La morte come punto di partenza

Molti di voi che ultimamente hanno letto le nostre aggiunte al blog avranno notato sicuramente che abbiamo iniziato a pubblicare informazioni provenienti “dall’ altra dimensione”. Non è importante sapere quale entità ci comunica certe informazioni rispondendo alle nostre domande. E’ importante però chiarire alcune cose. Fin dalla nascita veniamo inseriti in un contesto sociale e religioso che ci seguirà fino a quando riusciremo a diventare autonomi economicamente e mentalmente. E con ciò mi riferisco al momento in cui possiamo dire senza paura di ripercussioni: “In chiesa non voglio andarci o la cresima non la faccio, non voglio sposarmi oppure io non voglio confessarmi”. I motivi possono essere tanti ma quali che siano essi non sono importanti. Purtroppo la nostra mente ha già costruito da anni la sua barriera dietro la quale sono rintanate le nostre paure più grandi: la paura della morte e la paura di ciò che può capitarci dopo (Inferno, Purgatorio o Paradiso).

Qualcosa però può accadere. Un qualcosa in grado di rompere questa barriera e renderci liberi dalle nostre paure. Può essere la conseguenza di qualsiasi cosa, spesso eventi misteriosi a cui si assiste involontariamente ma anche una grave malattia oppure un grave lutto in famiglia. Non importa cosa ma ciò che realmente conta è solo una! La nostra barriera è andata in frantumi ed ecco che bisogna riprogrammarsi, cercare risposte e così via. Cosa accadrebbe se all’ improvviso ci accorgessimo che intorno a noi esiste un mondo invisibile ai nostri occhi ma parte integrante del nostro? Cosa sarete disposti a fare sapendo che dall’ altra parte possono esserci entità pronte ad aiutarvi? La risposta è soggettiva ovviamente ma la cosa importante rimane il fatto che la morte non esiste così come la intendiamo noi. Quando un nostro caro passa a miglior vita non fa altro che cambiarsi d’abito, ma nei giorni successivi alla morte fisica è quasi sicuro che sia ancora intorno ai suoi cari. Unica differenza è l’ assenza dei limiti imposti dal suo corpo fisico. Ora può veramente essere un’unica cosa con il creato. Può andare all’ istante in un posto anche lontano, può comunque parlare ed ascoltare anche se noi non possiamo sentirlo ma può anche recarsi in un luogo e vedere cosa accade in quel momento e tante altre belle cose. E’ importante sapere però che per l’ anima non esiste più il concetto di tempo. Non ne ha bisogno. Spesso rimangono il tempo necessario per portare a termine faccende in sospeso ma in quel caso hanno bisogno di un tramite. Può anche accadere che non vanno via, verso la Luce perché ancora legati al nostro mondo. Cosa ancora più grave può accadere che l’ anima non realizzi il fatto di essere passata a miglior vita.

E’ interessante al riguardo una conversazione avuta con un anima nell’ immediato “dopo morte” fino ovviamente alla sua partenza verso la Luce. L’ anima inizialmente non capiva di aver abbandonato il suo corpo ma in breve realizzò di essere altro. Ci risultò chiaro che essa prediligeva il luogo a lei più caro e quando la si invitava a parlare era da quel luogo che giungeva. All’ istante. Alla domanda cosa attirava di più la sua curiosità arrivarono due risposte chiare.

  • Intorno a lui e più precisamente ovunque, vedeva un numero elevato di “anime” abbigliate in maniera diversa che lasciavano intendere a quale periodo storico erano appartenute;
  • Vedeva intorno alle persone in vita un certo numero di entità, alcune anche strane da vedere. In molti casi si parlava di angeli oltre poi ad alcune figure vagamente antropomorfe fatte di sola Luce.

E’ chiaro che l’ aldilà come la intendiamo dal punto di vista Cattolico non esiste. La morte non esiste. Ogni essere umano si incarna per assolvere compiti e fare certe esperienze e con il sopraggiungere della morte fisica dovremmo essere consapevoli che il nostro caro è passato su un piano di esistenza diverso ma comunque non legato alle necessità della carne. E’ come ricordarsi di non prendersi cura dei morti ma preoccuparsi dei vivi! Avere una nuova visione dell’ aldilà non è facile, indubbiamente, ma senza aggrapparci ai concetti di Karma e reincarnazione risulterà praticamente impossibile. Infatti diventa d’ obbligo capire che le azioni commesse in vita andranno a generare conseguenze in futuro. Sarà il karma che ci presenterà il conto delle nostre zioni. Ma questa è un’altra storia. La fortuna di avere una porta aperta verso l’ invisibile (qualsiasi sia il mezzo il mezzo che tenga la porta aperta) ci consente di fare domande ad avere una risposta. Sempre che essa possa essere ricevuta. E’ chiaro che tutto dipende dalla nostra evoluzione. Le nostre ricerche verso l’ ignoto partono necessariamente dalla certezza di conoscere le entità che ci sono state messe affianco, siano esse angeliche (angeli custodi), parenti defunti o guide. Tutto ciò è d’ obbligo! Guai infatti ad interloquire con entità sconosciute e senza le dovute precauzioni.

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