Hector Galicia ad Ischia

 

Quanti di voi hanno mai sentito parlare del contattista Hector Galicia1? Penso in pochi, soprattutto dalle nostre parti, sempre se non siete ufologi o appassionati di questo argomento. Il 19 agosto del 2016, invece, la pensavamo diversamente. Fu allora che una nostra amica ci contattò chiedendoci se potessimo suggerirgli un luogo appartato su all’ Epomeo, per un gruppo di persone, dove riunirsi e prendere contatto con i Fratelli dello spazio. In quel momento non capimmo bene la richiesta ma poi apprendemmo che dietro quell’ incontro che si sarebbe tenuto ad ottobre ci sarebbe stato, come punto focale, il contattista Hector Galicia. Fino a quel momento non avevamo la minima idea di chi fosse Hector. Ci informammo subito ma, sebbene leggemmo cose meravigliose su di lui e sugli incontri ravvicinati che riusciva a creare in certi luoghi ed in certe situazioni, il suo nome continuava a restarci indifferente. Consigliammo, visto il gran numero di persone che probabilmente avrebbe pernottato lì su, di recarsi alla Pietra dell’ Acqua in virtù delle sue particolari caratteristiche.

Non passarono neanche due mesi che ricevemmo una mail dal nostro amico Vincenzo Pinelli (altrogiornale.org) il quale, entusiasto, ci informava dell’ arrivo ad Ischia di Hector Galicia. Conoscendo l’ indiscusso background da ricercatore di Vincenzo, capimmo che Hector era qualcuno di molto importante e particolare che, stranamente, ad Ischia non alzava nessun “polverone“ a differenza di quanto stava accadendo a Napoli e prima ancora in Italia. Venimmo a sapere che la tappa ischitana era un’appendice di quella napoletana a sua volta inserita in un vasto tour italiano2.

Dalle lunghe conversazioni avute nei successivi giorni con l’ amico Vincenzo, capimmo che l’ occasione di avere Hector ad Ischia probabilmente era irripetibile e doveva essere vissuta! Grazie a lui, in poche ore venimmo contattati direttamente dalle organizzatrici dell’ evento che ci permisero di trascorrere quelle ore in loro compagnia e furono molto contente di apprendere che ad Ischia ci fossero persone come noi coinvolte in particolari ricerche. Il nostro prima di tutto è un percorso di consapevolezza a favore nostro e di chi ci circonda.

Quella sera di metà ottobre rimanemmo tutti d’accordo di incontrarci al loro arrivo ad Ischia e, tempo di sistemare i bagagli in hotel, li avremmo portati nei luoghi a noi più cari ovvero all’ Albero Maestro di Fondo d’ Oglio ed alla fonte di Nitrodi.

Era il 21 ottobre quando i nostri amici arrivarono ad Ischia.

Nel pomeriggio infine vennero fatte le presentazioni e nel giro di una mezz’ora eravamo già sulla strada per Fondo d’ Oglio. Durante il tragitto non perdemmo occasione per spiegare cosa fosse per noi l’ isola; le energie che possedeva ed i luoghi particolari dove era possibile entrarci in contatto. Quel pomeriggio iniziammo a conoscere quel gruppo che l’ indomani avremmo accompagnato su all’ Epomeo: Hector e Barbara, Lucia e Barbara (le organizzatrici), Luca l’ interprete (in foto con Hector), Padre Matteo di Monte Sant’ Angelo dell’ ordine di Melkisedek (che ci incuriosì non poco considerando il fatto che del suo Ordine, fino a quel momento, sentimmo solo parlare. I nostri animi entrarono ben presto in sintonia offrendo al bosco i nostri pensieri e le nostre energie messe al servizio della Luce. Ci inoltrammo lungo il sentiero di Fondo d’ Oglio ammirando le affascinanti e misteriose inclinazioni degli alberi verso il centro del cratere, che tanto ama ricordare Daniela, sinonimo di riverenza ed obbedienza verso il magnifico spirito posto in basso al cratere. Fu quella una prima occasione per conoscere Hector da altri punti di vista, apprendendo da diretti testimoni ciò che è in grado di fare. Rimanemmo affascinati, questo è certo.

Dopo pochi minuti eccoci giunti al cospetto dell’ Albero Maestro. Personalmente ho sempre provato disorientamento ogni qual volta ci arrivavo dal sentiero di destra per chi proviene dalla strada principale.

Non ho mai capito il perchè. Daniela fece gli onori di casa. E’ da tanto oramai che l’ Albero l’ha scelta come guardiana di quei luoghi.

A riprova di ciò le incredibili immagini che in diverse occasioni ebbe degli alberi in quel luogo, trasformati da forze sconosciute in guerrieri al servizio dell’ Albero Maestro. Ciò che importa è la consapevolezza di poter svolgere un lavoro personale a contatto con le energie dell’ Albero e in quell’ occasione condividemmo le nostre informazioni e le nostre esperienze anche con i nostri nuovi amici.

Ben presto il silenzio cadde intorno a noi; si iniziarono i trenta minuti di contatto così come rese noto l’ Albero. Col senno di poi siamo sicuri che ognuno di loro ebbe le proprie intime sensazioni ed esperienze anche se il quell’ occasione le parole non furono al centro della scena. Un misto di riverenza, sacralità e contemplazione avvolse tutti fino alla risalita.

L’ albero, così come è solito fare, fece il suo lavoro e di questo ne siamo sicuri. Si decise poi di continuare per la sorgente di Nitrodi.

Lungo il tragitto non fummo avari di spiegazioni e di dettagli storici. L’ antica fonte meritava di essere visitata anche se il tempo era tiranno. Il sole era ancora alto nel cielo ma non avrebbe concesso al gruppo il necessario per l’ immersione in acqua in tutta tranquillità.

