Città sotterranee

Tra i tanti personaggi illustri dei secoli scorsi, quello che da sempre mi ha affascinato è John Dee. Non è mia intenzione in queste poche righe approfondire o ricordare quanto si può apprendere in modo più dettagliato da altre fonti più autorevoli, bensì analizzare alcune Sue idee alquanto particolari. Infatti secondo il nostro scienziato (e ricordo che siamo nel XVI secolo) la Terra non sarebbe perfettamente rotonda bensì composta da alcune sfere tangenti fra di loro lungo dimensioni diverse. Immaginiamo il nostro Pianeta come una bolla di sapone sulla cui superficie, in maniera più o meno estesa, altre bolle di sapone intersecherebbero la sua superficie sia esternamente che internamente ovviamente considerando reale la possibilità di un universo multidimensionale! Ebbene, Dee ne fu talmente convinto tanto da supplicare ripetutamente la Regina Elisabetta ad intraprendere azioni di conquista nei confronti della Groenlandia da Lui considerata una terra estesa in maniera continua lungo altre dimensioni. Ciò avrebbe dato alla Regina un territorio con una superficie spropositata. Altra affermazione “curiosa” di Dee fu la sua convinzione del fatto che costruire macchine totalmente automatiche che faranno tutto il lavoro dell’ uomo è possibile e ben presto realizzabile. Cosa incredibile fu che, secondo lo stesso Dee, tali macchine nel 1585 furono già realizzate! Cosa aveva visto Dee? Ma soprattutto dove? Andando ancora più indietro nel tempo incontriamo il filosofo inglese Ruggero Bacone. Siamo nel XIII secolo. Nella sua “Epistolae de secretis operibus” si può leggere:

” Vi saranno imbarcazioni senza uomini che remano. Le grandi navi utilizzate per la navigazione fluviale e marina avranno bisogno di un solo capitano, e queste imbarcazioni saranno comunque più veloci di tutte le navi azionate da molti uomini. Ci saranno veicoli in grado di muoversi con immensa forza di propulsione senza animali da tiro. […] Ci saranno strumenti per volare, azionati da un uomo, che faranno ruotare qualcosa grazie a meccanismi intelligenti; questi meccanismi frusteranno l’ aria e con lai artificiali imiteranno il volo degli uccelli. Saranno estremamente utili anche strumenti in grado di sollevare e abbassare pesi enormi. Queste macchine sono state costruite nell’ antichità e di sicuro anche nella nostra era, forse per la sola eccezione delle macchine volanti che non ho visto e che, a quanto pare, nessun altro ha mai visto.

Il racconto è ancora lungo ma le domande sono tante. Dove Bacone apprese informazioni relative a queste macchine presenti un un remoto passato? Dove vide alcune di queste macchine nella sua epoca? Tenendo conto anche delle affermazioni di Dee sembra logico ipotizzare che da qualche parte siano state accessibili a pochissimi misteriosi luoghi ricchi di sapere e tecnologia. Ritonando poi sulle leggende Virgiliane, alla mente ritornano le misteriose invenzioni dello stesso Virgilio costruite a beneficio di Napoli e dei napoletani come la mosca d’ oro o il sagittario. Non credo assolutamente che si possano immaginare determinate idee o concetti. Ricordando il Siragusa, è possibile che la nostra storia sia stata segnata da misteriosi individui come Virgilio che il noto contattista, ricordiamolo, affermò essere un illuminato? Ricordo a tal proposito che la caratteristica principale legata ad un individuo chiamato “Illuminato” sarebbe la piena libertà di vita o di morte. Il non essere più legato alla nascita e alla morte in funzione di una ruota Karmica. E con “Illuminato” non intendo certo uno dei tanti individui che si definiscono tali nascosti dietro al fantomatico Nuovo Ordine Mondiale di cui spesso ascoltiamo notizie. Ritornando a noi e a presunti centri sotterranei, legati o non alla rete di Agartha, è interessante ricordare anche quanto si può apprendere dalle informazioni lasciate dall’ Entita Magister.

Secondo infatti Magister, nel solo Lazio esisterebbero innumerevoli centri sotterranei, i Kulmas, un tempo abitati e creati da entità extraterrestri scesi sul nostro Pianeta centinaia di migliaia di anni fa, quando il nostro paese era ben diverso. Molti di questi Kulmas, termine questo usato in maniera generale, esisterebbero tutt’ oggi e nasconderebbero tecnologie e documenti dei loro antichi occupanti.

Fantasia o realtà? Per ora non ci è dato saperlo.

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Sotto una piramide orientata alle stelle?

Erano mesi che volevo scrivere questa breve nota, fin da quando ho iniziato a leggere i libri Hancock e Bauval. Quale migliore occasione quindi per rispondere ai tanti che mi hanno fatto la seguente domanda :”Com’è possibile che i reali Borboni abbiano potuto costruire i tre edifici allineandoli alla cintura di orione se quest’ idea è stata elaborata solo in tempi moderni e dai ricercatori Hancock-Bouval?” Ebbene non c’è niente di più falso! E’ vero che le tre piramidi di Giza furono costruite secondo l’ allineamento alla cintura di Orione in tempi remoti (e NON dagli Egizi…) ma tale cosa non è stata scoperta dai due ricercatori. A prova di ciò basta leggere Jhon Milton e la sua poesia “Su Shakespeare” scritta nel 1630 per rendersi conto che già all’ epoca la cosa era ben risaputa:

 

Occorre forse al mio Shakespeare per le nobili sue ossa il sudore di generazioni in pietre accumulate?

