Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica alla mostra-convegno “Terremoti vulcani e nuvole”

In attesa di ulteriori ed ufficiali info sui siti web preposti, siamo orgogliosi di diffondere (per quanto ci e’ possibile) la notizia del conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della medaglia d’oro alla mostra-convegno “Terremoti vulcani e nuvole” di cui già’ parlammo precedentemente. Noi di Associazione Culturale Luce e Verita’ ci auguriamo che prima o poi si possa arrivare anche ad avere una strada in onore del nostro Giulio Grablovitz.

 

“Gli eventi naturali estremi, come terremoti, eruzioni vulcaniche, eccessi climatici hanno un impatto sempre più drammatico sulla vita delle persone, sulle economie dei territori e sul nostro straordinario patrimonio culturale. Consumano vite umane, risorse economiche, beni culturali e coesione sociale.

L’Italia ha significativi livelli di pericolosità da eventi potenzialmente calamitosi, ma la dimensione e la gravità delle perdite dipende dalla vulnerabilità del nostro territorio abitato rispetto a questi eventi, quali per esempio: edilizia non sismo-resistente, edificazioni incontrollate alle pendici di vulcani, cementificazione degli alvei fluviali.

Molte perdite sono dovute alla carenza di conoscenza dei rischi e della prevenzione, carenza purtroppo diffusa a tutti i livelli: dalla governance istituzionale all’intera popolazione. Una risposta efficace ai futuri grandi eventi calamitosi, sia in termini di prevenzione che di educazione a una nuova cultura dei rischi e quindi della sicurezza, è improcrastinabile.

Tale il messaggio dell’attuale iniziativa che intende contribuire a colmare questa carenza di conoscenza e che si sviluppa su tre fronti: una mostra, un’attività di divulgazione, un convegno sui rischi da eventi naturali estremi.

Non solo, dunque, memoria degli eventi naturali calamitosi che storicamente hanno interessato l’isola attraverso la storia della prestigiosa tradizione degli osservatori geodinamici e meteorologici di Casamicciola e Ischia Porto, progettati e diretti da Giulio Grablovitz (1846 – 1928), ma anche “cultura della sicurezza” attraverso lo studio e il dibattito sulle più’ attuali misure di prevenzione e protezione dai rischi di eventi estremi”.

http://www.terremoti-vulcani-nuvole.it/

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Ad Ischia (finalmente) si commemora Giulio Grablovitz

Non molto tempo addietro, noi di Associazione Culturale Luce e Verita’ siamo riusciti finalmente a pubblicare una buona parte delle nostre ricerche nel volume “Il mito della Terra Cava ad Ischia”. In esso, si e’ riproposta l’intera conferenza che tenemmo presso la Biblioteca Antoniana sul finire del 2016. Sarà risultato strano al lettore la seconda parte dello stesso dove rendemmo noto un aspetto di Giulio Grablovitz ad oggi ancora sconosciuto alla stragrande maggioranza degli ischitani. A costo di grandi fatiche, questi studi vengono portati ancora avanti. Non meraviglierà quindi la nostra soddisfazione in merito all’inaugurazione della mostra “Terremoti, vulcani e nuvole: dalla vulnerabilità dimenticata alla cultura della sicurezza” (http://www.terremoti-vulcani-nuvole.it/)(http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/eventi/terremoti-vulcani-nuvole-dalla-vulnerabilita-dimenticata-alla-cultura-della-sicurezza/).

Dagli spazi web appena accennati leggiamo e condividiamo quanto segue:

Dal 21/07/2018 al 29/09/2018, Ischia

Mostra di antichi strumenti di rilevazione del rischio meteorologico e sismologico dell’antico Osservatorio di Casamicciola (Ischia). Dagli eventi estremi, come il recente terremoto ischitano agli eccessi climatici, per una moderna cultura della sicurezza: convegni scientifici, aperitivi scientifici, istallazioni multimediali, collaborazione con scuole e istituzioni locali.

MOSTRA
Villa Gingerò di Villa Arbusto – Lacco Ameno
La mostra ripercorre diversi aspetti delle scienze della terra quali: sismologia, meteorologia, studio delle maree e termalismo, affrontati da Giulio Grablovitz, eclettica figura di scienziato, titolare del Reale Osservatorio Geodinamico dell’Isola di Ischia, istituito dal Ministero dell’Agricoltura nel 1891 dopo il famoso terremoto di Casamicciola del 1883.