Parcheggiammo le macchine e in pochi minuti giungemmo alla fontanella. Chiusa! Ci venne detto che fino a quando il “parco“ non avrebbe chiuso i cancelli non sarebbe stata riaperta. Domandammo all’ entrata se fosse stato possibile entrare per visitare la Fonte ma ci venne detto che senza il pagamento del biglietto d’ ingresso non c’era possibilità alcuna di entrare! Mi domando dove andremo a finire di questo passo. Sciagurati coloro che non sanno cosa fanno con simili doni. Il vile denaro anteposto ai doni del Creato.

La nostra visita finì lì, davanti a quei cancelli amareggiati di aver subito l’ ennesimo schiaffo dalle nostre Amministrazioni locali. Almeno qualche bottiglia d’acqua riuscimmo a prenderla.

La nostra giornata terminò con la promessa che ci saremmo rivisti il giorno successivo, dedicato alla salita al Monte Epomeo.

L’ indomani tra molti impegni ne trovammo anche per recarci all’ appuntamento. Il gruppo si fece numeroso e non fu facile memorizzare tutti quei nomi! La fila indiana si inerpicava per il buio sentiero regalandosi giuste pause di tanto in tanto; tra l’ affanno e la meraviglia, l’ occhio aveva anche la sua parte. Il panorama che andava delineandosi durante la salita non poteva essere commentato da parole umane. Il cielo era sereno o quasi; nessun imprevisto frenò la tanto desiderata salita. Dopo circa mezz’ora finalmente lo slargo dell’ eremo di San Nicola apparve alla nostra vista. Nell’ oscurità più totale, solo le stelle brillavano come non mai. Inutile cercare di intravedere lineamenti, sguardi o particolari corporei. L’assoluta oscurità ci rendeva tutti uguali. Non fu solo nostra impressione notare il fatto che alcuni vennero solo per mera curiosità; quando in un occasione del genere i cuori si fanno tutt’ uno con l’ infinito cielo, essere infastiditi da chiacchiericci inutili e squilli di cellulare lascia un pò di amaro in bocca. In pochi minuti, riuniti, iniziammo a parlare di Ischia.

Ai presenti vennero date informazioni sull’ isola, sulla sua sacralità e sulle energie che l’ animano. A noi seguì Victor che, raccogliendo in silenzio il gruppo, attese l’ arrivo dei Fratelli. Noi vedemmo luci che si accendevano e si spostavano in cielo, notate anche da molti altri. Luci che non furono identificate nè con aerei nè con chissà cosa.

Sembravano semplicemente danzare da un punto ad un altro del cielo per poi sparire e ricomparire. Ma non fu uno spettacolo per tutti.

Consigliammo ad Hector di seguirci fin sulla vetta, cosa che facemmo in brevissimo tempo. Si fecero vari gruppi che, in maniera alternata, vennero accompagnati alla vetta. Non fu possibile accogliere tutti nello stesso momento ma le esperienze avute furono per molti forti e sentite. Una volta in vetta Hector ci disse che sulle nostre teste erano in sospensione navicelle dei Fratelli; grazie alle sue indicazioni riuscimmo anche in quell’ occasione a vedere luci in movimento fluttuare da una parte all’ altra del cielo; ora si accendevano ora si spegnevano e tutto seguendo l’ invisibile schema raccontato istante per istante da Hector. Noi gli spiegammo che sotto di noi ci sarebbe un’ entrata dimensionale spesso usata dai Fratelli; gli consigliammo di guardare in direzione Forio, importante luogo di avvistamenti UFO ed USO. Lui ascoltava in silenzio, scrutando con occhi mossi da pensieri che solo lui sembrava sentire. Dopo un’ oretta buona ci ritrovammo tutti giù all’ eremo. Rimanemmo in silenzio, ringraziammo e riprendemmo la strada di casa. Quella notte ci lasciammo con la promessa di ritrovarci nel pomeriggio in albergo dove si sarebbe tenuta l’ ultima parte del seminario ischitano.

L’ indomani, causa imprevisti, giungemmo al seminario in ritardo ma fortunatamente riuscimmo a vivere ugualmente momenti molto intensi; oltre ad ascoltare e vedere tramite video la storia di Hector, ci incuriosimmo molto quando il discorso cadde sulle “parole“ date dai Fratelli di Andromeda ad Hector per svariati usi. Una di esse in particolare è in grado di creare una barriera di energia impenetrabile intorno ad una qualsivoglia cosa. Ebbene noi quella parola la usammo proprio per creare uno scudo di energia intorno al campione d’acqua “Filosofica“ che portammo all’ apparizione della Madonna di Zaro del 26 ottobre!

Inutile dire che quel campione d’ acqua non venne vampirizzato energeticamente durante l’ apparizione della Madonna di Zaro di quel giorno!.

Alla luce dei nostri esperimenti (ancora in corso) in merito alle parole date durante il seminario ischitano ed alle esperienze vissute all’ Epomeo noi in merito non abbiamo alcun dubbio! Hector Galicia è sincero così come le sue esperienze sono genuine. Ed è inutile sollevare ulteriormente un polverone inutile. Quando ascolti una persona guardandola negli occhi difficilmente si può ingannare le sensazioni provate. La vibrazione delle parole pronunciate, la serenità di dialogo, particolari detti in grado di farti affiorare alla mente vecchi ricordi dimenticati. Tutto è parte della verità.

La serata si concluse con una piccola sorpresa riguardante proprio la nostra isola. Hector rivelò ai presenti ciò che i Fratelli gli dissero a proposito di un progetto in via di sviluppo ad Ischia.

Essa sarebbe interessata dalla costruzione di immensi tubi di un materiale simile al quarzo, conficcati nella crosta terrestre fino a parecchi chilometri di profondità. Questi immensi tubi sarebbero altissimi ed alla loro installazione sarebbero preposte centinaia di razze aliene diverse, appartenenti ai Fratelli e tutt’ ora presenti sull’ isola per portare avanti questo luminoso progetto.