O che giacciono sepolte le sue spoglie venerate sotto una piramide orientata alle stelle?

Caro figlio della memoria, grande erede della fama occorre forse al tuo nome una così debole testimonianza?

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Riflessioni

A pochi giorni dalla pupplicazione del mio recente articolo di cui sotto inerente il medaglione del film Vitriol, eccomi di nuovo con l’ intento di fare più luce su quanto scritto.

La soluzione che proposi del medaglione basa le sue fondamenta come avrete capito su due coordinate geografiche estrapolate dalla rotazione della stella. E’ da precisare però che dette coordinate rappresentano luoghi terrestri legati al nostro attuale ed internazionale ellissoide geodetico WGS84 in uso dalla metà degli anni 80 e frutto di rilevazioni satellitari GPS (per farla breve e semplice). Come mi fece notare un caro amico, non è possibile che tali coordinate siano legate alle tre strutture Borboniche quali l’ Albergo dei poveri, il Cimitero delle 366 fosse e il Chiostro di Poggioreale in quanto all’ epoca della loro costruzione (XVIII e XIX secolo) non vi potevano essere le conoscenze geodetiche attuali. Tra le altre cose all’ epoca probabilmente era usato il famoso ellissoide di Pierre Louis Moreau de Maupertuis (1698 – 1759) ben lontano dall’ attuale WGS84 e l’ orologiaio John Harrison (si era nel 1750) aveva da poco inventato il suo famosissimo cronometro grazie al quale si è potuto risolvere il problema del calcolo della longitudine). Come dicevamo, entrambi gli ellissoidi infatti sono caratterizzati da raggio equatoriale, raggio polare ed ellitticità iversa diversa. Con ciò non voglio dire che la soluzione da me proposta inizia a vacillare nella mia testa, anzi! Sono fermamente convinto che i tre edifici siano stati costruiti secondo l’ allineamento alla cintura di Orione, rimane però da rispondere ad un neo-nato interrogativo: “Quanto è vecchio il medaglione?”. Volendo rimanere con i piedi per terra, e considerando che alla fin fine le sue origini sono tutt’ altro che note, non lo considererei più vecchio di una trentina di anni in virtù proprio delle caratteristiche del WGS84. Se così non fosse allora dovrei “preoccuparmi” in quanto nel XVIII secolo vi era qualcuno in grado di determinare latitudine e longitudine di un luogo terrestre  con un approssimazione pari a come potremmo fare noi adesso! Ciò comporterebbe l’ esistenza di conoscenze tecnologiche segrete che ne permisero la  lalocalizzazione geodetica da noi conosciuta. Sebbene sia un interessante teoria (vedi a tal proposito le carte geografiche di Buache del XVIII secolo o di Oronteus Fineo del XVI secolo tanto per citarne un paio dove si riscontrano dettagli geografici impossibili per l’ epoca e per questo oggetto entrambe di numerose critiche) preferirei tenerla in secondo piano. Analizzando la storia dei tre edifici ci accorgiamo di come essi siano legati ai Borboni. Il real albergo dei poveri e il cimitero delle 366 fosse vennero voluti da Re Carlo III ai fini di un rinnovamento edilizio napoletano e per tale ragione chiamò a se l’ architetto Ferdinando Fuga. Non dimentichiamoci però degli stretti legami di amicizia tra il Re Carlo III e il Principe Raimondo di Sangro….. Diversa sorte invece toccò al Chiostro di Poggioreale. Iniziato su progetto di Francesco Maresca nel 1812, venne completato solo nel 1837 proprio grazie alla volontà di Re Ferdinando II. E’ possibile che i reali Borboni si siano tramandati un segreto progetto architettonico? Se ciò fosse vero, mi limiterei a credere che in un qualche modo a noi ignoto essi abbiano allineato i tre edifici alla cintura di orione o quanto meno dando ad esso questa forma. Le coordinate sono arrivate in seguito, in tempi moderni, magari al fine di creare un complesso rompicapo avente uno scopo ancora poco chiaro.

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La X e’ il punto dove “scavare” oppure….dove arrivare???

Da quando ebbi modo di assistere alla proiezione del film Vitriol l’ idea del medaglione e dei suoi segreti non è più andata via dalla testa. Oggi a distanza di un mese circa scrivo queste righe per dare nuovi spunti di riflessione in merito. Spero che le mie idee siano da aiuto a qualcuno. Andiamo con ordine.

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Senza ritornare sul come e dove è stato trovato (rimando al mio precedente articolo), il medaglione si presenta con una stella dal disegno alquanto particolare (secondo i reincarnati di Atlantide e senza scomodare i Realiani il simbolo in questione rappresenta i poteri ESP latenti in ognuno di noi e sviluppabili grazie alla pratica) in grado di ruotare grazie ad un piccolo perno centrale. Al di sotto della stella vi è un quadrato composto da una griglia numerica. La somma dei numeri di ciascuna riga o di ciascuna colonna dà sempre il numero 111. La stella è dotata di due buchi che lasciano intravedere una coppia di numeri nel momento in cui essa viene girata. Le punte della stella a loro volta danno una serie di numeri tra quelli che si trovano lungo la circonferenza del medaglione.

