Lo spirito, essenza dell’ infinito e la questione del “Tempo”

Ad Aprile di quest’ anno mi ritrovai a mettere giù alcune righe inerenti il concetto di Tempo, ipotizzando che i nostri spiriti siano non solo multidimensionali ma “frammentati” in infinite esistenze lungo infinite linee temporali, ognuna della quali ipoteticamente considerate non “rette” cioè con un ipotetico inizio ed un a ipotetica fine ma tendenti alla circolarità come se il nostro spirito (o meglio la nostra anima) fosse proiettato in infinite esistenze contemporaneamente indipendentemente dai concetti di passato, presente e futuro. Ma è proprio così? Oppure possiamo fare altre ipotesi? A mio avviso, sebbene il nostro stato di “comuni mortali” ci limita e non poco, varrebbe la pena di fare alcune considerazioni e magari dimostrare come in realtà il concetto di tempo è limitato a particolari densità di esistenza come la nostra ed è privo di senso invece nel caso in cui portiamo l’ intero concetto in sfere più elevate. In definitiva il concetto di tempo esisterebbe e sarebbe una legge importantissima per l’ universo tutto ma perderebbe di significato se applicata a sfere di esistenza più elevate, come per esempio le dimore dei nostri spiriti che, come vedremo più avanti, possono essere infinite come le sfere planetarie. Nell’ articolo di Aprile iniziai ad affrontare il problema del tempo grazie ad alcuni versi molto significativi, parte integrante delle famose Tavole Smeraldine. In questo articolo invece partirò proprio dal “Coro dei Rishi”, estrapolato dal misterioso ed incompleto “Il sogno di Ravana”, insieme di articoli di autore anonimo apparsi sul “The Dublin University Magazine” tra il 1853 e il 1854:

 

CORO DEI RISHI

Ravana, Ravana, tu erri, fai attenzione! Ascolta questa sublime verità:

Per lo spirito non esiste tempo,

né passato né futuro – né spazio né luogo,

né prima né dopo – né qui né là.

Nella sua essenza, nel suo stato primordiale,

di unità, purezza, potenza e grazia,

lo spirito riflette in se stesso ogni destino mortale,

mantenendo la sua identità e unità,

osservando tutto ciò che è accaduto, e potrà mai accadere:

la sua evoluzione nello spazio e nel tempo.

Eventi e rapporti, persone e cose,

pensieri, parole e azioni,

che sono stati o che saranno, nella loro corsa finita,

tutti nell’unità sono visti e posseduti,

come se esistessero contemporaneamente, senza dove o quando.

Tale è l’estensione universale della sconfinata conoscenza dello spirito.

Tale è l’eterna vita dello spirito, senza alternanza, priva di cambiamenti,

di dualità, passioni e conflitti.

Condizione del liberato, doppiamente beatifica –

La più alta attività, nel più imperturbabile riposo.

Triplice essere, pensiero, e beatitudine fusi in un’unica gioia!

Nell’eterno Ora di quell’alta sfera,

che sempre era, è, e sarà,

nell’onnicomprensivo e infinito Qui,

che opera senza confini, il cui centro è in ogni dove.

All’interno di quello che ricapitola Tutto,

dove il personale si fonde nell’impersonale,

che chiamiamo indifferentemente Esso e Io,

tutte le scene e gli eventi, tutte le epoche e i luoghi,

tutte le persone, i gesti, le parole, le voci e i volti

che incontriamo nella nostra breve vita,

sono conosciuti dai sensi e dalla vista dello spirito.

Ecco perché sovente l’uomo, assistendo a qualche nuova scena,

dove in vita i suoi passi non l’avevano mai condotto prima,

ascoltando qualche voce, incontrando qualche viso particolare,

sente vagamente che gli sono familiari;

gli sembra di rivivere momenti già vissuti o sognati,

e si domanda dove e come può essere successo.

Essi sono visti dallo spirito rapito e sublime,

non come ricordo del passato, ma fuori dal tempo

quando ritraendosi in se stesso,

dal mondo della passione, dei sensi, del denaro,

e concentrato in quel misterioso, profondo e illuminato sonno –

la trance del corpo, la visione dello spirito,

il modo di essere primordiale, l’essere estatico –

esso contempla la sua stessa infinita natura

rispecchiata nei destini temporali,

che attende di esternarsi quale anima;

poiché allora la somma universale

dei suoi destini passati o futuri,

si dispiega davanti a lui come una pergamena aperta.