CONVEGNO
Sala convegni dell’Istituto Comprensivo Forio 1

IL BAR DELLA SCIENZA
Villa Ravino S.S. 270 Citara – 80075 Forio d’Ischia
Una serata al bar, davanti ad un aperitivo, per conoscere e discutere con ricercatori ed esperti i temi legati alla mostra “Terremoti, Vulcani e Nuvole”. Quattro appuntamenti nella cornice della Villa Ravino, magnifico giardino botanico, in cui, attraverso un approccio informale e lontano da quello accademico, gli esperti incontreranno il pubblico in serate di divulgazione e intrattenimento che vedranno come filo conduttore il tema degli effetti degli eventi estremi sul territorio e sulla biodiversità.

“Gli eventi naturali estremi, come terremoti, eruzioni vulcaniche, eccessi climatici hanno un impatto sempre più drammatico sulla vita delle persone, sulle economie dei territori e sul nostro straordinario patrimonio culturale. Consumano vite umane, risorse economiche, beni culturali e coesione sociale.

L’Italia ha significativi livelli di pericolosità da eventi potenzialmente calamitosi, ma la dimensione e la gravità delle perdite dipende dalla vulnerabilità del nostro terriorio abitato rispetto a questi eventi, quali per esempio: edilizia non sismo-resistente, edificazioni incontrollate alle pendici di vulcani, cementificazione degli alvei fluviali.

Molte perdite sono dovute alla carenza di conoscenza dei rischi e della prevenzione, carenza purtroppo diffusa a tutti i livelli: dalla governance istituzionale all’intera popolazione. Una risposta efficace ai futuri grandi eventi calamitosi, sia in termini di prevenzione che di educazione a una nuova cultura dei rischi e quindi della sicurezza, è improcrastinabile.

Tale il messaggio dell’attuale iniziativa che intende contribuire a colmare questa carenza di conoscenza e che si sviluppa su tre fronti: una mostra, un’attività di divulgazione, un convegno sui rischi da eventi naturali estremi”.

Non solo, dunque, memoria degli eventi naturali calamitosi che storicamente hanno interessato l’isola attraverso la storia della prestigiosa tradizione degli osservatori geodinamici e meteorologici di Casamicciola e Ischia Porto, progettati e diretti da Giulio Grablovitz (1846 – 1928), ma anche “cultura della sicurezza” attraverso lo studio e il dibattito sulle più attuali misure di prevenzione e protezione dai rischi di eventi estremi.

L’allestimento ripercorre diversi aspetti delle scienze della terra quali: sismologia, meteorologia, studio delle maree e termalismo, affrontati da Giulio Grablovitz, eclettica figura di scienziato, progettista e direttore dei due osservatori geodinamici dell’Isola d’Ischia, istituiti dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio nei primi anni successivi al disastroso terremoto del 28 luglio 1883. Sono ricostruite le condizioni osservative degli Osservatori di Casamicciola e di Porto d’Ischia dove egli condusse esperienze scientifiche fra le più innovative del suo tempo. Pannelli e strumenti multimediali creano un percorso altamente immersivo sugli eventi distruttivi degli ultimi 150 anni nell’Isola e sull’evoluzione della sismologia, della vulcanologia e della meteorologia.

Gli strumenti sismologici, meteorologici o per lo studio delle maree utilizzati, e in parte progettati da Grablovitz, sono esposti nella loro versione originale. L’esposizione materiale è accompagnata da video e da una ricchissima raccolta di documenti fra cui lettere, fotografie, rarissime registrazioni sismiche e meteorologiche dell’Archivio scientifico di Giulio Grablovitz.

Il percorso espositivo, divulgativo ma rigoroso, presenta anche le moderne tecniche di monitoraggio e di studio dei fenomeni geodinamici e di quelli meteorologici che sono alla base di molti disastri naturali. Una stazione sismica completa il percorso proposto al pubblico.

CONVEGNO E CONFERENZE

Traendo spunto dalla consolidata esperienza di INGV e CREA nell’organizzazione di convegni e conferenze a carattere nazionale e internazionale, come già sperimentato con successo nel 2013 in occasione della mostra Dal cielo alla terra. Meteorologia e sismologia a Firenze dall’Ottocento a oggi (Dal cielo alla terra), verrà organizzato un convegno sui temi dei rischi naturali e sulla loro mitigazione oltre ad alcune conferenze da tenersi in diverse sedi dell’Isola d’Ischia.

