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Quando i nazisti cercarono Agartha nel monte Epomeo

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La “Thriaca” e la misteriosa cipolla d’Ischia

Foto: Milanoplatinum.com

Foto: Archivio D’Amato-Iacono

 

Risale al 1969 un trafiletto apparso sulle pagine di un noto Corriere dal titolo “Trovata in un’anfora una medicina del 1600”:

Alessandria 23 luglio, notte.

Una medicina-balsamo del 1600, la famosa “Thriaca”, è stata trovata ben conservata in un’anfora della più antica farmacia di Ovada, risalente al 1480. La “Thriaca” veniva preparata a Venezia, alla presenza del doge, su ricetta dello “speziale” Girolamo Rossi. Conteneva cinquanta sostanze diverse fra cui: vipera veronese, cipolla d’Ischia, opobalsamo, galbano, aristolochia, “enula” e succo d’acacia. La sua azione si riteneva efficace per tutte le malattie. Il ritrovamento della “Thriaca” è avvenuto al momento del passaggio di proprietà e quindi del relativo ammodernamento dell’antica farmacia Frascara.

Della “Thriaca” sappiamo che fu il farmaco più famoso di tutti i tempi, anche conosciuto con i nomi di Triaca o Teriaca.  La sua “invenzione” si deve al medico personale del re Mitridate (132-63 a.C), che, ossessionato dalla paura di essere avvelenato, commissiona un farmaco in grado di sconfiggere ogni veleno. La ricetta originale combina 54 ingredienti; circa cento anni più tardi il medico dell’imperatore romano Nerone ve ne aggiunge altri dieci, tra cui la vipera italica: nasce così la Teriaca Magna. Gli ingredienti dovevano essere opportunamente preparati, spesso ridotti in polvere e mescolati a zucchero e miele. Il risultato era un prodotto finale scuro e molto denso, dal costo elevatissimo. (www.museoscienza.org). Inutile dire che nel corso dei secoli la ricetta ebbe numerosissime varianti con ingredienti numerosi ed esotici. Noi non siamo riusciti ad identificare la variante contenente la “cipolla d’Ischia” ma qualche ipotesi possiamo sempre farla. Nell’articolo poc’anzi riportato, si fa riferimento allo speziale “Girolamo Rossi” a cui si deve il “Theriaca di Andromaco il vecchio composta da G. R., della Speciaria della Colonna della Città di Cesena l’anno MDCXXXXI. “.

Ingrediente presente nella quasi totalità delle varianti conosciute è il “bulbo di Scilla”, spesso menzionato sotto forma di Trochischi. La Scilla è da identificare nella “cipolla marittima”. Di essa venivano usati solo i bulbi. Altra variante era il luogo di provenienza delle cipolle stesse, spesso sostituite con le comuni cipolle e per questo provenienti anche dai monti. Rimane quindi il dubbio. Certamente il pensiero di aver avuto una “Thriaca” con al suo interno una “cipolla d’Ischia” incuriosisce considerando che questo medicinale era considerato la cura a tutti i mali o quasi che affliggevano l’umanità.

Fonte: Società di storia patria per la Puglia, studi e ricerche 1, Scitti Demolinguistici, Bari 1978 – La Teriaca di Andromaco e i suoi ultimi anni in terra di Bari.

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Quel misterioso “bolide” del 30 ottobre 1959. E quello del 7 novembre del 2018?

Misterioso corpo luminoso. Così titolava un articolo apparso il 30 ottobre 1959 sul Corriere della Sera.