Analizzando la rotazione della stella sui suoi 360 gradi ci accorgiamo che sono possibili solo 4 coppie di numeri: 1-11 , 36-26 , 31-8 , 29-6. Solo due coppie sono utilizzabili in quanto le altre due in ogni caso portano ai medesimi risultati di cui sotto. La prima coppia di numeri è ottenuta dall’ indizio relativo alla vita di Adamo e alla sua collocazione nella bibbia che a rotazione avvenuta dà i numeri 40 – 52 -01 e 14 – 16 – 39. Tali numeri identificano la coordinata geografica del Cimitero delle 366 fosse. Ci rechiamo sul posto ed analizziamo l’ architettura dell’ edificio. Ci accorgiamo che i numeri 29 e 6 sono i numeri che ci interessano. Infatti corrispondono ai giorni di febbraio di un mese bisestile e al numero di fosse collocate nel perimetro coperto dell’ edificio. Tali numeri sul medaglione ci danno una seconda serie di numeri! Essi sono 40 – 52 – 14 e 14 – 17 – 31. Stesso gioco di prima e ci accorgiamo che i numeri corrispondono alle coordinate geografiche del Chiostro di Poggioreale monumentale edificio all’ interno dell’ omonimo cimitero. Carta geografica alla mano e ci si accorge che le due coordinate possono essere unite con una retta (ovvio) . Ma prolungando la retta verso Sud Ovest ci accorgiamo che essa passa esattamente sull’ Albergo Dei Poveri mastodontico edificio elaborato anch’ esso su progetto dell’ architetto Fuga. La geometria ci insegna che per tre punti passa una sola retta! Un caso? Non direi.

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Le stranezze non finiscono certo qui’, infatti non è il cortile allineato con il cimitero delle 366 fosse e il chiostro ad interessarci bensì quello centrale. Difatto ingrandendo la veduta aerea è evidentissima un enorme X….A questo punto la domanda nasce spontanea: “La X rappresenta il punto dove scavare o dove arrivare? A mio avviso l’ ipogeo del Chiostro di Poggioreale potrebbe nasconde l’ accesso ad una galleria sotterranea ben evidenziata in superficie ma all’ epoca dei fatti, in assenza di qualsiasi strumento elettronico, accorgersene e arrivare a queste considerazioni dal nulla era un impresa ardua. Prendete la mia conclusione come pura fantascienza, oppure no. A voi la scelta ma come mi fece notare il caro amico Marco non sarebbe la prima volta che “qualcuno” ci lascia un segno evidente della sua esistenza….

Le Parc Royal de Bruxelles

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V.I.T.R.I.O.L

Quando mia moglie mi disse che quella sera l’avrei accompagnata a vedere il film Vitriol, rimasi alquanto perplesso. Il titolo lasciava intravedere una trama certamente a carattere esoterico, ma la cosa che più mi intrigò fu il fatto che il film non sarebbe stata la solita “americanata”, anzi! Non avendone mai sentito parlare prima, mi informai all’ istante. Guardai con attenzione il trailer, la presenza di un attore isolano fu un motivo in più per andare a vederlo e l’argomento terra cava inserito all’ interno del film bastò per rendermi ansioso al punto giusto. Da anni seguo con attenzione questo argomento e quanti di voi mi conoscono sanno quanto tempo dedico alle mie ricerche. Quella sera ad essere sincero mi sarei aspettato in sala pochi curiosi ma dovetti ricredermi, la gente venne e rimase anche molto interessata agli argomenti affrontati nel film.

VITRIOL acronimo di Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem verrebbe tradotto con: “Visita l’ interno della terra per trovare la pietra nascosta”. Titolo questo sicuramente ben scelto vista la trama. Il film, per la regia di Francesco Afro De Falco, propone al pubblico una vera tesi di laurea incentrata su di un misterioso manufatto appartenente al misterioso Ordine Osirideo Egizio. Per rendere il tutto più interessante è da ricordare che il film in questione è un mokumentary in cui scene del film si alternano a reali riprese amatoriali relative alla ricerca in questione. La consulenza storico-esoterica è stata affidata a Luigi Braco già apprezzato grazie al suo sito www.iniziazioneantica.it e per quanti volessero approfondire gli argomenti trattati nel film rimando al sito in questione. Concludendo, benchè molti hanno etichettato il film come un prodotto di scarsa qualità e non è la mia opinione, invito alla sua visione. E’ un film che merita,sia perchè è stato girato grazie all’ impegno di un cast tutto under 30 sia per i contenuti proposti certamente non facili da gestire.

Passiamo subito alle mie considerazione sull’ intera vicenda. L’ Ordine Osirideo Egizio è stato e forse continua ad essere uno dei più misteriosi oridini segreti che la nostra storia conosca. Ad esso sono appartenuti personaggi alquanto particolari tutti in un modo o in un altro legati alla Terra Cava e ai segreti custoditi in essa. Da citare in primis il Conte di Sant-Germain che fu gran maestro iniziatore sia del Conte di San Severo che di Cagliostro. E terrei a precisare che il Conte di San Severo fu gran maestro dell’ Ordine Osirideo Egizio. Per chi volesse approfondire l’ argomento consiglio la lettura delle pagine di www.iniziazioneantica.it.