È dunque questa, oh Ravana dalle dieci teste, la tua situazione:

Non molto tempo fa in una vita precedente,

così come pensavi, tu eri davvero il suo compagno sulla terra,

ma in futuri tempi lontani,

sulla tua fronte e sul tuo pollice

è scritto che tale tu rimarrai.

Prima dell’inizio del tempo – oltre la sua fine – e per tutta la sua durata,

tu la ricorderai eternamente,

poiché ella è la sposa ancestrale del tuo spirito,

il complemento della tua unità.

Uniti o separati, nell’amore o nell’indifferenza,

fra lei e te esiste un legame eterno,

che per quanto tu cerchi di spezzarlo

mai e poi mai riuscirai a farlo.

Un legame da cui non c’è liberazione,

poiché il modello spirituale mai

potrà separarsi dal suo opposto.

Lei è parte del tuo essere

per tutta l’eternità.

E’ evidente il fatto che per lo spirito non esiste il tempo, esso vive in un eterno presente tendente all’ infinito poichè dall’ infinito proviene e all’ infinito appartiene. Per chiarire meglio questo concetto partiamo dall’ imponente documentazione giunta a noi grazie all’ Entità A e riportata nel bellissimo volume “Rapporto dalla dimensione X” edito dalla Mediterranee. L’entità A è molto chiara in merito al concetto di tempo, strettamente legato all’ evoluzione spirituale. L’entità A, essendo egli stesso spirito, ci tiene a precisare che il tempo nel suo mondo non esiste ed esso è irrilevante soprattutto ai fini della propria evoluzione. Lo spirito si evolve sia incarnandosi sia rimanendo nel suo mondo e ai fini di questa sua evoluzione il concetto di tempo è insignificante proprio perchè esso appartiene all’ infinito. Il discorso cambia nell’ istante in cui lo spirito (o essenza dell’ infinito creatore) al fine di fare nuove esperienze si incarna. A quel punto è soggetto al concetto di tempo. E’ bene tener presente che un essenza o spirito può gravitare nell’ orbita planetaria di uno degli infiniti mondi del nostro infinito universo. Dunque lo spirito, al fine di fare nuove esperienze, decide di incarnarsi programmandosi le sue incarnazioni come meglio crede. Le pianifica anche in funzione di altre entità che nel piano fisico possono essere amici e parenti e cosa ancor più importante, lo spirito molto spesso pianifica le sue incarnazioni grazie all’ aiuto di uno spirito guida. All’ atto dell’ incarnazione inizia così a prendere parte ad una “linea temporale”. Sorgono ora le prime domande. In un arco temporale che va dal 1400 al 1800, appartenente alla medesima linea temporale, e’ possibile che un entità spirituale sia incarnata più volte “contemporaneamente” lungo questi 400 anni? Uno spirito può decidere di incarnarsi in un contesto storico a suo piacimento (al passato o al futuro)? Ho volutamente usato la parola “contemporaneamente” proprio perchè per uno spirito non esiste tempo. Uno spirito non può ragionare dicendosi : “ho appena concluso un incarnazione, fra 5 min uti o 10 minuti ne farò un altra”. Proprio perchè non esiste tempo, non esiste nessun arco temporale fra le varie incarnazioni e di conseguenza esse appaiono come un tutt’ uno in un eterno presente. Un chiaro esempio di quanto appena esposto è stato dato dall’ entità chiamata Seth i cui messaggi sono consultabili in opere edite dalla casa editrice Mediterranee. Seth ci ricorda:

“Quando dico che siete vissuti, ad esempio nel 1836, dico questo poichè ciò ha un qualche significato per voi, ora. Ma in realtà voi vivete tutte le vostre incarnazioni insieme, benchè ciò sia difficile da capire.”

