Bendanderie

Il 17 ottobre 1893 nasceva a Faenza Raffaele Bendandi, autodidatta scienziato italiano. Appassionato di astronomia e geofisica, già dagli anni adolescenziali, dedicò anima e corpo allo studio dei terremoti. Fu nel 1917, durante il servizio militare, che focalizzò la sua attenzione sulle forze planetarie e sui loro possibili effetti sulla crosta terrestre.

Da quei primi pensieri nacque la sua tanto discussa teoria. Bendandi ipotizzò che la luna, il sole e tutti gli altri pianeti posso influire sulla crosta terrestre così come avviene per le masse d’ acqua. Di conseguenza si avrebbe una marea terrestre che, qualora si verificasse in punti già stressati, darebbe vita ad un terremoto. Al fine poi di dare previsioni su futuri terremoti, Bendandi iniziò a cimentarsi in calcoli complicatissimi generando grafici ancora oggi poco chiari. Una cosa rimane certa. Alla base di tutto vi era la possibilità che la causa scatenante i terremoti non necessariamente dovesse essere di natura endogena.

Se così fosse, ci dovremmo preoccupare anche delle forze planetarie che, in  alcuni casi, avrebbero effetti disastrosi. E scrivendo ciò ci riferiamo ai cosiddetti “allineamenti planetari”, non frequenti ma neanche tanto rari.

Forse la cosa susciterà molta ilarità ma è bene affrontare ed approfondire, se possibile, con mente aperta e libera da preconcetti l’ intera questione.

Bendandi appartenne alla categoria degli autodidatti, in grado di costruirsi con le proprie mani gli strumenti di cui necessitava.  Grazie all’ Associazione Bendandiana si è potuto collezionare il materiale salvatosi dalla distruzione voluta dallo scienziato, in preda all’ ira, a seguito dell’ ennesimo rifiuto ricevuto dalla comunità scientifica del tempo relativamente ai suoi studi. Non è nostra intenzione approfondire oltre il necessario i suoi studi, ci basti sapere, oltre a quanto appena scritto, che nel 1920 entrò a far parte della “Società Sismologica Italiana”.

Grazie ad una semplice ricerca on line, incappiamo in un articolo del “Corriere di Ravenna e Imola” del novembre 2016 dal titolo “Terremoti, Bendandi aveva ragione. Gli ultimi studi confermano le sue teorie” a firma di Francesco Donati.

Alla base dell’ articolo vi è uno studio pubblicato su “Nature Geoscienze” da un team di ricercatori giapponesi dell’ Università di Tokio, coordinati dal sismologo Satoshi Ide. Lo studio mette in risalto la possibilità di avere una marea terrestre di ampiezza compresa tra i 30 ed i 40 centimetri, causata dalle forze gravitazionali luni/solari. Un tale fenomeno, sarebbe in grado di provocare un terremoto. Il Presidente dell’ INGV Carlo Doglioni, controbattendo, non esclude una diversa dinamica alla base di un terremoto, affermando che una marea terrestre può verificarsi provocando ripercussioni soprattutto dove la crosta terrestre è di per sé allo stato critico. Bendandi aveva ragione? Scopriamolo insieme.

Nei suoi complicatissimi calcoli, continua Doglioni, la falla principale era legata al luogo preciso in cui si sarebbe sviluppato il sisma. Ma l’ INGV ci va con i piedi di piombo. E’ prematuro parlare di “previsioni”.

Ma a noi queste informazioni servono ad altro. Sappiamo che Giulio Grablovitz fece parte della “Società Sismologica Italiana” insieme a Padre Galli. Con Bendandi ebbe in comune anche la formazione autodidatta oltre alle materie di studio intorno alle quali ruotarono le loro carriere scientifiche. Giulio Grablovitz passò a miglior vita nel 1928 ragion per cui dovette necessariamente venire a conoscenza degli studi di Bendandi. E noi possiamo provarlo. Un documento scritto dal Grablovitz riporta un elenco si studi a cui lo scienziato si interessò. In alto è chiaramente leggibile “Bendanderie”.