Sul Conte di Saint-Germain ritornerò in seguito con un articolo più dettagliato relativo alla fratellanza dei dodici e agli insegnamenti rilasciati nel corso dei secoli. Ritornando all’ O.O.E. il manufatto di cui si parla nel film è reale ed effettivamente composto da due parti che, se correttamente orientate, darebbero i numeri 40-52-01-14-16-39. Ovviamente il condizionale è d’ obbligo ma sono certo che essi rappresentino esattamente le coordinate geografiche del cimitero delle 366 fosse risalente al XVIII secolo così come interpretato nel film. Probabilmente all’ epoca in cui il manufatto veniva usato, bisognava provare effettivamente di poter “ricevere” ciò che era tenuto nascosto. Oggi bastano pochi secondi al PC per capire come questi numeri diano con precisione assoluta la posizione del cimitero. Si parlerebbe però (stando ad alcuni) di un manufatto composto da ben 4 parti (e non da 2) e ciò allungherebbe ulteriormente le ricerche in quanto se il cimitero fosse stato la meta di arrivo in cui cercare, ora con altri due indizi da scoprire la cosa diventerebbe molto più complicata. Ciò non toglie che il cimitero nasconderebbe qualcosa.

Costruito da Ferdinando Fuga, il cimitero è composto da 366 fosse caratterizzate da un lastrone di piperno numerato, una per ogni giorno dell’ anno (bisestile ovviamente). Nello spiazzo all’aperto ce ne sarebbero 19×19 . La fossa centrale del quadrato esterno lascia spazio al lampione. Lungo il perimetro coperto del cimitero prendono posto le rimanenti fosse. Dal mio punto di vista sarebbero tre i particolari “strani”. La fossa numero 366 relativa all’ anno bisestile è stata costruita della stessa grandezza delle altre e quindi in grado di contenere lo stesso numero di corpi (circa 120) cosa che in realtà non avveniva perchè i corpi da seppellire in quel giorno finivano quasi sempre nella fossa del giorno prima o in quella successiva; lo spazio centrale del lampione non convince e a finire rimarrebbero le fosse al coperto lungo il perimetro del quadrato. Cercherò di indagare in merito. Ritornando alle mie ricerche relative alla terra cava, è sempre stata  mia convinzione che nel sottosuolo di Napoli ci sarebbe un accesso ad una zona dell’ UNTERLAND di cui parlai in un precedente articolo e con ciò mi riferisco ad uno spazio sotterraneo appartenente però alla rete di Agarthi. La città sotto il Monte Barbaro potrebbe esistere al suo interno e potrebbe essere in comunicazione con il Monte Epomeo. Non dimentichiamoci che stando alla mappa disegnata da Max Fyfiled della terra cava, l’ enorme spazio che si troverebbe proprio sotto il Monte Epomeo sarebbe abbastanza grande per coprire l’intera area Napoletana. Ovviamente si parla di un qualcosa posto a decine e decine di chilometri al di sotto della superficie terrestre. Tutto ciò può essere solo frutto di fantasia? Secondo le mie ricerche no. Già in passato analizzai la questione del libro magico di Virgilio e solo accettando l’esistenza di una società segreta che si è tramandata “determinate” informazioni possiamo accettare il fatto che nel XII secolo qualcuno sapeva l’ esatta ubicazione della tomba di virgilio e relativo libro all’ interno di un monte (vedi il racconto di Giovanni da Salisbury). Qualcuno si prese la briga di seppellirlo nelle viscere di una montagna e stando ai racconti successivi il libro è molto più reale di quanto si pensi. Se tutto ciò fosse vero anche la misteriosa città posta nelle viscere del Monte Barbaro di cui prima potrebbe esistere e non dimentichiamoci che Corrado di Querfurt sembra ci arrivò,ma la trovò difesa “da immagini fatte d’aria armate di arco e spade”….Terrei a ricordare che il Conte di San Severo fu l’unico da noi conosciuto ad aver avuto libero accesso a tutti i libri “maledetti” conservati dal Vaticano tra i quali si suppone ci sia quello di Virgilio.

Non mi sorprenderei se venissi a sapere che una società segreta si sia tramandata per secoli conoscenze segrete destinate a poche persone, magari accettandole dopo che esse intrapresero una personale purificazione interiore. Uomini come Virgilio o il misterioso Ludowicus di cui parlò Giovanni da Salisbury potrebbero essere appartenuti alla stessa società segreta, come altri personaggi noti e meno noti della nostra storia come il Conte di San Severo o il Misterioso Cagliostro. Molti raccontano di entrate a mondi sotterranei, sia fisiche che dimensionali ma per tutte vale sempre lo stesso ammonimento: nessun uomo non puro di spirito può avvicinarsi al regno di Agarthi, l’inaccessibile.

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Unterland

Forse a molti di voi Douglas Dietrich non dice nulla, è un personaggio che agli occhi dell’ opinione pubblica non ricorda nulla. Eppure Dietrich è uno di quelle persone che la sa lunga su molte cose….Figlio di un militare decorato della Marina statunitense, lavorò per dieci anni come bibliotecario militare per il Dipartimento della Difesa presso la base militare del Presidio a San Francisco dove ebbe anche il compito di distruggere documenti  sensibili tra i quali documenti top secret a carattere storico. Ebbe però la furbizia di prendere nota su un quaderno di ciò che distruggeva. Per maggiori informazioni rimando il lettore al suo sito web www.douglasdietrich.com

Delle tante informazioni rilasciate da Douglas certamente quelle a seguito dell’ intervista rilasciata alla rivista Nexus tedesca nell’ aprile di quest’ anno ci lascia senza fiato. Da un lato ci sarebbero tutta una serie di informazioni relative al vero evolversi della Seconda guerra mondiale e dall’ altro si parlerebbe di una realtà della quale pochissimi hanno sentito parlare: l’ Unterland. Anche in questo caso rimando i lettori interessati al sito di Dietrich o al numero Nexus in questione. Ripercorriamo insieme le informazioni da me estrapolate dalla seconda parte dell’ intervista (l’ intervista è composta da tre parti di cui solo le prime due sono state date alle stampe).

