Hector Galicia ad Ischia

 

Quanti di voi hanno mai sentito parlare del contattista Hector Galicia1? Penso in pochi, soprattutto dalle nostre parti, sempre se non siete ufologi o appassionati di questo argomento. Il 19 agosto del 2016, invece, la pensavamo diversamente. Fu allora che una nostra amica ci contattò chiedendoci se potessimo suggerirgli un luogo appartato su all’ Epomeo, per un gruppo di persone, dove riunirsi e prendere contatto con i Fratelli dello spazio. In quel momento non capimmo bene la richiesta ma poi apprendemmo che dietro quell’ incontro che si sarebbe tenuto ad ottobre ci sarebbe stato, come punto focale, il contattista Hector Galicia. Fino a quel momento non avevamo la minima idea di chi fosse Hector. Ci informammo subito ma, sebbene leggemmo cose meravigliose su di lui e sugli incontri ravvicinati che riusciva a creare in certi luoghi ed in certe situazioni, il suo nome continuava a restarci indifferente. Consigliammo, visto il gran numero di persone che probabilmente avrebbe pernottato lì su, di recarsi alla Pietra dell’ Acqua in virtù delle sue particolari caratteristiche.

Non passarono neanche due mesi che ricevemmo una mail dal nostro amico Vincenzo Pinelli (altrogiornale.org) il quale, entusiasto, ci informava dell’ arrivo ad Ischia di Hector Galicia. Conoscendo l’ indiscusso background da ricercatore di Vincenzo, capimmo che Hector era qualcuno di molto importante e particolare che, stranamente, ad Ischia non alzava nessun “polverone“ a differenza di quanto stava accadendo a Napoli e prima ancora in Italia. Venimmo a sapere che la tappa ischitana era un’appendice di quella napoletana a sua volta inserita in un vasto tour italiano2.

Dalle lunghe conversazioni avute nei successivi giorni con l’ amico Vincenzo, capimmo che l’ occasione di avere Hector ad Ischia probabilmente era irripetibile e doveva essere vissuta! Grazie a lui, in poche ore venimmo contattati direttamente dalle organizzatrici dell’ evento che ci permisero di trascorrere quelle ore in loro compagnia e furono molto contente di apprendere che ad Ischia ci fossero persone come noi coinvolte in particolari ricerche. Il nostro prima di tutto è un percorso di consapevolezza a favore nostro e di chi ci circonda.

Quella sera di metà ottobre rimanemmo tutti d’accordo di incontrarci al loro arrivo ad Ischia e, tempo di sistemare i bagagli in hotel, li avremmo portati nei luoghi a noi più cari ovvero all’ Albero Maestro di Fondo d’ Oglio ed alla fonte di Nitrodi.

Era il 21 ottobre quando i nostri amici arrivarono ad Ischia.

Nel pomeriggio infine vennero fatte le presentazioni e nel giro di una mezz’ora eravamo già sulla strada per Fondo d’ Oglio. Durante il tragitto non perdemmo occasione per spiegare cosa fosse per noi l’ isola; le energie che possedeva ed i luoghi particolari dove era possibile entrarci in contatto. Quel pomeriggio iniziammo a conoscere quel gruppo che l’ indomani avremmo accompagnato su all’ Epomeo: Hector e Barbara, Lucia e Barbara (le organizzatrici), Luca l’ interprete (in foto con Hector), Padre Matteo di Monte Sant’ Angelo dell’ ordine di Melkisedek (che ci incuriosì non poco considerando il fatto che del suo Ordine, fino a quel momento, sentimmo solo parlare. I nostri animi entrarono ben presto in sintonia offrendo al bosco i nostri pensieri e le nostre energie messe al servizio della Luce. Ci inoltrammo lungo il sentiero di Fondo d’ Oglio ammirando le affascinanti e misteriose inclinazioni degli alberi verso il centro del cratere, che tanto ama ricordare Daniela, sinonimo di riverenza ed obbedienza verso il magnifico spirito posto in basso al cratere. Fu quella una prima occasione per conoscere Hector da altri punti di vista, apprendendo da diretti testimoni ciò che è in grado di fare. Rimanemmo affascinati, questo è certo.

Dopo pochi minuti eccoci giunti al cospetto dell’ Albero Maestro. Personalmente ho sempre provato disorientamento ogni qual volta ci arrivavo dal sentiero di destra per chi proviene dalla strada principale.