Hector promise di farci sapere qualcosa in più appena avrebbe ricevuto ulteriori informazioni.

Quella sera ci salutammo tutti come avrebbero fatto amici di vecchia data; salutammo Hector e tutti coloro che permisero quell’ incontro. Forse in cuor nostro credemmo che non avremmo rivisto nessuno di loro ma poi capimmo che il destino ci avrebbe riservato ancora sorprese…

 

Note per il lettore:

1 Hector Galicia è nato in Messico e fin dall’ età di 7 anni è in contatto con i Fratelli provenienti da Andromeda grazie alla quale apprende anche tecniche di guarigione condivise con il prossimo durante i seminari in giro per il mondo. Spiega la brochure del tour che: “Negli anni ad Hector è stata fatta ogni tipo di rivelazione e le verità apprese riguardo l’ esistenza, la vita delle varie civiltà sugli altri pianeti e le leggi cosmiche, vanno ben oltre a tutto ciò al quale l’ uomo tridimensionale è stato abituato a credere“.

2 Le tappe del tour italiano erano: Monte Musinè (Torino), Padova, Bologna, Monte Giove (Terracina) e Terracina, Fondi e Latina, Polignano, Napoli e Ischia dove il gruppo venne ospitato dall’ Hotel Giusto in Via Maronti al Testaccio.

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Per gli amici del blog

 

 

 

 

Alcuni lettori ci hanno chiesto dove poter acquistare una copia di Mikael o di Epomeo figlio di Agarthi ad Ischia senza necessariamente acquistare on line. L’ unico punto vendita ischitano rimane “Edicolè” a San Michele ad Ischia.

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Il raggio dell’ elemento Acqua – La fonte Nitrodi

 

Tratto dal seguito di “Epomeo figlio di Agarthi”:

L’ estate scorsa annunciammo a mezzo nostro blog, l’ attivazione delle 5 sorgenti energetiche ischitane, ognuna caratterizzata dall’ emissione di un particolare Raggio, associato ad uno dei 5 elementi. Quello di cui vogliamo parlare oggi è il Raggio dell’ elemento Acqua, caratterizzante la sorgente di Nitrodi. Il dialogo potrà sembrare di difficile comprensione ma su questo aspetto torneremo prossimamente con ulteriori informazioni. Quello che veramente è importante, aldilà del nobile lavoro svolto dai 5 Raggi su di noi, è il desiderio dell’ Entità presso la fonte di veder costruire NUOVAMENTE e dopo secoli vasche dove è possibile immergersi e beneficiare delle sue acque. Una tale richiesta potrà sembrare strana agli occhi del profano ma certamente ha una sua logica. I nostri antenati la sapevano “lunga” su certe cose; un motivo doveva pur esserci se, presso le fonti curative,  costruivano vasche dove godere appieno delle loro proprietà. Cava scura ai Maronti è l’ esempio perfetto di quanto appena detto. Le vasche sono state mantenute e si gode appieno dei benefici energetici dell’ acqua sorgiva. Esotericamente parlando, grande attenzione è data all’ immersione totale di un corpo in un liquido. Il Battesimo per immersione vi ricorda qualcosa? Abeneficiarne sarà l’ aura umana che subirà un reset completo. Ma se questo reset è dato da acque particolari, cosa accadrebbe ai nostri corpi? E Nitrodi? Speriamo che qualcuno si svegli! Di seguito il dialogo:

 

Sono lo Spirito Elementale che coordina e governa il Raggio della Sorgente di Nitrodi. Il legame si è creato. Delle mie acque già parlammo. Il mio Raggio è l’ elemento Acqua. E’ legato alle mie acque. Il lavoro che il Raggio è chiamato a svolgere porta vite umane in energie nuove. Il Raggio dona sensi nuovi ad ognuno di voi e trasforma il cuore in energia, trasformando il calore emesso con le vostre azioni. Solo il Raggio in cui è inserita la mia acqua può portare le energie ai livelli in cui le Entità danno vita a ponti di Luce. Voi necessitate cambiamenti che il Creatore ha già deciso. Solo il mio Raggio si colma del trasformante energetico calore emesso dai nove livelli di esistenza che già conoscete.

Le energie trasmesse con i Raggi hanno il potere di costruire una griglia energetica mondiale in grado di energizzare le entità manifeste nelle terre esterne; è necessario il lavoro nelle cinque energie manifestando le energie volute grazie ai nostri Fratelli. Quando voi recate il vostro corpo alle cinque sorgenti le vostre energie trasformano il luogo in tempio vivo in cui danzano le vostre anime.

Voi necessitate nuove energie trasformando il vostro corpo. Il percorso compiuto visitando e vivendo le energie dei cinque luoghi sono un percorso alchemico; ad ogni energia trasformatrice è associato un elemento e le energie manifesteranno il loro lavoro nelle vostre cellule. Così è possibile voler mutare il corpo in Corpo Solare tramite le energie manifeste in quei luoghi.

E’ necessario trasformare il corpo andando in quei luoghi. Trenta minuti in ognuno dei cinque luoghi così come insegnatovi attraverso il vostro lavoro saranno sufficienti a trasmutarvi.

Il Corpo è così trasformato in trenta minuti. Fondete il vostro corpo e le vostre energie al nostro atto d’ amore. Il Corpo Solare è nato.

Quando il corpo si trasforma in astro solare, le energie trasformano i Corpi sottili in Luce in grado di emettere il giusto Amore.

