Curiosando – Le misteriose Dame ischitane

Tutti noi ischitani siamo oramai a conoscenza dei tragici eventi legati alla tristemente nota “Dama in Nero” che nel 1953 fece parlare di se molti quotidiani nazionali.

Ancora oggi, a distanza di decenni, non si è arrivati ad una svolta decisiva. Contrastanti i fatti riportati all’epoca dell’accaduto. Colpi di scena, menzogne, insabbiature, spionaggio. Non manca proprio niente. Noi di Luce e Verità, ovviamente, non rimanemmo con le mani in mano visto che alla Dama sono legate decine di avvistamenti “paranormali”. Ma questa è un’altra storia. In pochi però sanno che la nostra isola è stata più volte teatro di morti “misteriose o sospette” nei decenni passati ed in questo articolo ci soffermeremo solo su quelle interessanti il gentil sesso. Sulle pagine del “Corriere della sera” datato 16 novembre 1954, apparve un piccolo trafiletto dal titolo “vedova slava morta in circostanze misteriose”. Il trafiletto, di seguito riportato, accenna alla riesumazione della salma della signora Ludmilla Rakowsky nel cimitero di Forio d’Ischia. La donna, di origini cecoslovacche, vedova di un certo Fiorentino, venne a mancare in circostanze misteriose il 29 ottobre 1954. Al momento della morte, la vedova, si trovava nella sua villetta di Forio. La stampa associò fin da subito la morte della Rakowsky alla morte della Signora “Del Vasto, avvenuta sempre ad Ischia in circostanza misteriose mai chiarite del tutto. Da ulteriori approfondimenti, all’epoca dei fatti, per la morte della Signora Del Vasto si parlava di avvelenamento ma nessuno si prese la briga di indagare approfonditamente. Dieci giorni prima di morire, la Rakowsky (aveva 45 anni) indirizzò una denuncia al procuratore della Repubblica di Napoli denunciando i maltrattamenti ricevuti quotidianamente dall’attuale compagno, Commendator Guido Sparano, e dalla di lui amante, la signora Luigia Cuomo di Forio. E’ la stessa Rakowsky a precisare che se le fosse capitato qualcosa all’improvviso che l’avrebbe condotta a morte certa da li a breve, la colpa sarebbe stata ricercata nell’operato del compagno e dell’amante. La Rakowsky, a termine della sua denuncia, precisa che in tal caso: “si ripeterà un nuovo caso Lo Verso”.

 

 

Sarà l’edizione del 16-17 novembre 1951 del Corriere dell’informazione a fornire ulteriori dettagli sulla vicenda. La Rakowsky abitava a Villa Boema in Via Cavallaro in quel di Forio. Era vedova del napoletano Guido Fiorentino, albergatore. La gente del posto la ricordava “alta, bella, slanciata e giovane”. Si trasferì a Forio quasi subito, alla morte del marito, dal quale ereditò la villa. Iniziò una relazione con il Commendator Guido Sparano, divorziato e con ex moglie in Germania. La coppia prese a servizio la cameriera Luigia Cuomo di Ischia Porto. La Rakowsky era benestante. Il marito deceduto gli lasciò in eredità svariati milioni oltre alla villa in cui abitava. I problemi iniziarono quando lo Sparano iniziò a comportarsi in modo strano. La gente era convinto che volesse far fuori la Rakowsy e godersi i milioni con la cameriera che negli ultimi tre anni di vita della donna, si preoccupò di vessarla in ogni maniera (oltre al fatto che si beccò anche una denuncia per maltrattamenti). Tuttavia, la denuncia alla Procura venne inviata. Fu il vicino di casa della donna un tal Lorenzo Rossi a chiamare i carabinieri, informandoli che quasi sicuramente la donna non spirò per cause naturali. Del resto i paesani lo confermarono a gran voce. Ciò spinse il Pretore a riesumare la salma e disporre un esame autoptico del quale però non abbiamo esito.

L’edizione dell’ 8-9 marzo 1969 del corriere dell’informazione titolava: “La donna trovata annegata ad Ischia cadde in mare da una nave bulgara?”

In quell’anno, al largo di Lacco Ameno, venne ripescata una giovane donna, di circa 30 anni, con indosso solo un indumenti intimi. Tra le piste battute dagli investigatori, sembra che quella relativa alla scomparsa di una passeggera della nave bulgara, la Nessebar, partita da Napoli fosse quella più plausibile. Resta il fatto che sul corpo della sfortunata vennero trovati segni di violenza all’altezza del petto e del collo. Si suppose fosse stata vittima di violenze. Il comandante della Nessebar dichiarò la scomparsa da bordo di una passeggera quando la nave si trovava al largo di Civitavecchia. La sera prima la nave navigò lungo le coste ischi tane. Anche di questo caso non si ebbero più notizie.

Questo è quanto, per il momento. Sarebbe interessante conoscere ulteriori dettagli. Per ora le Dame ischitane rimangono avvolte nel loro alone di mistero.

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