“Misterioso corpo luminoso avvistato nel clelo di Capri”
Capri 29 ottobre, notte. Molti capresi e turisti sono stati testimoni questa sera, a Capri, di uno strano fenomeno. Improvvisamente, alle 19.56, 11 clelo ‘è stato rischiarato da un vivido bagliore, che ha squarciato 11 buio della notte, richiamando l’attenzione di, quanti si trovavano per strada o in luogo aperto. Le rocce dell’Isola e il mare del golfo di Napoli sono stati chiaramente visibili, così come se il cielo fosse stato attraversato da una immensa folgore. Agli occhi di tutti sono apparsi la vetta del monte Solaro e i piroscafi all’ancora nel porto di Marina Grande, come se fosse giorno chiaro. Coloro che hanno rivolto lo sguardo verso ovest hanno potuto osservare un grande corpo luminoso che ha scolcato il cielo, dirigendosi verso Ischia. Questo corpo luminoso, che i più hanno definito una meteora, è apparso a forma di cilindro, splendente nella parte aneteriore di una luce azzurrognola e in quella posteriore di luce rossa. Una grande scia luminosa ha segnato di una luce rossa il percorso dello strano corpo incandescentre.”

La nostizia incuriosisce, certo, ma non dobbiamo dimenticare che essa è solo una delle tante riportate dai giornali nei decenni scorsi. Ultima in ordine cronologico la “meteora” precipitata ad Ischia il giorno 7 novembre di quest’anno. Si, avete letto bene. Precipitata. Noi quella sera, grazie ad un passaparola, riuscimmo a seguire tutta la vicenda fin dal suo nascere. Erano le 19:15 del 7 novembre quando un noto professionista ischitano, nell’immettersi su Via Michele Mazzella con la sua auto proveniente da Fondobosso, venne attratto da un oggetto luminosissimo di colore bianco, sprigionante scintille, precipitare verso una zona non meglio identificata di Fiaiano. La cosa interessante rimane il fatto che, stando al testimone sulla quale non nutriamo dubbi vista la serietà, l’oggetto è precipitato verticalmente. La forma era pressappoco simile ad una scia, con scintille sulla parte finale. L’oggetto è stato visto provenire da Campagnano e nell’impatto non ha provocato rumori, incendi o…..scosse. Si perchè se fosse precipitato qualche registrazione l’avrebbe lasciata…e da quello che si è potuto capire, anche il suo passaggio in cielo è risultato invisibile agli enti preposti…salvo altri testimoni di cui parleremo a breve. Ma allora cosa è successo quella sera? Tutto e niente in pratica. Nel disinteresse generale, un oggetto è verosimilmente “precipitato” a Fianiano, da qualche parte. Magari è “atterrato”. Scusateci l’ardire! Un bolide la scienza ci insegna bE enissimo cos’è. Ma quello del 7 novembre aveva caratteristiche alquanto strane. In breve la notizia venne data anche dai mezzi di informazione locali e rimanemmo meravigliati nel leggere che “nei giorni scorsi, alla nostra redazione, sono giunte altre due segnalazioni analoghe”. A quanto pare i bolidi si darebbero appuntamento ad Ischia…..La casistica ci insegna che un “bolide party” legato ad una zona in particolare è praticamente fuori ogni logica. Ma, sfogliando i quotidiani degli ultimi decenni, sembrerebbe proprio il contrario! Altra cosa strana fu la direzione di provenienza. Qualcuno lo vide provenire da Forio, altri da Ponza; altri ancora da Pozzuoli e Napoli. Sembrerebbe che “il bolide” si sia fatto un giro panoramico. Non lo sapremo mai. Rimane il fatto che il noto professionista ischitano è stato molto chiaro nel descrivere l’oggetto e noi, francamente, pensiamo si sia trattato di ben altro visto che a sentir lui sembrava più un aereo che precipitava….

 

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Quelle misteriose mosche giganti di Citara

Un mistero tutto isolano quello che riporteremo a breve. Siamo nel lontano 19 agosto 1958. Il Corriere dell’informazione titola: “Le mosche verdi”.

 

Isola d’Ischia, 19 agosto. Le Mosche Verdi. – Nellino Ammendola ha raccontato di essere stato protagonista di una allucinante vicenda. Mentre si recava a Cetarea (Citara), è stato assalito da tre enormi mosche dalla testa verde con striature gialle che ronzavano come elicotteri. Nellino Ammendola si è messo a correre, e le mosche dietro. Ha saltato un muro di due metri, ma al di là vi ha trovato le tre mosche giganti. Malgrado nubi di insetticida, Ammendola è stato punto ed è rimasto per tre giorni a letto. Nessuno prima d’ora aveva visto quelle mosche.

