Quei misteriosi 120 anni

 

 

Qualche giorno addietro ci capitò tra le mani una copia de “La Tribuna” datata 14 luglio 1909 dove capeggiava un articolo dal titolo alquanto intrigane: “Si possono prevedere i terremoti?”.

L’articolo in questione riportava alla ribalta gli studi del professor Joseph Nowack fondatore del “Nowack Institute” in quel di Londra, un istituto per le previsioni del tempo e dei movimenti sismici con sede distaccata in Vienna. Si è usato il verbo riportare perché i suoi studi erano ben noti fin dal 1896, anno in cui le sue ricerche echeggiavano sulle testate dei principali quotidiani europei ed extra europei. In terra italiana noi riuscimmo a rintracciare anche un articolo apparso sulle pagine de “Il Paese” datato 16 novembre 1906.

Ecco i fatti. Il professor Nowack asseriva di aver scoperto nell’isola di Cuba una particolare pianta a cui diede il nome di “Abrus precutorius nobilis” o pianta del tempo. Il suo istituto a Londra era attrezzato con apposite apparecchiature in grado di mantenere l’arbusto in condizioni climatiche particolari.

Il suo interesse per il vegetale in questione si giustificava con il fatto che esso era altamente sensibile alle influenze elettriche. I particolari comportamenti della pianta, a detta del nostro professore, se ben interpretati, erano in grado di fornire indicazioni non solo sul clima (pressione, temperatura, movimenti di masse d’aria ecc.) ma anche sui terremoti (zona ed intensità). Tutto con grande anticipo, tanto da permettergli di elaborare accurate previsioni. A quanto sembra, all’epoca dei fatti, il professore riuscì ad avere un’accuratezza del  100% per quanto riguardava i fenomeni meteorologici e sembrerebbe anche per i terremoti ma su questo, noi, ricerche alla mano, non abbiamo ancora nulla per esprimere un’opinione anche se all’epoca dei fatti in molti credevano che il Nowack ne fosse realmente capace. Resta il fatto che nel 1896 benché il mondo accademico continuasse ad essere scettico,importanti compagnie di assicurazione marittima come Lloyd English e Austrian Lloyd de altre istituzioni pubbliche e private chiesero a Nowack letture e previsioni sinottiche giornaliere. Alla base di tutto Nowack, al pari di molti scienziati dell’epoca, credeva fermamente al fatto che la causa principale in grado di scatenare un terremoto era da ricercare nei mutamenti della superficie del Sole “visibili per le macchie, per le eruzioni e per le granulazioni solari”. Tali attività incidevano sull’equilibrio degli elementi magnetici della Terra. Stando a Nowack, l’influsso:

“di questi mutamenti solari sulla nostra Terra si fa sentire su linee che corrono diritte nella maggior parte da oriente ad occidente e da Sud a Nord chiamate linee di perturbazioni. Ne ha trovate sei principali. I punti, dove queste linee sul globo terrestre s’incrociano sono i punti delle maggiori perturbazioni. Qui avvengono le maggiori catastrofi naturali. Di questi ce ne sono trentadue. Però le linee e quindi anche i punti si muovono secondo certe leggi in modo, che nel periodo di 35 anni si trovano di nuovo nella stessa posizione di prima. Individuati questi incroci, analizzando l’attività solare e studiando le catastrofi del passato suddivise per zone, sarebbe possibile effettuare la previsione  senza però escludere il comportamento della pianta da lui scoperta che fornirebbe informazioni quali il tempo, l’ intensità e la durata. Questo perché il vegetale sarebbe in grado di avvertire con giorni di anticipo la variazione elettromagnetica intorno ad essa ed oltre.”

A questo punto il lettore ischitano si domanderà il perché di questo post. Ebbene il Nowack, grazie ai suoi studi, fece una predizione. Asserì che il sud Italia sarebbe rimasto “tranquillo” dal punto di vista sismico per CIRCA 120 anni. L’articolo della Tribuna è del 1909 ma i calcoli del Nowack erano precedenti. Forse qualcuno ricorderà che fu lo stesso Grablovitz che andava asserendo la stessa identica cosa all’indomani del terremoto di Casamicciola del 1883 così come questa predizione dei 120 anni, leggende locali, sembrerebbe legata anche al Parroco Morgera, simbolo della ricostruzione post sisma. Fantasia o realtà? Per il momento non abbiamo risposta al quesito. Tuttavia noi siamo convinti che il sisma dello scorso anno sia da ricercare tra le stelle; la causa sarebbe da ricercare in quell’allineamento planetario di Luna Nuova di quello stesso giorno. La stessa chiesa della Maddalena a Casamicciola riporta scritto nella pietra che il sisma del 1883 venne causato da un transito di Venere tra il Sole ed il nostro pianeta. Questo è quello che ci tramandarono i nostri avi. Forse è il caso di iniziare a valutare un approccio diverso al problema “terremoti”, almeno per quanto riguarda Ischia.