Non ho mai capito il perchè. Daniela fece gli onori di casa. E’ da tanto oramai che l’ Albero l’ha scelta come guardiana di quei luoghi.

A riprova di ciò le incredibili immagini che in diverse occasioni ebbe degli alberi in quel luogo, trasformati da forze sconosciute in guerrieri al servizio dell’ Albero Maestro. Ciò che importa è la consapevolezza di poter svolgere un lavoro personale a contatto con le energie dell’ Albero e in quell’ occasione condividemmo le nostre informazioni e le nostre esperienze anche con i nostri nuovi amici.

Ben presto il silenzio cadde intorno a noi; si iniziarono i trenta minuti di contatto così come rese noto l’ Albero. Col senno di poi siamo sicuri che ognuno di loro ebbe le proprie intime sensazioni ed esperienze anche se il quell’ occasione le parole non furono al centro della scena. Un misto di riverenza, sacralità e contemplazione avvolse tutti fino alla risalita.

L’ albero, così come è solito fare, fece il suo lavoro e di questo ne siamo sicuri. Si decise poi di continuare per la sorgente di Nitrodi.

Lungo il tragitto non fummo avari di spiegazioni e di dettagli storici. L’ antica fonte meritava di essere visitata anche se il tempo era tiranno. Il sole era ancora alto nel cielo ma non avrebbe concesso al gruppo il necessario per l’ immersione in acqua in tutta tranquillità.

Parcheggiammo le macchine e in pochi minuti giungemmo alla fontanella. Chiusa! Ci venne detto che fino a quando il “parco“ non avrebbe chiuso i cancelli non sarebbe stata riaperta. Domandammo all’ entrata se fosse stato possibile entrare per visitare la Fonte ma ci venne detto che senza il pagamento del biglietto d’ ingresso non c’era possibilità alcuna di entrare! Mi domando dove andremo a finire di questo passo. Sciagurati coloro che non sanno cosa fanno con simili doni. Il vile denaro anteposto ai doni del Creato.

La nostra visita finì lì, davanti a quei cancelli amareggiati di aver subito l’ ennesimo schiaffo dalle nostre Amministrazioni locali. Almeno qualche bottiglia d’acqua riuscimmo a prenderla.

La nostra giornata terminò con la promessa che ci saremmo rivisti il giorno successivo, dedicato alla salita al Monte Epomeo.

L’ indomani tra molti impegni ne trovammo anche per recarci all’ appuntamento. Il gruppo si fece numeroso e non fu facile memorizzare tutti quei nomi! La fila indiana si inerpicava per il buio sentiero regalandosi giuste pause di tanto in tanto; tra l’ affanno e la meraviglia, l’ occhio aveva anche la sua parte. Il panorama che andava delineandosi durante la salita non poteva essere commentato da parole umane. Il cielo era sereno o quasi; nessun imprevisto frenò la tanto desiderata salita. Dopo circa mezz’ora finalmente lo slargo dell’ eremo di San Nicola apparve alla nostra vista. Nell’ oscurità più totale, solo le stelle brillavano come non mai. Inutile cercare di intravedere lineamenti, sguardi o particolari corporei. L’assoluta oscurità ci rendeva tutti uguali. Non fu solo nostra impressione notare il fatto che alcuni vennero solo per mera curiosità; quando in un occasione del genere i cuori si fanno tutt’ uno con l’ infinito cielo, essere infastiditi da chiacchiericci inutili e squilli di cellulare lascia un pò di amaro in bocca. In pochi minuti, riuniti, iniziammo a parlare di Ischia.

Ai presenti vennero date informazioni sull’ isola, sulla sua sacralità e sulle energie che l’ animano. A noi seguì Victor che, raccogliendo in silenzio il gruppo, attese l’ arrivo dei Fratelli. Noi vedemmo luci che si accendevano e si spostavano in cielo, notate anche da molti altri. Luci che non furono identificate nè con aerei nè con chissà cosa.

Sembravano semplicemente danzare da un punto ad un altro del cielo per poi sparire e ricomparire. Ma non fu uno spettacolo per tutti.