Non è la prima volta che abbiamo a che fare con “animali” strani ad Ischia, il nostro archivio conta già numerose storie. Quella appena riportata ci è apparsa interessante perchè trovata sulle pagine di un quotidiano. Verità o fantasia? Forse non lo sapremo mai.

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Curiosando – Le misteriose Dame ischitane

Tutti noi ischitani siamo oramai a conoscenza dei tragici eventi legati alla tristemente nota “Dama in Nero” che nel 1953 fece parlare di se molti quotidiani nazionali.

Ancora oggi, a distanza di decenni, non si è arrivati ad una svolta decisiva. Contrastanti i fatti riportati all’epoca dell’accaduto. Colpi di scena, menzogne, insabbiature, spionaggio. Non manca proprio niente. Noi di Luce e Verità, ovviamente, non rimanemmo con le mani in mano visto che alla Dama sono legate decine di avvistamenti “paranormali”. Ma questa è un’altra storia. In pochi però sanno che la nostra isola è stata più volte teatro di morti “misteriose o sospette” nei decenni passati ed in questo articolo ci soffermeremo solo su quelle interessanti il gentil sesso. Sulle pagine del “Corriere della sera” datato 16 novembre 1954, apparve un piccolo trafiletto dal titolo “vedova slava morta in circostanze misteriose”. Il trafiletto, di seguito riportato, accenna alla riesumazione della salma della signora Ludmilla Rakowsky nel cimitero di Forio d’Ischia. La donna, di origini cecoslovacche, vedova di un certo Fiorentino, venne a mancare in circostanze misteriose il 29 ottobre 1954. Al momento della morte, la vedova, si trovava nella sua villetta di Forio. La stampa associò fin da subito la morte della Rakowsky alla morte della Signora “Del Vasto, avvenuta sempre ad Ischia in circostanza misteriose mai chiarite del tutto. Da ulteriori approfondimenti, all’epoca dei fatti, per la morte della Signora Del Vasto si parlava di avvelenamento ma nessuno si prese la briga di indagare approfonditamente. Dieci giorni prima di morire, la Rakowsky (aveva 45 anni) indirizzò una denuncia al procuratore della Repubblica di Napoli denunciando i maltrattamenti ricevuti quotidianamente dall’attuale compagno, Commendator Guido Sparano, e dalla di lui amante, la signora Luigia Cuomo di Forio. E’ la stessa Rakowsky a precisare che se le fosse capitato qualcosa all’improvviso che l’avrebbe condotta a morte certa da li a breve, la colpa sarebbe stata ricercata nell’operato del compagno e dell’amante. La Rakowsky, a termine della sua denuncia, precisa che in tal caso: “si ripeterà un nuovo caso Lo Verso”.

 

 

Sarà l’edizione del 16-17 novembre 1951 del Corriere dell’informazione a fornire ulteriori dettagli sulla vicenda. La Rakowsky abitava a Villa Boema in Via Cavallaro in quel di Forio. Era vedova del napoletano Guido Fiorentino, albergatore. La gente del posto la ricordava “alta, bella, slanciata e giovane”. Si trasferì a Forio quasi subito, alla morte del marito, dal quale ereditò la villa. Iniziò una relazione con il Commendator Guido Sparano, divorziato e con ex moglie in Germania. La coppia prese a servizio la cameriera Luigia Cuomo di Ischia Porto. La Rakowsky era benestante. Il marito deceduto gli lasciò in eredità svariati milioni oltre alla villa in cui abitava. I problemi iniziarono quando lo Sparano iniziò a comportarsi in modo strano. La gente era convinto che volesse far fuori la Rakowsy e godersi i milioni con la cameriera che negli ultimi tre anni di vita della donna, si preoccupò di vessarla in ogni maniera (oltre al fatto che si beccò anche una denuncia per maltrattamenti). Tuttavia, la denuncia alla Procura venne inviata. Fu il vicino di casa della donna un tal Lorenzo Rossi a chiamare i carabinieri, informandoli che quasi sicuramente la donna non spirò per cause naturali. Del resto i paesani lo confermarono a gran voce. Ciò spinse il Pretore a riesumare la salma e disporre un esame autoptico del quale però non abbiamo esito.