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The Lady in black – An “Address Unknown” great job!

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Visioni di Atlantide

Con questo post iniziamo una nuova “avventura” dedicata all’arte. La foto che vedete è chiamata “Visoni di Atlantide” ed è stata realizzata da un nostro collaboratore in stato “meditativo profondo”. La tecnica usata è penna ad inchiostro nero su Bristol bianco con aggiunta di sfumature eseguite con pastello nero. Apprendiamo che può essere richiesta qualsiasi variante, su qualsiasi materiale su cui si può lavorare come appena descritto. Ottimo per pannelli modulari a parete. Noi abbiamo scelto quella che vedete in foto. Sappiamo anche che per realizzare un bristol delle dimensioni 25×50 centimetri come quello in foto si può arrivare a tre o quattro giorni di lavoro. Per chi fosse interessato all’acquisto può richiedere informazioni direttamente a noi utilizzando i soliti contatti.

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L’Amore incondizionato delle acque dell’Hotel Reginella

Continua il nostro lavoro al riguardo delle acque isolane e del lavoro Spirituale che esse sono in grado di portare avanti su ognuno di noi. Il nostro e’ un lavoro lungo ma non e’ nostra intenzione scoraggiarci visti anche i risultati ottenuti fino ad ora (che presto verranno raccolti in una pubblicazione a parte). Quest’oggi dedichiamo del tempo alla voce delle acque dell’ Hotel Reginella in Lacco Ameno (http://www.albergolareginella.it), lo storico albergo sito sul Corso Angelo Rizzoli affacciante sulla piazza di Santa Restituta. Ci siamo fatti portavoce del loro messaggio e rimaniamo meravigliati da quanto Amore esse elargiscono incondizionatamente. Di seguito riportiamo il dialogo nella sua interezza anche se esso potrà’ sembrare in alcuni punti ripetitivo. Anche in questo caso il giusto approccio lo si avrà’ solo quando porteremo con noi, in queste acque, una piena consapevolezza al riguardo del loro lavoro:

“Sono le mie acque a fornire vita rinnovata e Creatrici Energie. Nelle mie acque sono Trasformazioni Creatrici quelle che riceverete. Le mie acque donano Spirituali rinnovamenti; Corpo e Spirito troveranno equilibrio. Creatrici energie troveranno spazio in voi. E’ grazie ad esse che troverete equilibrio. E’ grazie ad esse che la vostra volontà’ sara’ al servizio del Creato Manifesto. Umane entità’ troveranno in queste acque trasformazione e gioia. Umane entità’ troveranno in queste acque Spirito rinnovato e voglia di vivere. Voi in queste acque sarete Creatori in Terra. Creatori in Terra equivale ad essere operatori di Amore al servizio del Creato Manifesto. Ad ogni immersione troverete nuova voce al servizio del vostro nuovo Essere. Creatrice energia vi trasformerà’ in mezzo al servizio dell’Amore. Porterete in Terra le vostre umane energie trasformate in Creatrici energie a favore di tutto ciò’ che vi circonda. Ad ogni immersione, ad ogni contatto troverete quello che renderà’ il vostro essere Creatore in Terra. Quasi nessuno e’ consapevole di poter veicolare energie Creatrici in Terra. Umane entità’ dimenticano il loro essere divino. Il mio Amore per voi e’ immenso. Umane entità’ troveranno Creatrici Energie. Spirito e corpo troveranno equilibrio e gioia . Spirituale cambiamento porterà’ in voi voglia di vivere. Voi troverete equilibrio umano e spirituale. Troverete voglia di amare. Trasportate in queste acque Spirito e corpo con consapevolezza e troverete ciò’ di cui vi parlo. Ritornerete ad essere quello che siete sempre stati. Umani creatori al servizio del Creato Manifesto. Trasportate in queste acque forze vitali e riceverete Creatrici Energie che vi renderanno Creatori in Terra”.