 

ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE                

Verranno organizzate visite guidate per gruppi e scolaresche, in parte nell’ambito delle iniziative che si tengono ogni anno nel periodo estivo nei centri di informazione INGV di Vulcano e Stromboli. Personale specializzato ed esperto di divulgazione, affiancato da giovani del Servizio Civile e da studenti delle scuole superiori dell’Isola, introdurrà i visitatori alla conoscenza dei rischi da eventi naturali, al loro studio e alla loro mitigazione, fra storia e attualità.

 

APERITIVI SCIENTIFICI

Una serata al bar, davanti ad un aperitivo, per conoscere e discutere con ricercatori ed esperti i temi legati alla mostra “Terremoti, Vulcani e Nuvole”.

Ricordiamo, inoltre, tra i tanti appuntamenti:

CONVEGNO – La vulnerabilità dimenticata (Lunedì 17 settembre 2018 15:00/19:00):

l 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

CONVEGNO – La cultura della sicurezza (Martedì 18 settembre 2018 10:00/19:00):

Il 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

CONVEGNO – Verso una società più resiliente (Mercoledì 19 settembre 2018 10:00/13:00):

Il 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

 

 

 

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Sogno di una notte di mezza estate (ischitana)

Era già notte fonda, credevo. Gli occhi rifiutavano di aprirsi anche se il cervello, la mente ed i pensieri consigliavano il contrario. Era una di quelle situazioni in cui ci si vorrebbe svegliare. Quelle situazioni in cui i pensieri tendono prepotentemente ad affacciarsi alla finestra del nostro essere interiore impedendoci il meritato riposo. La finestra socchiusa lasciava circolare a brevi intervalli una leggera brezza, unico sollievo a quella calda notte ischitana. Non saprei dire con precisione che ora potesse essere. Un’orchestrina lasciava giungere le sue note soffuse fino alle mie orecchie, segno questo che notte fonda non poteva essere. Quella notte la luna non rischiarava il nero manto stellato. Nessun rumore particolare. Solo pensieri, prepotentemente ricacciati nell’oblio. Al mio fianco il dolce calore di un’anima antica, compagna di chissà quante vite. Com’e’ dolce il sol pensiero di siffatta certezza. Non saprei quantificare il tempo intercorso da questa situazione a ciò che accadde da li a poco. All’improvviso qualcosa cambiò. Una Luce iniziò a farsi strada in me. Ciò che fu tenebra divenne Luce. Tenebra e Luce divennero una sola cosa. Tutto divenne Uno. Le mie percezioni sembrarono espandersi; sembrava che nuovi sensi andassero delineandosi nel mio corpo. Una frizzante sensazione iniziò ad invadere il mio corpo, dentro e fuori. Tutto vibrava. Tutto divenne vibrazione e con essa, Luce e Tenebre sembrarono danzare nel medesimo modo. Sembrava quasi come se la materia vivente fosse animata di vita propria. D’improvviso il tempo sembrò fermarsi. Il mio corpo immobile giaceva inerte, senza stimoli alcuni. Ma la mia coscienza no! In un arco di tempo indefinito mi accorsi di essere Luce in sospensione. Il mio corpo in lontananza lasciava intendere che qualcosa era appena successo. Il miei sensi sembrarono rinnovati. Tutto era vivo intorno a me. Tutto era percepibile. Tutto era chiaro e visibile. Ogni