Sant’Angelo

Tempo addietro, mi dedicai ad un’arte vecchia di millenni, che all’occorrenza rispolvero per le mie ricerche. Oggi la si potrebbe definire “perdita di tempo” (secondo molti) ma posso assicurarvi che ancora oggi la si usa per cose molto importanti, come la ricerca di vene d’acqua e simili. Parlo della rabdomanzia che, affiancata alla radiestesia, è in grado di rivelare scenari molto interessanti se, entrambe, affiancate anche all’archeoastronomia. Capirete che non posso scendere troppo nei particolari ma cercherò ugualmente di essere il più chiaro possibile. La rabdomanzia, posso assicurarvi, è praticata ancora oggi; soprattutto quando si parla di ricerche di vene d’acqua ad uso agricolo. Ad Ischia si pratica ancora. Ma andiamo avanti. Per un libro sulla storia di Succhivo d’Ischia, focalizzai l’attenzione su quella che dovrebbe essere la storia documentata della Chiesa della Madonna di Montevergine a Succhivo. Stando ai documenti rintracciati da Agostino Di Lustro e resi noti grazie alle pagine de “La Rassegna d’Ischia” (n, 4 del 2012), detta chiesa risalirebbe quantomeno all’inizio del 1684 così come attesta un atto notarile di successione. Tralasciando le vicende storiche emerse su detta chiesa che renderò pubbliche a tempo debito (e che mi permettono di asserire con certezza la bontà di questa data), quello che qui interessa sapere è che dietro la sua costruzione ci fu la famiglia Mattera “razza” Aglianico; nello specifico parliamo di Gesummino Mattera di Aglianico la cui discendenza darà vita alla razza di “Secummin” in quel di Succhivo. Gesummino, da quel che sappiamo, era dedito al commercio; imbarcato quasi certamente. I suoi figli e la sua discendenza lo furono. La sua posizione agiata gli permise di intrecciare rapporti di parentela con gli Iacono “razza” Marcullo e, successivamente anche con gli Iacono Parruocchio di Serrara. Tutte famiglie legate al commercio via mare. Ora, il lettore tenga bene a mente quanto appena scritto e spostiamoci a Sant’Angelo. In questo borgo, così come si evince dalle ricerche del Di Lustro, tra Sant’Angelo e Succhivo, tra il XVI ed il XVIII secolo, erano presenti un bel numero di cappelle e chiese rupestri. Basti citare la Chiesa della Maddalena in località Ruffano o quella consacrata all’Arcangelo Michele sulla Torre. Proprio in merito a quest’ultima, analisi “rabdomantiche” al suolo hanno evidenziato che proprio sulla Torre ancora oggi possiamo riscontrare un “flusso energetico sacro” legato alla figura dell’Arcangelo Michele. I flussi sacri sono fiumi di energia caratteristici del territorio. Il lettore deve immaginarseli come vene o nervi che avvolgono il globo terrestre. La Torre, così come per l’antico monastero di San Costanzo a Barano, fu sede di un culto ben preciso il cui tempio non poteva che sorgere in quel luogo preciso. Questo perché, da un punto di vista esoterico, i luoghi di culto vanno costruiti seguendo determinati criteri “energetici”. E’ così da sempre. Senza dilungarmi troppo, passai allo studio dell’attuale Chiesa di San Michele Arcangelo. Sempre grazie al Di Lustro, si apprende che questa moderna chiesa sembra essere stata rifatta quasi completamente (o restaurata di sana pianta) nel XIX secolo. L’antica chiesa presente in loco, consacrata alla Santissima Beata Vergine dell’Assunzione (secondo le fonti) era certamente presente fin dal 1820, anno in cui il vescovo Giuseppe D’Amante la visitò. Successivamente la rivisitò circa 5 anni più tardi. Il resto è storia nota. La chiesa venne rifatta quasi completamente verso la metà del XIX secolo dal canonico Giuseppe Iacono. Possiamo quindi, alla luce di quanto appena esposto, fornire una data certa di costruzione di detta chiesa? Certamente no ma l’archeoastronomia e la rabdomanzia possono dare qualche risposta grazie alle quali lo studioso interessato potrebbe affrontare nuove ricerche. Da un’analisi al suolo si nota come la chiesa sia interessata da due flussi