Toth l’ Atlantideo e le sue Tavole – La legge dell’ Uno

Sono secoli che le famose Tavole Smeraldine di Toth l’ Atlantideo circolano tra Alchimisti ed esoteristi. Sebbene ad oggi non siamo in grado di affermare se esse siano autentiche o meno, risulta evidente che gli insegnamenti trasmessi sono di alta levatura morale e spirituale. Con questo articolo non è però mia intenzione postare l’ intero loro contenuto ma soffermarmi su alcune frasi che potrebbero essere lette in modo diverso se in possesso della giusta chiave. Quelle di cui ci occuperemo ora sono quelle pubblicate in forma ciclostilata nel 1930 dal Dr. Maurice Doreal. Il personaggio in questione, circondato da un alone di mistero, sembra essere Claude Doggins (Fonte: Esopedia) che fu capo della “Fratellanza del Tempio Bianco”. Stando a quanto riferiva, la sua conoscenza proveniva dai membri della “Gran Loggia dei Maestri” , Illuminati dediti in maniera più o meno silenziosa all’ evoluzione spirituale dell’ umanità. Il testo è composto da XV tavole e nella Tavola I il Toth Atlantideo inizia con il descrivere la potenza di Atlantide. Stando al racconto, la storia di Toth inizierebbe quando Atlantide era ancora formata da 10 isole. Appare evidente il fatti che Toth impari in giovane età la tecnica del viaggio astrale, la qual cosa gli permise di varcare i confini materiali del nostro mondo rendendolo consapevole della grandiosità dell’ infinito tutto. Il racconto continua. I Signori della Luce presero per dimora “ampi spazi sotto la crosta terrestre”, spazi lontani dai figli degli uomini…. Toth venne condotto nella misteriosa “sala degli Amenti” grazie al misterioso “Abitante del Tempio” anch’esso uno dei già citati figli della Luce. E’ nella Tavola III che possiamo leggere riguardo la sua ubicazione: “In profondità sotto la crosta della Terra” ed è lì che sembra arrivino le fiamme degli uomini, chiara allusione allo spirito disincarnato alla morte. Tutto ciò sembra confermare quanto Eugenio Siragusa asserì in una nota intervista e cioè che Paradiso, Purgatorio ed Inferno andrebbero ricercati nelle profondità del nostro Pianeta, identificando Virgilio come un Illuminato che ebbe tra i suoi compiti quello di condurre Dante lungo il suo viaggio che poi sfociò, in maniera allegorica, nella famosa Divina Commedia. La lettura delle tavole risulta molto interessante soprattutto quando leggiamo in merito ad Atlantide, ai suoi esuli ed alla costruzione della Grande Piramide. Fin quì all’ occhio di chi sà già risulta evidente il fatto che Toth l’ Atlantideo parli di viaggi astrali e dimensionali ma anche di una realtà ben precisa sotto i nostri piedi riconducibile ad Agarthi ed ai Figli della Luce – i Signori di Venere – di cui tante volte abbiamo già parlato. Ma è nella tavola V che l’ Atlantideo racconta un capitolo della nostra vera storia poco conosciuto da molti. Si parla della causa che distrusse Atlantide! Rileggiamo le poche righe con una diversa chiave di lettura:

“[…] Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai vertici cadde dalla Luce nell’ oscurità. Loro diventarono orgogliosi per la loro conoscenza, orgogliosi del loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed aprirono la porta che conduceva in basso. Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla in alto dal basso. […] Aprirono poi, con la loro conoscenza, i percorsi proibiti all’ uomo. Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’ Abitante (UNO DEI FIGLI DELLA LUCE) stava nel Suo Agwanti, mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide (VIAGGIO ASTRALE? BILOCAZIONE?) Egli vide gli Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima ritornò di nuovo nel Suo corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo. Rapidamente l’ Abitante discese in profondità sotto la crosta della Terra alle Sale di Amenti (UNA DELLE REGIONI PIU’ SACRE DI AGARTHA). Quindi chiese che i Sette Signori impugnassero i poteri: cambiò l’ equilibrio della Terra. Ed Atlantide si inabissò sotto le onde oscure […].

