Il mito della Terra Cava ad Ischia

 

 

Ieri 4 novembre si è tenuta presso la Biblioteca Antoniana di Ischia una conferenza dal titolo “Ischia e il mito della Terra Cava” organizzato dal Centro studi Isola d’ Ischia. La conferenza è stata aperta dall’ introduzione del Presidente del Centro Studi Antonino Italiano seguito dal Professor Vincenzo Italiano che ringraziamo nuovamente per la disponibilità e l’ impegno dimostrato per il buon fine della serata. I tre video che troverete sull’ omonima pagina facebook di Epomeo figlio di Agarthi mostrano l’ evento. Come relatori ci sono stato io Iacono Salvatore Marino e l’ amico e ricercatore Paolo Capuano. I temi trattati sono stati tanti; non si è discusso sul mito della Terra Cava ma, accennando le sue caratteristiche più importanti, si è estrapolato dal contesto generale quello che è la parte che legherebbe ad esso Ischia e per farlo si è proposto al pubblico quello che per noi è il filo conduttore fatto di leggende, a cui si è cercato di dare un contorno di verità, materiale video e foto. Il tutto affiancato dagli studi portati avanti dal professor Giulio Grablovitz eminenza della sismologia internazionale passato a miglior vita sul finire degli anni venti del XX secolo. Tante le coincidenze, troppe. Noi sappiamo che quanto è stato detto corrisponde a verità perchè siamo a conoscenza di molti documenti ancora in mano a persone dell’ isola d’ Ischia in grado di darci ragione. E’ indubbio però che nei cieli isolani continuano ad essere avvistati luci particolari in movimento; e sempre interessanti particolari zone dell’ isola. Non è colpa nostra se non si presta attenzione a questi fenomeni. Gli stessi fenomeni che vedeva il Grablovitz sul finire dell’ 800, tanto da indagare sulla questione anche avvalendosi dei suoi amici come il Flammarion e Padre Ignazio Galli (tanto per citarne qualcuno). Ma Ischia non è solo terra di luci, anzi! Continuano i misteriosi boati nei cieli di Casamicciola così come accadeva ai tempi del Grablivit. Terremoti che si generano a causa di masse d’ aria in repentino movimento….La scienza continua ad ignorare questi fenomeni. Padre Galli nel presentare il suo “Fenomeni luminosi nei terremoti” andò in contro ad accese critiche. Ma lui sapeva, vedeva e documentava quei fenomeni. Padre Galli, gesuita, fu il primo ufologo della storia. E Grablovitz continuava a registrare questi fenomeni, sia nell’ aria che in acqua tanto da chiedersi cosa fossero. Tutto insabbiato con la bufala delle Mine Austro Ungariche nelle acque intorno all’ isola d’ Ischia. Ma il Grablovitz sapeva che traccia potesse lasciare il VERO scoppio di una mina e, comparando quelle poche misurazioni, si accorse che qualcosa non andava….Gli stessi fenomeni di allora si ripetono, senza sosta. La scienza li ignora, la gente ci ride sopra. Tutto nella norma. Si è fin’anche dimostrato, documenti alla mano, che la scoperta che cambiò il mondo della sismologia (ed il nostro) fatta da Dixon Oldham sul nucleo centrale fu una scoperta del Grablovitz. Ma la storia è già stata scritta…ma se il suo ideatore, Giulio Grablovitz, sul finire della sua vita fece marcia indietro annunciando una nuova teoria completamente diversa allora qualche domanda dovremmo porcela. Quella teoria il Grablovitz non riuscì a renderla nota. Non ce la fece. Ci lasciò prima. E si portò il suo studio con sè, nella tomba. Dopo appena tre mesi dalla sua dipartita tutte le misurazioni mareografiche ottenute in 30 anni di misurazioni vengono confiscate. Oggi sono scomparse. Quelle stesse misurazioni che fecero capire al Grablovitz che qualcosa non andava secondo i dettami della scienza…. Addirittura si parlava di Sesse marine ad Ischia e SOLO ad Ischia tanto da non avere riscontro sulla cosa neanche misurando a Ponza. Stessa fine fecero gli studi di Bendandi. Tutto scomparso alla sua morte. Ma sappiamo che Grablovitz studiava Bendandi. Amava chiamare quelle teorie “Bendanderie”. Ieri si è cercato di ricordare Giulio Grablovitz per i suoi VERI meriti e non importa se qualcuno li ha potuti definire “teorie sul nulla”, i documenti non lasciarono dubbi ma sappiamo che è difficile per un qualsiasi uomo di scienza rimettere in discussione la propria scienza. E lo capiamo ma noi non ci fermeremo e le ricerche continueranno.300030_1oldham 300030_2oldham

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