Ma proseguiamo i nostri ragionamenti. Chiunque sia in grado di effettuare viaggi astrali e di poter leggere negli annali dell’ Akasha, ha la possibilità di prendere parte ad avvenimenti storici in qualità di spettatore indipendente, oppure ha la possibilità di vedere il prorio spirito incarnato in quel contesto storico. E’ evidente a questo punto, considerando la tecnica del viaggio astrale e la lettura dell’ Akasha come tecniche possibili, che lo spirito può essere presente in più contesti storici contemporaneamente in quanto debba esserci necessariamente “qualcosa” in quei corpi di carne viventi nel periodo storico in cui ci si è recati. E’ anche vero che la memoria dell’ Akasha può aver immagazinato miliardi di informazioni che nell’ insieme possono “ricostruire” nitidamente la scena storica in questione. Ma che dire se dovesse capitare che un qualcuno ai nostri giorni venga contattato da un essere vissuto parecchi secoli prima? Può sembrare assurdo e incredibile ma è quello che tutt’ ora accade alla Marranci e la sua prima fatica “Io Maryan madre di Joshua” è un libro che consiglio caldamente di leggere. Detto questo sono propenso a credere che uno spirito possa incarnarsi in più periodi storici contemporaneamente e senza scomodare le teorie relative al concetto di tempo “circolare”. E’ da ricordare però il fatto che in più di un occasione si è avuta testimonianza di alterazioni temporali. In queste occasioni la realtà mutava lasciando posto a spezzoni di vita vissuta decine di anni prima per non dire centinaia di anni prima. Anche in questo caso i protagonisti hanno interagito con le persone presenti nella scena. Possibile che la memoria dell’ Akasha sia in grado di costruire realtà così dettagliate? Oppure dobbiamo continuare a ipotizzare che lo spirito è in grado di incarnarsi contemporaneamente lungo una data linea temporale? A questo punto una prima cosa è certa. Il tempo non può avere aggettivi. Esso è e sarà per sempre poichè l’ universo, per quanto infinito possa essere, è ordinato grazie ad esso. Tuttavia non è presente ovunque o non è presente laddove non è necessario. Lo spirito non vive nel tempo bensì si muove ed agisce in esso. Poco importa se lo spirito può essere più evoluto e meno rispetto ad un altro. Per lui non esistendo tempo la nozione di velocità è insignificante. L’ evoluzione non è regolata dal fattore tempo e l’infinito, seppur non quantificabile, è la meta ultima dell’ evoluzione. Mi sento quindi in grado di scartare l’ ipotesi abbracciata da alcuni che vogliono etichettare il “tempo” come circolare, dove esisterebbe uno spirito che potrebbe essere raffigurato come uno spettatore che, seduto in una sala, è impegnato nella visione di tutte le sue esistenze in maniera contemporanea. Questa visione esistenziale ci porterebbe ad avere sia un esistenza poco sviluppata spiritualmente e sia un esistenza altamente evoluta, come per dire essere sia foglia che maestro contemporaneamente. Sebbene molto fantasiosa, una siffatta “organizzazione” non ha motivo di esistere. Perchè siamo così bravi a complicarci la vita? E’ così difficile cosiderarci essenze del Creatore in continuo mutamento? Non è importante crearsi teorie “esotiche”, del resto i limiti umani non ci permettono di dare risposte precise tuttavia siamo comunque in grado di ragionare e farci un idea. Spesso laddove non arrivano le parole, possono arrivare le immagini. In uno dei suoi messaggi, l’entità A ci suggerì proprio tale metodo di approccio. Proseguendo nei nostri ragionamenti, risulta molto uile lo studio del Krya Yoga. Le tecniche di questa disiplina tendono ad un risveglio spirituale grazie alla modifica del karma passato. Il concetto è nobile ma è legato comunque al piano materiale in cui viviamo. Per lo spirito non ha significato accelerare la sua evoluzione o meno. Ciò non toglie che il risveglio spirituale è gran cosa e dovrebbe essere obbiettivo di chiunque. Tuttavia appare evidente che la modifica del proprio Karma influisce anche sul nostro futuro, modificandolo e migliorandolo. Ciò farebbe pensare al fatto che il futuro è in evoluzione e tutt’altro che formato lasciandoci un margine di arbitrio per quanto concerne le nostre azioni. Alla luce di ciò, è possibile per uno spirito un incarnazione in un futuro posto lungo una data linea temporale? Le regressioni mentali (se così possiamo definirle) proiettate al futuro di cui parlammo in un precedente articolo ci porterebbero a pensare positivamente. Tuttavia non siamo ancora in grado di fornire una risposta certa. E come interpretare l’ idea secondo cui ogni nostra incarnazione spiritualmente è sempre “migliore” di quella precedente? Quest’ ultima è un idea molto diffusa e farebbe pensare al fatto che, sebbene per uno spirito non esiste il concetto di