Dal bellissimo libro “Luci della Grande Loggia Bianca” a firma di Michel Ciquet si legge a pag. 32 la stessa identica storia seppur meno particolareggiata. Infatti leggiamo che furono i Signori di Shambhalla a volere la distruzione di Atlantide e la distruzione “materiale” della Loggia Nera che prese il potere dell’ ulitma isola Atlantidea – l’ isola di Poseidone. Apprendiamo però che non tutti perirono e non tutto fu perduto. Chi doveva salvarsi seppe dell’ imminente catastrofe e potè rifugiarsi nel sottosuolo grazie a misteriose città costruite apposta oppure migrare verso terre che avrebbero sofferto pochissimi danni come l’ Egitto. A pag. 109 dell’ opera “Viaggio a Shambhalla” gli autori Anne e Daniel Meurois-Givaudan durante una loro visita astrale a Shambhalla vengono condotti all’ interno di una di queste città sotterranee Atlantidee i cui abitanti, sacerdoti della Legge dell’ Uno, andarono a rifugiarsi proprio per non subire le conseguenze del diluvio che fece sprofondare Atlantide. Agli inizi del XX secolo un altra misteriosa città fu protagonista di avventure al limite dell’ incredibile vissute dal famosissimo Colonnello Fawcett. Di lui se ne persero le tracce nel Mato Grosso e benchè molte furono le spedizioni che vennero organizzate con l’ intento di trovarlo, nessuno lo vide mai più. Molte furono le dicerie sul suo conto, ma alla fin fine il mistero rimase. Inizialmente la misteriosa città di Fawcett, chiamata da Lui stesso “Z”, venne considerata nei suoi appunti come qualcosa di esistente e legata ad una qualche scomparsa civiltà ma già nel 1924 essa iniziò ad essere identificata con qualcosa che di razionale aveva ben poco. Infatti la città divenne sotterranea e legata ad Atlantide, sede di una delle “logge bianche” molto care alla Blavatsky il cui accesso era di tipo dimensionale e ben celato agli occhi dell’ uomo materiale. Cosa accadde a Fawcett tanto da fargli cambiare radicalmente opinione sulla misteriosa città? Non lo sapremo mai. Ciò non toglie che altri indizi ci giungono grazie all’ opera “I misteri del Tempio” di Leo e Viola Goldman. Nell’ opera viene raccontato un viaggio astrale proprio all’ interno di una misteriosa città sotterranea ubicata nel Mato Grosso chiamata Ibez. Sempre nel testo è riportata la nota secondo cui ci “vollero ben 4 cataclismi” per porre fine al caos e permettere che l’ evoluzione continuasse! Di quale mezzo i Signori di Shambhalla si servirono? Forse la risposta è leggibile nel volume “Atlantide” di Egidio Tullio e Anna Maria Mandelli. A pag. 46 si racconta di come colore che non sapevano si attivarono per costruire delle torri che avrebbero generato uno scudo energetico capace di fermare il potere distruttivo di un “asteroide” in rotta di collisione con il pianeta Terra! Vero o non vero lo lascio giudicare a Voi, chi è già sul sentiero della Luce e nel suo piccolo aiuta la “Possente Luce che attraversa il Cosmo” sa che è tutto vero. Attenti quindi a come consideriamo il nostro Pianeta. La nostra Terra è un essere vivente e come tale è legato ad una propria evoluzione spirituale – CON O SENZA DI NOI – e non ci saranno certo individui in grado di assoggettarla e sfruttarla per Loro più biechi bisogni. Vi invito tutti a prendere coscienza degli insegnamenti dell’ Uno, anch’ essi presenti nelle tavole appena esposte.:

Non essere orgoglioso, o uomo, della tua saggezza, parla con l’ ignorante cosi’ come il saggio. Se uno viene da te pieno di conoscenza, ascolta e tienine conto, perche’ la saggezza e’ in tutti. Non restare in silenzio quando qualcuno parla male della Verita’, come la luce del sole splende sopra di tutto. Perche’ colui che andrà al di sopra della Legge sara’ punito, perchè solamente attraverso la Legge viene la liberta’ degli uomini. Quindi non aver paura perchè la paura e’ una servitu’, una catena che lega gli uomini all’ oscurita’. Segui il tuo cuore durante la durata della tua vita. Fa piu’ di quanto ti e’ comandato. Quando tu hai guadagnato ricchezze, segui il tuo cuore, perche’ tutto questo e’ di nessun profitto se il cuore e’ stanco. Non ridurre il tempo di cio’ che segue il tuo cuore. E’ aborrito dell’ anima. Tu, oh, uomo, sei l’ aiutante di tuo fratello. Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.

Se sei puro di cuore, non aver paura. La Tavola XV potrebbe darti la chiave di accesso al regno di Shambhalla.

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