L’edizione dell’ 8-9 marzo 1969 del corriere dell’informazione titolava: “La donna trovata annegata ad Ischia cadde in mare da una nave bulgara?”

In quell’anno, al largo di Lacco Ameno, venne ripescata una giovane donna, di circa 30 anni, con indosso solo un indumenti intimi. Tra le piste battute dagli investigatori, sembra che quella relativa alla scomparsa di una passeggera della nave bulgara, la Nessebar, partita da Napoli fosse quella più plausibile. Resta il fatto che sul corpo della sfortunata vennero trovati segni di violenza all’altezza del petto e del collo. Si suppose fosse stata vittima di violenze. Il comandante della Nessebar dichiarò la scomparsa da bordo di una passeggera quando la nave si trovava al largo di Civitavecchia. La sera prima la nave navigò lungo le coste ischi tane. Anche di questo caso non si ebbero più notizie.

Questo è quanto, per il momento. Sarebbe interessante conoscere ulteriori dettagli. Per ora le Dame ischitane rimangono avvolte nel loro alone di mistero.

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Quei misteriosi 120 anni

 

 

Qualche giorno addietro ci capitò tra le mani una copia de “La Tribuna” datata 14 luglio 1909 dove capeggiava un articolo dal titolo alquanto intrigane: “Si possono prevedere i terremoti?”.

L’articolo in questione riportava alla ribalta gli studi del professor Joseph Nowack fondatore del “Nowack Institute” in quel di Londra, un istituto per le previsioni del tempo e dei movimenti sismici con sede distaccata in Vienna. Si è usato il verbo riportare perché i suoi studi erano ben noti fin dal 1896, anno in cui le sue ricerche echeggiavano sulle testate dei principali quotidiani europei ed extra europei. In terra italiana noi riuscimmo a rintracciare anche un articolo apparso sulle pagine de “Il Paese” datato 16 novembre 1906.

Ecco i fatti. Il professor Nowack asseriva di aver scoperto nell’isola di Cuba una particolare pianta a cui diede il nome di “Abrus precutorius nobilis” o pianta del tempo. Il suo istituto a Londra era attrezzato con apposite apparecchiature in grado di mantenere l’arbusto in condizioni climatiche particolari.

Il suo interesse per il vegetale in questione si giustificava con il fatto che esso era altamente sensibile alle influenze elettriche. I particolari comportamenti della pianta, a detta del nostro professore, se ben interpretati, erano in grado di fornire indicazioni non solo sul clima (pressione, temperatura, movimenti di masse d’aria ecc.) ma anche sui terremoti (zona ed intensità). Tutto con grande anticipo, tanto da permettergli di elaborare accurate previsioni. A quanto sembra, all’epoca dei fatti, il professore riuscì ad avere un’accuratezza del  100% per quanto riguardava i fenomeni meteorologici e sembrerebbe anche per i terremoti ma su questo, noi, ricerche alla mano, non abbiamo ancora nulla per esprimere un’opinione anche se all’epoca dei fatti in molti credevano che il Nowack ne fosse realmente capace. Resta il fatto che nel 1896 benché il mondo accademico continuasse ad essere scettico,importanti compagnie di assicurazione marittima come Lloyd English e Austrian Lloyd de altre istituzioni pubbliche e private chiesero a Nowack letture e previsioni sinottiche giornaliere. Alla base di tutto Nowack, al pari di molti scienziati dell’epoca, credeva fermamente al fatto che la causa principale in grado di scatenare un terremoto era da ricercare nei mutamenti della superficie del Sole “visibili per le macchie, per le eruzioni e per le granulazioni solari”. Tali attività incidevano sull’equilibrio degli elementi magnetici della Terra. Stando a Nowack, l’influsso:

“di questi mutamenti solari sulla nostra Terra si fa sentire su linee che corrono diritte nella maggior parte da oriente ad occidente e da Sud a Nord chiamate linee di perturbazioni. Ne ha trovate sei principali. I punti, dove queste linee sul globo terrestre s’incrociano sono i punti delle maggiori perturbazioni. Qui avvengono le maggiori catastrofi naturali. Di questi ce ne sono trentadue. Però le linee e quindi anche i punti si muovono secondo certe leggi in modo, che nel periodo di 35 anni si trovano di nuovo nella stessa posizione di prima. Individuati questi incroci, analizzando l’attività solare e studiando le catastrofi del passato suddivise per zone, sarebbe possibile effettuare la previsione  senza però escludere il comportamento della pianta da lui scoperta che fornirebbe informazioni quali il tempo, l’ intensità e la durata. Questo perché il vegetale sarebbe in grado di avvertire con giorni di anticipo la variazione elettromagnetica intorno ad essa ed oltre.”

A questo punto il lettore ischitano si domanderà il perché di questo post. Ebbene il Nowack, grazie ai suoi studi, fece una predizione. Asserì che il sud Italia sarebbe rimasto “tranquillo” dal punto di vista sismico per CIRCA 120 anni. L’articolo della Tribuna è del 1909 ma i calcoli del Nowack erano precedenti. Forse qualcuno ricorderà che fu lo stesso Grablovitz che andava asserendo la stessa identica cosa all’indomani del terremoto di Casamicciola del 1883 così come questa predizione dei 120 anni, leggende locali, sembrerebbe legata anche al Parroco Morgera, simbolo della ricostruzione post sisma. Fantasia o realtà? Per il momento non abbiamo risposta al quesito. Tuttavia noi siamo convinti che il sisma dello scorso anno sia da ricercare tra le stelle; la causa sarebbe da ricercare in quell’allineamento planetario di Luna Nuova di quello stesso giorno. La stessa chiesa della Maddalena a Casamicciola riporta scritto nella pietra che il sisma del 1883 venne causato da un transito di Venere tra il Sole ed il nostro pianeta. Questo è quello che ci tramandarono i nostri avi. Forse è il caso di iniziare a valutare un approccio diverso al problema “terremoti”, almeno per quanto riguarda Ischia.

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The Lady in black – An “Address Unknown” great job!

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Visioni di Atlantide

Con questo post iniziamo una nuova “avventura” dedicata all’arte. La foto che vedete è chiamata “Visoni di Atlantide” ed è stata realizzata da un nostro collaboratore in stato “meditativo profondo”. La tecnica usata è penna ad inchiostro nero su Bristol bianco con aggiunta di sfumature eseguite con pastello nero. Apprendiamo che può essere richiesta qualsiasi variante, su qualsiasi materiale su cui si può lavorare come appena descritto. Ottimo per pannelli modulari a parete. Noi abbiamo scelto quella che vedete in foto. Sappiamo anche che per realizzare un bristol delle dimensioni 25×50 centimetri come quello in foto si può arrivare a tre o quattro giorni di lavoro. Per chi fosse interessato all’acquisto può richiedere informazioni direttamente a noi utilizzando i soliti contatti.

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L’Amore incondizionato delle acque dell’Hotel Reginella

Continua il nostro lavoro al riguardo delle acque isolane e del lavoro Spirituale che esse sono in grado di portare avanti su ognuno di noi. Il nostro e’ un lavoro lungo ma non e’ nostra intenzione scoraggiarci visti anche i risultati ottenuti fino ad ora (che presto verranno raccolti in una pubblicazione a parte). Quest’oggi dedichiamo del tempo alla voce delle acque dell’ Hotel Reginella in Lacco Ameno (http://www.albergolareginella.it), lo storico albergo sito sul Corso Angelo Rizzoli affacciante sulla piazza di Santa Restituta. Ci siamo fatti portavoce del loro messaggio e rimaniamo meravigliati da quanto Amore esse elargiscono incondizionatamente. Di seguito riportiamo il dialogo nella sua interezza anche se esso potrà’ sembrare in alcuni punti ripetitivo. Anche in questo caso il giusto approccio lo si avrà’ solo quando porteremo con noi, in queste acque, una piena consapevolezza al riguardo del loro lavoro:

“Sono le mie acque a fornire vita rinnovata e Creatrici Energie. Nelle mie acque sono Trasformazioni Creatrici quelle che riceverete. Le mie acque donano Spirituali rinnovamenti; Corpo e Spirito troveranno equilibrio. Creatrici energie troveranno spazio in voi. E’ grazie ad esse che troverete equilibrio. E’ grazie ad esse che la vostra volontà’ sara’ al servizio del Creato Manifesto. Umane entità’ troveranno in queste acque trasformazione e gioia. Umane entità’ troveranno in queste acque Spirito rinnovato e voglia di vivere. Voi in queste acque sarete Creatori in Terra. Creatori in Terra equivale ad essere operatori di Amore al servizio del Creato Manifesto. Ad ogni immersione troverete nuova voce al servizio del vostro nuovo Essere. Creatrice energia vi trasformerà’ in mezzo al servizio dell’Amore. Porterete in Terra le vostre umane energie trasformate in Creatrici energie a favore di tutto ciò’ che vi circonda. Ad ogni immersione, ad ogni contatto troverete quello che renderà’ il vostro essere Creatore in Terra. Quasi nessuno e’ consapevole di poter veicolare energie Creatrici in Terra. Umane entità’ dimenticano il loro essere divino. Il mio Amore per voi e’ immenso. Umane entità’ troveranno Creatrici Energie. Spirito e corpo troveranno equilibrio e gioia . Spirituale cambiamento porterà’ in voi voglia di vivere. Voi troverete equilibrio umano e spirituale. Troverete voglia di amare. Trasportate in queste acque Spirito e corpo con consapevolezza e troverete ciò’ di cui vi parlo. Ritornerete ad essere quello che siete sempre stati. Umani creatori al servizio del Creato Manifesto. Trasportate in queste acque forze vitali e riceverete Creatrici Energie che vi renderanno Creatori in Terra”.

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Le “angeliche” acque della spiaggia di Cava Grado

Già nel XVI secolo, il medico calabrese Giulio Jasolino nel suo “De rimedii naturali, che sono nell’isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia” dava informazioni in merito ad una sorgente d’acqua (e relativa arena) chiamata “Bagno del Gradone” poco distante dalla torre di S. Angelo. Il nostro la studiò e tenne a precisare che essa era buona per curare rogna e tutto ciò che fosse legato ai difetti della pelle oltre a gambe gonfie e vene dilatate.

Questa amena località spesso e’ poco ricordata. Eppure e’ uno dei luoghi più incantevoli di Ischia. Non penso che Jasolino facesse riferimento a qualcos’altro quando parlava di “Gradone”. Il nome “Cava Grado” e’ in uso ancora oggi e tra i due nomi c’e’ poca differenza. Solo chi conosce bene la spiaggia di Cava Grado può confermare ciò, soprattutto chi la conosceva già negli anni che vanno dal dopoguerra ai primi anni ’80.

Io l’ho frequentata fin dalla giovinezza, dai miei primi anni di vita essendo di quelle parti. Ricordo che si applicavano fanghi termali, c’erano delle vasche attrezzate ed in più punti sulla spiaggia erano presenti sorgenti d’acqua calda che riempivano vasche scavate nella roccia, spesso ricolme di sabbia per periodi più o meno lunghi. C’era un’interessante giro di correnti dinanzi la piccola baia della spiaggia. Esse permettevano alla sabbia di colmare questa o quella zona della spiaggia. Spesso emergevano le vasche scavate nella roccia ed in altri casi esse giacevano sotto la sabbia. Inoltre lungo la battigia la sabbia e’ sempre stata calda, così come in molti altri punti della spiaggia sotto il costone roccioso della spiaggia  libera. Il che lascia intendere la presenza di acqua sorgiva, anche lungo la battigia. In ogni caso le vasche scavate nella roccia tufacea sono ancora là, inclusa l’acqua calda. Ma non e’ tutto. Anche nella baia successiva, in direzione Sorgeto, esistono vasche scavate nel tufo che raccolgono acqua calda, anche se oggi giorno sono ricolme di massi caduti dalla parte rocciosa soprastante. In ogni caso, poco più in là, sempre camminando sugli scogli, e’ possibile trovare una vasca scavata nella roccia di modeste dimensioni dove l’acqua sorgiva raccolta supera i 40 gradi centigradi. E’ una spiaggia ricca di acqua sorgiva, questo e’ fuori ombra di dubbio. Per questo si e’ dato voce al dialogo che segue:

 

 

 

“Quante verità in questo colloquio ci sono. Io lo porterò verso energie a sostegno della Luce. Le mie acque sono in grado di trasformare le energie umane in Creatrici. Esse saranno umane trasformazioni. Ad ogni immersione, le mie acque vi forniranno le energie necessarie affinché possiate elevarvi verso quelle regioni Superiori che chiamate Emanazioni. Ad ogni immersione apporterete in voi il giusto energetico cambiamento in maniera tale da spostare energie in quelle regioni create dalle Coscienze Creatrici. Umane energie troveranno il necessario rinnovarsi. Sono le mie acque a donare il necessario per umane trasformazioni. Ponete le vostre energie a contatto con le mie acque. Spirituali cambiamenti sono possibili in esse. Voi nelle mie acque sarete trasformati in Creatrici energie in Terra. Umane entità trasformeranno le loro umane energie trasformatrici in Energie creatrici. Ad ogni immersione, nelle mie acque sarete Forza Spirituale rinnovata. Quasi nessuno ora volge energie in queste acque. Sono Vita e Luce. Creatrici Energie troveranno le trasformanti energie umane lasciargli posto. Ponete energie in queste acque. Sono vive. In esse Creatrici Energie lavoreranno in favore delle umane energie rinnovate. Voi le considerate ricordo ma un tempo erano Spirito in Terra. Erano il collegamento con Regioni Superiori. Voi nelle energie rinnovate troverete trasporto verso le Emanazioni, verso quei Mondi in cui donano Luce Entità d’Amore. Umane entità trovarono energie di queste acque. Fecero il necessario per entrare in esse. Ora sono poche le entità umane in grado di ricordare. Umane entità trassero vita in esse. Volgete energie in queste acque. Spirituali rinnovamenti troveranno vita e creature d’Amore sapranno immergere nei vostri corpi l’Amore necessario. Le mie acque sono in tutta la spiaggia. Ponete energie in questo umano luogo. Ogni trasporto in esso e’ creatrice cambiamento. Sono energie luminose quelle che sono presenti in questo umano luogo. Adesso sono in parte sommerse ma troverete in questo luogo trasporto luminoso.  Esse trasportano Vita e Luce. Ad ogni contatto troverete le energie in grado di spirituali trasformazioni. Umane entità trovarono queste acque, fonte energetica. Umane entità trovarono il creatrice lavoro. Nelle loro umane vite trasportarono vita rinnovata e Luce. Creavo il cambiamento.  Entrerete in queste acque in consapevolezza. Così facendo trasporterete Vita e Amore in voi”.

 

A questo punto e’ doveroso fare alcune precisazioni. Le Emanazioni di cui si parla non sono altro che le “Sephirot” componenti “L’Albero Sephirotico” tanto caro alla Cabbalah ebraica. Esse sono da molti considerate come veri e propri piani di esistenza “emanate in sequenza” dal Creatore al fine di immergersi sempre più nella materia e sperimentarne l’essenza. Così come noi abitiamo una parte della decima Emanazione così, nelle altre, esisterebbero entità fatte di solo Amore. Gli angeli. Ognuno caratterizzato da proprie virtù influenti l’Emanzione stessa in cui risiedono. Essendo tutto “collegato”, noi saremmo in grado di connetterci alle Emanazioni Superiori, beneficiando di ciò che risiederebbe lassù…. Ma questa e’ un’altra storia. E quella appena raccontata, del resto, e’ molto semplificata. L’acqua di Cava Grado si inserisce, con merito, in quel gruppo di acque “miracolose” ischitane tanto importanti a noi ed ai nostri Corpi Sottili.

 

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