Quei misteriosi 120 anni

 

 

Qualche giorno addietro ci capitò tra le mani una copia de “La Tribuna” datata 14 luglio 1909 dove capeggiava un articolo dal titolo alquanto intrigane: “Si possono prevedere i terremoti?”.

L’articolo in questione riportava alla ribalta gli studi del professor Joseph Nowack fondatore del “Nowack Institute” in quel di Londra, un istituto per le previsioni del tempo e dei movimenti sismici con sede distaccata in Vienna. Si è usato il verbo riportare perché i suoi studi erano ben noti fin dal 1896, anno in cui le sue ricerche echeggiavano sulle testate dei principali quotidiani europei ed extra europei. In terra italiana noi riuscimmo a rintracciare anche un articolo apparso sulle pagine de “Il Paese” datato 16 novembre 1906.

Ecco i fatti. Il professor Nowack asseriva di aver scoperto nell’isola di Cuba una particolare pianta a cui diede il nome di “Abrus precutorius nobilis” o pianta del tempo. Il suo istituto a Londra era attrezzato con apposite apparecchiature in grado di mantenere l’arbusto in condizioni climatiche particolari.

Il suo interesse per il vegetale in questione si giustificava con il fatto che esso era altamente sensibile alle influenze elettriche. I particolari comportamenti della pianta, a detta del nostro professore, se ben interpretati, erano in grado di fornire indicazioni non solo sul clima (pressione, temperatura, movimenti di masse d’aria ecc.) ma anche sui terremoti (zona ed intensità). Tutto con grande anticipo, tanto da permettergli di elaborare accurate previsioni. A quanto sembra, all’epoca dei fatti, il professore riuscì ad avere un’accuratezza del  100% per quanto riguardava i fenomeni meteorologici e sembrerebbe anche per i terremoti ma su questo, noi, ricerche alla mano, non abbiamo ancora nulla per esprimere un’opinione anche se all’epoca dei fatti in molti credevano che il Nowack ne fosse realmente capace. Resta il fatto che nel 1896 benché il mondo accademico continuasse ad essere scettico,importanti compagnie di assicurazione marittima come Lloyd English e Austrian Lloyd de altre istituzioni pubbliche e private chiesero a Nowack letture e previsioni sinottiche giornaliere. Alla base di tutto Nowack, al pari di molti scienziati dell’epoca, credeva fermamente al fatto che la causa principale in grado di scatenare un terremoto era da ricercare nei mutamenti della superficie del Sole “visibili per le macchie, per le eruzioni e per le granulazioni solari”. Tali attività incidevano sull’equilibrio degli elementi magnetici della Terra. Stando a Nowack, l’influsso:

“di questi mutamenti solari sulla nostra Terra si fa sentire su linee che corrono diritte nella maggior parte da oriente ad occidente e da Sud a Nord chiamate linee di perturbazioni. Ne ha trovate sei principali. I punti, dove queste linee sul globo terrestre s’incrociano sono i punti delle maggiori perturbazioni. Qui avvengono le maggiori catastrofi naturali. Di questi ce ne sono trentadue. Però le linee e quindi anche i punti si muovono secondo certe leggi in modo, che nel periodo di 35 anni si trovano di nuovo nella stessa posizione di prima. Individuati questi incroci, analizzando l’attività solare e studiando le catastrofi del passato suddivise per zone, sarebbe possibile effettuare la previsione  senza però escludere il comportamento della pianta da lui scoperta che fornirebbe informazioni quali il tempo, l’ intensità e la durata. Questo perché il vegetale sarebbe in grado di avvertire con giorni di anticipo la variazione elettromagnetica intorno ad essa ed oltre.”

A questo punto il lettore ischitano si domanderà il perché di questo post. Ebbene il Nowack, grazie ai suoi studi, fece una predizione. Asserì che il sud Italia sarebbe rimasto “tranquillo” dal punto di vista sismico per CIRCA 120 anni. L’articolo della Tribuna è del 1909 ma i calcoli del Nowack erano precedenti. Forse qualcuno ricorderà che fu lo stesso Grablovitz che andava asserendo la stessa identica cosa all’indomani del terremoto di Casamicciola del 1883 così come questa predizione dei 120 anni, leggende locali, sembrerebbe legata anche al Parroco Morgera, simbolo della ricostruzione post sisma. Fantasia o realtà? Per il momento non abbiamo risposta al quesito. Tuttavia noi siamo convinti che il sisma dello scorso anno sia da ricercare tra le stelle; la causa sarebbe da ricercare in quell’allineamento planetario di Luna Nuova di quello stesso giorno. La stessa chiesa della Maddalena a Casamicciola riporta scritto nella pietra che il sisma del 1883 venne causato da un transito di Venere tra il Sole ed il nostro pianeta. Questo è quello che ci tramandarono i nostri avi. Forse è il caso di iniziare a valutare un approccio diverso al problema “terremoti”, almeno per quanto riguarda Ischia.

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