tempo, esso è comunque legato alla linea temporale della sfera planetaria in cui vuole incarnarsi ai fini della sua evoluzione. Basandoci quindi su questo ragionamento, uno spirito non può incarnarsi a suo piacimento al passato o al futuro per una semplice questione di “evoluzione”. A questo punto introduciamo nel nostro ragionamento il concetto di “multidimensionalità”. Cosa accadrebbe se uno spirito fosse in grado di incarnarsi lungo infinite linee temporali? Prendiamo ad esempio la nostra linea temporale. Cosa ci vieta di pensare al fatto che possa esistere una linea temporale uguale alla nostra ma diversa solo in alcuni particolari lungo la quale lo spirito possa incarnarsi? Prendiamo come esempio ciò che accade allo specchio. Quando ci specchiamo e ci soffermiamo a guardare la nostra immagine riflessa, essa appare ai nostri occhi come una cosa normalissima, in realtà il mondo riflesso a cui appartiene la nostra immagine esiste anche oltre lo spazio a cui è relegato il contorno dello specchio, basta spostarci un pò vedere lo specchio da altre angolazioni. Ebbene tutto ciò è già di per se rappresenta un altra dimensione con l’ unica differenza che la realtà è “al contrario”. Sia come sia deve pur esserci uno spirito incarnato in quel corpo riflesso e più in generale nei corpi che abitano quella dimensione. Si tratta del nostro spirito o di un altro spirito? Se accettassimo la multidimensionalità dello spirito la cosa ci sembrerà del tutto normale. Ma saremmo ben lontani dal comprendere questo complesso meccanismo nel suo insieme. Ritornando al concetto di “futuro” possiamo solo ipotizzare che esso sia in mutamento ma vissuto ugualmente dallo spirito. Laddove si verifichino cambiamenti significativi tali da alterarne il corso si può ipotizzare che essi diano vita ad altre linee temporali nelle quali abbiamo ipotizzato che lo spirito possa incarnarsi, grazie proprio alla sua multidimensionalità. In poche parole dovremmo considerare infinite linee temporali tante quante sono le probabilità la qual cosa è già di per se incredibilmente difficile da spiegare a parole. Del resto la non modificabilità temporale di una linea di esistenza è cosa accettata anche in ambito scientifico e a tal proposito rimando il lettore all’ intervista rilasciata dal fisico teorico Thomas Roman al sito internet Antikitera.it. In essa il fisico chiarisce le idee su quelle che sono le credenze più difuuse sui viaggi nel tempo, argomento quest’ ultimo sempre a cuore al genere umano e strettamente correlato al concetto di tempo. Tralasciando il fatto che viaggiare nel tempo significa necessariamente viaggiare anche nello spazio (la Terra e il nostro sistema solare non sono fissi nell’ universo ma in movimento), la fisica afferma l’ impossibilità di viaggiare nel tempo a ritroso oltre la data di costruzione della macchina del tempo o quanto meno questa è l’ idea più diffusa. In poche parole non si potrebbe viaggiare fino all’ epoca dei dinosauri ma fino all’ istante in cui si è accesa meccanicamente la macchina del tempo, mentre non ci sarebbero limiti viaggiando avanti nel tempo. Altra “legge” tanto cara ai fisici sarebbe quella dell’ immodificabilità della linea temporale sulla quale abbiamo ragionato su poc’ anzi. Secondo questa legge non si può ritornare indietro nel tempo per modificare un evento; non si potrebbero avere due eventi contrastanti nello stesso universo. Se ciò dovesse accadere la linea temporale darebbe luce ad un altra linea temporale in cui far “vivere” il nuovo evento (ciò ammettendo che la possibilità di viaggiare indietro nel tempo oltre l’invenzione della macchina possa essere fattibile). Ma esisterebbe anche un altra possibilità. L’universo tenderà sempre di impedire il cambiamento, creando sempre nuove situazioni affinchè non si verifichi la spaccatura temporale. Un pò quello che succede nel film “The time machine” del 2002 interpretato da Alexander Hartdegen in cui il protagonista inventò la macchina del tempo al fine di poter andare indietro nel tempo a salvare la vita della sua futura sposa uccisa da un rapinatore. Purtroppo ogni volta che il protagonista arrivava in tempo per salvare la vita della ragazza accadeva qualcosa che comunque la uccideva. Per quanto riguarda la contorta teoria delle spaccature temporali, nell’ ultimo film di Star Trek troviamo proprio una trama incentratat su questa teoria. Il Romulano cattivo per vendicarsi di Spock viaggia indietro nel tempo per distruggere il pianeta Vulcano, ma siccome nell’ originaria linea temporale ciò non accadeva, l’ universo ssi spacca creando una nuova linea temporale al fine di accogliere il nuovo evento. Per complicarci ulteriormente le idee, non va dimenticato l’ ultimo lavoro dei fratelli Wachowski, Cloud Atlas, film confusionale e caotico ma