Hotel Savoia – Incrocio energetico

In un nostro precedente post abbiamo messo in evidenza un lavoro energetico portato da noi avanti già da anni sull’intero territorio
isolano. Da questo studio ci iniziarono ad arrivare informazioni
molto rilevanti difficilmente reperibili da normali studi
storico-architettonici. Ci riferiamo ovviamente all’orientamento di chiese o dimore storiche che all’occhio attento hanno saputo destare più di qualche
domanda senza però trovare risposte esaurienti.

Se per il Testaccio possiamo affermare di aver trovato un comune denominatore alla base della costruzione di tutte le sue chiese, per altri casi
dobbiamo indirizzare le nostre ipotesi verso differenti possibili cause.
Di fatto, per le chiese del Testaccio, il comune denominatore è quell’energia Mikaelica di cui tanto abbiamo parlato ma che non può essere considerata come fattore determinante per la costruzione di particolari chiese o dimore storiche stranamente “orientate”.

Quello di cui vorremmo parlare oggi è la storia dell’ex Palazzo Barbaja,
che attualmente è conosciuto come Villa Savoia.
Inizialmente costruito da famoso impresario teatrale Domenico Barbaja,
si trasformò successivamente con gli anni in albergo assumendo
diversi nomi come Hotel Rostinale oppure Albergo della Gran Bretagna. Poi sopraggiunse il disastroso terremoto del 1883 ed il maniero subì grossi danni. La sua ricostruzione non tardò ad arrivare ed agli inizi del novecento la struttura alberghiera era nota come Villa Mele; oggi è nota come Hotel Savoia. Inizialmente, l’edificio si presentava a due piani e solo successivamente, ed in tempi recenti, venne eretta la torre che lo caratterizza. L’immagine tratta dall’Omnibus pittoresco mostra chiaramente come appariva Palazzo Barbaja nel 1839. Ma questi, comunque, sono dettagli storici che per il momento a noi non interessano e rimandiamo il lettore interessato verso lavori più dettagliati http://www.ischiacity.it/architecture-villa-savoia/). Ciò che a noi interessa è l’aspetto energetico del luogo su cui questo edificio sorge. Siamo su una piccola altura lungo Corso Vittorio Emanuele, al civico 59. Dai nostri rilevamenti risulta infatti che l’edificio risulta essere edificato esattamente su un incrocio di due flussi sacri, ad altissimo valore Bovis. Ciò indica che ci fu la volontà di persone esperte e capaci alla base dell’edificazione
di questo edificio. Di fatto, abbiamo un primo flusso energetico sacro proveniente dalla costa Casamicciolese proseguente verso Monte Tabor ed un secondo flusso energetico proveniente sempre da Casamicciola Porto e proseguente verso Sud. La nostra analisi ha evidenziato che l’inclinazione dell’edificio di circa 98 gradi rispetto al Nord geografico segue perfet-tamente la direzione di scorrimento del primo flusso energetico mentre il viale di accesso all’edificio segue perfettamente il secondo flusso. Parliamo di circa 152 gradi sempre rispetto al Nord geografico. L’incrocio tra i due flussi energetici capita esattamente nel centro dell’edifico. Coincidenza? Caso? Non è da noi pensarlo, soprattutto se pensassimo al fatto che sulla nostra isola esisterebbero altri casi del genere…

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