particolare, ogni colore, ogni cosa sembrava vivere. Tutto era circondato da una luce innaturale. I colori vividi, come non mai, erano perfettamente distinguibili anche in quell’oscurità’ oramai indistinguibile. Più la meraviglia cresceva e più  il desiderio di ammirazione per l’isola cresceva. Più essa cresceva più salivo in altezza. Volteggiavo, fluttuavo. Pochi secondi? Un attimo? Non saprei dirlo. Mi ritrovai ad ammirare, ad un’altezza imprecisata, la nostra isola; la vedevo tutta. Luci, valli, monti, mare, case. Tutto. Nessuna sensazione se non amore per quella terra. I suoi colori, il verde dei suoi boschi, le sue case bianche, l’intenso blu del suo mare. Tutto era presente in quell’attimo. All’improvviso un bagliore diffuso attirò la mia attenzione. Sembrava crescere ovunque. Senza motivo i miei nuovi sensi mi diedero la risposta alla domanda non formulata. Vidi nello stesso istante miriadi di fiammelle, di luci iridescenti salire verso l’alto. Un punto comune poco innanzi ai miei occhi sembrava raccoglierle. Non capivo cosa accadeva. Poi i miei occhi si accesero. Si focalizzarono. Sembrava di essere innanzi ad ogni singola luce. Ed allora tutto mi apparve chiaro. Ogni sorgente d’acqua dell’isola, termale e non, in un gesto d’amore, inviava uno Spirito, un’entità’ di Luce. Essa si distaccava dalla sorgente come un figlio che si allontanava dalla mamma. Ma era gioia, amore. Le altre entità di Luce ammiravano quella partenza, ricolme d’amore. Ogni sorgente d’acqua donava qualcosa di se. E più andavano aumentando in numero più la terra si accendeva. Un bagliore rossastro prese vita. Sembrava che l’isola fosse formata da magma incandescente. Un’enorme massa informe in movimento composta da innumerevoli tonalità di rosso. Sembrava un enorme cuore pulsante. In breve dinanzi ai miei occhi andò formandosi una nube luminosa di indistinti colori. Un turbinio di tonalità i cui colori di certo non era possibile rintracciare in terra. Lampi, saette, colori in movimento. Poi essa andò delineandosi. Dapprima le forme erano confuse poi tutto cambiò. Fu così che apparve un gigantesco uomo barbuto, dagli occhi di ghiaccio. In essi austerità ed amore allo stesso tempo. Uno sguardo antico, misterioso. I suoi capelli grigi lasciavano intravedere sgargianti colori in movimento. Mi fissò per un tempo indefinito. Non una parola. Non un gesto nei miei confronti. Dentro di me sapevo chi era. Capì che tutto faceva parte di un qualcosa di grande; un qualcosa non comprensibile dalla nostre menti umane. Poi vidi in basso, il fuoco. L’isola era parte di esso. Un fuoco primordiale, dispensatore di vita. Dispensatore di Amore. Senza di esso non ci sarebbero queste miracolose acque il cui unico scopo e’ il nostro risveglio. L’uomo innanzi a me fissava ora il fuoco, con sguardo di rispetto. Fuoco e Acqua uno dinnanzi all’altro consapevoli di essere parte del Creato. Entrambi indispensabili, Entrambi fonte di vita. E l’isola sembrava essere nel mezzo. Quanta consapevolezza in parole non dette. Poi d’improvviso tutto svanì. Il buio riprese possesso di tutto. E nuovamente ritrovai il calore del mio corpo e con esso ritornarono i pensieri. Poi capì di essere nuovamente al fianco dell’anima compagna di chissà quante vite e tanto mi bastò…..