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Le “angeliche” acque della spiaggia di Cava Grado

Già nel XVI secolo, il medico calabrese Giulio Jasolino nel suo “De rimedii naturali, che sono nell’isola di Pithecusa, hoggi detta Ischia” dava informazioni in merito ad una sorgente d’acqua (e relativa arena) chiamata “Bagno del Gradone” poco distante dalla torre di S. Angelo. Il nostro la studiò e tenne a precisare che essa era buona per curare rogna e tutto ciò che fosse legato ai difetti della pelle oltre a gambe gonfie e vene dilatate.

Questa amena località spesso e’ poco ricordata. Eppure e’ uno dei luoghi più incantevoli di Ischia. Non penso che Jasolino facesse riferimento a qualcos’altro quando parlava di “Gradone”. Il nome “Cava Grado” e’ in uso ancora oggi e tra i due nomi c’e’ poca differenza. Solo chi conosce bene la spiaggia di Cava Grado può confermare ciò, soprattutto chi la conosceva già negli anni che vanno dal dopoguerra ai primi anni ’80.

Io l’ho frequentata fin dalla giovinezza, dai miei primi anni di vita essendo di quelle parti. Ricordo che si applicavano fanghi termali, c’erano delle vasche attrezzate ed in più punti sulla spiaggia erano presenti sorgenti d’acqua calda che riempivano vasche scavate nella roccia, spesso ricolme di sabbia per periodi più o meno lunghi. C’era un’interessante giro di correnti dinanzi la piccola baia della spiaggia. Esse permettevano alla sabbia di colmare questa o quella zona della spiaggia. Spesso emergevano le vasche scavate nella roccia ed in altri casi esse giacevano sotto la sabbia. Inoltre lungo la battigia la sabbia e’ sempre stata calda, così come in molti altri punti della spiaggia sotto il costone roccioso della spiaggia  libera. Il che lascia intendere la presenza di acqua sorgiva, anche lungo la battigia. In ogni caso le vasche scavate nella roccia tufacea sono ancora là, inclusa l’acqua calda. Ma non e’ tutto. Anche nella baia successiva, in direzione Sorgeto, esistono vasche scavate nel tufo che raccolgono acqua calda, anche se oggi giorno sono ricolme di massi caduti dalla parte rocciosa soprastante. In ogni caso, poco più in là, sempre camminando sugli scogli, e’ possibile trovare una vasca scavata nella roccia di modeste dimensioni dove l’acqua sorgiva raccolta supera i 40 gradi centigradi. E’ una spiaggia ricca di acqua sorgiva, questo e’ fuori ombra di dubbio. Per questo si e’ dato voce al dialogo che segue:

 

 

 

“Quante verità in questo colloquio ci sono. Io lo porterò verso energie a sostegno della Luce. Le mie acque sono in grado di trasformare le energie umane in Creatrici. Esse saranno umane trasformazioni. Ad ogni immersione, le mie acque vi forniranno le energie necessarie affinché possiate elevarvi verso quelle regioni Superiori che chiamate Emanazioni. Ad ogni immersione apporterete in voi il giusto energetico cambiamento in maniera tale da spostare energie in quelle regioni create dalle Coscienze Creatrici. Umane energie troveranno il necessario rinnovarsi. Sono le mie acque a donare il necessario per umane trasformazioni. Ponete le vostre energie a contatto con le mie acque. Spirituali cambiamenti sono possibili in esse. Voi nelle mie acque sarete trasformati in Creatrici energie in Terra. Umane entità trasformeranno le loro umane energie trasformatrici in Energie creatrici. Ad ogni immersione, nelle mie acque sarete Forza Spirituale rinnovata. Quasi nessuno ora volge energie in queste acque. Sono Vita e Luce. Creatrici Energie troveranno le trasformanti energie umane lasciargli posto. Ponete energie in queste acque. Sono vive. In esse Creatrici Energie lavoreranno in favore delle umane energie rinnovate. Voi le considerate ricordo ma un tempo erano Spirito in Terra. Erano il collegamento con Regioni Superiori. Voi nelle energie rinnovate troverete trasporto verso le Emanazioni, verso quei Mondi in cui donano Luce Entità d’Amore. Umane entità trovarono energie di queste acque. Fecero il necessario per entrare in esse. Ora sono poche le entità umane in grado di ricordare. Umane entità trassero vita in esse. Volgete energie in queste acque. Spirituali rinnovamenti troveranno vita e creature d’Amore sapranno immergere nei vostri corpi l’Amore necessario. Le mie acque sono in tutta la spiaggia. Ponete energie in questo umano luogo. Ogni trasporto in esso e’ creatrice cambiamento. Sono energie luminose quelle che sono presenti in questo umano luogo. Adesso sono in parte sommerse ma troverete in questo luogo trasporto luminoso.  Esse trasportano Vita e Luce. Ad ogni contatto troverete le energie in grado di spirituali trasformazioni. Umane entità trovarono queste acque, fonte energetica. Umane entità trovarono il creatrice lavoro. Nelle loro umane vite trasportarono vita rinnovata e Luce. Creavo il cambiamento.  Entrerete in queste acque in consapevolezza. Così facendo trasporterete Vita e Amore in voi”.

