esso vive in un eterno presente tendente all’ infinito poichè dall’ infinito proviene e all’ infinito appartiene. Per chiarire meglio questo concetto partiamo dall’ imponente documentazione giunta a noi grazie all’ Entità A e riportata nel bellissimo volume “Rapporto dalla dimensione X” edito dalla Mediterranee. L’entità A è molto chiara in merito al concetto di tempo, strettamente legato all’ evoluzione spirituale. L’entità A, essendo egli stesso spirito, ci tiene a precisare che il tempo nel suo mondo non esiste ed esso è irrilevante soprattutto ai fini della propria evoluzione. Lo spirito si evolve sia incarnandosi sia rimanendo nel suo mondo e ai fini di questa sua evoluzione il concetto di tempo è insignificante proprio perchè esso appartiene all’ infinito. Il discorso cambia nell’ istante in cui lo spirito (o essenza dell’ infinito creatore) al fine di fare nuove esperienze si incarna. A quel punto è soggetto al concetto di tempo. E’ bene tener presente che un essenza o spirito può gravitare nell’ orbita planetaria di uno degli infiniti mondi del nostro infinito universo. Dunque lo spirito, al fine di fare nuove esperienze, decide di incarnarsi programmandosi le sue incarnazioni come meglio crede. Le pianifica anche in funzione di altre entità che nel piano fisico possono essere amici e parenti e cosa ancor più importante, lo spirito molto spesso pianifica le sue incarnazioni grazie all’ aiuto di uno spirito guida. All’ atto dell’ incarnazione inizia così a prendere parte ad una “linea temporale”. Sorgono ora le prime domande. In un arco temporale che va dal 1400 al 1800, appartenente alla medesima linea temporale, e’ possibile che un entità spirituale sia incarnata più volte “contemporaneamente” lungo questi 400 anni? Uno spirito può decidere di incarnarsi in un contesto storico a suo piacimento (al passato o al futuro)? Ho volutamente usato la parola “contemporaneamente” proprio perchè per uno spirito non esiste tempo. Uno spirito non può ragionare dicendosi : “ho appena concluso un incarnazione, fra 5 min uti o 10 minuti ne farò un altra”. Proprio perchè non esiste tempo, non esiste nessun arco temporale fra le varie incarnazioni e di conseguenza esse appaiono come un tutt’ uno in un eterno presente. Un chiaro esempio di quanto appena esposto è stato dato dall’ entità chiamata Seth i cui messaggi sono consultabili in opere edite dalla casa editrice Mediterranee. Seth ci ricorda:

“Quando dico che siete vissuti, ad esempio nel 1836, dico questo poichè ciò ha un qualche significato per voi, ora. Ma in realtà voi vivete tutte le vostre incarnazioni insieme, benchè ciò sia difficile da capire.”

