Nitrodi, l’ acqua che guarisce

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Pochi mesi addietro ci siamo occupati, seppur superficialmente, dell’ aspetto esoterico dell’ acqua di Nitrodi proponendo ai nostri lettori uno stralcio di un dialogo avuto con diverse entità in merito. Ora, con questo articolo, vogliamo portare a compimento quanto accennato precedentemente e lo faremo donando al lettore il dialogo completo che portammo a termine in quell’ occasione. E’ doveroso però fare alcune precisazioni ovviamente senza “stancare” il lettore curioso sul tema che si siamo prefissati. Giulio Jasolino, che secondo la Treccani sarebbe nato tra il 1533 e il 1538, fu un insigne medico calabrese nativo di Monteleone Calabro che dedicò anni allo studio delle acque dell’ isola d’ Ischia valorizzandole e scoprendone di nuove egli stesso. Importante è ancora oggi il suo lavoro “De’ Rimedi naturali che sono nell’isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” risalente al 1588 a tutt’ oggi reperibile in svariate edizioni. Interessante per noi è il seguente brano:

 ”Né voglio qui tacere un effetto, che l’acqua di Nitroli fa: ed è che ponendosi dentro, il lino, nello spazio di tre giorni al più, maturo, bianco e perfetto il rende, oltre alle altre qualità e virtù, che tiene salutifere ai corpi umani, da noi al suo luogo scritte: e per virtù di quella gli abitatori di Barano, sani, e lungamente vivono, le donne bellissime sono, poiché questo fonte così caldo scaturendo, non è altro che un bagno di acqua dolce, cotta dalla Natura giustamente: che le donne non solo bevendola, ma in essa i panni lavando, come bagno entrando la pigliano; per lo che così sani e belli si conservano”.

Jasolino passò parecchi anni ad Ischia al fine di portare a compimento le sue ricerche e dovette visitarla in lungo ed in largo visto che scoprì lui stesso nuove fonti d’ acqua. Tuttavia ciò che accadeva a Barano lo colpì a tal punto da voler riportare le sue considerazioni nel suo lavoro. Fantasia o realtà? A breve vedremo di dare una risposta. Ovviamente la fonte di Nitrodi o Nitroli era ben nota già ai suoi tempi. Basta soffermarsi su www.fonteninfenitrodi.com per apprendere che fu grazie ad una fortuita scoperta avvenuta nel 1759 che oggi siamo in possesso di qualche informazione storica in più su questa importante fonte. In quell’ anno vennero rinvenuti una serie di marmi votivi (ora conservati presso il Museo Nazionale di Napoli) grazie ai quali veniamo a conoscenza di numerosi nomi che seppero rendere omaggio alle ninfe dell’ acqua a guarigione. Sappiamo addirittura i nomi di due medici che giunsero presso la fonte insieme ai loro alunni e assistenti. Si parla di un arco temporale compreso tra il I secolo a. C. ed il III secolo d.C. Ma sappiamo da altre fonti che la sorgente era famosa per le sue guarigioni fin dall’ VIII secolo a.C. Addirittura in un “Dizionario di Alchimia e di chimica farmaceutica antiquaria” apprendiamo che l’ acqua di Nitrodi o Nitroli era ben conosciuta! Qui non ci dilungheremo oltre in argomenti già noti. Il “Le proprietà terapeutiche delle acque Nitrodi e Olmitello” a firma di Massimo Mancioli sarà più che sufficiente allo studioso qualora volesse approfondire le acque dal punto di vista scientifico. Ma passiamo all’ aspetto esoterico dell’ acqua di Nitrodi. Da quanto ne sappiamo, silenziosamente Ischia è sempre più una meta di persone particolari, dotate di una sensibilità fuori dal comune. Come se venissero attratte da un invisibile richiamo, queste persone si recano in luoghi dell’ isola ignorati dagli stessi ischitani. Silenziosamente fanno le loro esperienze e sempre silenziosamente ritornano da dove erano venuti. Possibile mai che la sacralità di questa nostra meravigliosa isola debba sfuggire agli stessi suoi abitanti? Sappiamo di persone che recatesi a Nitrodi non sono rimaste indifferenti alle energie dell’ acqua. Ma cosa si nasconde “realmente” in essa? E’ ciò che ci siamo domandati più volte. Le risposte sono arrivate da più entità di diversa natura. In primis le nostre guide a cui si sono affiancate anche guide di amici e conoscenti. Di seguito ciò che abbiamo appreso in merito:

 

D: Parlami dell’ acqua di Nitrodi

R: E’ l’ acqua usata per la pelle. Un tempo presso la sorgente era possibile ammirare una splendida scuola. La sacerdotessa era in grado di parlare con la Ninfa dell’ acqua. Grazie ad essa la sacerdotessa riceveva indicazioni su come curare grazie all’ acqua. In molti si recavano presso la scuola.