 

A questo punto e’ doveroso fare alcune precisazioni. Le Emanazioni di cui si parla non sono altro che le “Sephirot” componenti “L’Albero Sephirotico” tanto caro alla Cabbalah ebraica. Esse sono da molti considerate come veri e propri piani di esistenza “emanate in sequenza” dal Creatore al fine di immergersi sempre più nella materia e sperimentarne l’essenza. Così come noi abitiamo una parte della decima Emanazione così, nelle altre, esisterebbero entità fatte di solo Amore. Gli angeli. Ognuno caratterizzato da proprie virtù influenti l’Emanzione stessa in cui risiedono. Essendo tutto “collegato”, noi saremmo in grado di connetterci alle Emanazioni Superiori, beneficiando di ciò che risiederebbe lassù…. Ma questa e’ un’altra storia. E quella appena raccontata, del resto, e’ molto semplificata. L’acqua di Cava Grado si inserisce, con merito, in quel gruppo di acque “miracolose” ischitane tanto importanti a noi ed ai nostri Corpi Sottili.

 

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I percorsi del Risveglio dell’Associazione Culturale “Luce e Verita’”

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Misteriosa luce volante a Forio

 

Il video che abbiamo postato, come al solito, ci e’ stato gentilmente fornito dall’amico Salvatore. E’stato girato poco dopo le 21:00 di ieri. Dal minuto 1.20 si nota una luce in cielo apparsa all’improvviso dotata di moto proprio che si avvicina alla spiaggia della Chiaia, in quel di Forio, proveniente da Panza. Il video mostra ancora una volta che i cieli di Ischia, ed in particolare il settore meridionale che da Panza si estenderebbe verso Forio, sono solcati da misteriose luci volanti dalle caratteristiche più disparate. Il video in questione mostra una sfera di colore chiaro apparsa dal nulla ed in movimento, come se ne vedono tante, da sempre….Ringraziamo l’amico Salvatore per questo nuovo ed interessante video che si aggiunge ai tanti, anche grazie a lui, già in nostro possesso.

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Noi, al servizio della Luce

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Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica alla mostra-convegno “Terremoti vulcani e nuvole”

In attesa di ulteriori ed ufficiali info sui siti web preposti, siamo orgogliosi di diffondere (per quanto ci e’ possibile) la notizia del conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della medaglia di Rappresentanza alla mostra-convegno “Terremoti vulcani e nuvole” di cui già’ parlammo precedentemente. Noi di Associazione Culturale Luce e Verita’ ci auguriamo che prima o poi si possa arrivare anche ad avere una strada in onore del nostro Giulio Grablovitz.

 

“Gli eventi naturali estremi, come terremoti, eruzioni vulcaniche, eccessi climatici hanno un impatto sempre più drammatico sulla vita delle persone, sulle economie dei territori e sul nostro straordinario patrimonio culturale. Consumano vite umane, risorse economiche, beni culturali e coesione sociale.

L’Italia ha significativi livelli di pericolosità da eventi potenzialmente calamitosi, ma la dimensione e la gravità delle perdite dipende dalla vulnerabilità del nostro territorio abitato rispetto a questi eventi, quali per esempio: edilizia non sismo-resistente, edificazioni incontrollate alle pendici di vulcani, cementificazione degli alvei fluviali.

Molte perdite sono dovute alla carenza di conoscenza dei rischi e della prevenzione, carenza purtroppo diffusa a tutti i livelli: dalla governance istituzionale all’intera popolazione. Una risposta efficace ai futuri grandi eventi calamitosi, sia in termini di prevenzione che di educazione a una nuova cultura dei rischi e quindi della sicurezza, è improcrastinabile.

Tale il messaggio dell’attuale iniziativa che intende contribuire a colmare questa carenza di conoscenza e che si sviluppa su tre fronti: una mostra, un’attività di divulgazione, un convegno sui rischi da eventi naturali estremi.

