La Dama in Nero

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Il 30 settembre del 2016 comparve una curiosa testimonianza sulla pagina facebook “Paranormal Zone” (https://www.facebook.com/ParanormalZoneIT/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf) gentilmente portata alla nostra attenzione da un nostro lettore Gianni Balestriere. La testimonianza riportò quanto accaduto ad Ischia mesi prima ad una coppia di ragazzi in vacanza ad Ischia. Avendo avuto il permesso di pubblicarla la riportiamo interamente:

“L’anno scorso ero in vacanza ad Ischia, e mi sono capitate due cose estremamente strane.
La prima: ero con la mia ragazza su una spiaggia sita tra i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, erano le prime luci dell’alba. Non c’era nessuno in giro, e non si sentiva nulla al di fuori di qualche sporadico passaggio di automobile.
D’un tratto, notammo che poco distante da noi stava avanzando una signora vestita di nero/grigio scuro, il viso nascosto da una sorta di velo simile a quello che portavano le nostre nonne tanti anni fa. Avanzava lentamente lungo la spiaggia, proprio a ridosso dell’acqua, e ci passò vicino senza degnarci di uno sguardo, ma lasciandoci un po’ straniti e confusi. La signora girò l’angolo, uscendo dal nostro campo visivo; quando poco dopo ci alzammo per andare via, notammo che non era possibile scorgere la signora in tutta la baia: non poteva essersi allontanata tanto e non poteva essere tornata sulla strada perchè le scale d’accesso erano vicino alla nostra posizione. Più tardi scoprimmo che quella spiaggia è nota per gli avvistamenti strani (basta cercare su Internet), e che addirittura lì vi morì una donna mai identificata.
Il secondo avvenimento mi capitò sempre sull’isola d’Ischia, ma stavolta in prossimità del cimitero del comune di Serrara: ci fermammo nel piazzale antistante la necropoli per aspettare l’auto di altri amici, in quanto eravamo diretti ad un noto ristorante ubicato nelle vicinanze e non sapevamo come arrivarvi senza guida. La piazza era buia, c’era un gran vento e l’atmosfera era molto suggestiva. Un mio amico, in macchina con noi, notò che vicino l’entrata del cimitero c’era una persona, ritta in piedi, che ci fissava: passarono diversi minuti, ma la situazione non mutò; cercammo di ignorare come meglio potevamo quella figura, magari solo un pazzoide, finchè non notammo che aveva piegato la testa in modo innaturale. Nel silenzio, sembrava ridacchiare o borbottare qualcosa. Già scossi dall’avvenimento precedente, ci risolvemmo a spostarci un po’ più avanti in modo da uscire dal campo visivo della persona… Poco dopo fummo raggiunti dai nostri amici, i quali naturalmente dissero di non aver notato la presenza di nessuno, lungo la strada”.

E’ indubbio che i due ragazzi ebbero un incontro ravvicinato con la famosa “Dama in Nero”, il fantasma di una misteriosa signora ritrovata cadavere sulla battigia con indosso solo una vestaglia nera. Il fantasma sarebbe apparso in più occasioni dal 1953, anno della sua morte, e sempre in abito nero da cui il nome.

Noi dell’ Associazione Luce e Verità decidemmo di indagare e prima di passare al dialogo è doveroso fare un sunto della storia di questo fantasma al quale aggiungeremo le nostre considerazioni. A tal fine ci affidiamo alla “Domenica del Corriere” di quel periodo ed alle informazioni recuperate grazie alle fonti citate in “http://www.isclano.com/ad-ischia-mori-una-dama-nera-senza-nome/”.

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La domenica del corriere 22 novembre 1953, pag. 9 a firma di P.fiori titola: “Che accadde a Ischia la sera del 1° ottobre?”

LA SEQUENZA:

ore 17:30 – la dama in nero sbarca dal vaporetto proveniente da Napoli; si reca a visitare il castello in compagnia di un giovane conosciuto sul vaporetto

ore 19:00 – Da Ischia prosegue in pullman per Casamicciola

ore 19:20 – Dopo una sosta in un bar noleggia una carrozza per una passeggiata a Lacco Ameno

ore 20:30 – Nel ritorno da Lacco, licenzia la carrozza e rimane sola sulla strada con la valigia e la borsa (spiaggia dell’ eliporto)

ore 21:15 – La donna in nero è incontrata allo stesso posto da due giovani e chiede ad essi l’ ora.