Oggi la mia sorgente soffre; non vi è permesso trasformarvi come dovreste. I tuoi antichi simili costruirono presso la mia fonte vasche per immergere i loro corpi umani. Ciò che avete creato presso la mia fonte è completamente sbagliato. Non avete bisogno di acqua in movimento ma di acqua capace di penetrarvi trasformando le vostre cellule. La vasca raccoglie e trasforma. Voi non capite. Immergetevi in essa e sentite le energie trasformate nel vostro corpo, certamente dentro di esso le vostre cellule muteranno DNA. Il lavoro alchemico è già deciso ma esso è possibile solo presso la mia fonte dove il Raggio lavora così come le rimanenti quattro.

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Tra le pieghe del tempo

Tratto dal seguito di “Epomeo, figlio di Agarthi”:

 

 

Un pomeriggio d’ inverno, nel riordinare la nostra libreria, ci capitò tra le mani un libricino dal titolo “Ischia dimenticata“ di Edgar Kupfer-Koberwitz. Ci ritornò alla mente “Epomeo, figlio di Agarthi“ ed un curioso trafiletto ci ritornò alla mente:

«[…] Una volta c’era in Italia una famosa rabdomante che

venne a Ischia. Lei non voleva andare alla spiaggia di Citara,

diceva nemmeno per un milione nessuno l’avrebbe convinta ad

andare in barca in certi posti al largo, davanti alla spiaggia,

dove c’era, secondo lei, una città sommersa».

Queste poche righe ci incuriosirono non poco e non passò molto tempo prima che ci mettemmo all’ opera grazie all’ aiuto dei nostri amici. Ci chiedemmo come mai una persona, in quel caso una rabdomante, in grado già di lavorare con energie sottili, avesse quel genere di paure. Di seguito il dialogo avuto:

D: Cosa mi sapete dire al riguardo della rabdomante e della sua paura?

R: Le cronache tramandano questi ricordi ma sono sbiaditi dal tempo passato. Voi volete riportare alla memoria antiche vestigia perse tra le pieghe del tempo. Le sue mura giacciono ancora sotto la sabbia

D: Di cosa stiamo parlando?

R: Di una città. Era romana. Al suo tempo era ricca e potente.

D: E cosa centra la paura per il mare di Citara?

R: Si credeva che al largo della spiaggia ci fossero entità senza pace

R: Il pericolo era reale. Un vulcano esplose e la città si inabissò

D: Spiegatevi meglio per favore

R: Dove ora c’è mare un tempo vi era una città. Essa si inabissò a causa di un’esplosione vulcanica ma le anime di coloro che l’ abitavano rimasero intrappolate e non trovarono più pace.

D: Come mai oggi nessuno ne parla?

R: le anime di coloro che abitavano quei luoghi vennero trovate da entità umane e videro che esse erano intrappolate nel vostro mondo. Vennero liberate ma non andarono verso le loro luminose strade. Sono ancora lì. Quelle anime si placarono quando ritrovarono la libertà ma era libertà illusoria. Vagano senza la Luce.

D: Avete informazioni da darci al riguardo della città?

R: Vennero inviate navi

D: In che senso?

R: Dopo la sua scomparsa, quando il fuoco si placò, vennero inviate alcune navi per capire cosa fosse accaduto. trovarono solo il malinconico mare ma della città non trovarono niente. Dove c’era terra trovarono acqua.

Questo è quanto. Mai immaginammo che potesse esserci qualcosa di simile al largo di Citara. Possibile che ci sia del vero in tutto ciò? Difficile dirlo. Forse qualche storico potrà indagare animato da nuovi stimoli. Solo il tempo ce lo dirà.

 

 

 

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Nuove ristampe

A seguito delle richieste di amici e lettori informiamo la terza ristampa di “Epomeo figlio di Agarthi” e la seconda ristampa di Mikael.

 

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La Dama in Nero

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Il 30 settembre del 2016 comparve una curiosa testimonianza sulla pagina facebook “Paranormal Zone” (https://www.facebook.com/ParanormalZoneIT/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf) gentilmente portata alla nostra attenzione da un nostro lettore Gianni Balestriere. La testimonianza riportò quanto accaduto ad Ischia mesi prima ad una coppia di ragazzi in vacanza ad Ischia. Avendo avuto il permesso di pubblicarla la riportiamo interamente:

“L’anno scorso ero in vacanza ad Ischia, e mi sono capitate due cose estremamente strane.
La prima: ero con la mia ragazza su una spiaggia sita tra i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, erano le prime luci dell’alba. Non c’era nessuno in giro, e non si sentiva nulla al di fuori di qualche sporadico passaggio di automobile.
D’un tratto, notammo che poco distante da noi stava avanzando una signora vestita di nero/grigio scuro, il viso nascosto da una sorta di velo simile a quello che portavano le nostre nonne tanti anni fa. Avanzava lentamente lungo la spiaggia, proprio a ridosso dell’acqua, e ci passò vicino senza degnarci di uno sguardo, ma lasciandoci un po’ straniti e confusi. La signora girò l’angolo, uscendo dal nostro campo visivo; quando poco dopo ci alzammo per andare via, notammo che non era possibile scorgere la signora in tutta la baia: non poteva essersi allontanata tanto e non poteva essere tornata sulla strada perchè le scale d’accesso erano vicino alla nostra posizione. Più tardi scoprimmo che quella spiaggia è nota per gli avvistamenti strani (basta cercare su Internet), e che addirittura lì vi morì una donna mai identificata.
Il secondo avvenimento mi capitò sempre sull’isola d’Ischia, ma stavolta in prossimità del cimitero del comune di Serrara: ci fermammo nel piazzale antistante la necropoli per aspettare l’auto di altri amici, in quanto eravamo diretti ad un noto ristorante ubicato nelle vicinanze e non sapevamo come arrivarvi senza guida. La piazza era buia, c’era un gran vento e l’atmosfera era molto suggestiva. Un mio amico, in macchina con noi, notò che vicino l’entrata del cimitero c’era una persona, ritta in piedi, che ci fissava: passarono diversi minuti, ma la situazione non mutò; cercammo di ignorare come meglio potevamo quella figura, magari solo un pazzoide, finchè non notammo che aveva piegato la testa in modo innaturale. Nel silenzio, sembrava ridacchiare o borbottare qualcosa. Già scossi dall’avvenimento precedente, ci risolvemmo a spostarci un po’ più avanti in modo da uscire dal campo visivo della persona… Poco dopo fummo raggiunti dai nostri amici, i quali naturalmente dissero di non aver notato la presenza di nessuno, lungo la strada”.