La prima cosa che Douglas tiene a precisare è che furono solo le forze tedesche sul campo ad arrendersi agli Alleati cosa questa che avvenne senza interpellare il governo, a cui fu semplicemente permesso di andarsene. A seguito di ciò il Governo Nazista si riaffermò in molti luoghi, principalmente in Argentina e in Antartide e poi successivamente nell’ Unterland. Stando però ai documenti segreti visionati da Douglas, tra i membri del Governo Nazista in esilio era presente lo stesso Hitler oltre a Gobbels e Bormann. Se ciò fosse vero (e sembrerebbe di si) ci fu una vera e propria messa in scena atta a distogliere gli occhi dell’ opinione pubblica dalla morte di Hitler in quel bunker di Berlino. Alla gente bastava sapere che era morto ed è ciò che accadde! Il Governo Nazista in esilio venne riconosciuto come il Reich dei millenni e considerato come una terza forza nelle Guerra Fredda. Stando ai documenti di cui sopra all’ indomani della seconda guerra mondiale erano attive basi segrete in Norvegia, Groenlandia, nelle Canarie, in Antartide, in Sud America, in Argentina e soprattutto nell’ Unterland.

Ed è proprio sull’ Unterland che ci soffermeremo in quest’ articolo. Nel 1992 un geofisico di nome Alan Thompson pubblicò sul “Nature” del 23 Luglio 1992 un articolo intitolato “Acqua nel mantello superiore della Terra”. Il Thompson asseriva che sotto il mantello Terrestre vi fossero giacimenti di acqua così come vi erano giacimenti di un qualsiasi minerale. Tali giacimenti sarebbero così maestosi da rendere i nostri oceani piccoli e insignificanti. La conseguenza è che ci sarebbe più acqua sotto il mantello terrestre che in tutti gli oceani della Terra. Come prova a ciò sulla rivista New Scientist numero 2594 del 10 Marzo 2007 venne pubblicata la notizia che gli Americani grazie alle onde sismiche avevano dimostrato l’ esistenza di un intero oceano fra le rocce porose nelle profondità del pianeta, in corrispondenza di Pechino!

La cosa incredibile però è che tutto ciò i militari lo sapevano già da anni, e il governo nazista lo sapeva ancor prima di loro! L’insieme di queste cavità erose dall’ acqua nel corso delle ere ed in parte completamente asciutte oggi formerebbero i territori di UNTERLAND. Non si creda che si parli di piccole grotte, anzi! alcune sarebbero alte fin oltre un miglio e sarebbero interessate da fenomeni metereologici propri. Così come per l’ ipotetica Terra Cava, anche l’ unterland avrebbe delle “entrate” come quelle in Tibet, in Antartide, in Svizzera o in Germania. Una cosa è certa, è dal 1997 che non si hanno più notizie sull’ operato dei nazisti in queste immense cavità. Sicuramente il Governo Americano è ben consapevole dei progressi tecnologici a cui arrivarono i Nazisti fin dall’ inizio della guerra e lo capirono a spese loro quando, all’ indomani della fine della seconda guerra mondiale, subirono migliaia di perdite umane nonchè centinaia di aerei e mezzi navali durante l’ operazione Highjump. In breve persero la vita circa 3500 marines su ben 10000 uomini schierati. L’intento era quello di contrastare le forze belliche naziste stanziate nella loro base in Antartide. Ancor più incredibile è sapere che gli Americani subirono queste pesanti perdite a causa di misteriosi “Flugelrad” ovvero unità volanti a disco rotante. Forse un giorno molti aspetti della seconda guerra mondiale tenuti nascosti saranno resi noti e studiati fra i banchi di scuola. Per il momento Vi invito a documentarvi in maniera autonoma, magari prendendo in considerazione le informazioni contenute in questo breve articolo e approfondirle altrove con altri mezzi. Ad oggi quindi nessuno è al corrente di cosa o che fine abbiano fatti i nazisti stanziati nell ‘ Unterland. A mio modesto parere penso che morti i gerarchi responsabili delle atrocità ben note al mondo intero, i superstiti avranno intrapreso strade più “umane” anche perchè in un modo o in un altro avremmo avuto notizie di loro…..

 

 

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I video

Colgo occasione per ringraziare coloro che ieri sera mi hanno “sopportato” alla presentazione del mio libro. La presentazione prevedeva anche la proiezione di materiale fotografico e probabilmente anche di materiale video. Ed è proprio di questi video che vorrei parlarVi oggi. Nel Luglio 2010 ebbi la fortuna di assistere al passaggio di una piccola flottiglia di UFO. Si era in Succhivo d’ Ischia e la cosa più incredibile fu il fatto che questi oggetti uscirono letteralmente dal costone di roccia della Scannella in Panza d’ Ischia, località quest’ ultima dove vi sarebbe una misteriosa entrata/uscita occulta di questi UFO. Gli stessi oggetti volanti, sempre in gruppo, vennero avvistati e filmati a Napoli e Licola in un periodo molto vicino a quello in cui ebbi il mio avvistamento. Ho provato svariate volte a contattare gli autori dei due video, ma senza alcuna risposta. Ho deciso di postarli ugualmente così da dare una risposta in primis agli autori del video seppur indirettamente e successivamente dare un “qualcosa” da vedere a Voi tutti.

