Testaccio tra le braccia di un Arcangelo

Molti di voi forse avranno sentito almeno una volta “la storia” riguardante un’ipotetica retta in grado di unire i più importanti santuari dedicati all’Arcangelo Michele. Tra i più importanti di essi quello in Puglia, al Gargano, è sicuramente il più noto. Nel 2014 rendemmo noti i nostri studi grazie al libro “Mikael, per Napoli sulle tracce di un Arcangelo”. Essi si incentravano su un’ipotetica direttrice secondaria che dal Santuario del Gargano giungerebbe a Napoli, attraverserebbe importanti luoghi di culto, toccherebbe Procida (laddove è possibile ammirare il Santuario dell’Arcangelo Michele) giungendo infine ad Ischia per poi proseguire oltre il suo cammino non senza prima aver toccato la “Torre di Sant’Angelo” nell’omonimo paesino ischitano. I nostri studi ipotizzarono una retta, cosa che però non è risultata tale. A quest’ultimo risultato siamo giunti dopo ben 5 anni di studi sul campo. Oggi possiamo affermare che di retta non si tratterebbe in quanto questo flusso di energia è molto simile ad una “vena”. Essa alimenterebbe il territorio e si adatterebbe alla conformazione del suolo ed ai mutamenti sofferti nel corso dei secoli. Precisato ciò, dopo ben 5 anni spesi a misurare ogni centimetro utile dell’isola d’Ischia, possiamo rendere noti maggiori dettagli.   

L’abitato di Testaccio d’Ischia, porta d’ingresso alla rinomata spiaggia dei Maronti, nel corso dei secoli sembra proprio essersi sviluppato tenendo conto proprio di questo flusso sacro associato all’Arcangelo Michele. La cosa non dovrebbe meravigliarci in quanto, un tempo, gli abitati andavano sviluppandosi nei pressi dei luoghi di culto. A confermare questa nostra teoria è proprio il dimenticato monastero medioevale consacrato a San Costanzo i cui resti ancora sono visibili sulla collina omonima. Di fatto, l’asse maggiore del monastero è praticamente identico per orientamento a quello del Santuario dell’Arcangelo Michele a Procida. Il flusso sacro oltrepassa il monastero e si dirige poi verso la Chiesa della Madonna Assunta in Via Sestriere percorrendo l’intero suo asse maggiore, prosegue poi verso la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli oltrepassando il suo abside e dirigendosi poi verso la Chiesa di San Giorgio. Da quest’ultima il flusso energetico sacro scende verso i Maronti trovando il suo percorso in mare fino a raggiungere la Torre di Sant’Angelo dove un tempo esisteva un altro avamposto benedettino. La cosa che dovrebbe farci riflettere risiede nel fatto che questo flusso sacro trova la sua strada a qualche decina di metri dalla spiaggia dei Maronti, esattamente dove usano fermarsi le imbarcazioni in occasione dei giorni di festa dedicati all’Arcangelo. In pratica, inconsciamente o non, la processione via mare in onore dell’Arcangelo seguirebbe esattamente il percorso di questo flusso energetico…

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