Ore 22:40 – Due donne a passeggio sulla strada scorgono il cadavere della sconosciuta sulla spiaggia

I FATTI:

La signora bionda vestita di un abito e una giacca neri partì da Napoli col vaporetto delle 15 recando con sè una valigia e una borsa di pelle nera. Lungo la traversata parlò con tre passeggeri. Mostrò di interessarsi al castello d’ Ischia e, sbarcata alle 18 nell’ isola, accettò di essere accompagnata a vedere il vecchio edificio, da una guardia giurata di Casamicciola conosciuta in vaporetto. Dopo la visita al castello, partenza in auto pullman per Casamicciola. Con una sua inseparabile valigia e la borsa, la donna sostò in un bar, sorbì un caffè e mangiò due paste. Chiese se era stato visto un uomo in grigio, coi baffetti, e disse di avere un appuntamento alle ventidue. Voleva fare una bella passeggiata e le fu suggerita quella di Lacco Ameno lungo il mare. La donna noleggiò una carrozzella e partì per Lacco con la sua valigia al fianco. Viaggio silenzioso. Ma, al ritorno, alla Rotonda, scese sulla strada costeggiante la spiaggia e pagò la corsa: 550 lire. Era scomodo andare a spasso con quella valigia pesante, e il vetturino si offrì di trasportarla a Casamicciola, ma la dama rispose di no: nella valigia c’erano documenti di una certa importanza. E rimase sola, col suo bagaglio, sulla strada deserta: certo, in attesa di qualcuno.Poco più tardi, alle 22:40, due donne che venivano passeggiando da Casamicciola, scorsero sulla spiaggia della Rotonda una macchia scura: era la misteriosa signora, esanime, in sottoveste nera, in parte sommersa dal mare. Scomparse la valigia e la borsa. Nessun documento, nessuna etichetta sugli abiti, che servisse all’ identificazione della sconosciuta. Scomparsi anche un anello d’ oro e una collana con medaglione. Si effettuò un’ autopsia e si rinvennero una trentina di pastiglie di sonnifero ingerite poco tempo prima della morte. La morte avvenne per asfissia, per annegamento.

ECCO COSA FECE PENSARE AD UN SUICIDIO O AD UN TENTATIVO DI RAPINA:

La posizione del corpo e le escoriazioni sui gomiti provano, oltre alla sottoveste arrotolata, che fu trascinato in acqua.

Il mare poco dopo riportò a riva il vestito della donna e l’ orologio di poco valore ancora al posto lascia escludere che sia stata vittima di uno sciacallo. In seguito venne ritrovata in acqua anche la giacca nera da un pescatore.

Si pensò che l’ aggressione avvenne a bordo di un natante. Le compresse nello stomaco può averle ingerite anche sotto minaccia di arma.

La dama venne vista tranquilla a bordo del traghetto e questo lascia escludere l’ idea del suicidio. Non si cercò un albergo. Per questo motivo si pensò al suicidio romantico essendo vedova ed in ristrettezze economiche. Si pensò volesse suicidarsi sul lungo mare.

Vicino al corpo, venne rinvenuto un fiasco vuoto che fece pensare al fatto di contenere acqua per ingerire i sonniferi;

Disse di avere un appuntamento con un uomo con baffetti e vestito di grigio che qualcuno disse di aver visto in quella zona proprio con un fiasco in mano;

Rivelando al vetturino di avere documenti importanti in borsa dimostrò di non essere un agente segreto come qualcuno ipotizzò;

Non ci sono stati segni di lotta;

Si scoprì una lesione interna sull’ addome. Un pugno?

Pochi giorni dopo sulla Marina Piccola di Capri venne trovato un natante dal quale secondo una testimone scesero tre persone in piena notte. Può essere accaduta la stessa cosa ad Ischia. Un appuntamento in un luogo isolato dove sarebbe dovuto approdare un natante.