Ma proseguiamo i nostri ragionamenti. Chiunque sia in grado di effettuare viaggi astrali e di poter leggere negli annali dell’ Akasha, ha la possibilità di prendere parte ad avvenimenti storici in qualità di spettatore indipendente, oppure ha la possibilità di vedere il prorio spirito incarnato in quel contesto storico. E’ evidente a questo punto, considerando la tecnica del viaggio astrale e la lettura dell’ Akasha come tecniche possibili, che lo spirito può essere presente in più contesti storici contemporaneamente in quanto debba esserci necessariamente “qualcosa” in quei corpi di carne viventi nel periodo storico in cui ci si è recati. E’ anche vero che la memoria dell’ Akasha può aver immagazinato miliardi di informazioni che nell’ insieme possono “ricostruire” nitidamente la scena storica in questione. Ma che dire se dovesse capitare che un qualcuno ai nostri giorni venga contattato da un essere vissuto parecchi secoli prima? Può sembrare assurdo e incredibile ma è quello che tutt’ ora accade alla Marranci e la sua prima fatica “Io Maryan madre di Joshua” è un libro che consiglio caldamente di leggere. Detto questo sono propenso a credere che uno spirito possa incarnarsi in più periodi storici contemporaneamente e senza scomodare le teorie relative al concetto di tempo “circolare”. E’ da ricordare però il fatto che in più di un occasione si è avuta testimonianza di alterazioni temporali. In queste occasioni la realtà mutava lasciando posto a spezzoni di vita vissuta decine di anni prima per non dire centinaia di anni prima. Anche in questo caso i protagonisti hanno interagito con le persone presenti nella scena. Possibile che la memoria dell’ Akasha sia in grado di costruire realtà così dettagliate? Oppure dobbiamo continuare a ipotizzare che lo spirito è in grado di incarnarsi contemporaneamente lungo una data linea temporale? A questo punto una prima cosa è certa. Il tempo non può avere aggettivi. Esso è e sarà per sempre poichè l’ universo, per quanto infinito possa essere, è ordinato grazie ad esso. Tuttavia non è presente ovunque o non è presente laddove non è necessario. Lo spirito non vive nel tempo bensì si muove ed agisce in esso. Poco importa se lo spirito può essere più evoluto e meno rispetto ad un altro. Per lui non esistendo tempo la nozione di velocità è insignificante. L’ evoluzione non è regolata dal fattore tempo e l’infinito, seppur non quantificabile, è la meta ultima dell’ evoluzione. Mi sento quindi in grado di scartare l’ ipotesi abbracciata da alcuni che vogliono etichettare il “tempo” come circolare, dove esisterebbe uno spirito che potrebbe essere raffigurato come uno spettatore che, seduto in una sala, è impegnato nella visione di tutte le sue esistenze in maniera contemporanea. Questa visione esistenziale ci porterebbe ad avere sia un esistenza poco sviluppata spiritualmente e sia un esistenza altamente evoluta, come per dire essere sia foglia che maestro contemporaneamente. Sebbene molto fantasiosa, una siffatta “organizzazione” non ha motivo di esistere. Perchè siamo così bravi a complicarci la vita? E’ così difficile cosiderarci essenze del Creatore in continuo mutamento? Non è importante crearsi teorie “esotiche”, del resto i limiti umani non ci permettono di dare risposte precise tuttavia siamo comunque in grado di ragionare e farci un idea. Spesso laddove non arrivano le parole, possono arrivare le immagini. In uno dei suoi messaggi, l’entità A ci suggerì proprio tale metodo di approccio. Proseguendo nei nostri ragionamenti, risulta molto uile lo studio del Krya Yoga. Le tecniche di questa disiplina tendono ad un risveglio spirituale grazie alla modifica del karma passato. Il concetto è nobile ma è legato comunque al piano materiale in cui viviamo. Per lo spirito non ha significato accelerare la sua evoluzione o meno. Ciò non toglie che il risveglio spirituale è gran cosa e dovrebbe essere obbiettivo di chiunque. Tuttavia appare evidente che la modifica del proprio Karma influisce anche sul nostro futuro, modificandolo e migliorandolo. Ciò farebbe pensare al fatto che il futuro è in evoluzione e tutt’altro che formato lasciandoci un margine di arbitrio per quanto concerne le nostre azioni. Alla luce di ciò, è possibile per uno spirito un incarnazione in un futuro posto lungo una data linea temporale? Le regressioni mentali (se così possiamo definirle) proiettate al futuro di cui parlammo in un precedente articolo ci porterebbero a pensare positivamente. Tuttavia non siamo ancora in grado di fornire una risposta certa. E come interpretare l’ idea secondo cui ogni nostra incarnazione spiritualmente è sempre “migliore” di quella precedente? Quest’ ultima è un idea molto diffusa e farebbe pensare al fatto che, sebbene per uno spirito non esiste il concetto di tempo, esso è comunque legato alla linea temporale della sfera planetaria in cui vuole incarnarsi ai fini della sua evoluzione. Basandoci quindi su questo ragionamento, uno spirito non può incarnarsi a suo piacimento al passato o al futuro per una semplice questione di “evoluzione”. A questo punto introduciamo nel nostro ragionamento il concetto di “multidimensionalità”. Cosa accadrebbe se uno spirito fosse in grado di incarnarsi lungo infinite linee temporali? Prendiamo ad esempio la nostra linea temporale. Cosa ci vieta di pensare al fatto che possa esistere una linea temporale uguale alla nostra ma diversa solo in alcuni particolari lungo la quale lo spirito possa incarnarsi? Prendiamo come esempio ciò che accade allo specchio. Quando ci specchiamo e ci soffermiamo a guardare la nostra immagine riflessa, essa appare ai nostri occhi come una cosa normalissima, in realtà il mondo riflesso a cui appartiene la nostra immagine esiste anche oltre lo spazio a cui è relegato il contorno dello specchio, basta spostarci un pò vedere lo specchio da altre angolazioni. Ebbene tutto ciò è già di per se rappresenta un altra dimensione con l’ unica differenza che la realtà è “al contrario”. Sia come sia deve pur esserci uno spirito incarnato in quel corpo riflesso e più in generale nei corpi che abitano quella dimensione. Si tratta del nostro spirito o di un altro spirito? Se accettassimo la multidimensionalità dello spirito la cosa ci sembrerà del tutto normale. Ma saremmo ben lontani dal comprendere questo complesso meccanismo nel suo insieme. Ritornando al concetto di “futuro” possiamo solo ipotizzare che esso sia in mutamento ma vissuto ugualmente dallo spirito. Laddove si verifichino cambiamenti significativi tali da alterarne il corso si può ipotizzare che essi diano vita ad altre linee temporali nelle quali abbiamo ipotizzato che lo spirito possa incarnarsi, grazie proprio alla sua multidimensionalità. In poche parole dovremmo considerare infinite linee temporali tante quante sono le probabilità la qual cosa è già di per se incredibilmente difficile da spiegare a parole. Del resto la non modificabilità temporale di una linea di esistenza è cosa accettata anche in ambito scientifico e a tal proposito rimando il lettore all’ intervista rilasciata dal fisico teorico Thomas Roman al sito internet Antikitera.it. In essa il fisico chiarisce le idee su quelle che sono le credenze più difuuse sui viaggi nel tempo, argomento quest’ ultimo sempre a cuore al genere umano e strettamente correlato al concetto di tempo. Tralasciando il fatto che viaggiare nel tempo significa necessariamente viaggiare anche nello spazio (la Terra e il nostro sistema solare non sono fissi nell’ universo ma in movimento), la fisica afferma l’ impossibilità di viaggiare nel tempo a ritroso oltre la data di costruzione della macchina del tempo o quanto meno questa è l’ idea più diffusa. In poche parole non si potrebbe viaggiare fino all’ epoca dei dinosauri ma fino all’ istante in cui si è accesa meccanicamente la macchina del tempo, mentre non ci sarebbero limiti viaggiando avanti nel tempo. Altra “legge” tanto cara ai fisici sarebbe quella dell’ immodificabilità della linea temporale sulla quale abbiamo ragionato su poc’ anzi. Secondo questa legge non si può ritornare indietro nel tempo per modificare un evento; non si potrebbero avere due eventi contrastanti nello stesso universo. Se ciò dovesse accadere la linea temporale darebbe luce ad un altra linea temporale in cui far “vivere” il nuovo evento (ciò ammettendo che la possibilità di viaggiare indietro nel tempo oltre l’invenzione della macchina possa essere fattibile). Ma esisterebbe anche un altra possibilità. L’universo tenderà sempre di impedire il cambiamento, creando sempre nuove situazioni affinchè non si verifichi la spaccatura temporale. Un pò quello che succede nel film “The time machine” del 2002 interpretato da Alexander Hartdegen in cui il protagonista inventò la macchina del tempo al fine di poter andare indietro nel tempo a salvare la vita della sua futura sposa uccisa da un rapinatore. Purtroppo ogni volta che il protagonista arrivava in tempo per salvare la vita della ragazza accadeva qualcosa che comunque la uccideva. Per quanto riguarda la contorta teoria delle spaccature temporali, nell’ ultimo film di Star Trek troviamo proprio una trama incentratat su questa teoria. Il Romulano cattivo per vendicarsi di Spock viaggia indietro nel tempo per distruggere il pianeta Vulcano, ma siccome nell’ originaria linea temporale ciò non accadeva, l’ universo ssi spacca creando una nuova linea temporale al fine di accogliere il nuovo evento. Per complicarci ulteriormente le idee, non va dimenticato l’ ultimo lavoro dei fratelli Wachowski, Cloud Atlas, film confusionale e caotico ma con un idea di base alquanto originale. Nel film si alternano vai spezzoni di vita ognuno dei quali ambientato in luoghi ed ere differenti i cui interpreti condividono lo stesso spirito. Non si tratterebbe di reincarnazione vera e propria bensì dell’ idea del tutto ed ora, dove le azioni compiute in una vita vanno ad influire sulle azioni delle altre. L’ idea potrebbe essere valida ma andrebbe vista dal punto di vista dello spirito in un contesto senza tempo. Agli occhi di un mortale si avrebbe lo scorrere del tempo da un inizio verso un ipotetica fine e ciò è chiaro, mentre lo spirito vivrebbe un eterno presente senza l’ esistenza di intervalli temporali tra un esistenza ed un altra. Se poi ogni esistenza dovesse andare ad influire sulle altre allora il discorso si farebbe più complesso e porterebbe lo spirito a riproggrammare di volta in volta le sue incarnazazioni. Può sembrare complesso ma sebbene per lo spirito non esisterebbe il fattore tempo tra un incarnazione ed un altra, andrebbe comunque considerata una “pausa” tra di esse proprio per permettergli una certa organizzazione e con ciò siamo in linea con quanto affermato dall’ entità A. Poco importa se alla fin fine lo spirito vede tutto come un continuo, stà di fatto che molti esoteristi tendono a quantificare queste pause in circa 140 anni terrestri. Abbiamo visto come il concetto di tempo cammina a braccetto con la questione “macchina del tempo”. Le due cose sono correlate e laddove ipotizziamo la possibilià di viaggi temporali ipotizziamo anche la multidimensionalità dello spirito in quanto qualcuno dovrà pur abitare i corpi di carne che il viaggiatore temporale si troverà davanti e con ciò si intendono anche le infinite linee temporali di cui abbiamo teorizzato. Ma alla fin fine, esistono prove al riguardo di viaggi nel tempo? Tralasciando il controverso caso di Adrew Basiago che affermerebbe di aver viaggiato nel tempo grazie ad una misteriosa macchina sfruttante un ancor più misteriosa energia scoperta da Tesla e la misteriosa invenzione chiamata cronovisore messa a punto dal Padre Pellegrino Ernetti di cui si persero le tracce in ambienti vaticani, ad oggi il caso su cui più si è dibattutto resta l’ esperimento Philadelphia. Esso sarebbe avvenuto nel lontano 1943 e ad esso presero parte,secondo la leggenda, gli stessi Albert Einstein e Nikola Tesla. Sempre secondo la leggenda, alle ore 17:15 il cacciatorpediniere USS Eldrige ormeggiato nei pressi del molo di Pholadelphia, sarebbe svanito nel nulla per alcuni secondi per riapparire a Norfolk in Virginia per poi ricomparire a Philadelphia. Sebbene ad oggi la storia sia considerata una burla, sono in molti a considerarla veritiera additando il governo degli Stati Uniti per via dei numerosi insabbiamenti portati avanti negli anni. L’ esperimento prevedeva un test di teletrasporto ma ad esso si aggiunsero le testimonianze relative alla fine che fecero numerosi membri dell’ equipaggio, alcuni dei quali testimoniarono di aver lasciato compagni nel futuro grazie ad un portale apertosi a seguito dell’ incidente. E’ chiaro a questo punto che la questione “tempo” e le implicazioni ad essa legate sono tutt’ altro che facili da comprendere. Potrei continuare con molti altri esempi riguardanti salti temporali o esperienze simili ma il mio buon senso mi dice che difficilmente allo stato attuale a cui è giunta la nostra società si possano avere viaggiatori moralmente elevati tali da poter intraprendere viaggi temporali. Dico questo perchè non riesco ad immaginare come si possa tornare indietro nel tempo e non essere tentati dal cambiare il proprio passato o più in generale il passato da cui proveniamo a proprio beneficio. Possibile che futuri viaggiatori temporali siano in grado di viaggiare ed essere così accorti da non lasciare tracce del loro passato e contemporaneamente essere dotati di una moralità eccelsa? Oppure dobbiamo pensare ad un ipotetica “vigilanza” sulle linee temporali tanto cara a molti autori di fumetti? Fino a qualche tempo fa si è parlato molto di un certo Jhon Titor. Furono in migliaia che credettero di colloquiare con un vero viaggiatore temporale, un uomo che nel suo futuro aveva visto guerre e morte ma che aveva una missione: tornare indietro nel tempo e recuperare un vecchio calcolatore al fine di poter “ravvivare” l’ evoluzione ormai ad un punto morto della società da cui proveniva. La domanda a questo punto nasce spontanea. Come mai questo viaggiatore del tempo non ha pensato di modificare gli eventi che hanno scatenato le guerre in atto nella sua epoca limitandosi invece a recuperare un oggetto tra l’altro senza neanche curarsi di non lasciare tracce? Possibile che la legge dell’ immodificabilità temporale esista realmente? Gli eventi quindi non possono essere modificati?