Nel video di cui sopra, è evidente come un elicottero sconosciuto sia interessato a questi oggetti volanti. Nel secondo video, il cui collegamento è postato in basso, gli oggetti volanti si mantengono al di sotto delle nuvole e di conseguenza sono soggetti alla pioggia cadente ragion per cui non possono essere lanterne cinesi.

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Ettore Majorana e la free energy

Nuovi particolari sul caso Majorana sarebbero venuti alla luce grazie ad un intricata e misteriosa storia raccontata grazie alle pagine de “Il Giornale” di martedì 6 luglio 2010 il cui articolo è facilmente reperibile in internet. L’ intera vicenda ebbe molta pubblicità grazie ad una servizio all’ interno di puntata della nota trasmissione “Mistero” andata in onda quest’ anno su una delle emittenti Mediaset. La storia, già di per se misteriosa e incredibile, mi ha dato modo di fare alcune personali riflessioni inerenti la famosa scomparsa di Majorana le cui indagini sembra siano state riprese proprio a seguito dell’ intera vicenda. Ma andiamo con ordine. Alla base di tutto ci sarebbe una misteriosa macchina in grado di dissolvere la materia rilasciando un immane quantità di calore. Questa macchina, negli anni ’70, venne sottoposta all’ attenzione del governo Andreotti il quale incaricò il Prof. Ezio Clementel allora presidente del CEN (Comitato per l’ energia nucleare) di effettuare i dovuti test. (per i dettagli rimando all’ articolo in questione).  Ulteriori particolari della vicenda sono leggibili in un libro “Il caso Majorana” a firma di Erasmo Recami. Nel testo si racconta di come il Dott. Rolando Pelizza (legato da un vincolo di parentela all’ autore del libro) abbia ricevuto in un arco temporale ampio oltre 10 anni lezioni di Fisica da un monaco, che tutti chiamavano il professore, all’ interno di un convento nel meridione d’ Italia. La Fisica di cui parliamo è qualcosa che ad oggi non ci appartiene ancora, in quanto anni dopo ha portato alla realizzazione della famosa macchina. In poche parole essa era (è) in grado di creare positroni dal vuoto assoluto e di annichilire la materia! Unica condizione imposta dal monaco fu quella di usare la macchina per soli scopi pacifici. Il monastero al centro della vicenda sarebbe proprio quello della Certosa di Serra San Bruno in Calabria. E molti sostennero tale tesi a cominciare dallo Sciascia e proseguendo con il giornalista Sharo Gambino. E molte sarebbero anche le dicerie che vorrebbero proprio all’ interno del monastero un monaco capace di risolvere calcoli complicatissimi; del resto anche durante la sua visita ufficiale alla certosa, Giovanni Paolo II ricordò che quella certosa accolse proprio Majorana, notizia subito smentita dai frati!

A quel convento bussò anche la madre di Majorana, Dorina Corso, ma il priore non volle farla entrare dicendole poi: “Ma Signore, se suo figlio è felice così, perchè lo cerca?”

La misteriosa macchina ora sarebbe al vaglio di un gruppo di ricercatori dell’ Università di Pavia guidati dal Prof. Sergio Ratti. Ma torniamo alle nostre ipotesi. Da tutta questa notizia la cosa certa è che chiunque abbia rilasciato le conoscenze per poter creare la macchina avesse un sapere a cui oggi non siamo ancora giunti. In poche parole la macchina non dovrebbe esistere, se poi pensassimo al fatto che la vicenda partì negli anni ’50…..Ma come è stato possibile portare avanti studi così complessi sui positroni e applicare il tutto ad un congegno? E in quali laboratori? Con quali apparecchiature? E’ evidente che i conti non tornano (Majorana o non Majorana).

Unico Italiano che ci fornì informazioni dettagliate “alquanto particolari” sulla vicenda Majorana fu Eugenio Siragusa che affermò senza ombra di dubbio che il Majorana avesse deciso di collaborare con l’ organizzazione di Agartha al fine di creare un radioso futuro al genere umano. Lo stesso Majorana venne visto più volte in compagnia di altri scienziati in prossimità di dischi volanti. Ovviamente tutto ciò non è dimostrabile ma è interessante tenerle a mente. Majorana sicuramente era la persona adatta a collaborare con Agarthi, aveva le doti giuste. Aveva visto le potenziali minacce che il nucleare avrebbe sviluppato e ciò andò sicuramente contro i suoi principi. Anche in questo caso Majorana sembrerebbe non essere legato a qualcuno in particolare e se fece perdere le tracce evidentemente capì che i suoi ideali sarebbero stati anche al di sopra degli stessi legami familiari. Penso infatti che Majorana abbia effettivamente frequentato il convento usandolo soprattutto come “avamposto” di superficie. E chi lo ospitò sempre a mio parere era al corrente di tutto ciò. In poche parole il Majorana donò intenzionalmente le sue conoscenze al mondo e scelse il luogo e i tempi giusti.

