Riflessioni – parte seconda

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a riflettere su un concetto “espresso” dal Maestro Gesù sull’ argomento – Il Padre di tutti Noi che mi portò successivamente a meditare sull’ Eterno Uno e indivisibile e di conseguenza sul concetto di tempo. Come molti lettori del presente blog sanno, Gesù è parte integrante della Gerarchia spirituale di Shamballah e spesso, grazie ai libri di Daniel Meurois-Givaudan, mi ritrovo a riflettere su particolari insegnamenti che solo grazie alla memoria Akashica è stato possibile riportare alla luce. In questo caso, mi soffermai su un paragone che il Maestro Gesù fece nel momento in cui gli venne chiesto che aspetto avesse il “Padre Suo”. Non penso di creare problemi di chissà quale natura se di seguito posterò le poche righe in questione. Per dovere di cronaca però è mia intenzione citare il testo e la pagina in questione. Il testo è il bellissimo libro “Il Testamento delle Tre Marie” dell’ autore sopra citato edito dalla Amrita Edizioni che ne cura la versione italiana. A pag. 78 è possibile leggere:

 

“Il Padre mio è simile all’ acqua, a tutta l’ acqua che circola su questa Terra. Essa sgorga dal suolo in una quantità di fonti, che poi diventano ruscelli, e fiumi che si uniscano al mare. Quest’ acqua gira e rigira senza sosta; crea le nubi portatrici di pioggia, e i fiumi sotterranei; offre la vita, e poi se la riprende per offrirla di nuovo, incessantemente… L’ acqua è ghiaccio, è neve, è vapore e altro ancora, giacchè assume centomila volti in tutto ciò che è. Ma di che cosa è dunque fatta, quest’ acqua tanto fuggevole e volubile? Essa è l’ oceano delle promesse nate dall’ unione di un infinito numero di goccioline di vita…e vi dico che ciascuna di quelle goccioline corrisponde ad uno di voi. Così senza saperlo siete partecipi della realtà del Padre, così senza saperlo, voi siete un poco del Padre, che si offre ad ogni istante. Allora, proprio com’ è impossibile dire quando e dove abbia inizio una goccia d’ acqua, così come è impossibile impedirle di unirsi alle altre, e di far parte del corpo unico degli oceani, allo stesso modo non potete pensarvi come un’ entità isolata dai vostri simili, o esterna al Padre mio. Alcuni di voi sono vapori, altri ghiaccio,e neve, acqua sporca, oppure acqua di fonte ma che lo ammettiate o meno, tutti siete acqua e in questo fate parte della Realtà dell’ Eterno.”

Applicai l’ intero concetto a tutte le frequenze dimensionali del nostro Pianeta anch’ esse brulicanti di vita, allargai il discorso anche ai regni inferiori all’ uomo e anche alle infinite dimensioni intersecanti la nostra ognuna con le loro frequenze vibrazionali e le loro entità. Applicai il concetto alle nostre passate esistenze e a quelle future, nonchè alle infinite sfere planetarie dell’ universo tutto. Basta per avere l’idea dell’ Eterno? Evidentemente no e sicuramente non siamo all’ altezza neanche per arrivare a toccarne i più lontani contorni. Tutto ciò mi ha portato a meditare sul concetto di tempo e su come esso sia discordante con il concetto di Uno Eterno ed indivisibile; di fatto un “entità” di così vaste ed infinite vedute non può essere soggetto allo scorrere incessante del tempo. Per questo motivo mi convinsi che il concetto di tempo che attualmente ha la nostra società è sbagliato e per dimostrarlo bastano alcune semplici considerazioni. Per continuare però mi appoggio alla Legge dell’ Uno perchè, ammettendo i miei limiti, non vedo il motivo per non prendere in prestito parole scritta da qualcun altro e sicuramente migliori di gran lunga alle mie. Riprendendo la Tavola X delle già citate Tavole Smeraldine, è possibile leggere ciò che un essere di Luce rivela a Toth l’ Atlantideo:

 

“Chiesi del mistero del tempo e dello spazio. Gli posi la domanda che mi si presentava sempre, dicendo: Oh Maestro, cos’ è il tempo? Allora Egli mi parlò, il Maestro:

Sappi, oh Thoth, al principio c’era il Vuoto ed il Nulla: un senza tempo, senza spazio, nulla. E dentro il nulla venne un pensiero, deciso, tutto pervadente, che riempì il Vuoto. Là non esisteva materia, solo forza, un movimento, un vortice o vibrazione del deciso pensiero che riempì il Vuoto. Interrogai il Maestro, dicendo: Questo pensiero era eterno? E l’Abitante mi rispose: Al principio ci fu pensiero eterno, e perché il pensiero fosse eterno, doveva esistere il tempo. Così nel pensiero tutto pervadente crebbe la Legge del Tempo. Sì, il tempo che esiste in tutto lo spazio propagandosi con un armonioso ritmico movimento, è eternamente in uno stato di solidificazione. Il tempo non cambia, ma tutte le cose cambiano nel tempo. Perché il tempo è la forza che tiene separati gli eventi, ognuno al proprio posto. Il tempo non è in movimento, eppure ti muovi attraverso il tempo come la tua coscienza si muove da un evento all’ altro. Sì, da quando esisti, tutto nel tutto, sei Una esistenza eterna. Sappi che anche se nel tempo sarai separato, resterai sempre Uno esistente per sempre.”

Sembrerebbe che ci sia un ipotetico punto da cui vengono emanate onde vibranti in circolo che nel loro movimento si espandono sempre più dando all’ Universo la caratteristica della costante espansione. Ovviamente tutto ciò è un idea espressa con termini “umani”. E’ l’ evoluzione spirituale che porta al non – tempo. E non potrebbe essere altrimenti. Tale concetto è stato espresso anche nelle stesse Tavole Smeraldine e ciò le rende senza alcun ombra di dubbio un valido componimento. Ma le informazioni date a Toth sembrano dire anche che il tempo, sebbene da intendere come un concetto illusorio, sarebbe circolare anzichè lineare avente come unica funzione quella di dare un ordine al Creato fino a quando l’ essere realizzato ricongiunto all’ Uno non vi sarà più legato. Ma se i nostri sensi dovrebbero iniziare a considerare il Tempo come circolare, come spiegare allora le nostre passate incarnazioni? Stando a questo concetto si muore e si rinasce seguendo la legge della causa – effetto fino alla propria realizzazione. In realtà, proprio perchè ognuno di noi è parte dell’ Uno ed Esso è indivisibile nel tempo e nello spazio, le nostre esistenze verrebbero vissute tutte contemporaneamente e solo le leggi relative al libero arbitrio fanno si che certi particolari non affiorino prima di aver raggiunto determinate “tappe” della nostra evoluzione. E’ mai possibile quindi dimostrare l’ esistenza di un illusorio tempo circolare? La risposta potrebbe giungerci da alcune sedute di regressione svolte con lo scopo di instaurare un contatto proprio con esistenze future e non passate su pazienti del tutto normali.

Alcune di esse, di grande interesse, sono leggibili nel volume “Reincarnazione” a firma di Joe Fisher. Il capitolo IX può rispondere a molte domande proprio sulle vite future. I ricercatori Helen Wambach o Bruce Goldberg riuscirono a spingere le regressioni effettuate sui loro pazienti avanti di centinaia di anni dimostrando non solo che è possibile l’ esistenza di un tempo circolare ma anche che il nostro Io divino è legato a tutte le esistenze “presenti e future” contemporaneamente. Ciò dovrebbe essere interpretato come la perenne esistenza del Divino in Noi quì ed ora senza eccezione alcuna. Il Divino è in noi e noi siamo parte di Esso così come spiegatoci dal Maestro Gesù con l’ esempio prima riportato. Non preoccupiamoci del fatto che una regressione non può metterci direttamente in contatto con il nostro Io Divino evitandoci le “fatiche” e gli ostacoli che la nostra vita quotidiana ci pone dinanzi. La nostra evoluzione spirituale è legata proprio a questi ostacoli, la chiave di tutto è nel vedere la vita da un altro punto di vista. La morte, gli ostacoli, la vita che ci circonda….fa tutto parte di un grande progetto Cosmico in cui il nostro Padre non ci ha inseriti certo per soffrire, bensì per amare incondizionatamente così come il sole illumina con i suoi raggi tutto ciò che è sulla nostra terra senza distinzione alcuna.

 

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