Anche se volessimo ragionarci su per tutto il tempo che vogliamo rimane inspiegato il ruolo dello spirito nei confronti di ciò che rappresenta il futuro.

Esso ne è a conoscenza perchè il futuro è già esistente oppure il futuro è da considerarsi incerto e dipendente solo dalle nostre azioni?

Sono in molti a considerare il futuro come incerto, ciò però non basta a spiegare come mai si hanno notizie relative a contatti in cui al contattato vengono fornite informazioni in merito ad un prossimo futuro. Se il futuro non esistesse difficilmente si potrebbero avere viaggi nel tempo, tuttavia è possibile che il futuro potrebbe essere considerato come esistente ma in continuo movimento, come un qualcosa che cambia in continuazione a cui solo la natura spirituale può giungere, abitarvi e adattarsi in caso di cambiamenti. Cambiamenti dovuti alle nostre scelte e alle nostre azioni. Per concludere, in tutto questo ragionamento non è chiaro il ruolo svolto dalla memoria dell’ Akasha. E’ interessante tuttavia ricordare, viste le considerazioni fuori dal normale fatte fino ad ora, le esperienze del famoso contattista Billy Mayer.

Mayer raccontò in molte occasioni dei viaggi nel tempo che fece grazie alla tecnologia dei Pleiadiani e dei loro dischi volanti. In molti di questi “presunti” viaggi si avevano contatti diretti con esseri umani viventi nel nostro passato. Se ciò fosse vero, un essere vivente abitato da un entità spirituale collocato in un preciso contesto storico è entrato in contatto con un altro essere umano abitato da uno spirito e collocato in un altro contesto storico. Siamo in grado di ragionare a mente lucida su questa situazione? E’ mai possibile che i viaggi nel tempo così come la consapevolezza della vera natura del concetto di tempo siano prerogativa di “razze” spiritualmente evolute con milioni di anni di evoluzione quali ad esempio i Pleiadiani? Ipotizziamo sempre per assurdo che nell’ universo esistano particelle in grado di viaggiare nel tempo, in grado cioè di potersi spostare avanti o indietro lungo una determinata linea temporale. Ipotizziamo sempre per assurdo che sia possibile costruire una macchina in grado di attrarre ad un corpo queste particelle e creare un rivestimento omogeneo di queste particelle. Se ciò fosse possibile, il corpo all’ interno di questo involucro potrebbe spostarsi lungo la linea temporale grazie alla caratteristica di queste particelle. Ovviamente tutto ciò dovrebbe poter funzionare anche stando nello spazio siderale. L’energia da utilizzare dovrebbe essere di un tipo a noi ancora sconosciuto, cioè reperibile in quantità illimitata in maniera pulita e in qualunque ambiente, senza però essere dannosa per l’ organismo umano. L’ unico problema da risolvere sarebbe quello legato al come far avanzare nel tempo queste particelle fino ad una data stabilita. Si potrebbe creare un meccanismo che sia in grado di quantificare l’ età delle particelle e di conseguenza creare un punto zero di arrivo e partenza. E se poi venissimo a conoscenza che tutte le informazioni in grado di creare fisicamente l’ epoca in cui vogliamo recarci siano fornite dalla memoria dell’ Akasha? Sarebbe proprio un bel guaio, poichè ad essa possono accedere solo entità spiritualmente evolute. Certamente non noi. Scusate il tempo che vi ho fatto perdere nel leggere tutte queste fantasticherie. Ma ad oggi ho dovuto ricredermi su molte cose. Prima fra tutte quella di non poter dare al concetto di tempo nessun aggettivo in quanto il tempo è pura illusione…