D: Puoi dirmi altro?

R: E’ buona per sciogliere i calcoli ed allungare la vita. Ha molte proprietà ma le più importanti sono: cura la pelle, lo stomaco e l’ intestino.

D: Per la pelle come va usata?

R: Bisogna immergersi al suo interno

D: Per vedersi allungare la vita come bisogna usarla?

R: Berla tutti i giorni

D: La leggenda dice che nei pressi della sorgente c’ era una scuola

R: Esatto

D: Cosa facevano?

R: Insegnavano a curare con l’ acqua

D: Come facevano a sapere quali qualità possedeva l’ acqua?

R: Grazie alle ninfe

D: Come comunicavano con le ninfe?

R: Grazie alle sacerdotesse. Non le vedevano ma le udivano e potevano parlarci. Alla scuola venivano ammesse solo sacerdotesse

D: Come facevano le sacerdotesse a fare ciò?

R: Grazie ad alcune erbe. Parliamo di rosmarino e timo. Così come la sibilla cumana ingeriva alloro le sacerdotesse dell’ acqua facevano ampio uso di queste erbe

D: Cosa succede all’ acqua quando la porto con me a casa?

R: Una ninfa segue l’ acqua. Essa trasmette le qualità dell’ acqua al tuo corpo. Voi potete trasformarla in acqua Diamante ma le sue qualità non cambiano. Sappiate però che voi avete a che fare con un’ entità vera e propria. Essa è stata voluta dai Fratelli ed il lavoro più importante che svolge è quello svolto sul chakra del cuore. Non pensate che la fonte sia abitata solo da ninfe. Altre entità abitano quei luoghi, ognuna con un proprio compito ma è dalla Terra che l’ acqua acquista le sue proprietà. L’ isola d’ Ischia è una terra sacra e sacre sono le sue acque. L’ acqua di Nitrodi è un acqua viva. Essere viva significa che particolari spiriti della natura hanno lavorato su di lei per farla sgorgare energeticamente carica ed in grado di curare. Ciò è possibile grazie ai Maestri della Terra. Tu pensi che non sia possibile allungare la vita con l’ acqua. Tuttavia l’ acqua è in grado di fare ciò grazie al lavoro continuo della sua Ninfa.

 

E’ chiaro che l’ acqua agirebbe grazie ad uno spirito elementale. In questo caso una ninfa. Un pomeriggio di non pochi giorni addietro prendemmo due litri di acqua di Nitrodi e la lavorammo con un alambicco. Separammo l’ acqua distillata dai residui. Ad una misurazione BOVIS l’ acqua distillata risultò pari a 0 mentre il pulviscolo rimanente non superava i 3000 BOVIS. Alla fonte l’ acqua di Nitrodi risulta caratterizzata da ben 14000 BOVIS, valore che rimane inalterato anche per lunghi periodi di tempo in contenitori di plastica senza che in essi nasca una qualsivoglia reazione negativa per l’ acqua e la sua potabilità anche se consigliamo sempre di travasarla in bottiglie di vetro in modo da esaltarne il sapore (sarebbe interessante misurare in BOVIS l’ energia contenuta dai prodotti creati con quest’ acqua). Personalmente siamo arrivati a conservarla in plastica per ben due mesi senza che nulla accadesse. Per quanto riguarda le sacerdotesse può ritenersi verosimile la pratica solo a mezzo loro senza però escludere la presenza in loco di medici impegnati in altri compiti. La Sibilla Cumana ne potrebbe essere un esempio ben chiaro. Soffermandoci sulle erbe possiamo ipotizzare che esse avessero qualità ben differenti rispetto a quelle cresciute lontano dalla fonte di Nitrodi. Se volessimo tenere in considerazione le informazioni apprese riguardo al luogo della fonte, non possiamo negare che il terreno possa avere influssi energetici molto ben diversi dai terreni del resto dell’ isola. In poche parole il rosmarino ed il timo in quel luogo dovrebbe essere “diversi” dal normale. Riguardo poi alla testimonianza di Jasolino sembra che veramente l’ acqua allunghi la vita. E’ ovvio che non è possibile comparare la nostra quotidianità a quella in cui i nostri antenati vivevano. Gli alimenti consumati quotidianamente erano diversi dai nostri e non è illogico pensare che all’ epoca l’ acqua accentuasse uno stile di vita fatto di alimenti semplici e genuini. Il nostro consiglio è quello di prendere consapevolezza di questi doni. Noi ischitani siamo fortunati ma se non ci rendiamo conto della sacralità del nostro territorio a che servono? Una volta un angelo disse: “Donate il vostro amore gli spiriti della natura, agli elementali e vedrete i loro doni inondarvi l’ anima”.

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