Non solo, dunque, memoria degli eventi naturali calamitosi che storicamente hanno interessato l’isola attraverso la storia della prestigiosa tradizione degli osservatori geodinamici e meteorologici di Casamicciola e Ischia Porto, progettati e diretti da Giulio Grablovitz (1846 – 1928), ma anche “cultura della sicurezza” attraverso lo studio e il dibattito sulle più’ attuali misure di prevenzione e protezione dai rischi di eventi estremi”.

http://www.terremoti-vulcani-nuvole.it/

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Ad Ischia (finalmente) si commemora Giulio Grablovitz

Non molto tempo addietro, noi di Associazione Culturale Luce e Verita’ siamo riusciti finalmente a pubblicare una buona parte delle nostre ricerche nel volume “Il mito della Terra Cava ad Ischia”. In esso, si e’ riproposta l’intera conferenza che tenemmo presso la Biblioteca Antoniana sul finire del 2016. Sarà risultato strano al lettore la seconda parte dello stesso dove rendemmo noto un aspetto di Giulio Grablovitz ad oggi ancora sconosciuto alla stragrande maggioranza degli ischitani. A costo di grandi fatiche, questi studi vengono portati ancora avanti. Non meraviglierà quindi la nostra soddisfazione in merito all’inaugurazione della mostra “Terremoti, vulcani e nuvole: dalla vulnerabilità dimenticata alla cultura della sicurezza” (http://www.terremoti-vulcani-nuvole.it/)(http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/eventi/terremoti-vulcani-nuvole-dalla-vulnerabilita-dimenticata-alla-cultura-della-sicurezza/).

Dagli spazi web appena accennati leggiamo e condividiamo quanto segue:

Dal 21/07/2018 al 29/09/2018, Ischia

Mostra di antichi strumenti di rilevazione del rischio meteorologico e sismologico dell’antico Osservatorio di Casamicciola (Ischia). Dagli eventi estremi, come il recente terremoto ischitano agli eccessi climatici, per una moderna cultura della sicurezza: convegni scientifici, aperitivi scientifici, istallazioni multimediali, collaborazione con scuole e istituzioni locali.

MOSTRA
Villa Gingerò di Villa Arbusto – Lacco Ameno
La mostra ripercorre diversi aspetti delle scienze della terra quali: sismologia, meteorologia, studio delle maree e termalismo, affrontati da Giulio Grablovitz, eclettica figura di scienziato, titolare del Reale Osservatorio Geodinamico dell’Isola di Ischia, istituito dal Ministero dell’Agricoltura nel 1891 dopo il famoso terremoto di Casamicciola del 1883.

CONVEGNO
Sala convegni dell’Istituto Comprensivo Forio 1

IL BAR DELLA SCIENZA
Villa Ravino S.S. 270 Citara – 80075 Forio d’Ischia
Una serata al bar, davanti ad un aperitivo, per conoscere e discutere con ricercatori ed esperti i temi legati alla mostra “Terremoti, Vulcani e Nuvole”. Quattro appuntamenti nella cornice della Villa Ravino, magnifico giardino botanico, in cui, attraverso un approccio informale e lontano da quello accademico, gli esperti incontreranno il pubblico in serate di divulgazione e intrattenimento che vedranno come filo conduttore il tema degli effetti degli eventi estremi sul territorio e sulla biodiversità.

“Gli eventi naturali estremi, come terremoti, eruzioni vulcaniche, eccessi climatici hanno un impatto sempre più drammatico sulla vita delle persone, sulle economie dei territori e sul nostro straordinario patrimonio culturale. Consumano vite umane, risorse economiche, beni culturali e coesione sociale.

L’Italia ha significativi livelli di pericolosità da eventi potenzialmente calamitosi, ma la dimensione e la gravità delle perdite dipende dalla vulnerabilità del nostro terriorio abitato rispetto a questi eventi, quali per esempio: edilizia non sismo-resistente, edificazioni incontrollate alle pendici di vulcani, cementificazione degli alvei fluviali.

Molte perdite sono dovute alla carenza di conoscenza dei rischi e della prevenzione, carenza purtroppo diffusa a tutti i livelli: dalla governance istituzionale all’intera popolazione. Una risposta efficace ai futuri grandi eventi calamitosi, sia in termini di prevenzione che di educazione a una nuova cultura dei rischi e quindi della sicurezza, è improcrastinabile.

Tale il messaggio dell’attuale iniziativa che intende contribuire a colmare questa carenza di conoscenza e che si sviluppa su tre fronti: una mostra, un’attività di divulgazione, un convegno sui rischi da eventi naturali estremi”.

