A proposito di coincidenze…..Il Tempio (Parte seconda)

Dall’ analisi fatta poco tempo addietro sulla questione “altari laterali” della chiesa della Maddalena a Casamicciola rimaneva un dato di fatto: il numero 64. Questo numero venne volutamente impresso su di una piccola croce in ferro grazie a delle rivettature. La croce, e queste sono informazioni ottenute grazie a persone molto anziane, sembra venne aggiunta successivamente alla statua a cui tutt’ oggi appartiene.

Detta statua, lignea, rappresentante un San Giovan Giuseppe della Croce circondato da piccoli angeli, era ubicata nella Chiesa del SS. Crocifisso in località Cretaio. In questa chiesa sembra ci rimase fino a quando venne spostata nella Chiesa della Maddalena in Casamicciola dalla quale venne spostata al Museo Diocesano di Ischia Ponte. Se le testimonianze raccolte, purtroppo non verificabili a mezzo documenti, corrispondessero al vero, qualcuno si prese la briga di costruire una piccola croce, incidervi 64 punzonature sopra e fissarla alla statua. Noi quella statua l’ abbiamo vista e rivista. Effettivamente, vedi foto, si nota una forma semicircolare ai margini della croce e noi  ipotizziamo che essa servì a fissare la croce alla statua senza però intaccare le punzonature. Successivamente, mano ignota, fissò nuovamente la croce alla statua a mezzo vite. Ovviamente non ragionando sul perché in precedenza venne fatto diversamente….

Ma allora come mai è così importante questo numero?

Un primo passo lo possiamo compiere ragionando matematicamente sul numero stesso. Il 64 è, come detto in precedenza, un cubo perfetto e ciò grazie al fatto che esso può essere ottenuto moltiplicando per tre volte lo stesso numero. In questo caso il numero 4. Parlando però di cubo è logico immaginare un cubo avente per lato 4. Ma perché legare questo numero alla chiesa? Forse sarebbe meglio a questo punto domandarsi perché la chiesa venne legata al concetto di cubo perfetto e non necessariamente al numero 64.

A nostro parere, chi associò il 64 alla chiesa lo fece per portare il ricercatore verso il concetto stesso di cubo perfetto. Infatti, così ragionando, un passo importante lo facciamo quando si ricerca nella Bibbia il concetto stesso di cubo perfetto. Ovviamente il lettore non troverà esplicitamente le parole “cubo perfetto” ma qualcosa di simile certamente si. Bibbia alla mano apriamo al “Primo libro dei Re”, capitolo 6: La costruzione del Tempio. A questo punto è chiaro che si volle associare “simbolicamente” la costruzione del Tempio di Gerusalemme alla costruzione della nuova chiesa di Casamicciola. Essendoci fermati al capitolo 6 ci solletica l’ idea che probabilmente il nostro anonimo enigmista vuole portarci ad un numero 4 così da ottenere nuovamente il numero 64. Ma se il numero 6 è rappresentato dal capitolo, il numero 4 per forza di cose deve rappresentare un versetto. E qui entra in gioco l’ abilità del nostro ignoto. Scorredo dal primo versetto, per ottenere il numero 4 abbiamo a disposizione una serie di tentativi: abbiamo il versetto 4, il 13, il 22 ed il 31. Tutti versetti che a ben leggerli nulla ci dicono, eccetto uno: il numero 13.

Esso recita: “Io abiterò in mezzo agli Israeliti; non abbandonerò il mio popolo Israele”. Detta frase si sposa benissimo con la situazione in cui erano immersi gli animi post terremoto di Casamicciola. Una nuova chiesa, simbolo di rinascita morale e spirituale mirava a diffondere esattamente questo messaggio. Nostro Signore stabilmente nel nuovo tempio a protezione del popolo da troppo tempo provato.

Ma il numero 64 non si esaurisce certo così, anzi. Individuato libro, capitolo e versetto il lettore noterà che esso si sposa molto bene anche con il concetto di cubo perfetto. Di fatto nel capitolo 6 del Libro dei Re si fa riferimento al “Sancta Sanctorum”, il Santo dei Santi, l’ area più sacra del Tempio in cui era custodita l’ Arca dell’ Alleanza. Dal capitolo in questione, apprendiamo che esso fu costruito 20 cubiti x 20 cubiti x 20 cubiti.

Parliamo quindi di un cubo. Al fine di capirci qualcosa in più chiediamo aiuto al testo intitolato “La tenda del deserto” di Francesco Piro dove, a pagina 35 e seguenti, apprendiamo che 20 cubiti sono pari a 9 metri, prendendo come riferimento il “cubito comune” (sebbene le varianti del cubito rimangono tante). Ma se 9 è da considerare il numero usato per i lati del Sancta Sanctorum allora siamo in presenza di un cubo perfetto! Il 9 è uno di quei numeri grazie al quale è possibile costruire un cubo perfetto. E qui ritorniamo al concetto di “volume e spazio”. Il messaggio a questo punto è chiaro. La chiesa è costruita con geometrie sacre, senza le quali al suo interno la Divinità non può risiedere. Ecco quindi svelato il significato della frase rivelata grazie agli altari laterali: San Giovan Giuseppe il Tempio mi porgerà. Un Tempio le cui sacre misure sono degne di accogliere Nostro Signore. Ma è davvero tutto?

Qualche giorno addietro, mi soffermai sulla chiesa della Maddalena vista dall’ alto grazie al solito google earth.  Mi domandai quale potesse mai essere l’ orientamento del suo asse longitudinale rispetto al Nord Vero.

Per rispondere alla domanda mi concentrai sul viale di accesso innanzi alle scale. Scelsi due punti, lessi le coordinate e mi calcolai l’ orientamento”, essendo i due punti sullo stesso asse maggiore della chiesa.

Curioso come il valore ottenuto sia di circa 64 gradi…Mi verrebbe da pensare che l’ orientamento sia stato pre calcolato grazie alla stella polare. Una misurazione ottenuta con la bussola non avrebbe dato un buon risultato. Essa necessita dei meridiani magnetici e conseguentemente del Nord magnetico, ma sappiamo che il Polo Magnetico cambia di posizione di anno in anno, ragion per cui l’ orientamento non avrebbe mantenuto negli anni il suo valore. Che ci sia anche questa volta lo zampino di Giulio Grablovitz, esperto fin dall’ adolescenza di astronomia e calcoli astronomici?

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