con un idea di base alquanto originale. Nel film si alternano vai spezzoni di vita ognuno dei quali ambientato in luoghi ed ere differenti i cui interpreti condividono lo stesso spirito. Non si tratterebbe di reincarnazione vera e propria bensì dell’ idea del tutto ed ora, dove le azioni compiute in una vita vanno ad influire sulle azioni delle altre. L’ idea potrebbe essere valida ma andrebbe vista dal punto di vista dello spirito in un contesto senza tempo. Agli occhi di un mortale si avrebbe lo scorrere del tempo da un inizio verso un ipotetica fine e ciò è chiaro, mentre lo spirito vivrebbe un eterno presente senza l’ esistenza di intervalli temporali tra un esistenza ed un altra. Se poi ogni esistenza dovesse andare ad influire sulle altre allora il discorso si farebbe più complesso e porterebbe lo spirito a riproggrammare di volta in volta le sue incarnazazioni. Può sembrare complesso ma sebbene per lo spirito non esisterebbe il fattore tempo tra un incarnazione ed un altra, andrebbe comunque considerata una “pausa” tra di esse proprio per permettergli una certa organizzazione e con ciò siamo in linea con quanto affermato dall’ entità A. Poco importa se alla fin fine lo spirito vede tutto come un continuo, stà di fatto che molti esoteristi tendono a quantificare queste pause in circa 140 anni terrestri. Abbiamo visto come il concetto di tempo cammina a braccetto con la questione “macchina del tempo”. Le due cose sono correlate e laddove ipotizziamo la possibilià di viaggi temporali ipotizziamo anche la multidimensionalità dello spirito in quanto qualcuno dovrà pur abitare i corpi di carne che il viaggiatore temporale si troverà davanti e con ciò si intendono anche le infinite linee temporali di cui abbiamo teorizzato. Ma alla fin fine, esistono prove al riguardo di viaggi nel tempo? Tralasciando il controverso caso di Adrew Basiago che affermerebbe di aver viaggiato nel tempo grazie ad una misteriosa macchina sfruttante un ancor più misteriosa energia scoperta da Tesla e la misteriosa invenzione chiamata cronovisore messa a punto dal Padre Pellegrino Ernetti di cui si persero le tracce in ambienti vaticani, ad oggi il caso su cui più si è dibattutto resta l’ esperimento Philadelphia. Esso sarebbe avvenuto nel lontano 1943 e ad esso presero parte,secondo la leggenda, gli stessi Albert Einstein e Nikola Tesla. Sempre secondo la leggenda, alle ore 17:15 il cacciatorpediniere USS Eldrige ormeggiato nei pressi del molo di Pholadelphia, sarebbe svanito nel nulla per alcuni secondi per riapparire a Norfolk in Virginia per poi ricomparire a Philadelphia. Sebbene ad oggi la storia sia considerata una burla, sono in molti a considerarla veritiera additando il governo degli Stati Uniti per via dei numerosi insabbiamenti portati avanti negli anni. L’ esperimento prevedeva un test di teletrasporto ma ad esso si aggiunsero le testimonianze relative alla fine che fecero numerosi membri dell’ equipaggio, alcuni dei quali testimoniarono di aver lasciato compagni nel futuro grazie ad un portale apertosi a seguito dell’ incidente. E’ chiaro a questo punto che la questione “tempo” e le implicazioni ad essa legate sono tutt’ altro che facili da comprendere. Potrei continuare con molti altri esempi riguardanti salti temporali o esperienze simili ma il mio buon senso mi dice che difficilmente allo stato attuale a cui è giunta la nostra società si possano avere viaggiatori moralmente elevati tali da poter intraprendere viaggi temporali. Dico questo perchè non riesco ad immaginare come si possa tornare indietro nel tempo e non essere tentati dal cambiare il proprio passato o più in generale il passato da cui proveniamo a proprio beneficio. Possibile che futuri viaggiatori temporali siano in grado di viaggiare ed essere così accorti da non lasciare tracce del loro passato e contemporaneamente essere dotati di una moralità eccelsa? Oppure dobbiamo pensare ad un ipotetica “vigilanza” sulle linee temporali tanto cara a molti autori di fumetti? Fino a qualche tempo fa si è parlato molto di un certo Jhon Titor. Furono in migliaia che credettero di colloquiare con un vero viaggiatore temporale, un uomo che nel suo futuro aveva visto guerre e morte ma che aveva una missione: tornare indietro nel tempo e recuperare un vecchio calcolatore al fine di poter “ravvivare” l’ evoluzione ormai ad un punto morto della società da cui proveniva. La domanda a questo punto nasce spontanea. Come mai questo viaggiatore del tempo non ha pensato di modificare gli eventi che hanno scatenato le guerre in atto nella sua epoca limitandosi invece a recuperare un oggetto tra l’altro senza neanche curarsi di non lasciare tracce? Possibile che la legge dell’ immodificabilità temporale esista realmente? Gli eventi quindi non possono essere modificati?