E’ indubbio che i due ragazzi ebbero un incontro ravvicinato con la famosa “Dama in Nero”, il fantasma di una misteriosa signora ritrovata cadavere sulla battigia con indosso solo una vestaglia nera. Il fantasma sarebbe apparso in più occasioni dal 1953, anno della sua morte, e sempre in abito nero da cui il nome.

Noi dell’ Associazione Luce e Verità decidemmo di indagare e prima di passare al dialogo è doveroso fare un sunto della storia di questo fantasma al quale aggiungeremo le nostre considerazioni. A tal fine ci affidiamo alla “Domenica del Corriere” di quel periodo ed alle informazioni recuperate grazie alle fonti citate in “http://www.isclano.com/ad-ischia-mori-una-dama-nera-senza-nome/”.

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La domenica del corriere 22 novembre 1953, pag. 9 a firma di P.fiori titola: “Che accadde a Ischia la sera del 1° ottobre?”

LA SEQUENZA:

ore 17:30 – la dama in nero sbarca dal vaporetto proveniente da Napoli; si reca a visitare il castello in compagnia di un giovane conosciuto sul vaporetto

ore 19:00 – Da Ischia prosegue in pullman per Casamicciola

ore 19:20 – Dopo una sosta in un bar noleggia una carrozza per una passeggiata a Lacco Ameno

ore 20:30 – Nel ritorno da Lacco, licenzia la carrozza e rimane sola sulla strada con la valigia e la borsa (spiaggia dell’ eliporto)

ore 21:15 – La donna in nero è incontrata allo stesso posto da due giovani e chiede ad essi l’ ora.

Ore 22:40 – Due donne a passeggio sulla strada scorgono il cadavere della sconosciuta sulla spiaggia

I FATTI:

La signora bionda vestita di un abito e una giacca neri partì da Napoli col vaporetto delle 15 recando con sè una valigia e una borsa di pelle nera. Lungo la traversata parlò con tre passeggeri. Mostrò di interessarsi al castello d’ Ischia e, sbarcata alle 18 nell’ isola, accettò di essere accompagnata a vedere il vecchio edificio, da una guardia giurata di Casamicciola conosciuta in vaporetto. Dopo la visita al castello, partenza in auto pullman per Casamicciola. Con una sua inseparabile valigia e la borsa, la donna sostò in un bar, sorbì un caffè e mangiò due paste. Chiese se era stato visto un uomo in grigio, coi baffetti, e disse di avere un appuntamento alle ventidue. Voleva fare una bella passeggiata e le fu suggerita quella di Lacco Ameno lungo il mare. La donna noleggiò una carrozzella e partì per Lacco con la sua valigia al fianco. Viaggio silenzioso. Ma, al ritorno, alla Rotonda, scese sulla strada costeggiante la spiaggia e pagò la corsa: 550 lire. Era scomodo andare a spasso con quella valigia pesante, e il vetturino si offrì di trasportarla a Casamicciola, ma la dama rispose di no: nella valigia c’erano documenti di una certa importanza. E rimase sola, col suo bagaglio, sulla strada deserta: certo, in attesa di qualcuno.Poco più tardi, alle 22:40, due donne che venivano passeggiando da Casamicciola, scorsero sulla spiaggia della Rotonda una macchia scura: era la misteriosa signora, esanime, in sottoveste nera, in parte sommersa dal mare. Scomparse la valigia e la borsa. Nessun documento, nessuna etichetta sugli abiti, che servisse all’ identificazione della sconosciuta. Scomparsi anche un anello d’ oro e una collana con medaglione. Si effettuò un’ autopsia e si rinvennero una trentina di pastiglie di sonnifero ingerite poco tempo prima della morte. La morte avvenne per asfissia, per annegamento.

ECCO COSA FECE PENSARE AD UN SUICIDIO O AD UN TENTATIVO DI RAPINA:

La posizione del corpo e le escoriazioni sui gomiti provano, oltre alla sottoveste arrotolata, che fu trascinato in acqua.

Il mare poco dopo riportò a riva il vestito della donna e l’ orologio di poco valore ancora al posto lascia escludere che sia stata vittima di uno sciacallo. In seguito venne ritrovata in acqua anche la giacca nera da un pescatore.

Si pensò che l’ aggressione avvenne a bordo di un natante. Le compresse nello stomaco può averle ingerite anche sotto minaccia di arma.

La dama venne vista tranquilla a bordo del traghetto e questo lascia escludere l’ idea del suicidio. Non si cercò un albergo. Per questo motivo si pensò al suicidio romantico essendo vedova ed in ristrettezze economiche. Si pensò volesse suicidarsi sul lungo mare.

Vicino al corpo, venne rinvenuto un fiasco vuoto che fece pensare al fatto di contenere acqua per ingerire i sonniferi;

Disse di avere un appuntamento con un uomo con baffetti e vestito di grigio che qualcuno disse di aver visto in quella zona proprio con un fiasco in mano;

Rivelando al vetturino di avere documenti importanti in borsa dimostrò di non essere un agente segreto come qualcuno ipotizzò;

Non ci sono stati segni di lotta;

Si scoprì una lesione interna sull’ addome. Un pugno?