ED ORA LE NOSTRE IPOTESI:

Il fatto di esser venuta ad Ischia con borse al seguito e pesanti al punto tale da richiamare l’ attenzione del vetturino lascerebbero pensare che la dama volesse risiedere sull’ isola. Tra l’ altro non si preoccupò minimamente di cercarsi un albergo e ciò lascerebbe pensare che sapesse già dove dormire. Chi ha l’ intento di uccidersi non dovrebbe dimostrarsi felice e spensierato così come dichiarato dai testimoni che la intrattennero sul traghetto. La dama si recò a Casamicciola dove chiese dell’ uomo con i baffetti. Strana domanda questa. Perchè farla a Casamicciola? L’ uomo era forse noto in quel paese?Quanti uomini potevano identificarsi in quella descrizione? E’ probabile che la donna fosse lì per ricatto. Dichiarò di avere dei documenti con se ed il fatto di doversi incontrare con quell’ uomo a tarda sera in luogo appartato lascia pensare proprio ad un ricatto. Poco chiara anche la situazione dei sonniferi. Perchè non chiedere alle pochissime farmacie nei dintorni se vendettero a qualcuno un grosso quantitativo di quel particolare tipo di sonnifero? Si sarebbe potuta scartare l’ ipotesi suicidio. Nessuno poi prese le impronte, cosa che non potè essere fatta successivamente quando il cadavere era oramai in stato di decomposizione avanzato. Troppo strano anche il tentativo di suicidarsi con i sonniferi visti i graffi da trascinamento e la lesione all’ addome. Per noi è stato omicidio premeditato. Sicuramente. La donna conosceva chi incontrare in quel luogo e con il quale ebbe una conversazione precedentemente che scaturì in un appuntamento.

IL NOSTRO DIALOGO:

D: Hai voglia di parlare?

R: Dai questo messaggio che ti consegno. E’ importante.

D: Qual’è il messaggio?

R: Aspettavo un uomo. Aspettavo che mi volesse tra le sue braccia in quanto avevo in grembo il frutto del nostro amore e i nomi che sognavo erano tanti. Furono giorni tristi e trovai amore tra le braccia maschili in terra straniera. Forte è il legame che ci univa.

D: Chi era l’ uomo che aspettavi?

R: Tutto quello che c’è intorno a me, sono triste. Cerco ma sono intrappolata quì.

D: Raccontami di te, ho letto che eri vedova. Se eri vedova da poco come mai cercavi l’ amore ad Ischia?

R: Sono intervenute molte difficoltà. Stavo impazzendo ma solo l’intervento di colui che è il mostro che mi ha ucciso liberò il mio amore e ci lasciammo spingere nelle emozioni.

D: Che documenti portavi con te?

R: Avevo le prove che ero in cinta

D: quanti bambini aspettavi da quest’uomo?

R: speravo tre, erano gemelli (Nota: La consapevolezza dell’ essere in cinta di gemelli potrebbe essere una conseguenza post mortem. Versoimilmente sapeva di essere in cinta)

D: tre? Com’ era possibile vista la tua età?

R: Sapevo che questo era un problema ma decisi di volerli e cercai il padre.

D: era mai stata ad ischia?

R: A fare i fanghi e incontrai quell’uomo.

D: Perchè andasti a visitare il castello?

R: Appena il traghetto arrivò ad ischia spesi volentieri il tempo in quel modo.

CONCLUSIONE:

Incredibile dialogo quello che ricevemmo. Potrebbe essere la soluzione al mistero anche se non riuscimmo ad avere nomi e cognomi. Dopo tutto questo tempo forse non è importante saperlo. La giustizia divina farà il suo corso. Tuttavia noi di Luce e Verità aiuteremo la Dama ad andare verso la Luce. E’ nostro dovere aiutarla e darle pace. Forse il fatto che qualcuno la vide ed abbia innescato la serie di coincidenze che ci hanno portato fin quì non è frutto del caso. E’ certo che l’ assassino fu persona influente tra Casamicciola e Lacco Ameno perchè è altamente possibile che molto venne insabbiato. Rileggendo l’ articolo dell’ epoca è strano che l’ intervistato cercava di convincere il giornalista del fatto che fosse un suicidio. Ma i sonniferi non fecero effetto e la dama morì prima, per annegamento e per giunta trascinata sulla battigia. E’ evidente che sotto minaccia ingerì quelle pasticche ma il probabile pugno all’ addome la fece svenire.

Perchè non indagare proprio sui sonniferi di cui si conosceva anche la marca? E le impronte? Perchè svestirla rimanendola in sottoveste? Perchè rubarle tutto ciò che potesse identificarla? Omicidio d’amore diremo noi ora. E poi, perchè farsi indicare dove passeggiare se la dama sapeva bene dove incontrare il suo uomo? A nostro avviso con la scusa del giro in taxi, volle constatare se l’ uomo in grigio fosse a Lacco Ameno non avendolo trovato a Casamicciola. Non sapremo mai il suo nome ma certamente riposerà presto in pace.

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