Alabastro, la pietra degli Dei

Chi ha avuto modo di praticare la radiestesia usando un pendolo si sarà accorto sicuramente come il pendolo risponda a determinate regole e leggi.

A nostro avviso, al fine di poter lavorare al massimo delle proprie capacità, non basta far uso di un o più pendoli a caso. E’ importante utilizzare un pendolo realizzato con una pietra o con un cristallo o magari con un particolare minerale in grado di veicolare la nostra energia. In poche parole dobbiamo essere un tutt’ uno con il mezzo. A tal fine è importante ricordare che ognuno di noi è costituito da una rete “Nadica” differente. I nadi per farla breve sarebbero canali che al pari delle vene e dei nervi corrono lungo il nostro corpo veicolando l’ energia che ci permette di essere un tutt’ uno con il creato. Quello di cui vorremmo raccontarvi è una storia con un lieto fine. Una nostra amica, praticante di radiestesia, è solita usare il pendolo per comunicare con entità che fin dalla nascita le sono accanto. Ognuno di noi ne ha. Può essere un parente defunto, un amico legato a noi fin da vite precedenti ma anche entità di luce appartenenti a dimensioni di esistenza superiori alla nostra come la 4a o la 5a dimensione. Senza dimenticare poi il o i nostri angeli custodi. In poche parole non siamo soli e mai lo saremo. Ebbene la nostra storia iniziò quando un essere di luce disse a Taride che al suo stato di evoluzione necessitava di un pendolo realizzato in “Alabastro bianco di Volterra”. Strana richiesta certamente. Perché poi in Alabastro di Vlterra?

Volterra non è certo un luogo preso a caso. Importante fin dall’ alba dei tempi, è stata una città principalmente Etrusca ed il suo alabastro è la materia con cui è fatto il suo cuore. Gli etruschi consideravano questa pietra sacra o meglio la pietra degli Dei. La usavano per creare oggetti per corredi funebri o per rivestire sarcofagi al pari degli egizi. Ma perché considerarla la pietra degli Dei? In poche parole, la società etrusca affidava le sue comunicazioni verso l’ oltretomba a persone adatte allo scopo che si servivano dell’ Alabastro. Gli oggetti potevano essere diversi ma la coppa in alabastro sembra che mettesse in comunicazione diretta con il regno dei morti. Un pendolo costruito con lo stesso materiale sembra abbia le stesse facoltà laddove l’ energia veicolata sia appropriatamente passata attraverso i nadi di una persona adatta. Non tutti possono vantare ciò. Ma chi mai si sarebbe fatto carico della costruzione di un pendolo in alabastro? Taride ci chiese di darle una mano e molti furono gli artigiani contattati. Alla fine rispose alla chiamata solo Silvia della bottega artigiana “L’ alabastro di Silvia” che accettando la sfida e tra mille impegni diede vita a dei bellissimi pendoli uno dei quali è appresso fotografato. Un ottimo lavoro senz’ alcun dubbio ed il regalo è stato molto apprezzato da Taride che sicuramente metterà la sua arte al servizio del bene così come facevano gli etruschi secoli addietro.

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