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La grande invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Shanti

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Viaggio nella Terra interna

Non voglio dilungarmi in inutili parole, questa storia non ne ha bisogno. I nostri cuori non ne hanno bisogno. Ringrazio il fratello Massimiliano Steffen per la gentilezza dimostrata nel concedermi di condividere su queste pagine la sua esperienza. Buona lettura.

Tutto inizia con una semplice visita ad un cerchio nel grano, comparso nell’ estate del 2004 ad Acqui Terme, presso gli antichi archi Romani. Quel giorno, vi entrai con la semplice curiosità di chiunque vi si trovi per caso. Curiosai e scattai alcune foto, poi, dopo qualche minuto, me ne andai pensando che qualche perditempo avesse fatto un bel danno al povero contadino. Nulla mi passò per la testa, se non questo. La sera trascorse, e me ne andai a dormire.

Il mattino seguente, mi alzai e subito mi resi conto che era come se nella notte non avessi nemmeno dormito e rimaneva un nero assoluto, una sensazione stranissimo. Me ne andai a lavorare e subito dopo qualche minuto, cominciai ad avere dei dolori alla testa, mai provati prima oltre a nausea e continui addormentamenti. Verso metà giornata all’improvviso mi apparvero dei simboli strano di color blu negli occhi chiusi e mi accorsi che li vedevo lo stesso, erano nella mente. Cercai di capire, ma erano simboli mai visti prima e sentivo strani ronzii alle orecchie. Poi, dopo circa un quarto d’ora, tutto passò. Trascorsero i giorni, e mi accorsi che mi accadevano cose strane, curiose coincidenze, incredibili e sincronicità mai accadute prima, e compresi che c’era qualcosa che voleva farmi capire che stava cambiando la mia prospettiva e cominciai a pormi delle domande a cui non riuscivo a dare risposta.

Successivamente, circa quindici giorni dopo i fatti appena descritti, una sera, intorno alle 11:50 mi accingevo a spegnere la luce della cucina, quando mi sentii chiamare alla porta d’ingresso. Era mia madre che mi diceva «apri, sono la mamma». A quell’ora pensai subito male, e aprii la porta. Di fronte mi trovai un personaggio alto circa 1,90 mt, biondo cenere. Restai sbalordito e stordito al tempo stesso e chiesi a lui dove fosse mia madre! Lui mi sorrise, scosse la testa e mi disse «devi subito andare dove soffiano i sette venti, vedrai cadere a terra un tenue filo di luce, c’è un tunnel, ci dovete entrare! Ti stanno aspettando!» Io gli chiesi chi fosse e come è possibile che avesse utilizzato la voce di mia madre, ma egli con molta naturalezza mi rispose «perchè, c’è differenza?» Restai basito, poi dissi a lui «forse sarà meglio che andiamo insieme, no ?». Egli mi rispose che non poteva, così io gli dissi che avrei preso le chiavi e sarei arrivato subito. Prendo le chiavi, mi rigiro fuori ed egli era sparito.

Mi fermai un momento a riflettere e ricordai che effettivamente, non lontano vi era una cascina posta in collina che si chiamava sette venti . Considerato l’aspetto dell’uomo piuttosto inusuale, uno strano indumento bianco con decori ed un simbolo al centro della tunica, cominciai a pensare che ci fossero delle connessioni con quanto mi era successo nei giorni precedenti. Fui scosso da un moto di paura e fui sul punto di chiudermi in casa, ma dopo circa cinque minuti di riflessioni confusionarie, decisi di prendere la macchina e di incamminarmi. Il luogo distava due chilometri ed una volta giunto sul posto non mi sembrò di scorgere niente di particolare, così fermai l’automobile e scesi. Ad un tratto notai però un filo di luce azzurra, il filo di cui lo strano essere mi parlò. Da quel filo di luce sembrava diffondersi una nube ma non si notava altro. Mi avvicinai con la macchina il più possibile, e poi preseguii a piedi in direzione di quel filo di luce, addentrandomi in que campo. Mentre mi avvicinavo, due figure iniziavano a vedersi distintamente. Con grande stupore vidi che c’era una bambina di circa dieci anni ed un carabiniere in divisa. Li guardai e chiesi a lui cosa stesse succedendo. Lui mi rispose di avere lo stesso quesito e di non sapere come era arrivato fin li.

«Mi hanno detto che devo entrare lì, lo hanno detto anche a te ?» mi chiese il carabiniere ed io risposi affermativamente. Dinnanzi a noi vi era uno strano ingresso scarsamente illuminato. Mille pensieri sia aggrovigliavano nella mia mente, trascorse qualche istante e la bambina ci prese entrambi per mano e ci disse «allora signori andiamo o no ?» frastornati e sconcertati entrambi dal quel gesti ci convincemmo ed entrammo. Nello stesso istante mi ritrovai inspiegabilmente davanti lo stesso individuo che era comparso a casa mia e che aveva la voce di mia madre. Quest’ultimo mi accolse con fare gentile, mi prese entrambe le mani e disse «perdonaci, ma non è ancora finita, ora dovresti entrare in quel muro bianco», io osservai che era della stessa consistenza del latte ma era un muro d’energia. Dopo un istante di titubanza mi avvicina, poggiai la mia mano e nonostante tutto un senso di fiducia si impadronì di me. Non avevo nessuna paura, mi sembrava di avvertire in me un potente richiamo interiore. Assuefatto da quella piacevole sensazione di fiducia, mi immersi in quella luce e persi le cognizione del tempo. Dopo un lasso di tempo indefinibile sentii riaffiorare la parte cosciente di me e mi sentii chiamare per nome ed una mano afferrò la mia. Venni accompagnato fuori dal quella luce lattiginosa. La mia vista sembrava più vivida, con nuovi toni e colori ed iniziani ad osservare l’interno di quel posto non capendo ancora di che luogo si trattasse. Lui osservava compiaciuto il mio interesse ed io continuavo a non comprendere. Ad un tratto mi resi conto che ai miei occhi sembrava quasi trasparente. Vedevo un’altro uomo seduto su uno strano sedile ancorato al soffitto che sembrava un’estensione di esso. Lui gesticolava dinnanzi alle luci colorate che scaturivano da quel quadro e sembrava si fondessero insieme alle sue dita. Erano simboli che toccavano le sue dita. Poi la mia attenzione divenne più espansa e notai dei movimenti intorno a me, guardai sotto e vidi un passaggio sottostante. Era giorno, erano dei boschi verdeggianti che si muovevano sotto ai miei piedi, all’indietro. Compresi com sgomento che mi trovavo su un oggetto in movimento e che volava in avanti. Nel frattempo rimasi solo con il pilota, presi coraggio e gli chiesi «ma cos’è tutto questo?», egli mi rispose ancor prima che potessi terminare la frase che si trattava di un velivolo per i piccoli spostamenti. Come un ingenuo parlai di nuovo «ma è una specie di aereo?», «Si! A carbone!» mi fece eco il pilota in tono divertito e scherzoso. Ad un tratto iniziarono a vedersi delle costruzioni, ma era tutto talmente rapido che non riuscivo a mettere a fuoco. Alzai lo sguardo e vidi in lontanaza quelle che mi sembrarono essere sei piramidi Aztheche o Maya, tre a sinistra e tre a destra ed un molto più grande al centro. Si trattava di piramidi a gradoni ed erano completamente ricoperte di un rigoglioso e splendido tappeto d’erba verde. Sopra ognuna di esse, a sinistra e a destra, vi era una grossa sfera di luce celeste brillante.