Pochi giorni dopo sulla Marina Piccola di Capri venne trovato un natante dal quale secondo una testimone scesero tre persone in piena notte. Può essere accaduta la stessa cosa ad Ischia. Un appuntamento in un luogo isolato dove sarebbe dovuto approdare un natante.

ED ORA LE NOSTRE IPOTESI:

Il fatto di esser venuta ad Ischia con borse al seguito e pesanti al punto tale da richiamare l’ attenzione del vetturino lascerebbero pensare che la dama volesse risiedere sull’ isola. Tra l’ altro non si preoccupò minimamente di cercarsi un albergo e ciò lascerebbe pensare che sapesse già dove dormire. Chi ha l’ intento di uccidersi non dovrebbe dimostrarsi felice e spensierato così come dichiarato dai testimoni che la intrattennero sul traghetto. La dama si recò a Casamicciola dove chiese dell’ uomo con i baffetti. Strana domanda questa. Perchè farla a Casamicciola? L’ uomo era forse noto in quel paese?Quanti uomini potevano identificarsi in quella descrizione? E’ probabile che la donna fosse lì per ricatto. Dichiarò di avere dei documenti con se ed il fatto di doversi incontrare con quell’ uomo a tarda sera in luogo appartato lascia pensare proprio ad un ricatto. Poco chiara anche la situazione dei sonniferi. Perchè non chiedere alle pochissime farmacie nei dintorni se vendettero a qualcuno un grosso quantitativo di quel particolare tipo di sonnifero? Si sarebbe potuta scartare l’ ipotesi suicidio. Nessuno poi prese le impronte, cosa che non potè essere fatta successivamente quando il cadavere era oramai in stato di decomposizione avanzato. Troppo strano anche il tentativo di suicidarsi con i sonniferi visti i graffi da trascinamento e la lesione all’ addome. Per noi è stato omicidio premeditato. Sicuramente. La donna conosceva chi incontrare in quel luogo e con il quale ebbe una conversazione precedentemente che scaturì in un appuntamento.

IL NOSTRO DIALOGO:

D: Hai voglia di parlare?

R: Dai questo messaggio che ti consegno. E’ importante.

D: Qual’è il messaggio?

R: Aspettavo un uomo. Aspettavo che mi volesse tra le sue braccia in quanto avevo in grembo il frutto del nostro amore e i nomi che sognavo erano tanti. Furono giorni tristi e trovai amore tra le braccia maschili in terra straniera. Forte è il legame che ci univa.

D: Chi era l’ uomo che aspettavi?

R: Tutto quello che c’è intorno a me, sono triste. Cerco ma sono intrappolata quì.

D: Raccontami di te, ho letto che eri vedova. Se eri vedova da poco come mai cercavi l’ amore ad Ischia?

R: Sono intervenute molte difficoltà. Stavo impazzendo ma solo l’intervento di colui che è il mostro che mi ha ucciso liberò il mio amore e ci lasciammo spingere nelle emozioni.

D: Che documenti portavi con te?

R: Avevo le prove che ero in cinta

D: quanti bambini aspettavi da quest’uomo?

R: speravo tre, erano gemelli (Nota: La consapevolezza dell’ essere in cinta di gemelli potrebbe essere una conseguenza post mortem. Versoimilmente sapeva di essere in cinta)

D: tre? Com’ era possibile vista la tua età?

R: Sapevo che questo era un problema ma decisi di volerli e cercai il padre.

D: era mai stata ad ischia?

R: A fare i fanghi e incontrai quell’uomo.

D: Perchè andasti a visitare il castello?

R: Appena il traghetto arrivò ad ischia spesi volentieri il tempo in quel modo.

CONCLUSIONE:

Incredibile dialogo quello che ricevemmo. Potrebbe essere la soluzione al mistero anche se non riuscimmo ad avere nomi e cognomi. Dopo tutto questo tempo forse non è importante saperlo. La giustizia divina farà il suo corso. Tuttavia noi di Luce e Verità aiuteremo la Dama ad andare verso la Luce. E’ nostro dovere aiutarla e darle pace. Forse il fatto che qualcuno la vide ed abbia innescato la serie di coincidenze che ci hanno portato fin quì non è frutto del caso. E’ certo che l’ assassino fu persona influente tra Casamicciola e Lacco Ameno perchè è altamente possibile che molto venne insabbiato. Rileggendo l’ articolo dell’ epoca è strano che l’ intervistato cercava di convincere il giornalista del fatto che fosse un suicidio. Ma i sonniferi non fecero effetto e la dama morì prima, per annegamento e per giunta trascinata sulla battigia. E’ evidente che sotto minaccia ingerì quelle pasticche ma il probabile pugno all’ addome la fece svenire.

Perchè non indagare proprio sui sonniferi di cui si conosceva anche la marca? E le impronte? Perchè svestirla rimanendola in sottoveste? Perchè rubarle tutto ciò che potesse identificarla? Omicidio d’amore diremo noi ora. E poi, perchè farsi indicare dove passeggiare se la dama sapeva bene dove incontrare il suo uomo? A nostro avviso con la scusa del giro in taxi, volle constatare se l’ uomo in grigio fosse a Lacco Ameno non avendolo trovato a Casamicciola. Non sapremo mai il suo nome ma certamente riposerà presto in pace.