Consigliammo ad Hector di seguirci fin sulla vetta, cosa che facemmo in brevissimo tempo. Si fecero vari gruppi che, in maniera alternata, vennero accompagnati alla vetta. Non fu possibile accogliere tutti nello stesso momento ma le esperienze avute furono per molti forti e sentite. Una volta in vetta Hector ci disse che sulle nostre teste erano in sospensione navicelle dei Fratelli; grazie alle sue indicazioni riuscimmo anche in quell’ occasione a vedere luci in movimento fluttuare da una parte all’ altra del cielo; ora si accendevano ora si spegnevano e tutto seguendo l’ invisibile schema raccontato istante per istante da Hector. Noi gli spiegammo che sotto di noi ci sarebbe un’ entrata dimensionale spesso usata dai Fratelli; gli consigliammo di guardare in direzione Forio, importante luogo di avvistamenti UFO ed USO. Lui ascoltava in silenzio, scrutando con occhi mossi da pensieri che solo lui sembrava sentire. Dopo un’ oretta buona ci ritrovammo tutti giù all’ eremo. Rimanemmo in silenzio, ringraziammo e riprendemmo la strada di casa. Quella notte ci lasciammo con la promessa di ritrovarci nel pomeriggio in albergo dove si sarebbe tenuta l’ ultima parte del seminario ischitano.

L’ indomani, causa imprevisti, giungemmo al seminario in ritardo ma fortunatamente riuscimmo a vivere ugualmente momenti molto intensi; oltre ad ascoltare e vedere tramite video la storia di Hector, ci incuriosimmo molto quando il discorso cadde sulle “parole“ date dai Fratelli di Andromeda ad Hector per svariati usi. Una di esse in particolare è in grado di creare una barriera di energia impenetrabile intorno ad una qualsivoglia cosa. Ebbene noi quella parola la usammo proprio per creare uno scudo di energia intorno al campione d’acqua “Filosofica“ che portammo all’ apparizione della Madonna di Zaro del 26 ottobre!

Inutile dire che quel campione d’ acqua non venne vampirizzato energeticamente durante l’ apparizione della Madonna di Zaro di quel giorno!.

Alla luce dei nostri esperimenti (ancora in corso) in merito alle parole date durante il seminario ischitano ed alle esperienze vissute all’ Epomeo noi in merito non abbiamo alcun dubbio! Hector Galicia è sincero così come le sue esperienze sono genuine. Ed è inutile sollevare ulteriormente un polverone inutile. Quando ascolti una persona guardandola negli occhi difficilmente si può ingannare le sensazioni provate. La vibrazione delle parole pronunciate, la serenità di dialogo, particolari detti in grado di farti affiorare alla mente vecchi ricordi dimenticati. Tutto è parte della verità.

La serata si concluse con una piccola sorpresa riguardante proprio la nostra isola. Hector rivelò ai presenti ciò che i Fratelli gli dissero a proposito di un progetto in via di sviluppo ad Ischia.

Essa sarebbe interessata dalla costruzione di immensi tubi di un materiale simile al quarzo, conficcati nella crosta terrestre fino a parecchi chilometri di profondità. Questi immensi tubi sarebbero altissimi ed alla loro installazione sarebbero preposte centinaia di razze aliene diverse, appartenenti ai Fratelli e tutt’ ora presenti sull’ isola per portare avanti questo luminoso progetto.

Hector promise di farci sapere qualcosa in più appena avrebbe ricevuto ulteriori informazioni.

Quella sera ci salutammo tutti come avrebbero fatto amici di vecchia data; salutammo Hector e tutti coloro che permisero quell’ incontro. Forse in cuor nostro credemmo che non avremmo rivisto nessuno di loro ma poi capimmo che il destino ci avrebbe riservato ancora sorprese…

 

Note per il lettore:

1 Hector Galicia è nato in Messico e fin dall’ età di 7 anni è in contatto con i Fratelli provenienti da Andromeda grazie alla quale apprende anche tecniche di guarigione condivise con il prossimo durante i seminari in giro per il mondo. Spiega la brochure del tour che: “Negli anni ad Hector è stata fatta ogni tipo di rivelazione e le verità apprese riguardo l’ esistenza, la vita delle varie civiltà sugli altri pianeti e le leggi cosmiche, vanno ben oltre a tutto ciò al quale l’ uomo tridimensionale è stato abituato a credere“.

2 Le tappe del tour italiano erano: Monte Musinè (Torino), Padova, Bologna, Monte Giove (Terracina) e Terracina, Fondi e Latina, Polignano, Napoli e Ischia dove il gruppo venne ospitato dall’ Hotel Giusto in Via Maronti al Testaccio.

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