Stavolta il pilota mi rispose senza nemmeno lasciarmi il tempo di formulare la domanda, «sono convogliatori di energia cosmica che viene agganciata e distribuita con sistemi completamente diversi dai vostri». «Sono simili alle piramidi Azteche, come mai?», non mi rispose lasciando che io comprendessi da me. Probabilmente qualcuno di quelle antiche civiltà vide quei luoghi e tentò di riprodurli. Dopo aver oltrepassato quel luogo, il velivolo rallentò. «Stiamo per atterrare vero?» chiesi io. Mi rispose affermativamente e così mentre terminava il dialogo, scese, fermandosi a pochi metri dal suolo. Sulla destra si aprì uno sportello e vidi arrivare incontro a me un giovane moro.

«Ora puoi scendere con me», mi voltai salutai il pilota e mi rivolsi verso l’uscita. Vi erano altre navi come quella, erano dischi che riflettevano la luce come se fossero fatti di metallo / cristallo dorato e ramato al contempo, uno strano e affascinante effetto cromatico. Scendendo quella scaletta di pochi gradini, sospesi inspiegabilmente, misi i piedi a terra con cautela, una pavimentazione che rifletteva cielo e nuvole di un bellissimo colore rosato. Alzai lo sguardo e quel ragazzo mi osservò compiaciuto dall’imbarazzo così lampante sul mio volto. Mi tese il braccio e dissi «sù vieni con me». Pochi passi e salimmo su un’altro veicolo galleggiante a circa 30 centimetri dal suolo. Sopra vi era già quel carabiniere ed un’altra ragazza che non avevo ancora incontrato. A quel punto notai che noi tutti non indossavamo più i nostri abiti originari, ma vsti lunghe e bianche.

Anche quel velivolo disponeva di un pilota e di un sistema di guida simile a quello del precedente mezzo di trasporto, ma estremamente più semplice. Il velivolo si mosse, imboccando un viale di vetro nero come il fumo. Cominciai ad osservare in giro e a sinistra vi erano degli alberi che ricordavano l’aspetto dei pini. Ad un tratto il viadotto si allargò, c’era una rocca alta una cinquantina di metri con una cascata, un bosco ed un laghetto d’acqua limpida con un piccolo rio che passava sotto la strada che percorrevamo. Mentre avanzavamo a lieve velocità, alla mia destra notai un uomo vestito con una tunica bianca adornata da orli blu e oro, con un ulteriore orlo alla base color verde smeraldo. Quest’ultimo alzò il braccio in segno di saluto. Intoro c’èra una specie di orto spontaneo, così casuale nella sua disposizione da non sembrare come i nostri orti ben squadrati e lineari ed al contempo era adorno di piante che non avevo mai visto prima.

Inoltre quell’ incantevole costruzione sembrava ottenuta da un’unico blocco di roccia, decori di fattezza divina e forme di un’armonia mai vista prima d’ora. Ve n’erano anche altre in lontanaza. Mentre osservavo quel ragazzo, percepivo un senso di antica conoscenza, come se in qualche il mio astante sapesse mi conoscesse da tempo e sapessi benissimo chi io fossi. Mentre ci spostavamo, lo persi di vista. C’erano strane sculture in pietra e cristallo luminescente, alte anche tre o quattro metri. Ad un tratto arrivammo ai piedi di una piccola collinetta di nuda roccia, non più alta di cinquecento metri. Il velivolo si fermò d il pilota si girò verso di noi e ci disse che potevamo scendere e noi così facemmo.

«Ora dovete aspettare qui un momento e arriveranno i miei compagni ad accogliervi», così il pilota si allontanò. Dopo qualche minuto di impaziente attesa mi arrampicai qualche metro per vedere se arrivava qualcuno ma nulla. Ad un certo punto sentii un tonfo provenire dall’alto di quel monte e apparvero dal nulla tre gradoni larghi un centinaio di metri, poi un’altro tonfo e apparvero quattro colonne alte una settantina di metri, poi ancora un’altro tonfo ed infine apparve dal nulla una cupola che sovrastò il tutto. Ogni cosa era meravigliosamente decorata, appartenente ad un’arte che i miei occhi non avevano mai assaggiato. Una lieve polvere svanì quasi subito e l’incanto prese il mio essere in ogni sua parte. Stupore e meraviglia si diffusero in ogni fibra del mio essere. Avevo creato un tempio in cinque secondi teletrasportando la roccia in eccesso e rendendone un’opera maestosa fatta apposta per accoglierci. La meraviglia non era ancora finita. Pochi istanti più tardi, da quelle colonne fuoriscirono alcune persone con una luce brillante fuoriscirgli dal ventre. Questi volando vennere incontro a noi. Io ero letteralmente pietrificato dallo stupore. Uno di loro venne verso di me e mi prese per mano. Sentii il mio essere divenire leggero come l’aria stessa, e questo mi portò con lui e così fu anche per gli altri. Arrivammo alla base di quel tempio e sentii recuperare il mio peso non appena toccammo terra. «Laggiù vi è la tua insegnante personale» mi disse dolcemente la guida, «Va da lei, è li solo per te». Mi osservai attorno e vidi che avevano creato un intero ambiente arredato di ogni meravigli solo per quell’evento. Andai da quella che mi fù indicata come mia insegnante la quale, in piedi, mi accolse mettendomi le sue mani sulle spalle e mi salutò in un modo che mi lasciò di sasso : «un saluto alla divinità che ti dimora, dalla mia, siediti ».