La vicenda è tutt’ altro che conclusa, ma non si pensi di trovare il Majorana nascosto da qualche parte. Se tanto mi dà tanto in ballo ci sono tecnologie e progetti aldilà della nostra umana comprensione. Chi vivrà vedrà.

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Acque a luce bianca

Sul numero 99 di “Nexus new times” relativo al periodo Agosto-Settembre 2012 è stato pubblicato un interessantissimo articolo a firma di Dan Eden, pseudonimo giornalistico del ricercatore/scrittore/redattore Gary Vey intitolato “Il DNA emette luce?” che a fine lettura mi diede molto da riflettere aprendomi nuovi campi di conoscenza in cui inoltrarmi. Senza scendere nei particolari, rimandando il lettore interessato all’ articolo di cui sopra, elencherò solo le informazioni più significative. Verso la metà del secolo scorso il Dott. Pjotr Garjajev dichiarò di esser riuscito ad intercettare una comunicazione proveniente da una molecola di DNA sotto forma di fotoni ultravioletti; negli anni ’70 il Dott. Fritz-Albert Popp ed il suo collaboratore Bernard Ruth iniziarono una serie di esperimenti nei quali, grazie all’ aiuto di un apparecchio simile a un rivelatore di raggi X che utilizzava un fotomoltiplicatore per calcolare la luce,evidenziarono un emissione costante di fotoni o onde di luce! in poche parole un alone di luce circondava la pianta o il vegetale in un ambiente completamente buio in cui solo il fotomoltiplicatore era in grado di penetrare. La teoria del Dott. Popp venne ben presto estesa all’ uomo. Secondo Lui quando mangiamo dei vegetali, evidentemente assumiamo dei fotoni e li immagazziniamo.

Si è scoperto (riprendendo dall’articolo di cui sopra) che i fotoni innescano i processi nel corpo così come un direttore d’ orchestra introduce ciascuno strumento nella sonorità collettiva. A diverse frequenze, svolgono funzioni diverse.

“Ogni secondo, in ogni cellula avvengono circa 100.000 reazioni chimiche. La reazione chimica può avvenire soltanto se la molecola che reagisce viene eccitata da un fotone….Una volta che il fotone ha eccitato una reazione, ritorna nel campo ed è disponibile per altre reazioni.”

Rimaneva comunque da capire da dove arrivava la luce. Gli studi di Popp dimostrarono che una delle fonti principali di luce ed emissioni di biofotoni era il DNA, considerato come un diapason da cui il corpo prende il “LA”. Popp si convinse che processi quali il rimarginarsi di una ferita e l’interruzione di produzione di cellule sane si interrompesse grazie proprio grazie ad un sistema di comunicazione basato sull’ emissione di deboli emissioni di luce (tra l’altro a bassa intensità visto il microscopico mondo in cui tutto ciò avverrebbe). Ben presto Popp orientò i suoi studi sulle persone malate scoprendo come queste ultime presentavano perdite di luce in quanto non vi era più un ordine, la luce non seguiva più i naturali ritmi biologici (studiati approfonditamente su soggetti sani). In poche parole “l’ orchestra” non suonava più in maniera armonica e ben presto Popp si accorse di come le malattie interessanti l’uomo derivassero da troppa o poca emissione di luce.

Da questi ed altri studi si è potuto arrivare a terapie con biofotoni dove la luce viene applicata a particolari aree della pelle a scopo curativo. I fotoni (luce) emessi assorbiti dalla pelle raggiungerebbero il cervello che coordinerà la bioenergia umana.

La cosa più incredibile resta il fatto che il Dott. Popp ipotizzò che possa esistere uno scambio di fotoni anche verso l’esterno in modo da mettere in comunicazione anche diversi esseri viventi appartenenti ad una determinata razza. Poteva mai l’uomo assimilare fotoni da fonti esterne al fine di correggere la propria luce qualora ce ne fosse stato bisogno? Il Dott. Popp riteneva concreta tale ipotesi in quanto precedentemente scoprì che  le sostanze cancerogene introdotte nel corpo avessero la capacità di alterare le emissioni di biofotoni al suo interno. Era dunque possibile il processo inverso? A questa domanda sembra rispondere affermativamente  la Dott.ssa Enza Ciccolo. Secondo la nostra compatriota, le cosiddette acque a “luce bianca” conterrebbero tutte le frequenze, tutte le informazioni dello spettro luminoso. In poche parole, il nostro corpo assimilando questo tipo di acque avrebbe a disposizione tutte le “informazioni” necessarie affinchè possa recuperare se necessario la sua armonia bioenergetica. Come possa essere possibile tutto ciò rimane ancora tutto da scoprire, sebbene la Dott.ssa nel suo libro “L’energia delle acque a luce bianca” approfondisca nei dettagli il tutto.

Ho avuto modo di leggere il volume in questione ed onestamente, anche avendo a cuore l’ argomento, ho trovato la lettura troppo complicata. Per chi non fosse a conoscenza dell’ intera questione, amo ricordare che una delle più famose acque a luce bianca è quella di LOURDES, legata a tante guarigioni miracolose. Lo studio effettuato su questo tipo di acque con un approccio come quello della Dott.ssa Ciccolo è sinonimo di grande apertura mentale e perchè no spirituale. Si è visto che un acqua “normale” dopo essere trasportata in un luogo di preghiera presentava in seguito le caratteristiche tipiche di un acqua a luce bianca, fatto questo che ci ricorda come molto c’è da scoprire. E’ mia opinione asserire che un ambiente ricolmo di preghiera ed amore influisca misteriosamente sull ‘uomo e sul suo spirito, e non è sbagliato ipotizzare che possa influire anche sulle acque. Ma se tutto ciò potesse essere vero, le domande si moltiplicherebbero.

