Il mistero dell’ energia del Tondo d’ Ischia

Due giorni fa, l’ amico Paolo ci intrattenne con una curiosa storia che lo vide protagonista. A bordo dell’ autobus che lo avrebbe portato a lavoro, ascoltò un animata discussione tra l’ autista ed un portiere d’ albergo di una nota struttura alberghiera nei pressi del Porto d’ Ischia. L’ anziano portiere asseriva di essere in grado di sapere quando un traghetto nel Porto d’ Ischia inziava la manovra d’ ormeggio. Tutto ciò grazie all’ ancora della nave! In pratica l’ ancora del traghetto, toccando il fondo avvisava con il suo tonfo l’ anziano portiere a decine e decine di metri di distanza! Come può mai essere vera questa storia? Per rispondere in maniera chiara bisogna però fare qualche passo indietro nel tempo ed arrivare a Plinio che nel suo “Naturalis Historia” riporta un affascinante testimonianza. Plinio affermò che un tempo, laddove ora è visibile il Porto d’ Ischia, una città si inabisso o meglio sprofondò nel sottosuolo lasciando il posto ad un lago divenuto poi in età Borbonica il Porto dell’ Isola. Al centro del lago sarebbe rimasto un isolotto.

Questo isolotto ricomparve nei documenti storici all’ epoca di Marco Aurelio (121 – 180) quando il futuro Imperatore, in una lettera al suo precettore Frontone (Epist. III, 7) datata 140 d.C., si interessò al curioso e suggestivo fenomeno. Vedendo che l’ isolotto era abitato, domandava a Frontone in che modo sfruttare questa singolare caratteristica del lago. Se ne deduce che l’ isolotto a quei tempi fosse di notevoli dimensioni. Per avere qualche informazione supplementare più vicina ai giorni nostri, bisognerà attendere il lavoro del medico Giulio Jasolino ossia il famoso “De’ Rimedi naturali”. Nella Carta allegata al volume compare l’ isolotto del lago con la dicitura TSN.

In molti hanno cercato di capire cosa volessero significare queste lettere. Sembrerebbe che stiano per “Templum Sancti Nicolai”. Sarebbe esistita sull’ isolotto nel XVI secolo un tempietto consacrato a San Nicola. In tempi recenti, sembrerebbe che l’ isolotto abbia perso le dimensioni originarie assumendo la forma attuale a tondo solo agli inizi del secolo scorso quando venne creata la muratura ed apposta la piccola colonna nel mezzo, considerata ed usata come bitta di ormeggio.

L’ isolotto venne usato poi dal famoso scienziato Giulio Grablovitz installando su di esso il mareografo del porto d’ Ischia preferndo questa posizione ad una qualsiasi altra lungo la riva del porto, sicuramente più comoda da raggiungere. La “Bitta” sembrerebbe risalire ai suoi tempi.

Il Grablovitz installò anche la sua vasca sismica poco distante e precisamente in un locale posto alle spalle del Casino Reale. Ebbene il Grablovitz già all’ epoca era in grado di registrare il momento esatto in cui l’ ancora dei bastimenti in entrata toccava il fondo con grande orgoglio dei suoi familiari. Com’è possibile una cosa del genere? Tutti sanno che all’ epoca le navi erano notevolmente più piccole di quelle odierne. Le loro ancore di conseguenza erano più piccole e comunque esse, allora come oggi, perdono di peso una volta entrate in acqua per note leggi fisiche. A ciò bisogna aggiungere il fatto che il fondo del porto d’ Ischia è sabbioso, per cui non essendoci roccia non ci sarebbe avuta nessuna vibrazione. Esiste un unica soluzione plausibile: la presenza di un enorme cavità sotterranea, robusta ed impermeabile, che si estenderebbe al di sotto del Porto fino a notevole distanza da esso e sulla quale si troverebbero ancora i resti della città descritta da Plinio, la sabbia che la sommerse e lo specchio d’ acqua attuale! Nel momento in cui l’ ancora di una nave toccherebbe il fondo si verrebbe a creare un effetto “Campana” che creerebbe un onda sonora rimbalzante lungo le pareti della cavità sotterranea, amplificandosi e raggiungendo notevoli distanze! Del resto, tracce di una città vennero già trovati dal Buchner lungo la circonferenza del Porto. Ma cosa dire del Tondo? Cosa celerebbe ai nostri occhi? Sicuramente la “roccia” esisteva all’ epoca della città descritta da Plinio. Possiamo mai considerarla di origine umana? A quanto pare si…

Quest’ ultima ipotesi spinse me e Daniela ad andare in loco e capirci qualcosa. La cosa incredibile fu rilevare con metodi radiestetici la fuoriuscita di energia dal centro del Tondo ovvero dell’ ex isolotto laddove si troverebbe la “bitta” di pietra. Quest’ energia, misurata, fornì un valore superiore ad un MILIONE di Bovis! Un valore incredibile e mai riscontrato da nessuna parte e con ciò includo anche luoghi altamente energetici da noi visitati come i Santuari di San Michele Arcangelo in Puglia ed in Val Di Susa. Se poi volessimo ricordare il fatto che l’ acqua Diamante si ferma intorno ai 200.000 Bovis risulterebbe evidente che siamo in presenza di qualcosa di incredibile! Appare chiaro che sotto l’ isolotto potrebbe esserci qualcosa che sfugge all’ umana comprensione.

Raelian_symbols

Tralasciando l’ origine di quest’ energia, non perdemmo occasione di provare nuovamente l’ intelligenza di cui è dotato il simbolo di cui abbiamo parlato nell’ articolo precedente ovvero la “Stella uncinata” che usiamo sia per aumentare il livello energetico dell’ acqua sia per mandare energia a chi ne ha bisogno. Il simbolo, in presenza di un energia superiore alla propria, ne acquisì immediatamente le caratteristiche passando da 360.000 Bovis ad oltre UN MILIONE.

Come notammo poi in occasioni precedenti il simbolo, da noi ribattezzato “la stella uncinata”, ha trasmesso all’ istante il suo nuovo livello energetico alle due bottiglie d’ acqua ottenute da esso precedentemente regalandoci acqua la cui energia si è assestata allo stesso livello del Tondo del Porto d’ Ischia…..

Forse non sapremo mai al centro di quell’ antica città cosa sorgesse ma è strano venire a conoscenza che in un altro luogo energetico isolano venne eretta una chiesa a San Nicola. L’ altra, come molti sapranno, si trova sulla cima dell’ Epomeo….

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