Davanti a me vi era un tavolo piccolo che aveva la superficie che sembrava muoversi, lei si sedette e lo toccò. Stavo per chiederle come si chiamasse ma le di disse «osserva qui». Apparve la carta geografica dell’Europa, ma in modo reale come se fosse vista dal satellite ma rovesciata al contrario. La Francia era a destra e la Jugoslavia a sinistra. Lei mi chiese «tu dove abiti» ed io indicai il piemonte e dissi «ma la carta è sottosopra, perchè?» e la risposta fù «vedi, voi vi vedete da sopra, noi vi vediamo da sotto, perchè siamo all’interno della madre terra» io risposti «ma ho visto le nubi ed un sole brillante» e lei «ma certo mio caro, vi è un mondo nell’interno sennò come faremmo a viverci?». Mi agitai e mi alzai, sembrava che la testa mi girasse tutt’attorno e non capivo più nulla. Un ragazzo giovanissimo mi venne vicino e accarezzandomi le braccia cercò di calmarmi. Mi sentivo mancare, tutto ciò per me era inconcepibile. Poi, quando mi sedetti calmato dalal radianza interiore di quel ragazzo, lei continuò, iniziando un discorso in tono tutt’altro che felice.

«Ora verrai accompagnato da un mio maestro temporale, egli ti mostrerà alcune vie che l’umana creatura dovrà scegliere». Mi accompagnarono all’interno di una scala, c’era un uomo che dimostrava non più di quarantacinque anni, era in piedi al centro della sale. Mi osservò e non disse un parola. Mi sentivo al cospetto di u n giudice che sapeva leggere la mia vita. Le mie mascelle sembravano serrate, i miei occhi sbarrati all’ignoto inconsapevole che ero. L’uomo alzò il palmo ed indicò una parete di fronte a noi. Ne scaturì una luce che proiettò immagini olografiche che sembravano finestre sul tempo reale. Ero attonito da tanta meraviglia che gli occhi mi si annebbiarono, ma di certo non potevo dare sfogo al pianto, così resistetti ma fu molto difficile. Erano sei i panorami dell terra che venivano proiettati sulla parete, poi si aprirono a scene in movimento in tutte e sei le sequenza vi erano le più terribili azioni dell’umanità, intraprese in tutti i tempi della storia del genere umano fino ad un passato che mi era sconosciuto, di decine di millenni di accadimenti che non compaiono in nessuna fonte storica. Fortunatamente non potrò mai tradurvi in parole ciò che vidi. Poi egli parlò, la sua voce eccheggiò nel grande salone e incutè in me ancora più rispetto in merito a ciò che pensavo di lui. «Questo è stato il vostro grande passato di grandi eroi, grandi condottieri tu credi?» io mi affrettai a rispondere «No, grandi carnefici senza pietà e amor mai conosciuto»

«Capisci perchè ti trovi qui?»

«Si capisco, non possiamo adornarci di parole per dire che la nostra è una civiltà evoluta. Non lo siamo, soltanto barbarie ho veduto.»

« Siete sempre le stesse persone che nelle ere si sono reincarnate e sempre gli stessi errori avete ripetuto, ma ora gli errori stanno divenendo più grandi perchè le forze che dominate sono al di fuori del vostro controllo»

All’improvviso, da tutte quelle finestre nel tempo, vi erano migliaia di esplosioni nucleari tutte insieme, una dopo l’altra. Era assurdo, mi sentivo esplodere in affinità con quelle immagini, poi smisero.

«La terra è viva come vive in voi, le ferite che le arrecate si riflettono su di voi. Essa dovrò autoguarirsi e lo farà ma questo è ancor poco di ciò che subisce dai vostri animi irruenti, le vostre emozioni negative ed il vostro fare orrendo, i vostri stessi pensieri, ciò che fate agli altri esseri viventi che la popolano ancor prima che voi esalaste il vostro primo respiro, tutto l’abominio che riuscite a mettere in atto verso di lei e tutte le sue creature figlie, stanno per girarsi verso il vostro futuro. Uno dei vostri popoli a noi caro lo chiama Karma. E’ per l’uomo e per l’animale e lo condividete con la terra che genera i vostri corpi con i quali godete della vita. Senza di essa la vita non può continuare. Se lei non tornerà al tempo dell’armonia, l’uomo rimarrà senza casa. Dove andrà? Non qui da noi e da nessun’altra parte. Chi vorrà nella sua casa colui che ha distrutto casa sua?. Le nostre sono millenarie costruzioni che portano nelle proprie mura ricordi armoniosi di u n vivere felice. Se porti un triste le sue mura diverranno tristi. Se porti un distruttore esse crolleranno! Curate la vostra casa, avete ancora tempo ma non a parole! I vostri potenti non ci pensano e mai ci penseranno, tutto ciò che fate permea le profondità del pianeta giungendo sino a noi e al cristallo centrale, fonte occhio del padre, che ancorato a quello della stella vita del nostro sistema, giunge fino alla casa del padre. A poco serviranno le nostre parole per ammorbidire un vedere che a lui nulla sfugge. Agite ora, ognuno di voi faccia la sua parte e non avrà di che temere, avrà costruito la propria arca nel cuore delle proprie azioni»

Poi gli ologrammi ripresero ma uno soltanto mostrava l’unica via, era un mondo d’amore il cui amore forgiava ogni azione e tutto fluiva in armonia. Il mondo interno gioiva con quello di superficie ed era visitato da innumerevoli ospiti giunti da ogni dove a mirar l’armonia nata da una scelta nuova, quella dell’amore per tutte le cose del mondo e per ogni più piccola sua creatura. Le altre linee temporali non riuscivo a guardarle, erano solo terrore e devastazione.

Egli si accorse del mio tremore e le immagini cessarono.

«Torneranno alla tua mente antichi ricordi, antiche gesta, esse ti mostreranno il perché della scelta. Verranno a te molti maestri e in te lasceranno semi che germoglieranno frutti che donerai a coloro che hanno sete. Al viandante offrirai ostello e l’ammalato di spirito forgerai nuova scintilla. Saremo al tuo fianco assieme alla tua antica famiglia stellare. Un nuovo futuro attende la creatura uomo, ma in atto deve seriamente essere messo in divenire.»