energetici sacri che si incrociano all’altezza dell’abside /il verde ed il viole). Questi flussi sacri però, a differenza della Torre e del Monastero di San Costanzo, non sono legati all’Arcangelo. Poi ritroviamo due flussi energetici di minore entità a mio avviso riconducibili ad altrettanti corsi d’acqua che si incrociano lungo l’asse maggiore della chiesa (colore azzurro). La loro ampiezza, rilevante, abbraccia l’intera struttura. Questa prima analisi ci conferma che la chiesa venne eretta secondo le antiche tecniche romaniche, ancora oggi usate (seppur raramente), che hanno fornito alla chiesa un buon apporto energetico. In poche parole, il punto in cui costruire non è stato scelto a caso. La chiesa è poi caratterizzata dall’avere l’asse maggiore inclinato rispetto al Nord vero di circa 230°/50°. Ciò esclude l’antico dogma di orientare la chiesa rispetto al movimento del sole. Applicando calcoli di astronomia a questo luogo di culto e giocando con i secoli passati, salta subito all’occhio come la Costellazione dell’Orsa Maggiore giochi un ruolo importante. Guardando in direzione di 50°, per il mese di agosto, la costellazione dell’Orsa appare esattamente in verticale al rilevamento in questione (Si scelga un orario consono affinché si possa ipotizzare lo svolgimento di una funzione religiosa di consacramento. Diciamo intorno alle 11 o alle 12). Stessa cosa dicasi per il mese di settembre. Entrambi i mesi possono essere ottimi candidati per la scelta del giorno della posa della prima pietra, importantissimo rituale per legare l’edificio alle influenze volute. E l’anno? Dai calcoli si potrebbe pensare al secolo XVIII in quanto il movimento dell’orsa non varia di molto. Tuttavia, lo abbiamo scelto per un particolare degno di nota. Fin dal XVI secolo, in quel di Sant’Angelo, è documentata la presenza della famiglia Iacono “razza” dell’Orso. Navigatori da sempre; in pratica acqua di mare al posto del sangue. I libri parrocchiali ci ricordano, ad esempio, che questo “appellativo” compare per la prima volta nell’anno 1662 quando Costanza Iacono Dell’Orso di Sant’Angelo sposa Tommaso Mattera. Successivamente ritroviamo Domenico Iacono figlio di Giovanni Battista alias Dell’Orso nato nel 1675. Una ricerca ancora in atto ci permetterà di risalire a coloro che li hanno preceduti. Questo appellativo, nei libri parrocchiali, lo ritroviamo scritto come “Dell’Orso” e “Dell’Urso”. Essendo la quasi totalità dei membri di questa famiglia marittimi (ancora oggi), l’unica spiegazione razionale che mi sono riuscito a dare è l’uso della costellazione dell’Orsa come “stemma” di famiglia! Del resto, il XVIII secolo fu legato alla costruzione di numerose cappelle sull’isola d’Ischia. Il lettore deve sapere che è solo grazie all’Orsa Maggiore che è possibile risalire alla posizione esatta, nella sfera celeste, della stella polare. Quest’ultima, di intensità luminosa molto bassa, soprattutto ai crepuscoli, è di difficile collocazione agli occhi inesperti. Sebbene sia posizionata a brevissima distanza dal Nord astronomico, (quindi importantissima per i naviganti di un tempo al fine di orientarsi per Nord) in caso di nuvolosità, era possibile individuarla grazie proprio all’Orsa Maggiore, nettamente più visibile. La famiglia Iacono alias Dell’Urso continua ancora oggi in questa tradizione. Il compianto Capitano Ercolino Iacono ne fu un grande esempio. Naviganti furono gli Aglianico di Succhivo, costruttori di chiesa e naviganti sono ancora oggi i Dell’Urso di Sant’Angelo (quasi sicuramente) costruttori di Chiesa come lo furono anche i Marcullo ed i Parruocchio di Serrara quando edificarono la Parrocchia di quel borgo. Fantasia o realtà? Sicuramente molti di voi penseranno che tutto ciò sia solo fantasia. Tuttavia, le stelle parlano… e con loro anche le energie della nostra terra, sapientemente sfruttate da coloro che abitarono Ischia in tempi antichi…

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