Una delle misteriose storie di Santa Maria al Monte

Tratto dal libro: “Ischia Occulta”, Youcanprint editore.

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Infine apparve un cercatore di funghi che “magicamente“ ci indicò la giusta direzione e che, in breve, venne scherzosamente etichettato “il folletto dei boschi“. La spiegazione di Adriana fu che in quel preciso momento ricevemmo da Entità Superiori il permesso di avvicinarci ai luoghi sacri che avremmo trovato più giù lungo il sentiero. In quel momento non capimmo il significato di quelle parole ma la frase si spiegò in pochi minuti da sé. Arrivammo al cospetto di un grosso masso tufaceo posto in un piccolo spiazzo circondato da muri a secco.

Lì ci venne detto che l’energia era fortissima ed era presente un varco dimensionale.

Rimanemmo in silenzio per qualche istante. Non capimmo perché Adriana ci disse quelle parole. In breve riprendemmo la discesa verso il villaggio. Sulla nostra sinistra incontrammo, per mia grossa sorpresa, il famoso villaggio troglodita scavato nel tufo di cui già sentimmo parlare; l’antico villaggio di Santa Maria al Monte. Un sito bellissimo, anche se abbandonato a se stesso. Certamente da riqualificare, ma purtroppo sappiamo come vanno da noi queste cose. Fu in quel momento che iniziammo a separarci, ognuno gironzolava per proprio conto fino a quando ci riunimmo nuovamente dopo una ventina di minuti per capire il da farsi. In breve tempo ci accorgemmo che mancava proprio Adriana e perdemmo un quarto d’ora a cercarla, prima di riprendere la salita verso la Falanga1, pensando che fosse ritornata sui suoi passi. Dopo pochi minuti ricevemmo una telefonata.

Era Adriana, che ci avvertiva di essere a casa sua, ad Ischia, e di non preoccuparci perché aveva trovato un passaggio grazie al quale riuscì a prendere un autobus sulla strada principale! Noi ovviamente rimanemmo increduli. Come fu possibile tutto ciò? Ragionando sui tempi fu evidente l’impossibilità nel fornire una risposta sensata.

Non era materialmente possibile che si trovasse ad Ischia, comodamente a casa. Tuttavia a confermarcelo fu proprio il numero del telefono fisso apparso sul display del cellulare! Ancora oggi non si è capito come abbia fatto. Lei, di contro, asserisce di aver preso un passaggio con un motorino fino alla strada principale e lì di aver preso l’autobus fino ad Ischia.

1 Al riguardo del significato del termine Falanga, Paolo Buchner lo fece derivare da falaghs ossia fauce, burrone boscoso.

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