Poi mi abbracciò come un padre e piansi come un figlio. Questo mi scosse molto. Anche la mia insegnante mi salutò con una promessa, che sarebbe giunta a me con il suo spirito a vegliare su di me. «Si può» mi disse «anche tu imparerai». Mentre il ragazzo mi portava all’uscita, incrociai il carabiniere che finalmente aveva tutt’altro umore e mi disse una frase che mi servirà a riconoscerlo quando lo ritroverò. Quel ragazzo mi accompagnò all’uscito e vidi altri come loro che tenevano in braccio bimbi terrestri. Chiesi a lui cosa significasse e lui mi disse «sono semi stellari, figli della nuova luce che vengono portati lì per essere istruiti inconsciamente finchè sono molto piccoli, all’età di circa due anni. I ricordi poi riemergeranno nel tempo e con essi le loro giusto qualità portatrici del mondo nuovo. Chi vive intorno a questi bambini non si accorge di nulla, perchè tutto sorge in modo spontaneo.»

Quando fui all’uscita, vidi dall’alto quel loro meraviglioso mondo e tutto ciò che i miei occhi riuscivano a capire. I loro veicolo galleggiavano come foglie leggere nella massima calma. Mi voltai verso di lui e lo supplicai di non portarmi indietro, avrei fatto qualsiasi cosa fosse stata utile, ma di non portarmi indietro.

«Farai molto per noi da dove tu sarai e questo per noi è molto più di ciò che potresti fare qui con noi». Poi mi prese di nuovo per mano e mi portò giù, mentre i miei occhi lacrimavano da soli. Salimmo tutti su quelle strane vetture e ci riportarono da quei dischi volanti. Tra me e me mi chiedevo se mai sarei potuto ritornare li da loro dove si prova quella sensazione così di famiglia, priva di paura ed angoscia. Era una felicità che il mio essere non aveva mai sperimentato prima. Il pilota mi rispose che arriverà il tempo in cui noi potremo recarci da loro e loro da noi, come facciamo la domenica quando andiamo a divertirci oltre i nostri luoghi di soggiorno e loro faranno lo stesso da noi con il resto della comunità cosmica. La terra stessa sarà una nuova perla della corona del padre. Salimmo a bordo, non avevo mai più visto quella bambina, forse era una di loro e serviva solo a renderci più fiduciosi. «Indovina, devi di nuovo entrare in quel muro di luce bianca» e così feci, come un automa.

Poi ricordo solo la brezza dell’aria che avevo intorno e mi sentii scendere giù leggero e toccare il mio letto mentre sentivo il peso della materia riacquisire la solida realtà. Mi addormentai. Al mattino, quando mi svegliai, pensai di aver fatto un sogno incredibile, mi lavai la faccia mi guardai e pensai «che storia pazzesca ragazzo». Mi cambiai pensando che fosse finita li. Ma il nodo alla gola doveva ancora arrivare. Aprii la porta di casa con la chiave di scorta perchè non trovavo il mazzo solito, la mia auto non c’era. Pensai ad un furto e stavo per andare a chiamare i carabinieri, ma mi accorsi che le chiavi dell’auto non erano sull’appendi chiavi. Preso da un dubbio ancor più folle, ragionai su tutto e dopo una decina di minuti presi la bicicletta e mi incamminai verso quel luogo. Un quarto d’ora dopo arrivai e mentre mi accostavo vidi la mia auto in quel campo. Le gambe non so se per la fatica o per sgomento preserò a formicolare. Lasciai la bici e vidi che le chiavi erano nel quadro d’accensione ed il motore era spento con il mazzo di chiavi di casa nel cruscotto. Mi sedetti a terra e pensai almeno per un’ora su me stesso, poi alzandomi gridai al cielo se tutto ciò fosse stato vero o ero diventato completamente pazzo. Caricai la bicicletta in auto e tornai a casa.

Da allora ho vissuto centinaia di esperienze di ogni tipo e ancora oggi continuo a viverle.

 

 

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Hollow Earth

Di seguito l’ interessantissimo video segnalatomi dall’ amico Rosario. Buona visione.

 

 

 

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Alexander Key – The incredible tide (parentesi)

“Ad una persona sconosciuta, di una terra
da tempo persa – Perché sicuramente
quello che è scritto qui è successo prima.
Dipende solo da noi se questo sarà una
riflessione o una profezia.”

Alexander Key – The incredible tide – nota all’ introduzione. Il suo racconto ispirò Hayao Miyazaki per il suo Mirai Shonen Conan (conosciuto in Italia come Conan il ragazzo del futuro)……

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Billy Meier

Billy_meier

 

[…] Per coloro che vivevano nell’ Ashoka Ashram era una cosa ovvia vedere spesso l’ astronave di Asket sorvolare la zona. Altrettanto ovvio era per gli abitanti poter osservare che sovente passeggiavo con Asket. Tuttavia, nessuno di loro si sarebbe azzardato a disturbarci o anche solo a rivolgerci la parola. Si contraddistinguevano per le loro buone maniere e accettavano come una cosa naturale che ricevessi spesso visite da extraterrestri. A tale ovvietà contribuiva altresì il fatto che pure il monaco Swami Dharmawara intratteneva contatti con esseri che apparivano all’ improvviso dal nulla, per la precisione con due uomini dall’ abbigliamento singolare che sovente trascorrevano ore con lui nel suo tempio oppure passeggiavano all’ aperto e chiacchieravano prima di dissolversi e sparire di nuovo nel nulla senza lasciare traccia. A ogni modo quei due stranieri misteriosi non erano di origine extraterrestre come Asket, ma appartenevano agli esseri di Agartha; un popolo dalla carnagione bluastra che vive in un’ enorme terra cava al di sotto dell’ Himalaya. L’ antichissima leggenda di quel popolo racconta che le principali personalità dell’ elevata civiltà di Agarthi, i grandi saggi, erano figli di extraterrestri. Definiti figli degli spiriti di altri mondi, si sono insediati in un’ enorme terra cava al di sotto delle montagne dell’ Himalaya dopo la catastrofe del Gobi. Poi, all’ interno di quel territorio si divisero due gruppi, di cui l’ uno seguì la via a destra e l’ altro la via sulla sinistra. A metà strada si trovava Agarthi (o Agartha), una città sotterranea inaccessibile, un luogo di contemplazione. Agartha era il “tempio della non partecipazione” al mondo materiale […]

Billy Meier – La verità sulle Pleiadi – Pag. 118

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Apparizioni Mariane

Spesso, parlando con amici e lettori, mi è stato chiesto un parere personale al riguardo delle apparizioni Mariane in località Zaro in quel di Forio d’ Ischia.