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La meravigliosa acqua foriana di “Francesco I o Paolone”

 

Pochi di noi conoscono le sorgenti d’acqua chiamate di Paolone o Francesco I. Fino a non molto tempo addietro anche noi eravamo all’oscuro della loro esistenza. Tuttavia, grazie alle nuove ricerche di cui ci stiamo occupando, ci imbattemmo nelle particolari caratteristiche da queste acque possedute. Ovviamente qui non parliamo dei benefici che esse donano al corpo fisico ma a quelli “invisibili”, a completo beneficio del nostro Spirito. Senza andare troppo indietro nel tempo, è possibile reperire dettagliate informazioni anche a partire dai primi anni del XIX secolo. Già nel 1836, negli “Annali civili del Regno delle due Sicilie, Volume X”, leggiamo al riguardo dell’acquadetta di Francesco Primo già nostro Monarca, la quale sorge nel pozzo chiamato di Paolone in Forio d’Ischia”.

Ai fini di questo articolo noi faremo riferimento alla terza edizione della “Descrizione delle acque termo-minerali e delle stufe dell’isola d’Ischia”, datata 1837, a firma del cavalier Chevalley De Rivaz:

”Quest’acqua termale, che ricorda un nome caro a tutti i veri amici dell’umanità, scorre nella casa posseduta un tempo da Raffaele Calise detto Paolone, ed è situata nel borgo chiamato Cerriglio, a dieci minuti circa da Forio. Essa è raccolta in fondo a un pozzo largo quattro palmi alla sua apertura superiore, ma che si allarga fino a sei palmi nel fondo e offre una profondità di circa cinquanta palmi fino alla superficie dell’acqua; è situato a destra della porta di entrata, sotto il portico, della suddetta casa. Vi sono state costruite, in attesa che si metta in esecuzione il progetto presentato a questo proposito dall’Accademia delle Scienze, tre vasche da bagno in muratura che sono tenute molto decentemente. Secondo tutte le apparenze, quest’acqua discende dai dintorni del Monte Nuovo dove si osserva un gran numero di fumarole. Un altro pozzo di acqua termale si vede non lontano di là, dopo aver passato la Chiesa di San Michele, a sinistra salendo. […]L’acqua minerale che ci riguarda è tonica, corroborante, aperitiva e leggermente depurativa. Essa è utile contro i vecchi catarri, la debolezza di stomaco, i disturbi della digestione, gli ingorghi cronici delle viscere addominali, i colori pallidi, i rossori della faccia, gli esantemi vivi, la cuperosa, le affezioni dei reni e della matrice. Le si prescrive con successo anche nelle malattie reumatiche e artritiche, le paralisi, le antiche ulcere, le febbri intermittenti di lunga durata, le affezioni isteriche e ipocondriache. Io sono stato consultato nel 1835 da un calabrese che aveva subito un attacco di apoplessia, in seguito al quale era rimasto paralitico, e il suo stato era notevolmente migliorato dopo venti bagni e docce di quest’acqua. Lo stesso anno sono stato testimone della guarigione di una donna che aveva sul viso un esantema ribelle, che scomparve sotto l’influenza di questa stessa acqua minerale che le era stata consigliata dal mio rispettabile e studioso confratello, cavaliere Santoro. Un chirurgo di Forio ha fatto cessare ugualmente col suo rimedio un’antica affezione erpetica generale che era complicata da un inizio di elefantiasi. A questi fatti io devo aggiungere ancora il ristabilimento insperato di un nipote dell’amico proprietario di quest’acqua che aveva contratto un catarro polmonare dopo aver appena pulito il pozzo della suddetta sorgente termale e presentava, due mesi dopo, tutti i segni della tisi al secondo grado, il quale guarì del tutto bevendo su mio consiglio quest’acqua diluita con latte e questo senza unire altri rimedi che alcuni revulsivi esterni. Tutto mi porta a credere che se ne trarrebbero gli stessi vantaggi negli ingorghi detti lattei, nel catarro cronico della vescica, nelle salivazioni ostinate e negli inconvenienti che sopraggiungono nell’età critica”.

(Traduzione di Nicola Luongo per l’edizione curata dalla Rassegna d’Ischia, 1980).

E’ opinione comune considerare la sorgente di Paolone come un’insieme di più sorgenti, risultanti dall’attività di un bacino idro-termale denominato “Cotugno-Castaldi-Castiglione” (www.infoischia.com). Una di queste sorgenti ad oggi alimenta le terme dell’Hotel Castaldi. Ed e’ proprio su quest’ultima sorgente che ci focalizzeremo con il dialogo che a breve seguirà. Dal sito web della struttura apprendiamo che:

“Da un antico pozzo, chiamato “Paolone”, le Antiche Terme Castaldi, attingono acque salso-sulfato-alcalino-terrose a 50° dalle mirabili proprietà. Furono proprio queste ad appassionare, quasi un secolo fa, l’avvocato Andrea Castaldi il quale si mise a divulgarne i benefici attirando presso la sua abitazione prima amici, poi ospiti illustri come il pittore Emil Nolde i quali, oltre ad apprezzare le bellezze naturali del posto, non mancavano di immergersi nelle acque del Paolone”.

Con la descrizione appena ora riportata e con quella precedente fatta dal Cavalier Chevalley De Rivaz è indubbio l’incredibile potenziale di quest’acqua; ma a noi interessa principalmente lo Spirito ed è per questo motivo che vi proponiamo il seguente dialogo:

“Quasi nessun umano pone energie a favore di quest’acqua. Umane energie trasformano, tramite queste acque, dolore in sollievo. Ponete le vostre energie a favore delle mie acque. Ad ogni immersione troverete quello che allevia le vostre umane membra donandovi energie creatrici. Umane energie troveranno sollievo ciò vi permetterà di focalizzare le vostre energie in quei campi a favore dello Spirito. Ponete energie in queste acque. Ad ogni immersione, umane entità entreranno in contatto con le Energie Creatrici a favore del creato Manifesto. Ad ogni immersione riceverete il necessario per ripristinare l’equilibrio umano. Donando energie esse vi ritorneranno rinnovate.