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Il mito della Terra Cava ad Ischia

 

 

Ieri 4 novembre si è tenuta presso la Biblioteca Antoniana di Ischia una conferenza dal titolo “Ischia e il mito della Terra Cava” organizzato dal Centro studi Isola d’ Ischia. La conferenza è stata aperta dall’ introduzione del Presidente del Centro Studi Antonino Italiano seguito dal Professor Vincenzo Italiano che ringraziamo nuovamente per la disponibilità e l’ impegno dimostrato per il buon fine della serata. I tre video che troverete sull’ omonima pagina facebook di Epomeo figlio di Agarthi mostrano l’ evento. Come relatori ci sono stato io Iacono Salvatore Marino e l’ amico e ricercatore Paolo Capuano. I temi trattati sono stati tanti; non si è discusso sul mito della Terra Cava ma, accennando le sue caratteristiche più importanti, si è estrapolato dal contesto generale quello che è la parte che legherebbe ad esso Ischia e per farlo si è proposto al pubblico quello che per noi è il filo conduttore fatto di leggende, a cui si è cercato di dare un contorno di verità, materiale video e foto. Il tutto affiancato dagli studi portati avanti dal professor Giulio Grablovitz eminenza della sismologia internazionale passato a miglior vita sul finire degli anni venti del XX secolo. Tante le coincidenze, troppe. Noi sappiamo che quanto è stato detto corrisponde a verità perchè siamo a conoscenza di molti documenti ancora in mano a persone dell’ isola d’ Ischia in grado di darci ragione. E’ indubbio però che nei cieli isolani continuano ad essere avvistati luci particolari in movimento; e sempre interessanti particolari zone dell’ isola. Non è colpa nostra se non si presta attenzione a questi fenomeni. Gli stessi fenomeni che vedeva il Grablovitz sul finire dell’ 800, tanto da indagare sulla questione anche avvalendosi dei suoi amici come il Flammarion e Padre Ignazio Galli (tanto per citarne qualcuno). Ma Ischia non è solo terra di luci, anzi! Continuano i misteriosi boati nei cieli di Casamicciola così come accadeva ai tempi del Grablivit. Terremoti che si generano a causa di masse d’ aria in repentino movimento….La scienza continua ad ignorare questi fenomeni. Padre Galli nel presentare il suo “Fenomeni luminosi nei terremoti” andò in contro ad accese critiche. Ma lui sapeva, vedeva e documentava quei fenomeni. Padre Galli, gesuita, fu il primo ufologo della storia. E Grablovitz continuava a registrare questi fenomeni, sia nell’ aria che in acqua tanto da chiedersi cosa fossero. Tutto insabbiato con la bufala delle Mine Austro Ungariche nelle acque intorno all’ isola d’ Ischia. Ma il Grablovitz sapeva che traccia potesse lasciare il VERO scoppio di una mina e, comparando quelle poche misurazioni, si accorse che qualcosa non andava….Gli stessi fenomeni di allora si ripetono, senza sosta. La scienza li ignora, la gente ci ride sopra. Tutto nella norma. Si è fin’anche dimostrato, documenti alla mano, che la scoperta che cambiò il mondo della sismologia (ed il nostro) fatta da Dixon Oldham sul nucleo centrale fu una scoperta del Grablovitz. Ma la storia è già stata scritta…ma se il suo ideatore, Giulio Grablovitz, sul finire della sua vita fece marcia indietro annunciando una nuova teoria completamente diversa allora qualche domanda dovremmo porcela. Quella teoria il Grablovitz non riuscì a renderla nota. Non ce la fece. Ci lasciò prima. E si portò il suo studio con sè, nella tomba. Dopo appena tre mesi dalla sua dipartita tutte le misurazioni mareografiche ottenute in 30 anni di misurazioni vengono confiscate. Oggi sono scomparse. Quelle stesse misurazioni che fecero capire al Grablovitz che qualcosa non andava secondo i dettami della scienza…. Addirittura si parlava di Sesse marine ad Ischia e SOLO ad Ischia tanto da non avere riscontro sulla cosa neanche misurando a Ponza. Stessa fine fecero gli studi di Bendandi. Tutto scomparso alla sua morte. Ma sappiamo che Grablovitz studiava Bendandi. Amava chiamare quelle teorie “Bendanderie”. Ieri si è cercato di ricordare Giulio Grablovitz per i suoi VERI meriti e non importa se qualcuno li ha potuti definire “teorie sul nulla”, i documenti non lasciarono dubbi ma sappiamo che è difficile per un qualsiasi uomo di scienza rimettere in discussione la propria scienza. E lo capiamo ma noi non ci fermeremo e le ricerche continueranno.300030_1oldham 300030_2oldham

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Ischia ed il mito della Terra Cava

A tutti gli amici, informiamo che venerdì alle 17:00 presso la Biblioteca Antoniana ad Ischia si terrà una conferenza dal titolo “Il mito della Terra Cava ad Ischia” discusso da me Iacono Salvatore Marino e dall’ amico e ricercatore Paolo Capuano. La conferenza ha lo scopo di far conoscere al pubblico il legame tra Ischia ed il mito della Terra Cava. Il tutto verrà accompagnato da materiale video e foto oltre ad un nutrito corpus di documenti storici inediti. L’ evento è aperto al pubblico e chi lo riterrà opportuno potrà intervenire ponendo le proprie domande. L’ evento è organizzato dal Centro Studi Isola d’ Ischia.

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Aggiornamenti UFO mese di ottobre

Il giorno 23 ottobre 2016 si avvista verso le ore 19:30 circa in località Cilento un UFO di colore rosso intenso muoversi in direzione Casamicciola; l’ oggetto volante si muove molto lentamente e mantenendo la stessa quota. Proveniva verosimilmente da Campagnano vista la direzione di movimento costante.