Sebbene avessi molte informazioni in merito, è solo ora che colgo l’ occasione di parlarne. Il motivo è semplice. Ai miei occhi è arrivato un interessante articolo da un libro da poco letto. Tutto ciò non è un caso, non lo è mai quando si tratta di libri. E’ mia opinione il fatto che siano proprio i libri a “trovare” il lettore, quasi fossero vivi. Il libro di cui parlo è “Le confessioni di un Illuminato” Vol. 3 a firma di Leo Zagami ed edito da Uno Editori (2012). Sinceramente parlando, anche se considero i tre volumi molto interessanti, mi sono sentito coinvolto solo leggendo alcuni capitoli. Non me ne voglia l’ autore ma non sono argomenti che amo approfondire. Come dicevo, all’ interno del citato volume è possibile trovare una foto molto particolare, collegata all’ argomento UFO ed apparizioni Mariane. Pochi click di mouse ed è possibile riprodurre la foto a mezzo google earth. Di seguito posto la mia elaborazione sulle stesse informazioni date dall’ autore.

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Ebbene si, è proprio una piramide! Costruita proprio partendo dalle principali località legate ad apparizioni Mariane quali Fatima, Lourdes e Medjugorie. La mia piramide non è stata completata ma è evidente che dietro tutto ciò debba esserci forzatamente un intelligenza sconosciuta. Anche se in foto la città di Parigi è da considerarsi l’ apice della piramide non è però a mio parere da tenere in conto in quanto se così fosse ci risulterebbe una figura piana mentre, spostando il vertice in altitudine verso lo spazio, si otterrebbe una figura tridimensionale, un solido la cui base racchiuderebbe un bel pò di luoghi mistici….Molti ufologi di fama nazionale ed internazionale sono concordi nell’ affermare che tali apparizioni siano il frutto di tecnologie aliene, usate per scopi ancora poco chiari. Ovviamente ciò non è la mia opinione..

Siccome non mi considero una persona avente dei preconcetti, ho analizzato il problema tenendo conto di alcuni “fattori” ancora poco conosciuti.

In primis non si possono dimenticare gli innumerevoli miracoli avvenuti nei luoghi appena citati. Cosa ancora più curiosa è il fatto che in questi miracoli “speciali” acque svolsero un ruolo fondamentale. In poche parole, le apparizioni Mariane non hanno fatto altro che generare preghiere continue grazie al costante afflusso dei fedeli che a tutt’ oggi si rigenera e tutto ciò grazie anche ai numerosi miracoli avvenuti a mezzo di queste speciali acque (vedi Lourdes). A che pro esseri alieni escogiterebbero tutto ciò? Cosa certa è che la preghiera se sincera genera solo effetti positivi e benevoli. Per quanto riguarda queste particolari acque rimando il lettore agli articoli relativi agli studi svolti sulle cosidette “acque a luce bianca”, in questo blog è presente in merito un vecchio articolo. Non riuscì a farmi un idea in proposito fino a quando non mi capitò di leggere “L’ altro volto di Gesù” Vol. I a firma di Daniel Meurois -Givaudan edito dalla Amrita edizioni. A pag. 317 viene data una spiegazione del tutto diversa alla crocifissione del Maestro Gesù. Di fatto, tutti coloro che furono e che sono in grado di leggere negli annali dell’ Akasha sono concordi nell’ affermare che il Maestro Gesù non muorì sulla croce, bensì in tarda età. La crocifissione fu un atto necessario al fine di purificare il corpo vitale della Terra e ciò avvenne grazie alla discesa del Kristos nel corpo del Maestro. In poche parole quanto di negativo creato dall’ uomo nelle ere passate creò come una cappa di veleni che andava soffocando non solo il genere umano ma anche il nostro pianeta e più in generale l’ Universo tutto e tale concetto confermerebbe quanto molti contattisti asseriscono e ciò che siamo un tutt’ uno con il Creato. Ma se fu necessario far scendere lo spirito di Kristos al fine di purificare quanto ere di violenza ed orrori hanno generato, è mai possibile che lo stesso meccanismo può essere usato al fine di purificare e/o contrastare particolari influenze negative in più ristrette zone del nostro pianeta? In passato, anche se si hanno poche informazioni in merito, i Signori di Shamballah dovettero mettere fine agli orrori che un gruppo di Atlantidei stavano portando avanti. Non sappiamo di cosa si macchiarono ma dovette essere qualcosa di serio visto che ci volle la distruzione di Atlantide e la modifica degli equilibri planetari affinchè l’ evoluzione potesse proseguire nel rispetto delle leggi cosmiche. Ragionando su queste informazioni alquanto fuori dagli schemi, mi venne in mente Zaro in quel di Forio d’ Ischia con le sue apparizioni Mariane. Effettuando un pò di domande in giro soprattutto ai ben informati, sull’ Isola d’ Ischia ci furono (spero non ancora oggi) tre luoghi in cui venivano officiate messe nere. La prima zona era quella della Falanga alle pendici dell’ Epopmeo, l’ altra era la zona di S. Pietro in Ischia e la terza era la zona di Zaro, anche se ho ricevuto informazioni in merito anche alla zona dei Maronti. La situazione 25 – 30 anni fa non era certo delle migliori e sono in molti che mi hanno confermato il fatto che il Vaticano era ben al corrente di tutto tanto da spingere il Papa a venire sull’ Isola e se ciò fosse vero allora la questione è tutt’ altro che conclusa. Ritornando a Zaro, un bel giorno iniziarono le apparizioni e da allora niente più messe nere (opinione diffusa). Tale coincidenza rende scettici ancora molti abitanti dell’ isola. La storia di Zaro è molto nota al giorno d’ oggi. La nota trasmissione di italia uno “Mistero” se ne occupò in più di un occasione. Ad oggi non si conoscono ancora miracoli legati a Zaro mente per quanto riguarda le acque la cosa è ben diversa. L’ isola è ricca di sorgenti e non mi meraviglierei se una di esse fosse caratterizzata dalle qualità tipiche delle acque a luce bianca. Riguardando la foto elaborata al computer sembra che Ischia capiti giusto per poco all’ interno della piramide. In ogni caso lo schema è ben lontano dalla sua comprensione. E’ mai possibile che qualcuno usi queste apparizioni per purificare intere aree? E’ mai possibile che queste particolari acque possano curare anche lo spirito oltre che il corpo? Se ciò fosse vero, chi andrebbe ringraziato? Anche io andai a Zaro in un giorno di Marzo, c’ era molta gente incuriosita nettamente fuori luogo rispetto ai molti fedeli che pregavano ai piedi delle immagini religiose. Alcuni asserirono di aver avvertito odore di rose. Anche in questo caso non sapremo mai la verità, certamente da allora Zaro è diventato un posto migliore e mi piace pensare che qualcuno continui a purificare o a contrastare energie negative in zona con l’ iuto di preghiere sincere. Mi piace pensare che dietro tutto ciò ci siano le genti di Agartha, che da millenni vegliano su di noi e sulla nostra evoluzione spirituale. Questo è ciò che penso. I cuori che vorranno ringraziare avranno la loro occasione.

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