In questa maniera, ad ogni immersione, sarete rinvigoriti in Corpo e Spirito. Voi lenirete le vostre ferite. Porrete fine ai vostri dolori. Spirito e Corpo volgeranno le rinnovate umane energie verso quelle Regioni Superiori. Tutto diverrà lavoro Creatore a favore di ciò che vi circonda. Umane energie troveranno nuova vita nelle mie acque. Ad ogni immersione è concessa trasformazione in Spirito e Corpo. Umane energie vivranno di nuove energie, di Creatrici Energie. In tempi passati, umane entità trovarono le mie acque; in lei  notarono vita. Seppero usarle e con esse curarono il prossimo. Ponete uguali energie in queste mie acque. Sarete ricompensati”.

Inutile ricordare quello che tutte le acque isolane chiedono: Consapevolezza e fiducia in esse!

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Continuano gli avvistamenti in terra foriana

Il video che vi proponiamo ci e’ stato fornito dalla Signora Valentina di Forio e riprende un oggetto volante non identificato apparso nei cieli foriani il 25 giugno. Come si può chiaramente notare, dopo qualche secondo, l’oggetto volante scompare senza lasciare tracce (vedi antenne). Stando alla testimonianza raccolta, in quel tratto di cielo era presente un elicottero che poi ha deviato per Ventotene. Sempre nello stesso giorno, di sera, l’amico Paolo nota un oggetto volante non identificato, privo di rumore, volare a circa 500 metri di altezza in direzione Frassitelli caratterizzato dall’avere tre luci bianche posizionate a forma di triangolo e le classiche luci verdi e rosse di via (ma queste ultime, vista la strana forma dell’oggetto, hanno fatto pensare a luci aventi lo scopo di simulare quelle di un aereo). Dopo pochi minuti l’oggetto volante si rende invisibile o quasi spegnendo tutte le luci per poi riaccenderle poco dopo. Sempre in totale assenza di rumore. (Un nuovo aereo o cosa?)

 

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Strane luci nei cieli foriani (aggiornato)

Come molti di voi ricorderanno i cieli di Forio d’Ischia sono attraversati, sia di giorno che di notte (di notte in special modo), da sfere luminose che ben poco hanno in comune con i normali aerei a cui siamo abituati. Non conosciamo il motivo di tanti avvistamenti tutti concentrati in questa porzione di cielo. Tuttavia non sbagliamo dicendo che gli avvistamenti sono giornalieri o quasi. E ciò lo affermiamo anche in base alle nostre esperienze. Ma andiamo con ordine. Verso la fine di maggio si mangiava in un noto ristorante foriano sulla spiaggia. E’ bastato soffermarsi con lo sguardo al cielo (erano le 22:00 circa) per notare qualcosa di strano attraversare la volta celeste. Una sfera biancastra attirava la nostra attenzione per la sua luminescenza “pulsante”. La sfera poco dopo mutò la sua luminosità in maniera tale da divenire di dimensioni considerevoli e luminosissima. Pochi istanti e svanì nel nulla. Si pensò a qualche meteorite o cose simili ma ecco che dopo pochi secondi ricomparì nel cielo continuando il suo moto. E la stessa cosa capitò quella sera a distanza di un’oretta! Altro episodio si verificò il giorno 15 giugno al tramonto. Nell’ammirarlo si notò un oggetto metallico di colore nero o quasi muoversi nel cielo (era ancora giorno). Pochi secondi dopo l’oggetto scomparve letteralmente davanti ai nostri occhi! La sera stessa, poco prima delle 23:00 eco nuovamente ripresentarsi un oggetto volante che all’improvviso scomparve in un bagliore innaturale. Stessa zona stessi cieli. Per concludere vi proponiamo alcuni video fornitoci da una nostra lettrice che ringraziamo nuovamente. Il video riprende un oggetto volante che apparve in cielo mutando colore e dimensione! Parliamo di aprile di quest’anno. In realtà ci sono stati forniti altri video che speriamo di pubblicare presto. Per il momento è tutto. Speriamo che qualcuno ci fornisca ulteriori testimonianze anche in forma anonima.




 

 

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Giganti ad Ischia?

Il 20 maggio 1945 il canonico Francesco Iovene (Ischia 1902-1985) comunicò ai presenti il suo nuovo studio dal titolo “Una fase esplosiva durante l’ultima eruzione dell’Epomeo 1300-1303” pubblicata all’interno degli “Atti del Centro Studi Isola d’Ischia” relativi al periodo 1944-1970. E’ doveroso puntualizzare che parliamo di un uomo di scienza di tutto rispetto. Fu Canonico della Cattedrale e laureato in Scienze Naturali ed in Utroque Jure. Lavorò per alcuni anni all’Ufficio Vulcanologico del Vesuvio (Vedi: Raffaele Castagna, Tremila voci titoli immagini, pag.143).