Nel caso di LOURDES,all’ epoca dei fatti, la miracolosa fonte scaturì dalla terra per opera della Madonna, che indicò a Bernardette il punto in cui scavare. Ne segue per ragionamento (in quanto l’ acqua da allora non è cambiata) che l’ acqua scaturì dalla terra già dotata delle sue particolari caratteristiche. Come ciò potè verificarsi? Possibile che una qualche “entità” abbia voluto regalare al genere umano un acqua le cui caratteristiche avrebbero un giorno fatto capire che L’UOMO è UN ESSERE DI LUCE? Ritornando all’ argomento Agarthi non mi risulta che al di sotto di Lourdes possa esserci un qualche centro spirituale legato a Shambhalla. Se poi volessimo tenere in considerazione il centro spirituale di Yapool di cui abbiamo notizie grazie a Carlo Barbera, dovremmo arrenderci al fatto che esso si trovi sotto la Biscaglia con un estensione massimo fino alle province Basche. In pratica risulterebbe troppo lontano. Molti sono quindi gli interrogativi senza risposta. Il più grande mistero rimane sempre il fatto che molti sono guariti grazie a quest’ acqua ma è anche vero che molti attendo ed hanno atteso invano. Come si spiega tutto ciò? Nessuno fino ad ora è riuscito a darci una risposta plausibile. Oggi giorno però sappiamo, grazie a studiosi come il  Dott. Masaru Emoto, che l’ acqua nella sua generalità risente dei nostri stati d’animo, dei nostri umori e dei nostri pensieri. Infatti è stato accertato che essa cristallizza in maniera diversa a seconda dei fattori appena citati. Amore e pensieri positivi riescono a creare cristalli armoniosi e coerenti a differenza di pensieri negativi e stati d’animo non dissimili.

Spesso ho pensato al perchè certe acque riuscivano a guarire solo qualcuno e non tutti. Penso che la spiegazione in un qualche modo è possibile leggerla nel testo “I primi insegnamenti del Cristo” di Daniel Meurois-Givaudan edizioni Amrita opera in cui gli insegnamenti del Cristo sono ritornati all’ umanità grazie all’ Akasha. Cito testualmente da pag. 102:

“Jeshua insegnava che la guarigione non doveva avvenire prima che la funzione educativa della malattia avesse portato a compimento, pienamente, la sua opera sui vari corpi. […] Capimmo che non fosse il caso di interrompere un meccanismo fino a quando esso non si fosse esaurito da solo.

La malattia come metodo di insegnamento. Durante i nostri cammini terreni il corpo ne avrebbe bisogno. Sia come sia non dimentichiamoci l’ unica cosa certa e reale di tutto ciò appena scritto: L’ uomo E’ un essere di luce.

 

 

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La Madonna della Montagna

La notizia risalirebbe al 2010 e più precisamente al mese di Luglio. Il luogo di culto teatro della vicenda è una piccola grotta sul Monte Barbaro in cui è stata collocata per devozione e ringraziamento di guarigione miracolosa avvenuta una statua della Madonna di Lourdes. Una miracolosa guarigione ad un male incurabile avvenuta in favore di un residente della zona sul quale i medici hanno alzato le mani. Il messaggio della Madonna trasmesso in segno al fedele è semplice: Pace! Da allora per la “Madonnina si sotto il Monte” è iniziato un vero e proprio cammino di fede dei tanti che, per devozione, si avventurano fin sopra la piccola grotta. A detta di alcuni, sul posto si avvertirebbero energie particolari.

La vicenda, vera o non vera, non può far altro che risvegliare altre coscienze. Il messaggio di Pace è un messaggio di cui la nostra società moderna ha sempre più bisogno. Che ben venga un nuovo piccolo luogo di culto in cui la preghiera e l’amore possano rifiorire nei cuori della gente. Spesso amici e parenti mi hanno domandato se possa esistere un legame tra le apparizioni Mariane ed entità extraterrestri.

Da sincero credente (non piegato alle innumerevoli ed umane leggi e dogmi creati ad hoc da alcune istituzioni religiose) amo rispondere che non importa sapere se ci possa essere un legame tra le due cose. Quello che conta veramente è l’ amore e la pace che da questi avvenimenti possono nascere nei cuori della massa. La preghiera nata da amore sincero è l’ arma più più potente che i giusti hanno. E non è eresia ricordare che nei luoghi di culto, grazie proprio alla preghiera e all’ amore che si manifesta, si respiri un atmosfera “diversa”, in cui l’ anima è alleviata da ogni fardello, che si creda o no in certe “cose”.

E’ una strana coincidenza però il fato che sia ad Ischia e sia sul Monte Barbaro siano presenti luoghi di preghiera riconducibili ad apparizioni o presenze Mariane. La Madonna di  Zaro ad oggi è ben nota al fedele internazionale, un po meno quella del Monte Barbaro. Nelle mie ricerche ipotizzo per entrambi i luoghi  la presenza nel sottosuolo di “avamposti” riconducibili ad Agarthi. Con ciò non voglio prendere nessuna posizione in merito ma è interessante notare la coincidenza appena esposta. A breve ritornerò sull’ argomento con ulteriori dettagli.

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