Nettuno

Epomeo-3

 

La settimana scorsa uno scambio molto interessante di email avute con l’ amico Paolo di Ischia accese la mia curiosità nei confronti di un ipotesi ,condivisa da entrambi, riguardante quattro righe perse tra le pieghe del tempo. Tutto inizia con un trafiletto riportato da Carlo Fiorilli nell’ articolo intitolato “Ischia nel mito e nella leggenda” apparso sulla Rassegna Nazionale nel 1910. L’ autore, nel citare la stragrande maggioranza degli autori classici che parlarono della nostra cara Ischia, menziona (a buon ragione) anche Filostrato. Secondo costui, sulla vetta dell’ Epomeo sorgeva un tempio dedicato al Dio Nettuno che successivamente sappiamo divenuto il famoso eremo di San Nicola. Il lettore mi scuserà se non fornisco ulteriori dettagli in merito (non sono un letterato ma prometto di approfondire la cosa). La domanda dovrebbe sorgere spontanea: “perchè qualcuno si prese la briga di costruire con immense fatiche un tempio a Nettuno in cima ad un monte (788 metri s.l.m.) quando sarebbe stato più logico costruirlo in prossimità del mare?????????”. Probabilmente questa notizia riportata da Filostrato passò per poco veritiera ed effettivamente in molti non l’ hanno riportata negli scritti riguardante l’ Epomeo, sottoscritto compreso  (si veda il lavoro di Enrico Iacono su detto monte). La notizia potrebbe assumere un contorno reale se la inserissimo nel contesto “ufologico” moderno. Ipotizziamo che in quei tempi remoti così come accade oggi qualcuno avvistava frequentemente oggetti volanti non identificati provenire dal mare e scomparire in prossimità della parete rocciosa al di sotto del picco dell’ Epomeo. Cosa avrebbe mai potuto pensare? Verosimilmente avrebbe attribuito quei fenomeni all’ unica divinità conosciuta legata al mare superiore a tutte le altre, ovvero il Dio Nettuno. Ecco allora che per omaggiarlo probabilmente si eresse il misterioso tempio consacrato a Nettuno sulla vetta. Poco meno di un mese fa, mi ritrovai all’ eremo con la mia famiglia. Fui felicissimo di sapere che l’eremo risultava aperto e visitabile. Non perdemmo occasione. Inutile dire che rimanemmo affascinati da tanto spazio, ma anche da un senso di pace e tranquillità difficilmente apprezzabile in altri luoghi. Poco prima di lasciare quei luoghi, non mancai di usare il mio rilevatore di campi elettromagnetici K-II, utilissimo per indagini sul paranormale. Ebbene giusto due metri prima di entrare nell’ eremo, il segnale rilevato fu massimo ed il segnale aumentava se mi spostavo verso il vuoto posto alla mia sinistra dinanzi all’ entrata laddove ora è posta una rete metallica……

eremodisannicola

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