Nello studio sopra citato, il nostro Canonico si dedica allo studio di una “formazione rocciosa di natura vulsinitica compatta e molto bollosa”, adiacente al bordo orientale della colata dell’Arso di natura “esplosiva”. Questa formazione rocciosa interessa anche località quali Sant’Antuono e San Michele (per uno studio più approfondito si rimanda il lettore al volume degli atti di cui prima).

Il nostro Canonico gira per le località interessate; ci dedica del tempo, approfondisce e studia. Leggendo il suo studio però non possiamo fare a meno di notare un trafiletto molto importante (per noi): “[…] nonostante sotto di essa si rinvengano, accanto ai reperti medioevali, anche utensili, lucerne ed altri manufatti di epoca romana, una cisterna romana tuttora esistente, numerose altre cisterne ovali e silos romani (nelle vicinanze di S.Michele) ed una tomba antichissima racchiudente uno scheletro colossale […]”.

A voi le conclusioni. Cosa volesse dire con la parola “colossali” non lo sapremo mai. Una cosa però è certa. L’Uomo di scienza non avrebbe mai lasciato quel misterioso reperto abbandonato a chissà cosa. Magari ora quello scheletro colossale giace nascosto chissà dove….un reperto storico inusuale che solo in pochi posso vedere. O magari no. E’ ancora lì ma nell’una o nell’altra ipotesi sicuramente non era solo!

 

 

 

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Piccoli misteri al Torrione di Forio d’Ischia

Qualche mese addietro avemmo l’onore di essere accompagnati tra le sale del museo del Torrione dall’amico Giuseppe Magaldi, poliedrico patron del Museo del Torrione in quel di Forio d’Ischia. Il suo amore per la storia locale fu per noi indispensabile durante quei momenti di intensa cultura. Fu in quell’occasione che l’instancabile “Peppe” ci fece notare qualcosa di particolare presente in quel luogo. Un qualcosa che, senza sbagliare, in pochissimi conoscono.

La sala inferiore è caratterizzata dall’avere, sulle due porte in legno, 2 incisioni a fuoco che apprendemmo vennero eseguite dalla moglie di Giovanni Maltese Fanny Jane Fayrer. Il complesso disegno rappresenterebbe lo “stemma di famiglia” (per dirla con parole semplici) della moglie. Un’incisione che difficilmente è apprezzabile quando le 2 porte sono aperte. Interessante il motto di famiglia: “Sic nos non nobis”.

Proseguendo con la visita, all’interno della sala superiore, troverete una piccola colonna, opera sempre dello scultore Giovanni Maltese; un bozzetto per un monumeto funebre. Tale bozzetto verrà poi ripreso e realizzato per i caduti della patria ed attualmente presente a Forio dinanzi lo stabile comunale poco prima del piazzale del Soccorso. Il bozzetto non è molto grande, dalle foto allegate se ne intuisce la grandezza. Ciò che quasi nessuno conosce è la presenza su di essa di misteriose lettere. Potrebbero essere un esercizio di scrittura o chissà cosa. Sono state incise durante la sua realizzazione o in tempi successivi? Difficile dirlo. Tuttavia le lettere non sembrano seguire una logica. Possibile che nascondano qualcosa? Il Torrione non finirà mai di stupirci.

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In compagnia di “www.illusion-or-reality.info”


L’Associazione Culturale Luce e Verità ha incontrato gli amici austriaci di “www.illusion-or-reality.info” con i quali hanno trascorso un piacevole pomeriggio alla scoperta del magico Carpino Nero di Fondo D’Oglio o “Albero Maestro”. E’ stato un pomeriggio piacevole all’insegna dell’amicizia e della condivisione; sebbene il tempo non è stato dei migliori a causa della pioggia, ci è stato possibile presentare ai nostri ospiti le attività dell’Associazione, le nostre ricerche e le nostre esperienze ma soprattutto creare un legame solido tra noi e loro che, siamo sicuri, porterà un arricchimento soprattutto Spirituale. L’incontro è terminato con una piacevole intervista per la loro emittente radio-televisiva dove abbiamo
risposto alle loro domande in merito al legame Ischia- Terra Cava ed alle numerose leggende caratterizzanti la nostra isola. Un grazie di cuore a tutti loro per averci contattato, in special modo ad Andreas e Markus.