Non solo, dunque, memoria degli eventi naturali calamitosi che storicamente hanno interessato l’isola attraverso la storia della prestigiosa tradizione degli osservatori geodinamici e meteorologici di Casamicciola e Ischia Porto, progettati e diretti da Giulio Grablovitz (1846 – 1928), ma anche “cultura della sicurezza” attraverso lo studio e il dibattito sulle più attuali misure di prevenzione e protezione dai rischi di eventi estremi.

L’allestimento ripercorre diversi aspetti delle scienze della terra quali: sismologia, meteorologia, studio delle maree e termalismo, affrontati da Giulio Grablovitz, eclettica figura di scienziato, progettista e direttore dei due osservatori geodinamici dell’Isola d’Ischia, istituiti dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio nei primi anni successivi al disastroso terremoto del 28 luglio 1883. Sono ricostruite le condizioni osservative degli Osservatori di Casamicciola e di Porto d’Ischia dove egli condusse esperienze scientifiche fra le più innovative del suo tempo. Pannelli e strumenti multimediali creano un percorso altamente immersivo sugli eventi distruttivi degli ultimi 150 anni nell’Isola e sull’evoluzione della sismologia, della vulcanologia e della meteorologia.

Gli strumenti sismologici, meteorologici o per lo studio delle maree utilizzati, e in parte progettati da Grablovitz, sono esposti nella loro versione originale. L’esposizione materiale è accompagnata da video e da una ricchissima raccolta di documenti fra cui lettere, fotografie, rarissime registrazioni sismiche e meteorologiche dell’Archivio scientifico di Giulio Grablovitz.

Il percorso espositivo, divulgativo ma rigoroso, presenta anche le moderne tecniche di monitoraggio e di studio dei fenomeni geodinamici e di quelli meteorologici che sono alla base di molti disastri naturali. Una stazione sismica completa il percorso proposto al pubblico.

CONVEGNO E CONFERENZE

Traendo spunto dalla consolidata esperienza di INGV e CREA nell’organizzazione di convegni e conferenze a carattere nazionale e internazionale, come già sperimentato con successo nel 2013 in occasione della mostra Dal cielo alla terra. Meteorologia e sismologia a Firenze dall’Ottocento a oggi (Dal cielo alla terra), verrà organizzato un convegno sui temi dei rischi naturali e sulla loro mitigazione oltre ad alcune conferenze da tenersi in diverse sedi dell’Isola d’Ischia.

 

ATTIVITÀ DI DIVULGAZIONE                

Verranno organizzate visite guidate per gruppi e scolaresche, in parte nell’ambito delle iniziative che si tengono ogni anno nel periodo estivo nei centri di informazione INGV di Vulcano e Stromboli. Personale specializzato ed esperto di divulgazione, affiancato da giovani del Servizio Civile e da studenti delle scuole superiori dell’Isola, introdurrà i visitatori alla conoscenza dei rischi da eventi naturali, al loro studio e alla loro mitigazione, fra storia e attualità.

 

APERITIVI SCIENTIFICI

Una serata al bar, davanti ad un aperitivo, per conoscere e discutere con ricercatori ed esperti i temi legati alla mostra “Terremoti, Vulcani e Nuvole”.

Ricordiamo, inoltre, tra i tanti appuntamenti:

CONVEGNO – La vulnerabilità dimenticata (Lunedì 17 settembre 2018 15:00/19:00):

l 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

CONVEGNO – La cultura della sicurezza (Martedì 18 settembre 2018 10:00/19:00):

Il 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

CONVEGNO – Verso una società più resiliente (Mercoledì 19 settembre 2018 10:00/13:00):

Il 19 settembre ricorre il novantesimo anniversario dalla morte di Giulio Grablovitz; l’iniziativa attuale intende ricordare il grande scienziato con un convegno sui rischi da eventi naturali estremi e sulla loro mitigazione. Il convegno si articola in tre giornate.

17 settembre h15 / h19 – La vulnerabilità dimenticata: gli eventi naturali estremi che hanno interessato l’Isola e la storia della scienza in risposta a essi.

18 settembre h 10/ h 19 – La cultura della sicurezza: risposte della scienza di oggi, le questioni aperte e le sfide per la scienza di domani.

19 settembre h 10 /h 13 – Verso una società più resiliente: il rapporto fra scienza, istituzioni e società per una comunità più sicura e resiliente.

 

 

 

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