 

Grazie ad alcuni “dialoghi”, che riporteremo nel seguito di “Epomeo, figlio di Agarthi”, apprendemmo che sul finire del XIX secolo, alcuni ischitani dediti all’ esoterismo si riunirono per portare a termine un importante progetto. Creare una bolla di energia a protezione dell’ isola d’ Ischia dalla minaccia di un futuro e devastante sisma. Verosimilmente il terremoto del 1883 dovette scuotere gli animi di tutti. Non è nostra intenzione giudicare nessuno; siamo consapevoli anche del fatto che, se tutto ciò dovesse risultare vero, certamente non avremo modo di conoscere le tecniche grazie alle quali ciò sarebbe possibile. Al riguardo di questa misteriosa bolla di energia protettiva, le informazioni in nostro possesso vennero ottenute grazie a metodi “non ortodossi” ma ciò bastò per indagare. La bolla esiste e gode di ottima saluta. Tanto basta. Del resto, Ischia non ha mai più sofferto di eventi sismici disastrosi come quello del 1883!

Coincidenza? Continuiamo. E’ storia il fatto che il 1883 fu un anno che vide la nascita di numerosi osservatori astronomici. Flammarion e Padre Galli furono tra coloro che in quel periodo diedero vita ai loro osservatori. Ma entrambi si occupavano di controversi studi…. Un terremoto, scientificamente parlando ed escludendo dall’ analisi la controversa “valvola sismica” di Pier Luigi Ighina, non è possibile evitarlo. Nessuno è in grado di sapere dove e come si manifesterà. Le cose cambiano se, oltre a forze esclusivamente endogene, i terremoti possono verificarsi anche a causa di forze planetarie. Astronomicamente, gli allineamenti planetari sono studiati da sempre. Un terremoto di tipo “planetario” non solo potrebbe giustificare il fiorire di osservatori astronomici nel 1883 ma anche giustificare l’ operato di coloro che diedero vita alla bolla energetica isolana. La sua presenza può essere solo giustificata qualora parlassimo di “forze cosmiche”! Tutto ciò porterebbe ad affermare che il terremoto di Casamicciola del 1883 fu un evento dovuto a forze cosmiche.  Se così fosse, in ambito esoterico, vi furono persone già a conoscenza degli effetti derivanti dalle “maree terrestri” su particolari luoghi. Casamicciola venne considerato uno di questi. Con cosa sia stato possibile deviare queste forze cosmiche ancora non lo sappiamo. Anche in questo caso, viste le informazioni già in nostro possesso, ci verrebbe da affermare che Giulio Grablovitz fu uno di quegli ignoti uomini che, spinti da immensa generosità ed amore verso il prossimo, si adoperò esotericamente per porre fine ad un futuro ma inevitabile evento sismico ischitano.

Non dimentichiamoci poi che il 1883 fu l’ anno in cui si verificò un altro importantissimo evento: l’ esplosione del Krakatoa; si era ad agosto ovvero poche settimane dopo il sisma di Casamicciola………. Quali forze cosmiche giochino con il nostro pianeta e con quali intensità ed in che modo non ci è dato saperlo. Sono studi ancora in fase embrionale. Interessante a tal proposito l’ analisi fatta da un’ utente inglese su un sito specializzato in merito ad allineamenti composti dal Sole, dalla terra e da Venere imputando a quest’ ultimo la colpa di eventi sismici molto significativi. Per chi fosse interessato può rifarsi all’ articolo intitolato “Venere, allineamenti e transiti. Passato e presente di un incrocio planetario fra i più pericolosi per la geologia terrestre”, reperibile on line in lingua italiana.

Lo studioso inglese si sofferma sui possibili effetti che la magnetosfera terrestre e quella venusiana creerebbero durante la loro interazione; non in fase di perfetto allineamento ma durante l’ entrata e l’ uscita da esso da parte di Venere. La finestra temporale entro cui si avrebbe l’ effetto sismico sarebbe di circa 6 mesi. A generare il tutto è il rilascio da contatto della magnetosfera di Venere con quella terrestre.

I termini usati sono “Pre-transit bump e post transit snap”. In maniera più generale si verificherebbe uno scarico di forze così come avviene su particolari molle. Tutto questo per far capire come i terremoti, oggigiorno, sono al centro di numerosi studi; forse la comunità scientifica si è accorta di dover approfondire tematiche fino ad ora relegate agli studi dei  “pseudo scienziati” quali Bendandi o Ighina. Forse lo sarebbe stato anche il Grablovitz se non fosse stato furbo nel tenersi per se certi studi….

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