 


			
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Incontro con l’Apu dell’Epomeo – la tradizione Inka abbraccia la nostra isola

 

 

Il 29 aprile è stata una giornata all’insegna delle energie per la nostra isola; evento più unico che raro, la “Cerimonia del Despacho” tenutasi sulla vetta del nostro Epomeo è stata occasione di forti emozioni per tutti noi. Era da circa un anno che si cercava il giusto momento per realizzare questo importante rituale. Per questo si vuole ringraziare il Maestro Dario Astengo che ha saputo intrecciare i fili degli eventi in maniera egregia e per la nostra isola Daniela D’Amato per il suo impegno e la sua dedizione, da sempre colonna portante dei nostri eventi. Dopo una sosta di rito presso il terminal traghetti di Casamicciola il gruppo si è diretto verso la Pietra dell’acqua. Tra di essi spiccava il Maestro Pampamisayoq Don Ricardo Apaza della Nazione Q’ero.

Di lui apprendiamo che: “pratica il sentiero mistico andino da quando era bambino. Figlio minore del grande maestro Don Mariano Apaza, fa parte di un lignaggio di Maestri considerato tra i più riconosciuti della nazione Q’ero, rappresentanti e portatori delle conoscenze ancestrali della tradizione Inka”.

Il sentiero per la pietra dell’acqua venne guadagnato rapidamente; vennero lasciati i valloni di tufo verde sapientemente lavorati dalle intemperie per beneficiare di un’incantevole panorama sui quadranti meridionali dell’isola. Dove un tempo tutto era coltivato a terrazzamenti, in quei momenti di raccoglimento i nostri occhi poterono rallegrarsi di un brillante manto verde. In lontananza il masso denominato “Pietra dell’acqua” si distingueva nettamente grazie ai suoi colori così fortemente contrastanti. Chissà quanti anni sono passati da quando quel monaco senza un braccio la modellò….leggenda o verità? Non ci è dato saperlo. Il gruppo proseguì lungo l’antico sentiero. I Maestri si guardarono intorno. Valutarono quale luogo li avrebbe accolti. Quella mattina la zona era molto affollata. Si decise per una zona sottostante alla Pietra dell’acqua; riservata, lontano da occhi indiscreti. Ci venne chiesto di metterci seduti in cerchio. Ognuno scelse le sue foglie; i propri intenti…. Iniziò così il dialogo con le entità dell’Epomeo; di Ischia, della nostra amata isola.

Al riguardo della “Cerimonia del Despacho” apprendiamo che: “Il Despacho, o Haywarisqa, è un rituale di offerta che viene tuttora praticato da millenni dai popoli indigeni delle Ande peruviane per creare una relazione di scambio di energie con le forze viventi della Natura e del Cosmo con reciproco beneficio, per entrare in armonia con esse e ricevere di conseguenza tutta l’abbondanza e l’energia di cui abbiamo bisogno per un nostro intento, un nostro progetto, la nostra guarigione o semplicemente il nostro sviluppo. Con una composizione di offerte che verrà poi inviata agli elementi del cosmo, si potrà stabilire con essi una connessione energetica personale da cui si possono trarre i benefici che chiediamo. Per concludere la cerimonia si verrà infine purificati dal Maestro e si riceverà la connessione per integrare le benedizioni e l’energia generata dal rituale”.

Mentre al riguardo del “Karpay” apprendiamo:Il Karpay, può essere considerato un potenziamento spirituale o iniziazione. Si tratta di un percorso itinerante in cui ci si recherà in diversi luoghi di potere della zona. Applicando alcune tecniche della tradizione si farà esperienza diretta delle energie viventi della Natura, e con il rituale del Karpay si riceverà dai Maestri il potenziamento della connessione con gli Apus (Spiriti delle montagne), la Pachamama e gli elementi del Cosmo”.

Il tempo trascorse in maniera piacevole per tutti noi. La sacralità delle cerimonia era palpabile. Dopo un arco di tempo imprecisato il gruppo ha guadagnato la vetta dell’Epomeo dove ognuno di noi ha ricevuto la Benedizione dai Maestri tra la curiosità dei presenti involontari sulla vetta. Per concludere l’intensa giornata si è proseguito verso il Monte Rotaro dove, in raccoglimento solenne ed in perfetta solitudine, si è portato a compimento grazie al fuoco l’intera Cerimonia. Una bianchissima cenere fu segno di riuscita. Gli Spiriti della Natura accolsero i nostri intenti.

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