V.I.T.R.I.O.L

Quando mia moglie mi disse che quella sera l’avrei accompagnata a vedere il film Vitriol, rimasi alquanto perplesso. Il titolo lasciava intravedere una trama certamente a carattere esoterico, ma la cosa che più mi intrigò fu il fatto che il film non sarebbe stata la solita “americanata”, anzi! Non avendone mai sentito parlare prima, mi informai all’ istante. Guardai con attenzione il trailer, la presenza di un attore isolano fu un motivo in più per andare a vederlo e l’argomento terra cava inserito all’ interno del film bastò per rendermi ansioso al punto giusto. Da anni seguo con attenzione questo argomento e quanti di voi mi conoscono sanno quanto tempo dedico alle mie ricerche. Quella sera ad essere sincero mi sarei aspettato in sala pochi curiosi ma dovetti ricredermi, la gente venne e rimase anche molto interessata agli argomenti affrontati nel film.

VITRIOL acronimo di Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem verrebbe tradotto con: “Visita l’ interno della terra per trovare la pietra nascosta”. Titolo questo sicuramente ben scelto vista la trama. Il film, per la regia di Francesco Afro De Falco, propone al pubblico una vera tesi di laurea incentrata su di un misterioso manufatto appartenente al misterioso Ordine Osirideo Egizio. Per rendere il tutto più interessante è da ricordare che il film in questione è un mokumentary in cui scene del film si alternano a reali riprese amatoriali relative alla ricerca in questione. La consulenza storico-esoterica è stata affidata a Luigi Braco già apprezzato grazie al suo sito www.iniziazioneantica.it e per quanti volessero approfondire gli argomenti trattati nel film rimando al sito in questione. Concludendo, benchè molti hanno etichettato il film come un prodotto di scarsa qualità e non è la mia opinione, invito alla sua visione. E’ un film che merita,sia perchè è stato girato grazie all’ impegno di un cast tutto under 30 sia per i contenuti proposti certamente non facili da gestire.

Passiamo subito alle mie considerazione sull’ intera vicenda. L’ Ordine Osirideo Egizio è stato e forse continua ad essere uno dei più misteriosi oridini segreti che la nostra storia conosca. Ad esso sono appartenuti personaggi alquanto particolari tutti in un modo o in un altro legati alla Terra Cava e ai segreti custoditi in essa. Da citare in primis il Conte di Sant-Germain che fu gran maestro iniziatore sia del Conte di San Severo che di Cagliostro. E terrei a precisare che il Conte di San Severo fu gran maestro dell’ Ordine Osirideo Egizio. Per chi volesse approfondire l’ argomento consiglio la lettura delle pagine di www.iniziazioneantica.it.

Sul Conte di Saint-Germain ritornerò in seguito con un articolo più dettagliato relativo alla fratellanza dei dodici e agli insegnamenti rilasciati nel corso dei secoli. Ritornando all’ O.O.E. il manufatto di cui si parla nel film è reale ed effettivamente composto da due parti che, se correttamente orientate, darebbero i numeri 40-52-01-14-16-39. Ovviamente il condizionale è d’ obbligo ma sono certo che essi rappresentino esattamente le coordinate geografiche del cimitero delle 366 fosse risalente al XVIII secolo così come interpretato nel film. Probabilmente all’ epoca in cui il manufatto veniva usato, bisognava provare effettivamente di poter “ricevere” ciò che era tenuto nascosto. Oggi bastano pochi secondi al PC per capire come questi numeri diano con precisione assoluta la posizione del cimitero. Si parlerebbe però (stando ad alcuni) di un manufatto composto da ben 4 parti (e non da 2) e ciò allungherebbe ulteriormente le ricerche in quanto se il cimitero fosse stato la meta di arrivo in cui cercare, ora con altri due indizi da scoprire la cosa diventerebbe molto più complicata. Ciò non toglie che il cimitero nasconderebbe qualcosa.

Costruito da Ferdinando Fuga, il cimitero è composto da 366 fosse caratterizzate da un lastrone di piperno numerato, una per ogni giorno dell’ anno (bisestile ovviamente). Nello spiazzo all’aperto ce ne sarebbero 19×19 . La fossa centrale del quadrato esterno lascia spazio al lampione. Lungo il perimetro coperto del cimitero prendono posto le rimanenti fosse. Dal mio punto di vista sarebbero tre i particolari “strani”. La fossa numero 366 relativa all’ anno bisestile è stata costruita della stessa grandezza delle altre e quindi in grado di contenere lo stesso numero di corpi (circa 120) cosa che in realtà non avveniva perchè i corpi da seppellire in quel giorno finivano quasi sempre nella fossa del giorno prima o in quella successiva; lo spazio centrale del lampione non convince e a finire rimarrebbero le fosse al coperto lungo il perimetro del quadrato. Cercherò di indagare in merito. Ritornando alle mie ricerche relative alla terra cava, è sempre stata  mia convinzione che nel sottosuolo di Napoli ci sarebbe un accesso ad una zona dell’ UNTERLAND di cui parlai in un precedente articolo e con ciò mi riferisco ad uno spazio sotterraneo appartenente però alla rete di Agarthi. La città sotto il Monte Barbaro potrebbe esistere al suo interno e potrebbe essere in comunicazione con il Monte Epomeo. Non dimentichiamoci che stando alla mappa disegnata da Max Fyfiled della terra cava, l’ enorme spazio che si troverebbe proprio sotto il Monte Epomeo sarebbe abbastanza grande per coprire l’intera area Napoletana. Ovviamente si parla di un qualcosa posto a decine e decine di chilometri al di sotto della superficie terrestre. Tutto ciò può essere solo frutto di fantasia? Secondo le mie ricerche no. Già in passato analizzai la questione del libro magico di Virgilio e solo accettando l’esistenza di una società segreta che si è tramandata “determinate” informazioni possiamo accettare il fatto che nel XII secolo qualcuno sapeva l’ esatta ubicazione della tomba di virgilio e relativo libro all’ interno di un monte (vedi il racconto di Giovanni da Salisbury). Qualcuno si prese la briga di seppellirlo nelle viscere di una montagna e stando ai racconti successivi il libro è molto più reale di quanto si pensi. Se tutto ciò fosse vero anche la misteriosa città posta nelle viscere del Monte Barbaro di cui prima potrebbe esistere e non dimentichiamoci che Corrado di Querfurt sembra ci arrivò,ma la trovò difesa “da immagini fatte d’aria armate di arco e spade”….Terrei a ricordare che il Conte di San Severo fu l’unico da noi conosciuto ad aver avuto libero accesso a tutti i libri “maledetti” conservati dal Vaticano tra i quali si suppone ci sia quello di Virgilio.

Non mi sorprenderei se venissi a sapere che una società segreta si sia tramandata per secoli conoscenze segrete destinate a poche persone, magari accettandole dopo che esse intrapresero una personale purificazione interiore. Uomini come Virgilio o il misterioso Ludowicus di cui parlò Giovanni da Salisbury potrebbero essere appartenuti alla stessa società segreta, come altri personaggi noti e meno noti della nostra storia come il Conte di San Severo o il Misterioso Cagliostro. Molti raccontano di entrate a mondi sotterranei, sia fisiche che dimensionali ma per tutte vale sempre lo stesso ammonimento: nessun uomo non puro di spirito può avvicinarsi al regno di Agarthi, l’inaccessibile.

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