 

Il giorno 29 ottobre 2016 VEDIAMO in direzione Grotta del Mago, da Cartaromana, un oggetto sigariforme di colore argento. Essendo noi ad una distanza tale da poterlo vedere bene, assistiamo al fenomeno per circa 3 minuti. L’ oggetto volante successivamente si sdoppiò in due oggetti ovali sempre color argento. Dei due oggetti, alla fine ne rimase solo uno che sotto la luce del sole rifletteva in maniera accecante. Dopo circa tre minuti l’ oggetto volante si abbassò verso il mare oltre la nostra visuale. Precisiamo che tutti gli oggetti volanti erano fermi o quasi alla stessa quota e caratterizzati solo dall’ avere un lieve movimento basculante almeno fino alla discesa. La brillantezza, la grandezza e l’ innaturale colore argento riflettente non ci lasciarono dubbi. Cosa ancor più incredibile fu notare che il cellulare, nel riprendere la scena, dava un’ immagine completamente diversa da quanto stava accadendo!

 

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Il vampirismo di Zaro continua…..

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                    Fotogramma dello special sulla Madonna di Zaro de “La strada dei Miracoli”

A distanza di mesi dall’ ultima volta e dopo un approfondito studio “esoterico”, ieri 26 ottobre ci siamo recati in quel di Zaro ad assistere all’ apparizione della “Madonna”. Così come operato precedentemente, abbiamo portato con noi alcuni campioni d’acqua precedentemente misurati. Conoscevamo quindi il loro valore energetico. Essendo i campioni d’acqua appartenenti ad acque di cui facciamo uso quotidianamente, se ne conosce anche il loro decadimento energetico, seppur infimo, rispetto ad acque “tradizionali”.

Alla base del nostro esperimento, che sarebbe avvenuto nel momento esatto dell’ apparizione, gli studi della Dottoressa Enza Ciccolo e delle sue acque a Luce Bianca. Ricordiamo anche, rimandando i lettori a questi studi, che QUALSIASI tipo di acqua in presenza di un genuino fenomeno di apparizione Mariana viene trasformata da quest’ ultimo in acqua completamente diversa sotto molti aspetti, in primis quello energetico.

I campioni d’ acqua che portammo a Zaro furono i seguenti:

Acqua di Piellero – valore 14000 Bovis ca

Acqua Diamante – valore 240000 Bovis ca

Acqua Mikaelica – valore 1300000 Bovis ca

Acqua di Lourdes – valore 22000 Bovis ca

Acqua Filosofica – valore 40000 Bovis ca

Essendo già consapevoli del “fenomeno” a cui saremmo andati incontro lavorammo l’ acqua Filosofica in modo tale da imprimergli una bolla energetica di protezione; ragion per cui essa non avrebbe subito nessuna differenza in caso di sottrazione energetica. Nell’ incamminarci a piedi verso il luogo “benedetto” non potemmo fare a meno di notare un’elevata presenza di turisti, bus e taxi di ogni grandezza. Il fenomeno attira, questo è fuori ombra di dubbio così come il credente è attratto verso un luogo in cui pregare. Ma alla fine è innegabile la curiosità alla base di tutto e questo fu chiaramente visibile fino alla fine della funzione religiosa. Non è nostra intenzione approfondire troppo l’ aspetto esoterico della questione, qualcuno potrebbe controbattere che i risultati e le sensazioni furono frutto della nostra emotività e dei nostri preconcetti.

Le acque vennero misurate dopo circa 10 minuti dall’ apparizione in un luogo lontano da essa:

Acqua di Piellero – valore 10000 Bovis ca

Acqua Diamante – valore 140000 Bovis ca

Acqua Mikaelica – valore 900000 Bovis ca

Acqua di Lourdes – valore 16000 Bovis ca

Acqua Filosofica – valore 40000 Bovis ca

Inutile commentare. Il vampirismo energetico c’è stato così come la volta precedente. Unica gioia fu la conferma che la bolla di protezione funzionò alla perfezione. L’ Acqua filosofica rimase intatta!

Dopo 90 minuti circa dall’ Apparizione i campioni d’ Acqua risultarono:

Acqua di Piellero – valore 8000 Bovis ca

Acqua Diamante – valore 210000 Bovis ca

Acqua Mikaelica – valore 800000 Bovis ca

Acqua di Lourdes – valore 10000 Bovis ca

Acqua Filosofica – valore 40000 Bovis ca

Da questi dati si potrebbe ipotizzare che i campioni d’acqua non subirono una ripresa omogenea. Il recupero energetico risultò caotico ed altalenante. Dopo 5 ore dall’ apparizione le acque risultarono nuovamente caratterizzate dall’ avere la propria energia.

Ed ora veniamo alle conclusioni. In questi mesi di assenza dal bosco di Zaro si è studiata la questione con l’ ausilio di molti mezzi avvalendosi anche dell’ opinione di sensitivi. Tutti concordi nell’ affermare che il bosco di per sé non è più caratterizzato dall’ avere energie negative e questa è una cosa di cui siamo felici. Il bosco è guarito. Tuttavia il fenomeno del vampirismo energetico è reale. Le due cose si conciliano solo ipotizzando che l’ entità compia il suo “lavoro” solo in quei due giorni precisi e questo lavoro lo porta a termine nel modo più subdolo possibile ovvero assumendo le sembianze della Madonna. Non è nostra intenzione criticare i nobili intenti di quanti si recano al bosco, anzi. Lodevole è l’ intento di creare cenacoli di preghiera ma quanto appena esposto dovrebbe dare da pensare a più di una persona ricordando come grandi Padri della Chiesa come Padre Pio ebbero non poche grane proprio da entità a loro apparse sotto forma della Santa Vergine. Può l’ occhio del semplice credente eguagliare quello appartenuto a queste grandi figure religiose? Difficile, molto difficile. Ma l’ acqua è un elemento universale ed è VITA.

Cosa poi ci faccia con quest’ energia sottratta ai fedeli quest’ entità non ci è dato sapere; perché ne avrebbe bisogno proprio in quel luogo? Inutile dire che se quest’ entità non desse il contentino al fine di rendersi credibile, ben presto il credente farebbe fatica a credergli…..

Meditate gente, meditate……

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