Anche se volessimo ragionarci su per tutto il tempo che vogliamo rimane inspiegato il ruolo dello spirito nei confronti di ciò che rappresenta il futuro.

Esso ne è a conoscenza perchè il futuro è già esistente oppure il futuro è da considerarsi incerto e dipendente solo dalle nostre azioni?

Sono in molti a considerare il futuro come incerto, ciò però non basta a spiegare come mai si hanno notizie relative a contatti in cui al contattato vengono fornite informazioni in merito ad un prossimo futuro. Se il futuro non esistesse difficilmente si potrebbero avere viaggi nel tempo, tuttavia è possibile che il futuro potrebbe essere considerato come esistente ma in continuo movimento, come un qualcosa che cambia in continuazione a cui solo la natura spirituale può giungere, abitarvi e adattarsi in caso di cambiamenti. Cambiamenti dovuti alle nostre scelte e alle nostre azioni. Per concludere, in tutto questo ragionamento non è chiaro il ruolo svolto dalla memoria dell’ Akasha. E’ interessante tuttavia ricordare, viste le considerazioni fuori dal normale fatte fino ad ora, le esperienze del famoso contattista Billy Mayer.

Mayer raccontò in molte occasioni dei viaggi nel tempo che fece grazie alla tecnologia dei Pleiadiani e dei loro dischi volanti. In molti di questi “presunti” viaggi si avevano contatti diretti con esseri umani viventi nel nostro passato. Se ciò fosse vero, un essere vivente abitato da un entità spirituale collocato in un preciso contesto storico è entrato in contatto con un altro essere umano abitato da uno spirito e collocato in un altro contesto storico. Siamo in grado di ragionare a mente lucida su questa situazione? E’ mai possibile che i viaggi nel tempo così come la consapevolezza della vera natura del concetto di tempo siano prerogativa di “razze” spiritualmente evolute con milioni di anni di evoluzione quali ad esempio i Pleiadiani? Ipotizziamo sempre per assurdo che nell’ universo esistano particelle in grado di viaggiare nel tempo, in grado cioè di potersi spostare avanti o indietro lungo una determinata linea temporale. Ipotizziamo sempre per assurdo che sia possibile costruire una macchina in grado di attrarre ad un corpo queste particelle e creare un rivestimento omogeneo di queste particelle. Se ciò fosse possibile, il corpo all’ interno di questo involucro potrebbe spostarsi lungo la linea temporale grazie alla caratteristica di queste particelle. Ovviamente tutto ciò dovrebbe poter funzionare anche stando nello spazio siderale. L’energia da utilizzare dovrebbe essere di un tipo a noi ancora sconosciuto, cioè reperibile in quantità illimitata in maniera pulita e in qualunque ambiente, senza però essere dannosa per l’ organismo umano. L’ unico problema da risolvere sarebbe quello legato al come far avanzare nel tempo queste particelle fino ad una data stabilita. Si potrebbe creare un meccanismo che sia in grado di quantificare l’ età delle particelle e di conseguenza creare un punto zero di arrivo e partenza. E se poi venissimo a conoscenza che tutte le informazioni in grado di creare fisicamente l’ epoca in cui vogliamo recarci siano fornite dalla memoria dell’ Akasha? Sarebbe proprio un bel guaio, poichè ad essa possono accedere solo entità spiritualmente evolute. Certamente non noi. Scusate il tempo che vi ho fatto perdere nel leggere tutte queste fantasticherie. Ma ad oggi ho dovuto ricredermi su molte cose. Prima fra tutte quella di non poter dare al concetto di tempo nessun aggettivo in quanto il tempo è pura illusione…

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